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	<title>Le Mille Bolle Blog</title>
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	<description>Tutto sulle bollicine italiane</description>
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		<title>L&#8217;ambiente nel bicchiere, ovvero il caso Franciacorta Dibattito alla Dispensa Pani e Vini</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 06:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Dispensa pani e vini]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>

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		<description><![CDATA[Interessantissima occasione di dibattito e discussione martedì 28 maggio presso il ristorante Dispensa Pani e Vini di Torbiato di Adro nel cuore della zona vinicola bresciana della Franciacorta. Con il titolo stuzzicante di &#8220;L&#8217;ambiente nel bicchiere, ovvero il caso Franciacorta&#8221; si terrà un “Libero ragionamento sulle tematiche ambientali e di salubrità nella produzione del vino”. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/Ambiente-nel-bicchiere.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5171" alt="Ambiente-nel-bicchiere" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/Ambiente-nel-bicchiere.jpg" width="600" height="311" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Interessantissima occasione di dibattito e discussione <strong>martedì 28 maggio</strong> presso il ristorante Dispensa Pani e Vini di Torbiato di Adro nel cuore della zona vinicola bresciana della <strong>Franciacorta</strong>.<br />
Con il titolo stuzzicante di &#8220;<strong>L&#8217;ambiente nel bicchiere, ovvero il caso Franciacorta</strong>&#8221; si terrà un “Libero ragionamento sulle tematiche ambientali e di salubrità nella produzione del vino”.<br />
A ragionare saranno <strong>Fabio Giavedoni</strong> curatore della guida Slow Wine e <strong>Pierluigi Donna</strong> Agronomo e responsabile del progetto <a href="http://www.agrinews.info/il-progetto-ita-ca-per-una-viticoltura-sostenibile_news_x_14281.html">Ita.Ca</a>.<br />
Alla discussione farà seguito una degustazione cieca ed una cena in cui lo Chef <strong>Vittorio Fusari</strong><br />
proporrà la sua personale proposta di abbinamento per i vini Franciacorta.</p>
<p style="text-align: justify;">La scaletta della serata è la seguente: Ore 19.00: Dibattito, aperto a tutti<br />
Ore 19.45: Degustazione cieca di 4 Franciacorta 15 Euro<br />
Ore 20.30: Cena 55 Euro (45 euro per i soci Slow Food)<br />
Degustazione + Cena 60 Euro (50 euro per i soci Slow Food).</p>
<p style="text-align: justify;">Per informazioni e prenotazioni:<br />
<strong>Dispensa Pani e Vini</strong> e-mail <a href="mailto:enoteca@dispensafranciacorta.com">enoteca@dispensafranciacorta.com</a><br />
sito Internet <a title="" href="http://clicks.aweber.com/y/ct/?l=MqXPg&amp;m=3iauFIScenVSBNg&amp;b=pqhC4leT5AbBhK7Kga0NMA" target="_blank">www.dispensafranciacorta.com</a><br />
tel 030 7450757</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Festival Franciacorta lunedì 27 maggio a Milano</title>
		<link>http://www.lemillebolleblog.it/2013/05/22/festival-franciacorta-lunedi-27-maggio-a-milano/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 06:05:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Franciacorta Milano]]></category>
		<category><![CDATA[millesimato]]></category>
		<category><![CDATA[Rosé]]></category>
		<category><![CDATA[Satèn]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco il programma del Festival Franciacorta che si svolgerà lunedì 27 maggio a Milano dalle 16 alle 21. Dopo il successo dello scorso anno, Milano torna ad essere protagonista tra le tappe del Festival Franciacorta, l’appuntamento itinerante alla scoperta del vino prodotto col metodo della rifermentazione in bottiglia riconosciuto come uno dei più prestigiosi ambasciatori [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/festivalFranciacortaMilano2013.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5167" alt="festivalFranciacortaMilano2013" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/festivalFranciacortaMilano2013.jpg" width="600" height="283" /></a></p>
<p>Ecco il programma del <strong>Festival Franciacorta</strong> che si svolgerà <strong>lunedì 27 maggio a Milano</strong> <span style="text-decoration: underline;">dalle 16 alle 21</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il successo dello scorso anno, Milano torna ad essere protagonista tra le tappe del <b>Festival Franciacorta</b>, l’appuntamento itinerante alla scoperta del vino prodotto col metodo della rifermentazione in bottiglia riconosciuto come uno dei più prestigiosi ambasciatori del miglior Made in Italy.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Lunedì 27 maggio, </b>i <b><i>Chiostri del Museo della Scienza e della Tecnologia</i></b> saranno la prestigiosa location dove il Franciacorta si presenterà al pubblico di appassionati ed esperti della capitale meneghina: <b>banchi d’assaggio, seminari e 37 produttori</b>, insieme ai migliori Sommelier AIS della Lombardia, accoglieranno <b>dalle 16.00 alle 21.00</b> appassionati di vino e curiosi per degustazioni di Brut, Extra Brut, Satèn, Rosé, Pas Dosé, Riserva. In questa edizione sarà possibile degustare anche i vini fermi della Franciacorta: Curtefranca Doc Bianco, Curtefranca Doc Rosso, Igt Sebino per avere così un panorama completo sulle produzioni vitivinicole della zona.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“</em>Franciacorta fa tappa a Milano con il suo vino e i suoi produttori con l’auspicio di portare un pizzico di primavera, che in questi giorni si fa desiderare &#8211; <b>dichiara Maurizio Zanella, presidente Consorzio Franciacorta</b>. Un’intera serata di degustazioni ed eventi per conoscere meglio le tipologie di Franciacorta e brindare insieme ai numerosi appassionati che interverranno. Milano è il cuore pulsante per le novità e le tendenze di stile e ‘buon gusto’, riferimento per i trendsetter nazionali ed esteri. L’obiettivo, attraverso il nostro vino, è suscitare in loro e in tutto il pubblico di amici del Franciacorta, emozioni capaci di entusiasmarli e coinvolgerli nell’unione di passioni che esprimiamo<em>”.  </em></p>
<p style="text-align: justify;">Da non perdere anche gli appuntamenti della settimana <b>dal 20 al 26 maggio Aspettando il Festival</b>: oltre 50 locali della città, tra enoteche, wine bar e ristoranti di Milano, organizzano ogni sera <b>happy hour con Franciacorta</b>.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Festival Franciacorta a Milano – 27 maggio </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b><i>Chiostri del Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” </i></b></p>
<p style="text-align: justify;">Via San Vittore 21 Milano <i>(Linea M2 &#8211; fermata Sant’Ambrogio)</i></p>
<p style="text-align: justify;">Apertura al pubblico dalle 17.00 alle 21.00 &#8211; Ingresso: 15 euro (Soci Ais, Fisar, Onav e Slow Food € 10)</p>
<p style="text-align: justify;">Apertura alla stampa e agli operatori, con ingresso gratuito, dalle 16.00 alle 21.00</p>
<p style="text-align: justify;">Info: <a href="http://www.franciacorta.net">www.franciacorta.net  </a></p>
<p style="text-align: justify;"><b><span style="text-decoration: underline;">Durante il Festival, due seminari di approfondimento:  </span><i><br />
</i></b></p>
<p style="text-align: justify;"><b><i>Ore 17.15 – FRANCIACORTA, ELEGANZA IN ROSA </i></b></p>
<p style="text-align: justify;">Seminario dedicato al Franciacorta Rosé nelle sue declinazioni guidata da un sommelier professionista AIS<b><i>. </i></b>Posti limitati, per prenotazioni: <a href="mailto:eventi@franciacorta.net">eventi@franciacorta.net  </a></p>
<p style="text-align: justify;"><b><i>Ore 18.30 – IL FRANCIACORTA IN CUCINA: L’ARTE DELL’ABBINAMENTO </i></b></p>
<p style="text-align: justify;">Franciacorta Satèn e Pas Dosé abbinati ai sapori del territorio interpretati dallo <b>Chef Vittorio Fusari del Ristorante ‘Dispensa Pani e Vini’</b> di Torbiato Di Adro (BS). Posti limitati, per prenotazioni: <a href="mailto:eventi@franciacorta.net">eventi@franciacorta.net</a></p>
