Volete fare Champagne groupage con me?


Cari amici champagnisti, oggi ho ricevuto una mail da un importatore olandese che mi propone 600 bottiglie di Champagne Jacquesson Extra Brut Cuvée 740 al prezzo invitantissimo di 34 euro.

Agli champagnisti, che non possono che amare, come io amo, Jacquesson, chiedo: vista la qualità, visto il prezzo conveniente (34 euro contro una media di 45), cosa ne direste, visto che non posso comprarle tutte da solo, se facessimo un bel gruppo d’acquisto, un bel groupage e ci portassimo a casa queste bollicine straordinarie?

Fatemi sapere asap, please!

Attenzione!

Non dimenticate di leggere anche

Vino al vino

www.vinoalvino.org

e

Rosé Wine Blog

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Clamoroso in Oltrepò: qualcuno prova a proporre ancora il riso in cagnone

Ancora tu? Ma non dovevamo vederti più?

Anche domani, martedì 7, sarò nuovamente in terra oltrepadana. In programma una visita ad un’azienda, in quel di Casteggio, e poi contatti vari, perché, piaccia o meno a qualche carneade, o qualche gentile Signorina che non conoscendomi blatera su Facebook che sarei “morto”, o a qualche imbecille (il mondo ne è sempre più pieno) io continuo a fare il mio mestiere, ovvero il cronista del vino. Che quando ha una notizia, la analizza, verifica se sia vera, fa gli opportuni controllo e poi la dà (sto sempre parlando di notizie, non pensate male…).

In attesa di trovarmi nuovamente nella terra dei migliori salami d’Italia, quindi del mondo, (non me ne vogliano a Felino, o nei molti altri posti dove la cultura del salame vanta esponenti di rilievo) voglio darvi gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda dell’acquisto, con offerta presentata al curatore fallimentare incaricato dal Tribunale, della storica Cantina La Versa.

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Roccapietra Zero, un metodo classico che onora l’Oltrepò Pavese

Denominazione:
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
9



Alla Cantina Scuropasso fanno le cose perbene…

Come vanno le cose, mi chiederà qualcuno, in quell’Oltrepò Pavese dove sto moltiplicando (mi accosto al suo capezzale come fossi un medico condotto…) le mie visite?

Direi piuttosto bene, i salami, parlo di quelli che si affettano e si divorano, ovviamente con il “miccone” sono quasi sempre all’altezza della situazione, uno più buono dell’altro, e quei “salami” di oltrepadani mi sembra stiano lentamente iniziando a capire che “o la va o la spacca”, e che perdere il treno in corsa che sta passando sia davvero un’occasione unica che non può essere sprecata.

In attesa del 14 febbraio, che non è solo la festa di noi innamorati, ma la data entro la quale si saprà se la Cantina La Versa finirà finalmente in buone mani o se le toccherà ancora un futuro precario e traballante, a dimostrazione che le cose stanno cambiando, e in meglio, voglio segnalarvi una cantina e delle bollicine, in particolare, che ho conosciuto, grazie all’amico Patrizio Chiesa, anima del portale Oltrepò Pavese.com oltre che autore di una bellissima e davvero utile guida come Guidando con gusto, che mi ha proposto di andarci insieme.

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Süd Tiroler Sekt in degustazione oggi a Milano



Appuntamento imperdibile dalle 18 alle 21 al Westin Palace Hotel

Sono da una vita, diciamo dal 1982, anno in cui vi salii per la prima volta, un appassionato di quella bellissima “terra di vino e di mele” che è l’Alto Adige – Süd Tirol.

Non si può, se si ha un minimo di senso della bellezza e dell’armonia, non amare questo angolo di paradiso collocato, geograficamente e amministrativamente parlando, in territorio italiano, ma culturalmente, e linguisticamente ça va sans dire, tirolese. Ed evito accuratamente di scrivere austriaco o tedesco.

In Alto Adige ho imparato ad amare le vallate e le montagne, dove compiere lunghissime passeggiate, il senso civico e l’educazione degli abitanti, la straordinaria bontà della cucina e ovviamente dei vini.

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Oggi all’Ordine dei Giornalisti a Milano a discutere di…Prosecco!

