Oltrepò Pavese Pinot Nero Brut 137 e Cruasé 145 Manuelina

Denominazione: Oltrepò Pavese Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
8

Denominazione: Oltrepò Pavese Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
8


ManuelinaBrut
Avevo promesso di dare uno sviluppo al post scritto a caldo relativo all’andamento sorprendentemente favorevole della mia ampia degustazione di metodo classico targati Oltrepò Pavese fatta in quel di Riccagioia recentemente. Ed eccomi puntualmente a farlo, parlando non di uno dei vini o delle aziende che hanno trovato una conferma qualitativa nel mio assaggio, bensì dei vini di un’azienda che è stata per me un’autentica rivelazione, nel senso che non l’avevo mai sentita nominare né avevo provato alcuno dei suoi vini.

Parlo dell’azienda Manuelina posta in frazione Ruinello di Sotto di Santa Maria della Versa, un’ azienda “sconosciuta” ai più, ma che da tanti anni si affaccia sul panorama dell’Oltrepò Pavese. L’azienda, con il suo vecchio nome, Azienda Agricola Achilli Luigi, inizia la sua storia nella prima metà del ‘900 quando Luigi Achilli insieme al fratello Guido Achilli, decide di non limitarsi ad una produzione per il consumo personale o di pochi affezionati amici/clienti, ma di farne una professione vera e propria. I risultati di questa scelta presto arrivano facendo conoscere questa piccola realtà a molte famiglie che dalla città, il sabato e la domenica, vengono ad acquistare direttamente in cantina per lo più vino “sfuso”. Una grande passione che Luigi Achilli trasmette ai figli Paolo e Antonio.

La modifica del nome in Azienda Agricola Manuelina è storia di oggi, una “scelta avvenuta per ragioni commerciali, per distinguersi dalle numerose cantine “Achilli” presenti nel comune di S. Maria della Versa”. Si è così registrato un nome semplice e famigliare (Manuela è il nome di una delle figlie di Paolo) in modo tale da portare avanti un’immagine diversa.

Oggi l’Azienda Agricola Manuelina conta su 22 ettari di vigneti di proprietà, e produce, vinifica e imbottiglia direttamente in azienda circa 3500 q.li di uva. In altre parole ci troviamo di fronte ad una classica azienda a conduzione famigliare, di quelle, mi ha raccontato Manuela Achilli, “dove ci metti tanta buona volontà e tanto lavoro cercando sempre di fare del tuo meglio e visto che di persone si tratta è composta da Paolo Achilli (mio papà) che si occupa della campagna e della vinificazione, Antonio Achilli (mio zio) che si occupa di tutto quello che è il post vinificazione e della vendita e io che invece mi occupo di carta… Più un collaboratore fisso e qualche avventizio”.

La produzione, 1620 ettolitri nell’ultima vendemmia, era ed è destinata in toto a privati (“i nostri primi clienti, mi ha detto ancora Manuela, mio papà iniziò negli ’70 quella che era la classica vendita porta a porta), enoteche e ristoranti e “mio zio proseguì verso la fine ’80 inizio ’90”, e Manuelina vende principalmente in Lombardia e parte del Piemonte, e al momento non esporta anche se sta cercando trovare uno sbocco ed un contatto anche per poter far conoscere la propria produzione all’estero.
BrutManuelina

I vini prodotti sono quelli della “tipicità oltrepadana”, ovvero Bonarda vivace, Bonarda ferma Pà Luigi dedicata al nonno, Pinot Nero in tutte le sue varianti, rosso (Solonero), vinificato in bianco vivace, vinificato in rosa vivace, metodo Charmat, e poi, Riesling vivace, Moscato, Sangue di Giuda e ancora Chardonnay, Pinot Grigio, Barbera, Cabernet Sauvignon.

E’ ancora Manuela Achilli a dirmi che “tutta la raccolta avviene manualmente e per questa vendemmia, visto l’andamento climatico, abbiamo deciso di non produrre i due metodo classico da Lei degustati Pinot Nero Brut 137 e Cruasé 145, in quanto abbiamo preferito non produrre piuttosto che fare qualche cosa che non ci soddisfacesse”. Per gli Achilli produrre i due Pinot nero metodo classico è stata un po’ “una sfida”, perché “fare spumante riteniamo sia un salto di qualità”.

Il Pinot Nero Brut che ho assaggiato, 100% Pinot Nero, è una vendemmia 2010 con sboccatura settembre 2013, e 24 mesi di permanenza sui lieviti “e cerca di esprimere tutte le caratteristiche degli spumanti dell’Oltrepò Pavese, quindi freschezza e acidità, con un’acidità complessiva di circa 7,5 gr/lt, mentre il Cruasé è una vendemmia 2011 con sboccatura giugno 2014, anch’esso Brut con una leggera macerazione di alcune ore per estrarre la minima quantità di colore e come il “fratello” é 100% Pinot Nero con un’acidità di circa 7,5 gr/lt. Questo il racconto di sé stessi e del proprio lavoro fatto dagli Achilli, ora il mio racconto e le mie impressioni, entrambe positive, sui vini.

Parto dal Brut Pinot nero 137, colore paglierino verdolino traslucido, naso fresco, vivo, floreale, di bella fragranza e definizione, con note nitide di agrumi, mandorla, fiori bianchi e una nocciola fresca non tostata. Attacco, piacevole, bocca fresca, viva, salata, con bel nerbo acido e vivace articolazione: il vino ha spalla larga, ma anche profondità, vivacità, bell’equilibrio sapido e finale lungo e molto piacevole.

SatenManuelina

Il Cruasé 145 si propone con un colore buccia di cipolla, cipria vivace, un bel perlage abbastanza fine, naso sottile vivo salato, con una bella vena minerale che prevale su ribes e lampone e gusto ben secco, teso, sapido e minerale con una bellissima acidità che spinge, grande equilibrio, ricchezza di sapore ed un’indubbia eleganza. Insomma, un Oltrepò Pavese che non ti aspetteresti e quando lo scopri ti fa veramente piacere che esista.

Az. Agr. Manuelina
Fraz. Ruinello di Sotto 3/a
24047 S. Maria della Versa  (PV)
Tel. 0385/278247 – Fax 0385-278749
e-mail info@manuelina.com
sito Internet www.manuelina.com

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org
e il Cucchiaio d’argento!

 

3 commenti

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3 commenti

  1. Stefano Calatroni

    novembre 12, 2014 alle 11:02 am

    E brava Manuelina!!!!!!!!!!!!

    • redazione

      novembre 12, 2014 alle 11:05 am

      e bravo anche il Calatroni… anche i suoi vini sono andati bene, soprattutto il Cruasé, in degustazione

  2. Fabiano giorgi

    novembre 19, 2014 alle 11:18 pm

    Persone di qualità producono qualità. Ottima e totalmente condivisa la degustazione e l’intuizione di franco

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