<p style="text-align: justify;"><b><i>37 cantine presenti</i></b><i>: </i>Antica Fratta, Azienda Agricola Fratelli Berlucchi, Barone Pizzini, Bellavista, Berlucchi Guido, Bersi Serlini, Biondelli, Borgo la Gallinaccia, Bosio, Cantina Chiara Ziliani, Ca’ del Bosco, Castello Bonomi, Castello di Gussago La Santissima, Contadi Castaldi, CorteBianca, Derbusco Cives, Ferghettina, Fratus Bio, Gatti Enrico, il Mosnel, La Montina, Lantieri de Paratico, Le Marchesine, Lo Sparviere, Marzaghe, Mirabella, Montenisa, Monte Rossa, Ricci Curbastro, Riva di Franciacorta, Solive, Sullali, Uberti, Vezzoli Giuseppe, Vezzoli Ugo, Villa Crespia – Muratori, Villa Franciacorta.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Il Festival Franciacorta nei prossimi mesi farà tappa </b>in Versilia (Marina di Pietrasanta) il <b>29 giugno, nelle cantine della Franciacorta il 28-29 settembre, </b>a Torino il <b>14 ottobre</b> e a Roma il <b>18 novembre</b>.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Happy Hour con Franciacorta dal 20 al 26 maggio 2013 a Milano</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Anadima Bistrot, </b>Via Pavia, 10 Milano Tel. 02 8321981</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Asian Bar, </b>Via Ravizza angolo Via Raffaello Sanzio, Milano, Tel. 02-4693206</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Basara Milano, </b>Via Tortona, 12 20144 Milano, Tel. 02 83241025</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Bar F.lli Monico S.n.c., </b>Fraz. Caviaga, Via Gas, 10 20070 Cavenago D’Adda (LO), Tel. 0371 487418</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Bevex S.n.c., </b>Via Cimitero, 13 20012 Cuggiono (MI), Tel. 02 974308</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Biesseri Ristorante Biologico, </b>via De Amicis, 45 Milano, Tel. 02 36699215</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Cantina della Vetra, </b>Via Pio IV, 3 angolo P.zza Vetra 20123, Milano, Tel. 02 8940 3843</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Cor.Ma S.n.c., </b>Via Ugo Foscolo, 16 20864 Agrate Brianza (MI),Tel. 338 7008426</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Dal S.n.c., </b>Via Marchionni 3, 20161 Milano, Tel. 333 2364095</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Distribuzione Grandi Marche-Dgn S.n.c. , </b>Via E. Mattei 2, 20058 Villasanta (MB ), Tel. 039 2325120</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Drogheria Raddizani, </b>V.le Piave, 20 20129 Milano, Tel. 02 76023119</p>
<p style="text-align: justify;"><b>El Barchet (Osteria Cavour), </b>Via Cavour, 4 20010 Boffalora Ticino (MI), Tel. 02 9754911</p>
<p style="text-align: justify;"><b>El Bristot di Milano, </b>Via Monza, 13 20125 Milano, Tel. 02 6826749</p>
<p style="text-align: justify;"><b>El Vinatt Renè, </b>Via Tolstoi, 49 20146 Milano, Tel. 02 471226</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Enoteca Cotti, </b>Via Solferino, 42 20121 Milano, Tel. 02 29001096</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Enoteca Guerini, </b>Via Euleterio Pagliano, 1 20149 Milano, Tel. 02 48005312</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Enobar Caffè Bonazzi, </b>Via Piero della Francesca, 20 20154 Milano, Tel. 02 3315791</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Enoteca Letteraria</b>, P.zza Aldo Moro, 2 20021 Bollate (MI), Tel. 02 39565612</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Enoteca Maggiolini, </b>Via Novara, 19 20010 Bareggio (MI), Tel. 02 9013034</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Enoteca Vago Carlo e Bruno S.n.c., </b>Via S. Lorenzo, 28/30 20020 Lazzate (MI), Tel. 02 96320112</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Enoteca n’Ombra de Vin, </b>Via San Marco, Milano, Tel. 02 6599650</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Gaboardi Pogliani S.r.l., </b>V.le Premuda, 34 20129 Milano, Tel. 02 76003321</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Il Baretto al Baglioni, </b>Via Stelvio, 41 20159 Milano Tel. 02 781255</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Il Cinghiale Rosso, </b>Via Monte Grappa 6/A Milano Tel. 392 9323917</p>
<p style="text-align: justify;"><b>La Cantina del Giannone, </b>Via San Pietro all’Orto, 22 20100 Milano, Tel. 0233614334</p>
<p style="text-align: justify;"><b>La Baita del Formaggio</b>, Via Italia, 42 20090, Cesano Boscone (MI), Tel. 02 4817892</p>
<p style="text-align: justify;"><b>La Bottega del Vino, </b>P.zza Lega Lombardia, 1 20154 Milano, Tel. 02 34593030</p>
<p style="text-align: justify;"><b>La Cantina di Franco, </b>Via Raffaello Sanzio, 16 20149 Milano, Tel. 02 43980348</p>
<p style="text-align: justify;"><b>La Coloniale S.n.c., </b>C.so Genova, 19/20 20123 Milano, Tel. 02 58102346</p>
<p style="text-align: justify;"><b>La Salumeria del Vino, </b>Via Cadore 30 Milano Tel. 02 55184931</p>
<p style="text-align: justify;"><b>La Salumeria del Vino, </b>Via Sanzio 4 Milano, Tel. 02 36534945</p>
<p style="text-align: justify;"><b>La Terrazza Visconti, </b>Via Palestro, 2 20121, Milano, Tel. 02 76028316</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Langosteria 10, </b>Via Bergognone , 27 20144 Milano, Tel. 02 58111649</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Le Bollicine, </b>C.so Porta Nuova, 52 20121 Milano, Tel.. 02 6598213</p>
<p style="text-align: justify;"><b>18/28 Pesce S.a.s.</b>, Via Muratori 28, 20135 Milano, Tel. 338 7107384</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Pandeus Bretzel S.r.L, </b>Via Tadino, 15 20100 Milano, Tel. 02 29528016</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ricerca Vini </b>, Via Vincenzo Monti, 33 20123 Milano, Tel. 02 4331 9160</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ristorante Giannino, </b>Via Vittor Pisani, 6 20124 Milano, Tel. 02 66986998</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ristorante da Palmiro, </b>Via del Riale, 12-16 20015 Parabiago (MI),Tel. 0331 552024</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ristorante “La Scaletta”, </b>P. le della Stazione di Porta Genova, 3 20123 Milano, Tel. 02 43986316</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ristorante Pizzeria l’Isola del Tesoro, </b>Via L. da Viadana, 2 20122 Milano, Tel. 02 58307003</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ristorante Ratanà</b>, Via de Castilla, 28 20121 Milano, Tel. 02 87128855</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Trattoria Toti, </b>Via Matteotti, 35 20067 PAULLO (MI), Tel. 02 9064614</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Vino al Vino </b>, Via Spontini, 11 Milano, Tel. 02 4693206</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Wine Bar Enoteca Al di la del Vino, </b>Via G. Silvia, 43 20149, Milano, Tel. 02 43986394</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Bar Caffè Nilo, </b>Via Rossellini 8 Ang. Via Pola, 20124 Milano, Tel. 02 680960</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Martedì 21 maggio ore 20.30 </span></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ristorante Il Liberty</b>, V.le Monte Grappa, 6 20124 Milano, Tel. 02/29011439</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Wine Bar Boscovich Bakery, </b>Via Boscovich, 31 20124 Milano, Tel. 02 6700746</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Mercoledì 22 maggio ore 20.30 </span></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Osteria al 9</b>, Via Thaon de Revel 9, 20159 Milano, Telefono 02 66825162</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Wine Bar Enotaca Al di la del Vino, </b>Via G. Silvia, 43 20149, Milano, Tel. 02 43986394</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Giovedì 23 maggio ore 20.30 </span></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ristorante Acanto, </b>Hotel Principe di Savoia, P.zza Repubblica, 17 20124 Milano, Tel. 02 62302026</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Bibouq Enoteca Winebar</b>, Via Fauchè, 35 20154, Milano, Tel. 02 89074990</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Venerdì 24 maggio </span></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ristorante la Dolce Vita, </b>Via Bergamini, 11 20122 Milano, Tel. 02 58303843</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Dal 22 al 25 Maggio dalle 19.00 alle 21.00 </span></p>
<p style="text-align: justify;"><b>El Beverin</b>, Via Brera 29, 20121 Milano, Tel. 02 863277</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Sabato 25 Maggio </span></p>
<p style="text-align: justify;"><b>My Kitchen Experience , </b>via Quadrio, 25 Milano</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Lunedì 27 Maggio 2013 ore 20:30 </span></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Pescheria da Claudio, </b>Via Cusani, 1 Milano Tel. 02 805 6857</p>
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		<title>Extra Brut 2007 Deltetto: un appello al neo presidente dell’Alta Langa Docg Giulio Bava</title>
		<link>http://www.lemillebolleblog.it/2013/05/21/extra-brut-2007-deltetto-un-appello-al-neo-presidente-dellalta-langa-docg-giulio-bava/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 05:44:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alta Langa]]></category>
		<category><![CDATA[Canale]]></category>
		<category><![CDATA[Castellinaldo]]></category>
		<category><![CDATA[Chardonnay]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Bava]]></category>