Come direbbe Pirandello “Ma non è una cosa seria”…

Non so se citare Pirandello e la sua celebre commedia, o se esclamare “sorridi, sei su Scherzi a parte!”.

La verità e che mentre voi leggerete questo post io sarò a Milano, all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, esattamente presso la sede del Consiglio di Disciplina Territoriale, convocato con tanto di raccomandata con ricevuta di ritorno, “invitato a comparire davanti a questo Consiglio per essere sentito nelle sue discolpe” a causa di un “provvedimento disciplinare” nei miei confronti aperto per “verificare se vi sia violazione delle norme deontologiche presiedono alla professione di giornalista e, in particolare, degli artt. 2, 48 L69/1963 della Carta dei doveri del giornalista con riguardo alla verità sostanziale dei fatti, ai doveri di lealtà e buona fede e dell’essenzialità e della continenza espressiva dell’informazione”.

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Ancora Franciacorta a prezzi vergognosi sugli scaffali: ma basta!


Sani Gesualdi, pensaci tu!

Mi sembra di sentirle le urla di qualche pasdaran del franciacortismo più esacerbato, che non è fatto solo di persone convinte che le bollicine bresciane siano migliori dello Champagne, ma anche di personaggi che pensano di essere dei maghi del marketing e delle politiche commerciali, quando leggerà questo post. “Ma ca..o, ancora con questa storia dei Franciacorta a prezzi bassi quello str…o di Ziliani?”.

Mi spiace per loro, non sono io a piazzare di nascosto sugli scaffali vini, Franciacorta Docg a tutti gli effetti, a prezzi vergognosamente e stupidamente bassi. Sono sia aziende fuoriuscite (o addirittura cacciate) dal Consorzio, ma anche altre che del Consorzio fanno tuttora parte… E che per svuotare le cantine usano etichette dai nomi uno più fantasioso (e farneticante) dell’altro.

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Tragedia alla Cascina Clarabella di Iseo



La Franciacorta tutta abbraccia idealmente Nadia…

Questa è una di quelle notizie, orribili, che non si vorrebbero mai dare. Una di quelle notizie che hanno il nefando, osceno potere di lasciarti attonito e sgomento. Lo scenario è la Franciacorta, la zona vinicola bresciana diventata nota in Italia e nel mondo per le sue bollicine metodo classico, che si sono affermate grazie alla voglia di fare e alla tenacia dei suoi abitanti.

Ma se i bresciani ed i franciacortini sono (giustamente) celebrati come grandi lavoratori, come imprenditori, un po’ in tutti i campi, esemplari, non altrettanto riconoscimento riceve invece la loro generosità, la capacità, silenziosa, senza troppe ostentazioni, di fare del bene al prossimo.

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Champagne Rosé Premier cru Résèrve de l’Hommée Coulon

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot Meunier
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
9,5


Visto com’è andato il 2016 e affacciandosi un 2017 che guardavo un po’ di sottecchi, temendo quali sfracelli (ancora?) a causa del 17 finale, in prossimità di San Silvestro e Capodanno ho pensato: da quell’annus horribilis devi proprio congedarti alla grande.

E così è stato, non solo per il valore e la bellezza del vino scelto, un’autentica meraviglia, ma grande è stato anche il formato del vino, un magnum

Ovviamente, inutile dirlo, “bollicine”, non italiane, siano essere bresciane, oltrepadane, trentine oppure altolanghette, ma, ça va sans dire, Champagne.

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Futuro di La Versa? Cavit confessa di pensarci ancora…

E

…ma solo come supporto di Terre d’Oltrepò

Ieri pomeriggio, facendo un piccolo eno-scoop, ho dato la notizia secondo la quale la celebre cantina veneta Cantina di Soave sarebbe in pole position per diventare proprietaria di quel nobile decaduto che è l’oltrepadana Cantina La Versa, grazie ad una “un’offerta irrevocabile per l’acquisto con validità di 30 giorni” presentata al curatore fallimentare.

