La carne è debole… E i grandi Champagne la fanno diventare ancora di più…

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Accidenti come è debole la carne e come è impossibile resistere alle sue lusinghe e al suo irresistibile richiamo!
Lo dico subito: queste riflessioni non mi sono venute alla mente abbandonandomi (finché l’età me lo consentirà) al piacere di Eros e giacendo tra le braccia di una bellissima ragazza (nel mio caso direi piuttosto di un’elegante signora) e vivendo l’estasi di un amplesso, ma, molto più prosaicamente, trovandomi a vivere l’altrettanto epicurea esperienza della serata Champagne e carne che avevo a suo tempo annunciato qui.
Serata ugualmente ad altissimo contenuto di libidine, anche se di altro tipo di libido si trattava, organizzata con ogni cura e con assoluto successo (unica piccola pecca, possiamo dirlo? la cottura del risotto non proprio impeccabile… ) dal macellaio gourmet Sergio Motta e dal suo staff di golosi, tra cui merita citazione il simpaticissimo addetto stampa Massimo Pirotta, presso quel posto sorprendente, per me una rivelazione, che è il Ristorante Macelleria Motta di Bellinzago Lombardo, celebrato, ora posso dire a pieno titolo, per le sue speciali selezioni di carni.
E per una proposta di cucina che trova pieno coronamento, merito del giovane e bravo sommelier Oscar Mazzoleni, in una carta dei vini piena di cose stuzzicanti e scelte con originalità e personalità.
Perché abbiamo goduto, sempre eno-gastronomicamente parlando, giovedì 21? Perché, presente il loro importatore italiano, l’ottimo Sarzi Amadé, abbiamo gustato, in sé, e soprattutto abbinati ai piatti, quattro ottimi Champagne di una tra le maggiori interpreti e promotrici della biodinamica, la maison Françoise Bedel, Crouttes-sur-Marne, villaggio della Vallée de la Marne. Champagne che vedono una prevalenza nettissima del Pinot Meunier (circa l’80% dell’encepagement) e che seguono una linea stilistica personalissima.

FegatoMacMotta-ridotto

Nelle foto (quelle veramente belle, tipo quella del piatto di fegato o della costata, sono di Tuatara Video ovvero Marco Ronchi) e nelle mie troverete testimoniati alcuni momenti clou della serata, che ha visto un numero di partecipanti (intorno ai 40) sorprendente, visto che il costo di partecipazione era di 110 euri.
Il menu della serata prevedeva un abbinamento di un diverso Champagne per ogni piatto scelto dalla gamma Bedel: Cotechino allo Champagne, coulis di pomodoro e tempura di zucchine abbinato a Champagne Origin’Elle Extra Brut Scaloppa di fegato di manzo saltata, paté in granella di nocciole e crostino ai cereali accostato a Champagne Entre Ciel et Terre Brut. E poi il già nominato Risotto profumato al timo con guanciale di cinta senese croccante, olive taggiasche, pomodori confit e capperi caramellati con lo Champagne L’Ame de la Terre Extra Brut.
Ed infine il trionfale Costato di bue cotto lentamente alla brace esaltato dallo strepitoserrimo (non esiste e non si può dire? E chi se ne frega, super strepitoso lo era eccome) Champagne Comme Autrefois Extra Brut freschissimo e pimpante pieno di energia nonostante (oppure in ragione di?) ben undici anni undici trascorsi in affinamento sur lie.

CostatoMacMotta-ridotto

Quello che è emerso dalla serata, a parte la sensazionale bontà di un piatto letteralmente da… “orgasmo”, ovvero la Scaloppa di fegato di manzo saltata, paté in granella di nocciole e crostino ai cereali, il fegato più buono da me mangiato in anni 56 di vita, un qualcosa di fondente, morbido, cotto al punto giusto, da mandarti letteralmente in solluchero (se volete gustarla al meglio mi dicono che siano il lunedì e martedì, i giorni della macellazione, quelli ideali per provarla), e la personalità estrema, ma meno difficile da interpretare di quel che si possa pensare, perché sono sì Champagne “dialettici” avrebbe detto Veronelli, ma con una beva, ovviamente quando portati a tavola, contagiosa, è che quello tra grandi Champagne e grandi carni è un mariage (stavo per dire un intreccio) che s’ha da fare. E da ripetere.
Amici champagnisti è vero che pour nous le mariage avec les huîtres, crustacés et coquillages, fruits de mer, le saumon et le poisson, comme vous voulez, c’est merveilleux, mais… Mais la viande marié avec le Champagne, parafrasando Pascal, “a ses raisons, que la raison ne connaît point”.
E dunque mettete alla prova questa ipotesi di abbinamento meno azzardata di quanto possa apparentemente sembrare, sperimentate, gustate (con una carne degna di questo nome, alla quale, ci perdonino vegetariani e vegani e persone votate alla castità, non si possa assolutamente dire di no) e con uno Champagne (ma perché no anche un ottimo Franciacorta, un Trento o un Alta Langa) degno di Bacco. L’estasi è assicurata.

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

 

 

3 commenti

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3 commenti

  1. Vittorio

    marzo 28, 2013 alle 10:47 am

    Qualcosa in più sugli champagne Bedel ce lo racconterai?

  2. Saverio Palmieri

    aprile 2, 2013 alle 3:21 pm

    Certo che deve aver toccato il massimo del livello enorgasmatico,pur non conoscendo lo Champagne importato dal buon Nicola.
    Conoscendolo personalmente mi propose splendide bottiglie di Alfred Gratien per una serata Ais romagna e quindi non ho dubbi sul livello qualitativo della Maison Bedel.
    Non mi resta altro da fare che chiedergli quindi qualche bottiglia per deliziare anche il mio palato.
    Cordiali saluti.
    Saverio Palmieri

  3. acne cure honey

    gennaio 1, 2015 alle 9:37 am

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