		<category><![CDATA[Nebbiolo]]></category>
		<category><![CDATA[Pinot nero]]></category>

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		<description><![CDATA[Innanzitutto la notizia. Giulio Bava è stato eletto presidente del Consorzio Alta Langa Docg per il triennio 2013/2015 nel corso dell’assemblea generale del 6 maggio scorso. Bava enologo, già presidente dell’Assoenologi Piemonte e Val d’Aosta, è titolare con la famiglia della centenaria Giulio Cocchi produttrice di “spumanti” da 122 anni e tra i fondatori del [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/DeltettoExtraBrut.jpg"><img class="alignnone  wp-image-5169" alt="DeltettoExtraBrut" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/DeltettoExtraBrut.jpg" width="330" height="448" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto la notizia. <b>Giulio Bava</b> è stato eletto presidente del <a href="http://www.altalangadocg.com/">Consorzio Alta Langa Docg</a> per il triennio 2013/2015 nel corso dell’assemblea generale del 6 maggio scorso. Bava enologo, già presidente dell’Assoenologi Piemonte e Val d’Aosta, è titolare con la famiglia della centenaria <a href="http://www.cocchi.it/">Giulio Cocchi</a> produttrice di “spumanti” da 122 anni e tra i fondatori del Consorzio Alta Langa.<br />
Giulio Bava, che ho la fortuna di conoscere, come i suoi fratelli, da anni, sono sicuro che farà compiere a questo piccolo Consorzio che rappresenta una realtà produttiva piccola ma di grande interesse un salto di qualità. Perché è intelligente, è sveglio, perché capisce bene che così continuando, mantenendo questa impostazione iniziale, voluta da un gruppo di industriali spumantieri (Gancia, Fontanafredda, Martini &amp; Rossi, Bosca Tosti, Banfi Piemonte e per certi versi Enrico Serafino) rispettabili finché si vuole ma pur sempre industriali non si può andare lontano.<br />
E che se anche i Giulio Cocchi, i Valter Bera, gli Ettore Germano, ovvero le punte di diamante qualitative della denominazione (lo posso dire avendo degustato lo scorso ottobre tutti i vini ospite della Locanda Gancia) offrono un’immagine importante e blasonata della denominazione questa non riesce a prendere quota, perché per molti l’Alta Langa è una denominazione “industriale”. Ancora più industriale di quanto appaia, agli occhi dei soliti eno-snob con la puzzetta sotto il naso, la Franciacorta dei “tondinari” <em>bresà</em>…<br />
Che fare allora (oltre a convincere i vari “industriali” a migliorare la qualità, non sempre impeccabile, dei loro Alta Langa)? Io direi che urgerebbe mettere rapidamente mettere mano ad una revisione del disciplinare di produzione della denominazione, che attualmente, <a href="http://www.altalangadocg.com/alta-langa-docg/disciplinare-di-produzione/">come potete leggere qui</a>. All’articolo due, base ampelografica, il disciplinare recita: “vigneti aventi nell’ambito aziendale la seguente composizione ampelografica: vitigni Pinot nero e/o Chardonnay dal 90 al 100%. Per il complessivo rimanente 10% possono concorrere alla produzione di detti vini, le uve provenienti dai vitigni non aromatici la cui coltivazione è autorizzata in Piemonte”.<br />
Bene, visto che siamo in Alta Langa e che l’uva singolo della Langa, Alta o Bassa che sia, è il <b>Nebbiolo</b>, mi sembra sia ora di modificare il disciplinare e di consentire, cosa che diversi produttori stanno facendo con validi risultati, agendo ovviamente al di fuori della denominazione Alta Langa, di produrre Alta Langa anche ricorrendo al Nebbiolo. In purezza o in cuvée con Chardonnay e Pinot nero.<br />
E poi all’amico neo presidente Giulio Bava voglio dire che già che c’è potrebbe farsi promotore di una revisione del disciplinare anche per quanto riguarda l’articolo tre relativo alla “zona di produzione delle uve”. Questa esigenza mi è apparsa di un’evidenza solare lunedì della scorsa settimana, mentre mi trovavo ad Alba per gli assaggi (molto impegnativi) delle nuove annate di Barbaresco, Roero e Barolo, trovandomi a cena in quell’ottimo ristorante che è <a href="http://www.ristoranteilcentro.com/">il Centro a Priocca</a>.<br />
Al mio tavolo ho avuto la fortuna di trovarmi un vecchio amico, <a href="http://www.deltetto.com/">Antonio Deltetto</a>, che non accontentandosi più di produrre ottimi Arneis del Roero e Roero, Barbera d’Alba, Langhe Nebbiolo e addirittura Barolo, si è fatto prendere dall’uzzolo di produrre “bollicine” metodo classico.<br />
Lo ha fatto non solo accontentandosi di stare al di fuori del solco, attuale, dell’Alta Langa, con un Rosé (buono ma da perfezionare a mio avviso) dove il Nebbiolo è paritario con il Pinot nero, ma con un Brut e un Extra Brut riserva che ampelograficamente parlando sono totalmente in regola con il disciplinare altolanghetto, visto che sono cuvée di Pinot nero e Chardonnay. Eppure, stramannaggia, per l’attuale disciplinare non posso fregiarsi della Docg in etichetta, perché i due paesi dove sono situati i vigneti, <strong>Castellinaldo </strong>e<strong> Canale d’Alba</strong>, che sono comuni dall’antica vocazione enoica, non compaiono nell’elenco, peraltro vastissimo, dei comuni in provincia di Alessandria, Asti e Cuneo, autorizzati a produrre Alta Langa. Contando sulla sensibilità, sull’intelligenza e sul pragmatismo pieno di buon senso di Giulio Bava, cui non sfuggirà certo che consentendo ad altre aziende che producono validi metodo classico base Nebbiolo o in comuni non facenti parte dell’attuale zona di produzione di entrare nell’Alta Langa Docg la denominazione e la comunicazione della denominazione ne trarrebbero vantaggio, voglio segnalare a lui e ai lettori di questo blog quanto mi sia piaciuto l’<strong>Extra Brut riserva 2007 di Deltetto</strong>, 48 mesi sui lieviti, due terzi di Pinot nero e un terzo di Chardonnay, che mi sono gustato in versione magnum (sboccatura gennaio 2012), abbinato ad un antipasto con asparagi e acciughe e ai tajarin alle verdure, al Centro.<br />
Perdonate la foto, di fortuna, presa con lo smartphone durante la cena (rallegrata anche dalla presenza degli amici Giovanna e Italo di <a href="http://www.cascinadellerose.it/">Cascina delle Rose</a> e dei loro ottimi Barbaresco) e gli appunti scarni ed essenziali. Quello che conta è la verità di questo modo classico prodotto da un’azienda storica, fondata nel 1953 da Carlo Deltetto e dal 1977, quando era fresco di diploma alla scuola enologica di Alba, condotta dal figlio Antonio, che diede nuovo impulso alla sperimentazione in cantina e allo sviluppo delle tecniche di gestione nei vigneti di proprietà, sempre nel rispetto della tradizione.<br />
Un Extra Brut realizzato con Pinot Nero posto nel comune di Castellinaldo e Canale (nord, 240-260m s.l.m.) e Chardonnay posto nel comune di Canale (nord-ovest, 260m s.l.m.), anno d’impianto dello Chardonnay 1995 e 1998 per il Pinot nero. Fermentazione dei mosti in barriques usate (8-10 anni) e dosaggio degli zuccheri mantenuto volutamente molto basso. Bello il colore, un paglierino brillante di grande intensità, nel bicchiere e fine e continuo il perlage.<br />
Quello che mi è piaciuto, convincendomi di trovarmi di fronte ad un ottimo Alta Langa, seppure per ora solo in fieri, superiore a svariati attuali Alta Langa con tutti i crismi di fronte alla burocrazia, è il naso ben secco, deciso, di gran carattere, profumato di nocciola e mandorla non tostata, di agrumi e fiori bianchi, un naso di grande intensità, pulizia ed eleganza. E a tanto naso ha fatto seguito una bocca parimenti convincente, ben secca e asciutta, decisa, di salda costruzione, bel dinamismo e sviluppo, di grande ricchezza di sapore, una bollicina croccante per un gusto largo e pieno, eppure fresco e di gran nerbo salato. Augurandomi di poterlo presto salutare come Alta Langa alzo il calice a questo ottimo “champenois” piemontese.</p>
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		<title>Franciacorta Villa, 10 annate di Satèn Brut millesimati. by Wilma Zanaglio</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 06:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione verticale]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>
		<category><![CDATA[Monticelli Brusati]]></category>
		<category><![CDATA[Satèn]]></category>
		<category><![CDATA[satin]]></category>
		<category><![CDATA[Villa]]></category>
