Consigli per gli acquisti? Pardon, sul Trento Doc Cuvée Zero 10 libera informazione!

Questa la linea editoriale sul vino di quello che fu il Corrierone…

So già che scrivendo questo post deluderò un amico, io ormai lo considero tale, visto come mi si è rivolto lunedì a Modena, ed i consigli che si è sentito liberamente di darmi, che mi ha invitato a non sprecare il mio “talento” (bontà sua nel riconoscermelo) a non perdere tempo ed energie in continue polemiche che tanto lasciano il loro tempo, che mi fanno sentire in pace con il mio animus da Don Chisciotte, ma non mi fanno vincere, pugnando da solo, battaglie e guerre.

Un invito a dedicarmi soprattutto a raccontare i vini, “visto che sai degustare e scrivere”, e a lasciar perdere assalti alla baionetta, barricate e bombe (verbali) a mano.

Lui ha ragione, e preciso che non è un “ciula”, ma un importante enologo di un altrettanto importante azienda spumantistica, ma cosa ci volete fare, quando io vedo e leggo certe cose, prevale in me quello spirto guerrier chentro mi rugge, e non riesco a far finta di niente, non ce la faccio a nascondere la testa dentro alla sabbia e mi è impossibile calarmi nella parte delle tre scimmiette, quelle che, omertosamente parlando, “non parlano, non vedono e non sentono”. E, nel mio caso, non scrivono.

A fine settembre, mi sembra fosse il 28, c’è stata a Milano – leggete qui – la presentazione di una nuova cuvée della maison trentina Ferrari, il Trento Doc Cuvée Zero 10, un mosaico di tre millesimi diversi, il 2006, il 2008 e il 2009, messo appunto in bottiglia nel 2010.

Io non ho potuto essere presente, in quei giorni ero a Londra per dei tasting, e quindi non so se questa nuova cuvée messa a punto dai Lunelli con la fondamentale collaborazione del loro bravo chef de cave Ruben Larentis, sia straordinaria, stratosferica, fenomenale oppure no. Credo che potrò ragionevolmente assaggiarla nel giro di una decina di giorni.

Però non posso non notare che il Batman del giornalismo che si occupa di vino sul Curierin, lo Speedy Gonzales che straccia ogni record di velocità quando si tratta di battere la grancassa a favore delle Grandi Aziende del Vino Italiano, il rubrichista che proclama “Nessuno tocchi il Prosecco! Giù le zampe dallo spumante che accomuna i ricchi e i poveri”, e che se qualcuno si azzarda ad attaccarlo, seppure con una fake news, deve vedersela con lui, sto parlando del prode Luciano Ferraro, del Corriere della Sera  con la direzione di Luciano Fontana, ex capo dell’ufficio centrale (detto anche Politburo) de L’Unità a direzione Veltroni, nonché della rubrica DiVini, ha colpito ancora.

Non c’è nulla da fare, quando si tratta di blandire Le Grandi Aziende e noti brand già o potenziali utenti pubblicitari di RCS, Corriere della Sera DiVini e Luciano Ferraro sono imbattibili, implacabili, scattanti.

Sembrano degli Hamilton, costantemente in prima fila a fornire “consigli per gli acquisti”, pardon “libera” informazione corrieresca…

Come in questo caso, dove la presentazione del Trento Doc Cuvée Zero 10 costituisce un ottimo pretesto per un articolo che sembra partire alto e alato con la citazione colta “come la freccia scoccata dal tedesco Eugen Herrigel nello «Zen e il tiro con l’arco» (Adelphi): «La via verso la meta, non la meta stessa, solo il supporto per il salto ultimo e decisivo», ma poi si sviluppa e si conclude con uno stile che lascio a voi giudicare.

Uno stile che caratterizza l’approccio al vino di Ferraro e di quello che fu il più grande, autorevole, importante quotidiano italiano… Mala tempora currunt

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche

Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

Franco Ziliani blog http://www.francoziliani.blog/

2 commenti

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2 commenti

  1. Simone

    ottobre 14, 2017 alle 9:26 pm

    Ubi opes, ibi amici…

  2. Antonio

    ottobre 17, 2017 alle 12:38 pm

    Che poi non ho proprio capito il prezzo a cui viene proposto questo nuovo perlé 0..
    Audace!

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