Finita la vicenda La Versa? Teoricamente sì, anche se va ricordato che i giochi non sono interamente chiusi, perché “fino al 15 febbraio chi vorrà potrà rilanciare a partire dalla cifra di 4milioni e 150mila euro. Non dovesse presentarsi nessuno, l’azienda verrà venduta al gruppo che ha già depositato una caparra da 250mila euro”.

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E’ la Cantina di Soave il nuovo proprietario di La Versa?

LogoLaVersa
Finito (pare) il lungo calvario dello storico marchio

Pare finalmente finito il “calvario” dell’azienda vinicola più nota dell’Oltrepò Pavese, del marchio più noto del variegato universo vitivinicolo della più bella (Valtellina a parte) zona vinicola lombarda. Sto parlando della storica Cantina La Versa di Santa Maria La Versa, resa grande dal mitico Duca Denari e poi tristemente finita in basso, dopo varie gestioni infelici, tentativi falliti e varia umanità, fino al fallimento dichiarato nel luglio scorso. Fallimento palese anche visitando la home page del sito Internet aziendale, che a tutt’oggi riporta le testuali parole che spezzano il cuore al solo leggerle: “Bando di gara per acquisto azienda “La Versa Viticoltori dal 1905 Spa” Data scadenza presentazione offerte: 25 novembre 2016 Le offerte dovranno pervenire allo studio del Curatore Fallimentare, dott. Luigi Spagnolo, in Milano”.

Sono particolarmente felice di apprendere dell’happy end di questo calvario, perché anche se non ho assolutamente alcuna colpa, io mi sono limitato a fare il mio mestiere di giornalista, avevo dato credito, addirittura pubblicando una lunga intervista che gli avevo fatto, all’ultimo, ipotetico, salvatore “della baracca”, un bresciano, che nell’estate dello scorso anno era stato arrestato per bancarotta e riciclaggio.

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Cresce l’export per gli English Sparkling wines nel 2016

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Presenti ormai in 27 Paesi diversi

Lo sappiamo già, ce ne siamo accorti diverse volte ormai, che i nostri amici inglesi, fedeli a quella forma di orgoglio patriottico che li contraddistingue, tengono moltissimo, tanto che tendono a sopravvalutarne gli effettivi pregi, le loro bollicine metodo classico. Quelle che loro chiamano English sparkling wine.

Recentemente una delle riviste più note, Decanter, ha dato prova di questo orgoglio bollicinaro molto british, in un articolo, apparso qui, nell’edizione on line della rivista, dove l’autore è arrivato ad inserire due English sparkling in una selezione dei cinque migliori sparkling dell’anno… Esagerati…

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Annunciate in ribasso le spedizioni di Champagne nel 2016

TappiChampagne
Come sono andate le cose, si chiederà magari qualche lettore abituato a vedermi trattare di Champagne, anche dal punto di vista della commercializzazione e del suo andamento sui vari mercati internazionali, per le expéditions de Champagne nel 2016? E’ stato un grande anno, come lo sono stati il 2014 (307 milioni di pezzi) ed il 2015 (312.535 milioni)?

Non abbiamo ancora i dati definivi, che non troverete, ancora per un mesetto, sul sito Internet ufficiale del Comité Champagne o su quello del Bureau Italia. Per ora dobbiamo accontentarci, ma conto tra qualche giorno di potervi dare maggiori notizie, dei dati relativi ai primi 10 mesi dell’anno, ovvero sino ad ottobre, quindi senza i dati di due mesi cruciali e decisivi come novembre e dicembre.

I dati, e le previsioni, parlano di un possibile calo delle importazioni rispetto al biennio 2014-2015, visto che al 31 ottobre 2016 erano state spedite circa sei milioni di bottiglie in meno rispetto a fine ottobre 2015, con un calo, su base annua, del 2,7%.

Ottobre 2016 è stato un mese deludente, con un 10,6% in meno relativo al commerce della Maison de Champagne, dell’8,6% per le cooperative e del 6,5% per gli Champagne dei vignerons.

Non è andato bene il mercato interno (ed è comprensibile con tutto quello che è successo di negativo e terribile in Francia nel corso dell’anno…), ma ancora peggio sono andate le esportazioni, ovvero la forza trainante del mercato Champagne, con un calo del 21% rispetto ad ottobre 2015 sui mercati dell’Unione Europea.