		<category><![CDATA[Wilma Zanaglio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il satin è un tessuto, fine, lucido, uniforme, morbido e carezzevole al tatto, il suo materiale d&#8217;elezione è la seta, quando nel 1995 nasce la denominazione Docg Franciacorta con la parola Satèn &#8211; un neologismo &#8211; viene definita una categoria di vini che raggiungono una pressione atmosferica in bottiglia più bassa in virtù di una [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/ScrittaVillaVigneti.jpg"><img class="alignnone  wp-image-5160" alt="ScrittaVillaVigneti" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/ScrittaVillaVigneti.jpg" width="495" height="330" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il <b>satin</b> è un tessuto, fine, lucido, uniforme, morbido e carezzevole al tatto, il suo materiale d&#8217;elezione è la seta, quando nel 1995 nasce la denominazione Docg Franciacorta con la parola <b>Satèn</b> &#8211; un neologismo &#8211; viene definita una categoria di vini che raggiungono una pressione atmosferica in bottiglia più bassa in virtù di una quantità di zuccheri nel tirage minore rispetto a Brut, Extra Brut e Non Dosati.<br />
Certamente chi scelse questo nome si ispirò alle caratteristiche del satin, l’obiettivo era di comunicare un’idea di elegante raffinata femminea docilità. E ancora, assieme fascino e malìa, Satèn suggerisce vestiti da sera  indumenti creati per il diretto contatto con la pelle e sensuali prove di piacere tattile! E’ perfetto, obiettivo raggiunto! Pensate se l’avessero chiamato Raso (la traduzione italiana di satin), sarebbe sembrata una rozza esortazione a riempire il bicchiere fino all’orlo&#8230; addio femminea e sensuale eleganza, addio setosa e sexy varietà di Franciacorta&#8230;<br />
D’altronde, per conto mio, tutto quello che c’era da dire sulle differenze  tra la lingua francese e la nostra l’ha già fatto alcuni anni fa Fiorello quando imitava Carlà &#8230;se non ve lo ricordate riguardatelo! <a href="http://www.youtube.com/watch?v=d7vO5EIO1cA">http://www.youtube.com/watch?v=d7vO5EIO1cA</a>. Noi abbiamo esportato pizza pasta spaghetti accontentiamoci, ma rassegniamoci anche al fatto che il benchmark sulla terminologia <i>champagnosa</i> sia francese&#8230; almeno sulle tipologie!</p>
<p style="text-align: justify;">Questa digressione è per introdurre l’evento che il 13 di Maggio <a href="http://www.villafranciacorta.it/">l’azienda Villa</a> di Monticelli Brusati ha tenuto per amici clienti e giornalisti: una degustazione verticale del loro <b>Brut Satèn Millesimato</b>, <span style="text-decoration: underline;">10 annate dal 1996 al 2009</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">I Satèn di Villa sono Chardonnay al 100%, millesimati come tutti i loro Franciacorta, prima della sboccatura passano dai 30 ai 32 mesi sui lieviti,  e dal 1995 ad oggi sono passati da una produzione di 7000 bottiglie a 69000 bottiglie in questa tipologia e oggi rappresentano un quarto della loro intera produzione di vini Franciacorta.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur non essendo donna da Satèn, Extrabrut o Non Dosati sono solitamente i miei preferiti meglio ancora se Blancs de Noir- quando Franco mi ha proposto di intervenire a questo incontro sono stata molto contenta di questa possibilità, una verticale imperniata su questo prodotto è un’ottima occasione per ridefinire il confine tra gusto personale e qualità e inoltre se un’azienda come Villa propone una verticale con argomento Satèn è chiaro che sarà una sorpresa. Ecco la batteria degli assaggi:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/SatènSecchGhiaccio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5161" alt="SatènSecchGhiaccio" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/SatènSecchGhiaccio.jpg" width="500" height="333" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Franciacorta Villa Satèn Brut 2009</b>:</p>
<p style="text-align: justify;">inizio vendemmia 17 agosto, sboccatura marzo 2013; non è ancora in vendita, lo sarà tra qualche mese.</p>
<p style="text-align: justify;">Ottima annata equilibrata, uve sane e con buone acidità.</p>
<p style="text-align: justify;">Oro trasparente e brillante con un perlage finissimo e persistente, olfatto giovanissimo e pure caldo ricco frutti tropicali fiori e miele, la bocca è docile e cremosa con una persistenza acida interessante e la co2 regge il gusto e la tensione sapida. Un prodotto ancora in fasce che nella sua ingenua gioventù deve ancora completare il proprio carattere, per ora anticipa in intensità olfattiva e carnosa dolcezza la ricchezza da venire.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Franciacorta Villa Satèn Brut 2008</b></p>
<p style="text-align: justify;">inizio vendemmia 26 agosto, sboccatura ottobre 2011 (19 mesi).</p>
<p style="text-align: justify;">Verde e trasparente la tonalità del colore, il perlage sempre fine e continuo, meno generoso e più freddo del precedente e nella scelta dei descrittori dobbiamo andare  verso delicate e fresche sensazioni di frutti appena colti, mela pera e erbe aromatiche. Anche questo è ancora troppo giovane per mostrare i tratti definitivi che mi immagino andranno, in questo caso, verso  una minerale e sapida morbidezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Franciacorta Villa Satèn Brut 2007</b></p>
<p style="text-align: justify;">inizio vendemmia 8 agosto, sboccatura novembre 2010 (30 mesi ).</p>
<p style="text-align: justify;">Vendemmia calda con buone acidità e scarsa produzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Paglierino caldo e brillante il colore, bellissimo e fine lo sviluppo delle bollicine.</p>
<p style="text-align: justify;">Vanigliato ampio e maturo l’olfatto arricchito da note di frutti tropicali e miele d’acacia, l’acidità è viva e regge bene la ricca e liscia trama del satin; polposo, se si parlasse di un tessuto si direbbe effetto mano-pesca, l’evoluzione sta andando verso un’ equilibrata maturità. Cominciamo ad intuire le possibilità di complessità di questi vini. Questo è bello, adulto, sicuro, generoso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/SatènVilla.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5162" alt="SatènVilla" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/SatènVilla.jpg" width="367" height="550" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Franciacorta Villa Satèn Brut 2006</b></p>
<p style="text-align: justify;">inizio vendemmia 23 agosto, sboccatura ottobre 2009 (43 mesi).</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2006 è una vendemmia che io amo molto, ha dato vini con un’ ottima bilanciatura acida, eleganti, fini, controllati, una ricchezza gusto olfattiva che non perde mai la sua incisiva espressività, vini orientati verso un’acida e leggiadra complessità.</p>
<p style="text-align: justify;">E anche questo vino è così: colore e olfatto pieno, docile eppure attraversato da una vibrante vena fresca e tesa. Vaniglia e distillato di pera tra i riconoscimenti più evidenti, ma anche fiori acacia e nocciola. Perlage impeccabile. Molto bello. persistente succoso, e la spuma regge benissimo il gioco dell’acidità che si allunga</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Franciacorta Villa Satèn Brut 2005</b></p>
<p style="text-align: justify;">inizio vendemmia 2 settembre, sboccatura ottobre 2008, (55 mesi )</p>
<p style="text-align: justify;">Annata  buona ma non eccelle nel mio bicchiere, inizia minerale e leggermente chiuso, il perlage è meno ricco del solito, ma potrebbe essere la bottiglia. Ognuna di loro è un individuo che inizia a crescere dal tirage in poi. Non c’è amaro non c’è ossidazione, e queste sensazioni mature di caramello e di distillato rum brandy sono interessanti e assai amabili.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Franciacorta Villa Satèn Brut 2004</b></p>
<p style="text-align: justify;">inizio vendemmia 1 settembre, sboccatura ottobre 2008 (67 mesi).</p>
<p style="text-align: justify;">Altra annata che mi fa battere il cuore il 2004 e anche in questo caso si conferma al primo posto nella mia classifica personale.</p>
<p style="text-align: justify;">Colore oro saturo con una vena di verde accesa, perlage intatto, olfatto vivo sapido complesso maturo, ricco di personalità e fascino.</p>
<p style="text-align: justify;">La bocca ripete la scaletta di espressiva altalena tra morbidezza e riequilibrio acido. Veramente notevole per carattere e intensità, la maturazione è al culmine e in perfetta forma.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Franciacorta Villa Satèn Brut 2003</b></p>
<p style="text-align: justify;">inizio vendemmia 13 agosto (!), sboccatura febbraio 2007 (75 mesi ).</p>
<p style="text-align: justify;">Del 2003 si è già detto tutto&#8230; <i>la canicule</i> -direbbero i francesi- si è impadronita di maturazioni e profumi dominandoli.</p>
<p style="text-align: justify;">La complessità è il parametro più compromesso in questo campione la dolcezza del distillato comanda i profumi limitandone l’ampiezza, fiori appassiti e macerati nel cognac è il descrittore, la bocca non manca di vivacità e il perlage è ancora in forma, ma ritorna la persistenza morbida con insistenza e vince su tutto.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Franciacorta Villa Satèn Brut 2002</b></p>
<p style="text-align: justify;">inizio vendemmia 24 agosto, sboccatura ottobre 2005 (91 mesi )</p>
<p style="text-align: justify;">Fiumi di pioggia e inchiostro sull’andamento stagionale del 2002!</p>
<p style="text-align: justify;">Colore dorato e vivo, olfatto chiuso e poco disponibile, lo aspetto ma ad un certo punto mi sembra affiori una certa <i>tapposità</i> o comunque una netta e totalizzante riottosità olfattiva, che peggiora con il tempo che passa. Chiedo d’assaggiare un campione da un’altra bottiglia: inizialmente anch’esso è molto chiuso ma si pulisce  velocemente mostrando stoffa espressiva di distillato e crema, in bocca la materia è viva e mantiene una trama matura ed evoluta e una piacevolezza che perdere tensione. Interessante, molto. Una piccola annata riesce a mantenere un fascino integro e un perlage finissimo e succoso.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/IngressocantinaVilla.jpg"><img class="alignnone  wp-image-5163" alt="IngressocantinaVilla" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/IngressocantinaVilla.jpg" width="320" height="480" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Franciacorta Villa Satèn Brut 2001</b></p>
<p style="text-align: justify;">inizio vendemmia 1 settembre, sboccatura ottobre 2008 (103 mesi)</p>
<p style="text-align: justify;">Una annata bella solitamente equilibrata, longeva e di fascino.</p>
<p style="text-align: justify;">Il colore ha una sua bella tonalità forse solo leggermente spento, il naso coglie una iniziale espressione di gomma, è giustamente chiuso, ma si apre velocemente in una delicata minerale e mielata dolcezza floreale, la bocca non è priva di acidità e forse è il perlage un poco smarrito che non riesce a supportare a sufficienza la salivazione. Un vino segnato dal processo evolutivo mostrando i primi sintomi di ossidazione ma che sicuramente è partito da un’ottima materia prima.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Franciacorta Villa Satèn Brut 1996</b></p>
<p style="text-align: justify;">inizio vendemmia 9 settembre, sboccatura ottobre 1999 (163 mesi).</p>
<p style="text-align: justify;">1996 è stata una vendemmia che ci ha dato vini con una bella bilanciatura zuccheri acidità. Simile al 2006.</p>
<p style="text-align: justify;">Colore intenso caldo maturo, olfatto chiuso, evoluto. Bocca ancora con un certo nervo ma la piacevolezza generale non è più disponibile. Interessante per capire la bellezza passata e la possibilità di tenuta di questa tipologia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/IMG_2907.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5164" alt="IMG_2907" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/IMG_2907.jpg" width="320" height="320" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’incontro si è chiuso con una stupenda sorpresa, un vino servito alla cieca</p>
<p style="text-align: justify;">il colore è brillante, il perlage vivo sottilissimo persistente l’olfatto è fresco, verde erbe aromatiche finocchio e anice molto leggibili e poi frutti, una nota balsamica, pepata accende il bello, complesso, giovane, succoso profilo; in bocca, sapido fresco veramente in ottima forma e contemporaneamente godibile! Quando ci dicono che è un 2001 <i>dégorgiato</i> nel 2006, sono sorpresa&#8230; 50 mesi sui lieviti&#8230; Complimenti! Che bello riuscire a toccare con mano il potere della sboccatura sulla vita evolutiva di un metodo classico!</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a Villa per l’ospitalità perfetta, per una giornata così ben organizzata e per la bella esperienza che colloca il Satèn nel suo giusto ambito: non vino da donne come troppo spesso il luogo comune lo vuole collocare, ma piuttosto direi vino COME le donne: fascinoso, carezzevole e assai resistente!</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Wilma Zanaglio</b><b></b></p>
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		<title>Champagne sec: per quali consumatori?</title>
		<link>http://www.lemillebolleblog.it/2013/05/15/champagne-sec-per-quali-consumatori/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 06:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodo di produzione]]></category>
		<category><![CDATA[Brut]]></category>
		<category><![CDATA[Champagne]]></category>
		<category><![CDATA[dosage]]></category>
		<category><![CDATA[Dosage zero]]></category>
		<category><![CDATA[Sec]]></category>
		<category><![CDATA[Taittinger]]></category>

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		<description><![CDATA[Il caso dello Champagne Nocturne di Taittinger Io non so voi, ma io faccio una grande difficoltà ad immaginare (e capire) che tipo di consumatore, corrispondente a quale tipo di identità e personalità, di gusti e di esigenze, gradisca e richieda la produzione di uno Champagne Sec. Uno Champagne che presenta un dosage “prosecchesco” di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/NocturneTaittinger.jpg"><img class="alignnone  wp-image-5132" alt="NocturneTaittinger" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/NocturneTaittinger.jpg" width="307" height="461" /></a></p>
<p><strong>Il caso dello Champagne Nocturne di Taittinger</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Io non so voi, ma io faccio una grande difficoltà ad immaginare (e capire) che tipo di consumatore, corrispondente a quale tipo di identità e personalità, di gusti e di esigenze, gradisca e richieda la produzione di uno <strong>Champagne Sec</strong>. Uno Champagne che presenta un dosage “prosecchesco” di <strong>17,5 grammi di zucchero</strong> (di canna) litro.<br />
Io che champagnista convinto faccio già fatica quando mi trovo di fronte a certi Brut che sfruttano fino in fondo la possibilità di dosare sino a 12 grammi litro, e che mi trovo a mio agio con Brut nature, pas dosé e dosage zéro (tre grammi massimo) ed Extra Brut (fino a 6 grammi) perdo la bussola, del gusto ovviamente, quando vedo rivendicare su certe bottiglie la tipologia Extra-Sec (tra 12 e 17 grammi), sec (tra 17 e 32), demi-sec (tra 32 e 50) per tacere della rarissima variante doux (superiore a 50 grammi litro). Ma chi diavolo vorrà mai uno Champagne Sec?<br />
Interrogandomi su questo misterioso committente mi sono imbattuto in una pubblicità di una grande Maison de Champagne, una maison storica, fondata nel 1734, <a href="http://www.taittinger.fr/#/fr/Accueil">Taittinger</a>, è ho capito tutto: c’è del pubblico, ahimé, cui é destinato e che pare chieda uno Champagne del genere!</p>
<p><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/Taittingernocturne.jpg"><img class="alignnone  wp-image-5133" alt="Taittingernocturne" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/Taittingernocturne.jpg" width="648" height="207" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sto parlando dello Champagne <a href="http://www.taittinger.fr/#/en/TheChampagnes/CuveesGallery/Nocturne">Taittinger Nocturne</a>, Champagne Sec, 17,5 grammi di zucchero, così presentato: “C<em>e dosage offre au vin la rondeur et la suavité nécessaires à un champagne « de la nuit ». De quoi danser la lambada jusqu’au bout de de la nuit</em>”.<br />
Il che tradotto significa che quel dosaggio conferisce al vino la rotondità e la soavità necessario ad uno Champagne “della notte” con il quale danzare la lambada sino a mattina.<br />
Inoltre Taittinger ci assicura che “<em>Nocturne est un champagne de fin de soirée. Il peut accompagner un dessert tout comme un foie gras au pain d’épice, mais également entraîner les noctambules, amoureux de champagne jusqu’au bout de la nuit</em>”. Sarà anche, come dicono, uno Champagne da fine serata, perfetto per “i nottambuli” (che io chiamerei anche tiratardi), ma io preferisco finire mes soirées in altra maniera, senza lambade, con zuccheri aggiunti ridotti al minimo.<br />
E con ben altri Champagne. E compagnie, ça va sans dire&#8230;</p>
<p>___________________________________________________________</p>
<p><strong>Attenzione!</strong><br />
non dimenticate di leggere anche <strong>Vino al vino</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/">http://www.vinoalvino.org/</a></p>
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		<title>Gamla Brut Golan Heights Winery</title>
		<link>http://www.lemillebolleblog.it/2013/05/14/gamla-brut-golan-heights-winery/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 06:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Brut]]></category>
		<category><![CDATA[Chardonnay]]></category>
		<category><![CDATA[Gaja]]></category>
		<category><![CDATA[Gamla]]></category>