Meglio vanno le cose nei Paesi terzi (tipo Stati Uniti, Australia, Giappone…), con un leggero rialzo e 58 milioni di bottiglie importate da gennaio a ottobre 2016.

E se le cose non dovessero cambiare – come mi auguro siano cambiate- in novembre e dicembre, il bilancio sarà decisamente meno entusiasmante di quello 2015, quando con 312 milioni di bottiglie spedite si era raggiunta una cifra di affari record equivalente a 4,75 miliardi di euro….

Le previsioni parlano di un calo in Francia e nel primo mercato export, la Gran Bretagna, dove ad inizio di quest’anno i prezzi degli Champagne dovrebbero aumentare a seguito dell’effetto Brexit.

Un calo complessivo del due per cento nelle expéditions de Champagne dovrebbe essere, salvo miracoli, nella ragione delle cose… Solo colpa della congiuntura economica e del terrorismo internazionale, dell’offensiva sempre più spavalda (in termini di prezzi bassi) del Prosecco, o di qualche strategia non proprio azzeccata?

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Lambrusco di Sorbara del Fondatore 2015 Cleto Chiarli

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Sarebbe stato troppo facile, anche se ne ho avuto la tentazione, provare a riannodare i fili del discorso (dove eravamo rimasti?) con voi lettori, scegliendo – ne ho bevuto diversi in questi giorni – uno Champagne. Sarebbe stata una scelta simbolica, dai molteplici ed emblematici significati…

Ho invece pensato, o ha deciso per me quello che oggi mi sono messo nel piatto, di riprendere il dialogo con voi ovviamente con un metodo classico, ma non quelli che vanno per la maggiore e godono di maggiore notorietà mediatica, bensì con un vino, della tradizione, molto popolare.

Via con un Lambrusco dunque, per brindare a questo ritorno (lo so, sono stato via un bel po’, ma non potevo fare altrimenti…), ma non un Lambrusco qualsiasi, bensì con un Lambrusco “metodo classico”, o meglio rifermentato in bottiglia. Un Lambrusco di Sorbara metodo ancestrale, ottenuto dalle omonime uve, prodotto da un’azienda, che non ho mai visitato ma di cui apprezzo molto l’ampia gamma di prodotti, sempre ben fatti, mai banali, dotati di personalità e carattere, come la Chiarli di Modena.

Un Lambrusco che nelle varie enoteche on line viene via all’umanissimo prezzo di poco più di otto euro, perfetto in abbinamento alla “salsiccia alla mantovana”, acquistata non in una costosa boutique del gusto ma nientemeno che alla Lidl (e vi assicuro che era di qualità impeccabile), e alle semplici, per non dire povere (ma a me piacciono un sacco) cipolle al forno, che hanno costituito oggi il mio pranzo. E non me ne vogliano – la carne mi piace, anche se ultimamente ne consumo molto meno che in passato – i vegani che dovessero leggermi.

Cosa sia questo Lambrusco di Sorbara “Del Fondatore” è presto detto – e maggiori dettagli troverete in questa scheda pubblicata sul sito Internet aziendale: un Lambrusco di Sorbara prodotto con metodologia tradizionale, che prevede la presa di spuma attraverso fermentazione naturale in bottiglia con dosaggio zero, cui segue stagionatura di sei mesi.

Chiarli, il più antico produttore di vini tipici dell’Emilia-Romagna, l’azienda fu fondata nel lontano 1860 e dispone di una serie di tenute agricole, con 100 ettari di vigneti di proprietà, di Sorbara ne produce diversi, ma questo “Fondatore”, dalla Tenuta Sozzigalli, ovvero vigne poste nelle campagne a Nord di Modena sulla sponda sinistra del fiume Secchia, su terreni profondi ed argillo limosi, è forse il più ambizioso. Senza dimenticare, le uve questa volta sono Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, il rinomato “Vigneto Cialdini”.