		<category><![CDATA[Golan Heights]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Israeli sparkling wines]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa, eravamo a fine 2012, in questo post avevo segnalato che anche Israele era stato contagiato dalla “bubbles mania”, citando il noto giornalista israeliano Adam Montefiore che in un articolo pubblicato sul Jerusalem Post, “Israelis love sparkling wine”, Israele ama gli “spumanti”, sosteneva che “gli israeliani di ogni età non amano nulla di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/Gamla3.jpg"><img class="alignnone  wp-image-5143" alt="Gamla3" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/Gamla3.jpg" width="486" height="365" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Qualche tempo fa, eravamo a fine 2012, <a href="http://www.lemillebolleblog.it/2012/12/27/sparkling-wines-in-grande-spolvero-anche-in-israele/">in questo post</a> avevo segnalato che anche <strong>Israele</strong> era stato contagiato dalla “bubbles mania”, citando il noto giornalista israeliano <a href="http://www.wines-israel.co.il/len/apage/111288.php">Adam Montefiore</a> che <a href="http://www.jpost.com/ArtsAndCulture/FoodAndWine/Article.aspx?id=297258&amp;R=R77">in un articolo pubblicato sul Jerusalem Post</a>, “<strong>Israelis love sparkling wine</strong>”, Israele ama gli “spumanti”, sosteneva che “gli israeliani di ogni età non amano nulla di più che stappare “bollicine”. E che “ci sono svariati eccellenti sparkling israeliani per contrapporsi all’invasione di bollicine estere e oggi Israele può vantare una ottima gamma di sparkling di ogni stile e prezzo”.<br />
Poiché Montefiore affermava con sicurezza che “<em>The main Israeli sparkling wines of today do not suffer by comparison with all the imported sparkling wines</em>”, ovvero che i principali sparkling israeliani di oggi non hanno complessi di inferiorità verso tutti gli sparkling importati, ho cercato di capirne di più.<br />
Non sono volato, per ora, in Israele, per un tasting di Israeli sparkling wines, ma mi sono ricordato che alcuni di questi vini sono disponibili in Italia, importati da un distributore di molte famose enoiche delizie. E così, grazie a <a href="http://www.gajadistribuzione.it/">Gaja distribuzione</a> di Barbaresco, che lo seleziona per l’Italia, ho potuto mettere alla prova e degustare, <em>sine ira ac studio</em>, per cercare di capire di cosa si trattasse, il <strong>Gamla Galilea Brut</strong> non millesimato della <a href="http://www.golanwines.co.il/english">Golan Heights Winery</a> che comprende quattro etichette di diversa fama e impostazione.<br />
Il top brand <strong>Yarden</strong>, celebrato per Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah (produce anche Pinot noir, Viognier, Gewürztraminer, oltre che uno <a href="http://www.golanwines.co.il/en/Our-Wine-Experience/Labels/Yarden/Yarden-Blanc-de-Blancs">sparkling blanc de blancs millesimato</a>), quindi <strong>Hermon </strong>e<strong> Golan</strong> (produttore anche di <a href="http://www.golanwines.co.il/en/Our-Wine-Experience/Labels/Golan/Golan-Moscato">un Moscato</a> che pagherei per poter provare) nonché il <strong><a href="http://www.golanwines.co.il/en/Our-Wine-Experience/Labels/Gamla">brand Gamla</a></strong>, che produce oltre ai consueti Chardonnay, Cabernet, Merlot, Sauvignon, Syrah, Pinot noir, anche un Riesling e pure, manco fossimo in quel di Montalcino, <a href="http://www.golanwines.co.il/en/Our-Wine-Experience/Labels/Gamla/Gamla-Sangiovese">un Sangiovese</a> in purezza).</p>
<p><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/Gamla2.jpg"><img class="alignnone  wp-image-5144" alt="Gamla2" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/Gamla2.jpg" width="450" height="338" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gàmala</strong> “(in ebraico: גמלא, Gamla o Gamala) fu la principale città del Golan dall’87 a.C. al 67 d.C., quando fu distrutta dai Romani nel corso della prima guerra giudaica. Le sue rovine possono ancora essere viste sulle alture del Golan. Il nome Gamla deriva dalla parola ebraica gamal, che significa “cammello”, dato che è situata su una collina a forma di gobba di cammello”.<br />
Il <strong>Gamla Brut</strong> è un non millesimato, generalmente prodotto con uve di due vendemmie diverse, ottenuto da un mix paritario di 50% di Chardonnay e di Pinot nero, e si affina, direi non lungamente, minimo un anno sui lieviti. La selezione delle uve è molto attenta e proviene da vigneti, 28 dislocati su 600 ettari controllati, divisi in 400 particelle, che vanno da 400 a oltre mille metri. Raccolta e vinificazione separata delle uve, che provengono da suoli, Golan Heights è un altopiano basaltico formato da eruzioni vulcaniche, dall’età e dalle composizioni diverse. Diversità che sono state oggetto di attenti studi da parte di un celebre geologo come il dottor Joshua Megger, che ha esplorato e scoperto la diversità dei suoli nell’area del Golan.<br />
Questo detto e sperando di avere presto occasione di degustare altri Israeli sparkling wines più appealing di questo, devo confessare di non essere rimasto <i>astonished</i> dalla personalità di questo Brut, condizionata da una permanenza sui lieviti forse troppo breve per consentirgli di sviluppare una sufficiente complessità. Quella che ricerco, sempre, in un metodo classico. Che sia il secolare modello “francioso” di Reims ed Epernay oppure una versione “made in Italy” by Franciacorta, Trento, Oltrepò Pavese, o ancora un Cava iberico.</p>
<p><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/Gamla1.jpg"><img class="alignnone  wp-image-5142" alt="Gamla1" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/Gamla1.jpg" width="450" height="338" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Paglierino scarico, brillante, luminoso, bellissimo perlage, che si dispone “a nuvole” nel bicchiere, ed un naso decisamente caldo, maturo, solare, inconfondibilmente mediterraneo e direi addirittura burroso e grasso, con tanta frutta secca, molto tostata, in evidenza, e poi frutta gialla matura, frutta esotica e non solo ananas e un po’ di agrumi.<br />
Bocca parimenti ricca, strutturata, larga e piena, succosa, con acidità sorprendentemente elevata e quasi tagliente e una secchezza che tende a sfumare verso note amare e pungenti. La materia c’è, il frutto è notevole, ma la bocca, un po’ carente di dinamismo e di sfumature, leggermente bloccata, mostra una sola dimensione e ricorda per certi versi la “gnuccaggine” (ovvero una certa pesantezza e staticità) di alcuni Pinot nero metodo classico oltrepadani.<br />
In sintesi mi aspetto di meglio dagli <em>Israeli sparkling wines</em>…</p>
<p>___________________________________________________________</p>
<p><strong>Attenzione!</strong><br />
non dimenticate di leggere anche <strong>Vino al vino</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/">http://www.vinoalvino.org/</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>C’è vita, eccome, nei grandi Champagne dopo la sboccatura… Bruno Paillard insegna</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 05:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discussioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alice]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Paillard]]></category>
		<category><![CDATA[Brut Première Cuvée]]></category>
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		<category><![CDATA[sboccatura]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi segue questo blog si sarà accorto come spesso abbia contestato alla Champagne e ai suoi responsabili a livello normativo e comunicazionale la scelta, a mio avviso sorprendente, di non rendere obbligatoria, come è invece accade da un paio di anni nella piccola e giovane realtà della Franciacorta, l’indicazione della data di dégorgement delle bottiglie [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/BrunoPaillard.jpg"><img class="alignnone  wp-image-5149" alt="BrunoPaillard" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/BrunoPaillard.jpg" width="305" height="450" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Chi segue questo blog si sarà accorto come spesso abbia contestato alla<strong> Champagne</strong> e ai suoi responsabili a livello normativo e comunicazionale la scelta, a mio avviso sorprendente, di non rendere obbligatoria, come è invece accade da un paio di anni nella piccola e giovane realtà della <strong>Franciacorta</strong>, l’indicazione della data di <i>dégorgement</i> delle bottiglie in retroetichetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Avranno i loro motivi, che s’intuiscono facilmente, e che sono attribuibili in larga parte ad una <i>policy</i> decisa dalle grandi Maison, non certo dai récoltant manipulants, che non avrebbero e non hanno problema ad essere più trasparenti, ma sbagliano. Perché nell’epoca della comunicazione diffusa e di Internet una <b>glasnost</b>, anche sull’epoca di sboccatura dei vini, i consumatori esigenti e curiosi di oggi la richiedono non solo ai piccoli vignerons ma anche alle Grandi Case.</p>
<p style="text-align: justify;">Fortunatamente in Champagne ci sono valide eccezioni a questa stravagante scelta di non trasparenza e una delle più squillanti è rappresentata da un bel signore classe 1953, courtier dal 1975 e fondatore 32 anni fa della <a href="http://www.champagnebrunopaillard.com/">Maison che porta il suo nome</a>, <b>Bruno Paillard</b>. Bruno, che da alcuni anni è affiancato dalla deliziosa figlia Alice, dai 30 ettari di proprietà della Maison, che assicurano la metà delle uve necessarie (il resto viene acquistato con contratti “sulla fiducia” di lungo corso) produce circa 400 mila bottiglie ed è presidente della Commissione Communication &amp; Appellation del CIVC, oltre che di <a href="http://www.maisons-champagne.com/orga_prof/biograp_bpaillard.htm">svariate altre cose</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Paillard un grande Champagne continua la sua vita, ed è evoluzione e non semplice sopravvivenza assicurata dall’acidità, anche dopo quel momento traumatico e difficile che è il <strong>dégorgement</strong>. E non lo dice tanto per dire, l’ha documentato e dimostrato attraverso i suoi Champagne, che “parlano” meravigliosamente e si mostrano in splendida forma (e grazie ai <b>Cuzziol</b> che hanno l’intelligenza di <a href="http://www.cuzziol.it/html_ita/cantina_ag.asp?ID_cantina=14">importarli e distribuirli in Italia</a>) anche ad anni di distanza.</p>
<p><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2011/09/PaillardBrunoChampagnePremiereCuvée.jpg"><img class="alignnone  wp-image-2035" alt="PaillardBrunoChampagnePremiereCuvée" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2011/09/PaillardBrunoChampagnePremiereCuvée.jpg" width="298" height="520" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’ennesima riprova l’abbiamo avuta, anche se la sede, con la sua allegra confusione, non era certo quella ideale per consentire un assaggio serio, nonché l’ascolto delle parole di Bruno, che come la figlia parla un ottimo italiano, allo scorso Vinitaly, lunedì 8 aprile, quando allo stand Cuzziol il produttore francese ci ha intrattenuto su “<i>Le stagioni del Brut Première Cuvée</i>”, il prodotto più noto, anzi il portabandiera della Maison visto che rappresenta il 75% delle vendite. Un assemblage delle tre uve classiche della Champagne, Chardonnay 33%, Pinot noir, 45% e Pinot Meunier, 22%, provenienti da 30 vigneti diversi, poco dosato negli zuccheri (7-8 grammi) e secco, con una percentuale variante dal 20 al 50% di <em>vins de réserve</em> conservati in acciaio o in legno. Uno Champagne “base” che fa comunque tre anni di affinamento sui lieviti.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene, in questo assaggio fatto a Verona, con il frastuono di sottofondo e la presenza, accanto ad un paio di autentiche esperte, di alcuni “simpatici” personaggi che ho sentito sparare una serie di cavolate sesquipedali su Champagne e dintorni, abbiamo potuto degustare del Brut Première Cuvée” ben sette diverse versioni. Sette Champagne con epoche di dégorgement diverse: 2012, 2010, 2008, 2005 (purtroppo con bottiglia difettosa), 2002, 1997 e 1992, mais oui!</p>
<p style="text-align: justify;">Il meno affascinante, e non è una sorpresa, dato lo stile da “passista” e non da “sprinter”  è stato il vino con la sboccatura più recente, il 2012, fresco, floreale, accattivante, ma ancora con poca complessità, e solo un po’ più sfaccettata è apparsa la sboccatura del 2010, con tanta nocciola fresca in evidenza, molto rotondo, succoso e con un filo di legno ancora da assorbire. La musica ha cominciato a cambiare con il 2008, ovvero cinque anni dal dégorgement, con una complessità aromatica dove facevano comparsa note di miele, mandorla e tanto sale e grande freschezza e nerbo ed energia anche al palato.</p>
<p style="text-align: justify;">Esemplare anche la tenuta del campione con sboccatura 2002 (11 anni) con magnifica freschezza, acidità ben calibrata che spinge, perfetto equilibrio e una nitida e non ossidativa nota di miele, ottima quella della sboccatura (non millesimo) 1997, con un filo di dolcezza a naso che non mi entusiasmava, mentre da <em>standing ovation</em>, <strong>chapeau</strong>, il <strong>Brut Première Cuvée</strong> con data di sboccatura <strong>1992</strong>, ovvero<strong> anni 21</strong> (ma come, non ci avevano detto che gli Champagne tendono a sparire e morire dopo la sboccatura e che bisogna berli rapidamente?) un capolavoro di freschezza energetica, di vivacità e integrità, con un mix pimpante, godibilissimo, tra mandorla e miele e note marine, salmastra, salatissime, di ostriche e frutti di mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche questa, <em>Mesdames et Messieurs</em>, è quella cosa meravigliosa, unica, inimitabile, chiamata Champagne!</p>
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		<title>Degli sparkling wines neozelandesi</title>
		<link>http://www.lemillebolleblog.it/2013/05/09/degli-sparkling-wines-neozelandesi/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 06:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Andreacchio]]></category>
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		<category><![CDATA[New Zealand]]></category>
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		<description><![CDATA[New Zealand wine tour by Giuseppina Andreacchio  Da Down Under la bravissima inviata speciale di Vino al vino from New Zealand Giuseppina Andreacchio, dopo averci raccontato l’avventura di una vendemmia, la 2013, che da noi è ancora dannatamente lontana, ci regala l’esperienza di una serie di wine tour tra alcune delle aziende più interessanti di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/NumeroUnoCuveé.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5139" alt="NumeroUnoCuveé" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/NumeroUnoCuveé.jpg" width="500" height="157" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>New Zealand wine tour by Giuseppina Andreacchio </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Da Down Under la bravissima inviata speciale di Vino al vino from <b>New Zealand</b> Giuseppina Andreacchio, dopo <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2013/04/nuova-zelanda-si-chiude-il-sipario-sul-palcoscenico-della-vendemmia-2013.html">averci raccontato</a> l’avventura di una vendemmia, la 2013, che da noi è ancora dannatamente lontana, ci regala l’esperienza di una serie di wine tour tra alcune delle aziende più interessanti di laggiù. Ecco il racconto di una visita ad una piccola winery produttrice di metodo classico, di <b>sparkling wines</b>. Buona lettura!</p>
<p style="text-align: justify;">La tappa successiva è stata una piccola azienda chiamata <b><a href="http://www.no1familyestate.co.nz/our-story/">N1 Family Estate</a></b> che produce soltanto sparkling wines metodo tradizionale. L&#8217;azienda guidata da <strong>Daniel Le Brun</strong>, francese, piccola, ma molto suggestiva produce 8000 casse all&#8217;anno.<br />
Il primo sparkling wine dal nome <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.no1familyestate.co.nz/number-8-cuvee/">Number 8 Cuvée</a></span> è stato per la prima volta commercializzato nel 2002 e si tratta di un blend di Chardonnay (50%) e Pinot Noir (50%).<br />
Uno sparkling dal colore giallo chiaro, fine perlage, con residuo zuccherino di 6.2 g/l e alcool 12.5%. Un naso e un palato dominato da forti elementi di agrumi, limone e un leggero sfondo di autolisi, molto semplice e di facile approccio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/No8Cuvée.jpg"><img class=" wp-image-5140 alignleft" alt="No8Cuvée" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/No8Cuvée.jpg" width="150" height="360" /></a>Il secondo, il mio favorito, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.no1familyestate.co.nz/no-1-cuvee/">Number 1 Cuvée</a></span> è il classico &#8216;Champagnè style. 100% Chardonnay e 2 anni di contatto con le fecce, il vino presentava un giallo più intenso e note di crosta di pane e lievito, con leggeri tannini finali. Un vino elegante per le occasioni e più complesso rispetto al primo.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine il <span style="text-decoration: underline;">Rosè</span>, 9 mesi di contatto con le fecce, prodotto per la prima volta nel 2009, era caratterizzato da un perlage un pò più spesso rispetto agli altri, forti note di rose, fragole e lievito di pane e un residuo zuccherino di 11.2 g/l. Succoso ma tra tutti ho preferito la mascolinità e l&#8217;aggressività del secondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppina Andreacchio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.no1familyestate.co.nz/">http://www.no1familyestate.co.nz/</a></p>