Un Lambrusco, deo gratias!, assolutamente secco e di gran nerbo, che conquista innanzitutto per il colore, tra il melograno scarico ed il corallo ed il succo di ribes, limpido, brillante, luminoso, scintillante – elementi esaltati dalla mia scelta del miracoloso calice denominato Trentiner ideato da Luca Bini, dove il vino acquista in fragranza ed eleganza e sprigiona la grana fine delle bollicine e la vivace presa di spuma.

Ma poi, facendosi largo tra il profumo delle salamelle, e sfidandone quasi l’opulenza e invadenza, si resta ammirati dal naso ampio, succoso e carnoso di bella immediatezza e nitidezza, dove è la ciliegia a dominare, con sfumature di rosa, accenni agrumati, e poi ricordi di lampone e ribes, un naso nitido, incisivo, ben salato.

E, ancora di più, dal primo sorso, dalla bocca franca e ben polputa, di grande equilibrio e armonia, con un’acidità ben bilanciata dalla frutta, e una precisa vena salata che insiste e continua sino alla fine del sorso, con un nerbo diritto, persistente, generoso, un gusto generoso, ma assolutamente non ruffiano. E una capacità di “sgrassare” per bene e pulire la bocca dalla consistenza grassa della mia salsiccia alla mantovana.

Beh, se vi piace il Lambrusco, se amate il metodo classico, credo che questo ottimo Lambrusco Del Fondatore, così piacevole, ben calibrato, godibile, faccia assolutamente al caso vostro.

Sperando di non aver perso la mano (ed il palato) in questi lunghi mesi lontano dai miei blog e da voi lettori, cordialmente vi saluta il vostro Franco Ziliani. Prosit!

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Dubbi natalizi: ma Babbo Natale esiste veramente?

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Un’iniziativa della “Associazione di amici di Vino al vino “

Raggiunta e superata la soglia dei sessant’anni dovrei essere immune da certe illusioni che è giusto popolino la fantasia ed i sogni di un bambino di sei… Non dovrei credere alle leggende di Natale e non pensare che Babbo Natale esista veramente se non nelle ingenue convinzioni di un fanciullo. Eppure… Eppure ieri sera ho cominciato ad avere dei dubbi e a sospettare che in fondo quell’omone in rosso dalla grande barba bianca sia veramente tra noi…

Prima che vi venga il dubbio che io stia dando segni di senescenza e stia tornando ai pensieri della mia infanzia, voglio chiarire l’origine delle mie rêveries, un qualcosa, come definirlo?; di assolutamente reale, anche se sembra avere le sembianze di un sogno.

Ieri sera ho scoperto che delle persone che non conosco e che si presentano come “Associazione di amici di Vino al vino”, hanno lanciato, come definirlo?, un appello per la sopravvivenza dei miei blog, Vino al vino, appunto, e Lemillebolleblog, sotto forma di pubblica sottoscrizione per sostenere la mia attività di giornalista indipendente, senza padrini e senza padroni, come amava dire Indro Montanelli.

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Stupefatto e, perché nasconderlo?, commosso da questa iniziativa, che si manifesta proprio nei giorni che precedono il 25 dicembre, ecco perché ho cominciato a considerare che sognare non costa niente e che forse, anche alla mia non più tenera età, Babbo Natale possa avere in serbo un pensiero anche per me.

Per buon gusto ed eleganza qui mi fermo, limitandovi a segnalare dove leggere di questa iniziativa a favore dei miei blog e del sottoscritto, definito, bontà di chi ha scritto, “uno dei giornalisti del vino più discussi e controversi”. Il sito Internet è Kapipal e questo il link diretto.

Per il resto, oltre a darvi appuntamento per la ripresa ufficiale, con articoli e post come facevo sino a sei mesi fa, non posso che cogliere l’occasione per inviare un sentito grazie a chi ha avuto questa idea, e porgere a tutti voi, vecchi o nuovi lettori, i più affettuosi auguri di un sereno Natale.

Per gli auguri per il Nuovo Anno (che spero sia decisamente meglio di quello che va finendo…) ci ritroveremo tra qualche giorno…

Auguri!

Franco Ziliani

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Coming soon… Lemillebolleblog ritorna…

comingsoon

Un breve annuncio: Lemillebolleblog ritorna, prossimamente, a giorni, su questi schermi….

 

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