<p>___________________________________________________________</p>
<p><strong>Attenzione!</strong><br />
non dimenticate di leggere anche <strong>Vino al vino</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/">http://www.vinoalvino.org/</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nebula sparkling wine Vallana: un Nebbiolo metodo classico davvero ben riuscito!</title>
		<link>http://www.lemillebolleblog.it/2013/05/08/nebula-sparkling-wine-vallana-un-nebbiolo-metodo-classico-davvero-ben-riuscito/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 06:36:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alice Feiring]]></category>
		<category><![CDATA[Brut]]></category>
		<category><![CDATA[Colline Novaresi]]></category>
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		<category><![CDATA[Rosé]]></category>
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		<category><![CDATA[Vallana]]></category>

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		<description><![CDATA[Che uva strepitosissima il Nebbiolo! Con questo re dei vitigni, piantato nei posti giusti e affidato alle mani di vignaioli che lo onorano e rispettano si può veramente ricavare di tutto. Rossi giovani con la frutta vivacizzata dalla presenza centrale del tannino, rossi importanti “de garde” da sfidare il tempo, persino rosati, oh yes, pieni [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/NebulaSparklingNebbiolo.jpg"><img class="alignnone  wp-image-5151" alt="NebulaSparklingNebbiolo" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/NebulaSparklingNebbiolo.jpg" width="480" height="360" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Che uva strepitosissima il <b>Nebbiolo</b>! Con questo re dei vitigni, piantato nei posti giusti e affidato alle mani di vignaioli che lo onorano e rispettano si può veramente ricavare di tutto. Rossi giovani con la frutta vivacizzata dalla presenza centrale del tannino, rossi importanti “<b>de garde</b>” da sfidare il tempo, persino rosati, oh yes, pieni di carattere e non privi di fragranza e appeal. E poi, incredibile ma vero, anche delle “bollicine” metodo classico.<br />
Conoscevamo già, e apprezzavamo, alcune prove riuscite con successo nella sacra terra di Langa, come ad esempio l’<a href="http://www.erpacrife.com/">Erfacrife</a>, e sappiamo che altrettanto sta facendo nella sua cantina di Serralunga, <a href="http://www.germanoettore.com/it/">Sergio Germano</a>. Mentre i Vajra a Vergne di Barolo il Nebbiolo <a href="http://www.cucchiaio.it/bere/vsq-extra-brut-rose-nostra-signora-della-neve-vajra-s-a/">l’hanno maritato, benissimo, con il Pinot nero</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non sapevo che anche nell’area delle <b>Colline Novaresi</b>, dove il Nebbiolo viene onorato a dovere, ci fosse chi il Nebbiolo lo pensa sotto forma di bollicine. Ho così appreso dell’esistenza del Rosé metodo classico Hallé Rosé dell’azienda vitivinicola <a href="http://www.cantinecrola.it/?p=1326704453">Enrico Crola</a> di Oleggio, e di un altro ancora, nel corso di una recente splendida visita, per cui devo ringraziare, perché ha scelto lei di darci appuntamento proprio in quell’azienda, la collega wine writer e wine blogger americana <a href="http://www.alicefeiring.com/">Alice Feiring</a>. Di cui raccomando la lettura del bellissimo libro, appena tradotto da Slow Food editore, <a href="http://www.slowfood.it/slowine/vino-al-naturale-la-prefazione-del-libro-di-alice-feiring/#.UYZiLMplxU0">Vino (al) naturale</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Rosé metodo classico base Nebbiolo che ho scoperto e che ora è solo un divertissiment, visto che ne è stato prodotto solo un ridottissimo numero di magnum, è quello di un’azienda che è un must nell’ambito delle storiche denominazioni nebbiolesche novaresi, Boca in primis, poi Gattinara e quindi Colline Novaresi. L’azienda, che potete trovare a Maggiora, a pochi chilometri da Borgomanero, si chiama <b><a href="http://www.vallanawines.com/vallana/Benvenuto.html">Vallana</a></b>, e ha una storia, molto interessante, che giustifica pienamente che il <a href="http://www.vallanawines.com/vallana/La_Famiglia.html">sito Internet presenti l’azienda come Vallana Wines</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggiamo difatti che “nel 1980 Giuseppina Vallana, figlia di Bernardo e Marina Vallana, sposò il professore inglese Guy Fogarty e Bernardo Vallana impiegò gli ultimi anni di vita tramandando il mestiere al genero. L’incontro di una donna Alto-Piemontese con la passione per l’arte e il vino con un gentiluomo inglese con una grande esperienza internazionale portò alla produzione di vini elegantissimi, apprezzati in tutto il mondo”. E oggi, dopo la morte prematura di Guy Fogarty nel 1996 “Giuseppina guida ancora l’azienda, in piena collaborazione con i figli: Francis, enologo con un dottorato in Viticoltura, Marina, filosofa e sommelier internazionale, e Miriam, laureata in Russo e Tedesco e che sta completando un Master in Germania”. Per cui l’inglese, con grande soddisfazione di Alice (e un po’ meno mia, che lo “parlo” e capisco per modo di dire) in casa Vallana è prassi comune.</p>
<p><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/SparklingNebbioloVallana.jpg"><img class="alignnone  wp-image-5152" alt="SparklingNebbioloVallana" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/SparklingNebbioloVallana.jpg" width="365" height="486" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché, sulla bottiglia, meglio sul magnum di questo Nebbiolo “bollicinaro” denominato, con intelligente intuizione, <b>Nebula</b>, che è una bella variante <i>latinorum</i> sul nome Nebbiolo, non leggiamo metodo classico bensì <b>Sparkling wine</b>, e poi Brut Rosé. Il buon Francis Fogarty – Vallana ha raccontato ad Alice e a me che si tratta di un esperimento con buone possibilità di riuscita, visto a Vallana riescono a produrre vini che grazie all’acidità e ai terreni con grande abbondanza di porfido nei terreni hanno ricchezza di sapore, freschezza e una lunghissima (bevuto uno Spanna 1955 da capottarsi tanto era buono e vivo) tenuta nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Da uve Nebbiolo della vendemmia 2010 uno “champenoise”, che abbiamo assaggiato in un esemplare con dégorgement di un anno, decisamente secco, quattro grammi litro il dosaggio degli zuccheri, e soprattutto incoraggiante e ben fatto.  Abbastanza fine e continuo il perlage , bello il colore, un melograno acceso che vira verso un tono leggermente granato, e naso, intensamente ed inconfondibilmente varietale, nebbioloso, con ribes, lampone, liquirizia, accenni vegetali e di rosmarino in evidenza, eppure, se con prevalenza di toni selvatici, molto succoso, caldo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ottima la coerenza in bocca, dove il vino sciorina una bella vinosità e una bella polpa ampia e carnosa, ma bella, anche se la materia è importante ed una certa carica tannica si fa giustamente sentire, anche la freschezza, la vena di sale, che rende il gioco delle bollicine croccante e vivace. Per essere una prima prova, decisamente gastronomica, da gustare a tavola e non da proporre come aperitivo, un innegabile successo. <b>My God</b>, che miracoli che fa Monsù Nebbiolo!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antonio Vallana e Figlio</strong><br />
Via Mazzini 3<br />
28014 Maggiora (NO)<br />
Tel:    +39 (0) 322-87116<br />
Fax:   +39 (0) 322-87979<br />
e-mail: <a title="mailto:info@vallanawines.com" href="mailto:info@vallanawines.com">info@vallanawines.com</a><br />
sito Internet <a href="http://www.vallanawines.com/vallana/Benvenuto.html">http://www.vallanawines.com/vallana/Benvenuto.html</a></p>
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		<title>Il Prosek croato costretto a cambiare nome per “colpa” del Prosecco</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 12:53:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Champagne]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Prosecco, nella sua marcia trionfale verso il successo planetario rischia di fare un’altra, incolpevole vittima. Come ho appreso da un interessante articolo di Lindsey A. Zahn pubblicato sul blog specializzato On reserve a wine law blog a causa dell’entrata della Croazia nella Unione Europea prevista per il prossimo luglio un tipico vino croato potrebbe [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/prosek12.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5130" alt="prosek12" src="http://www.lemillebolleblog.it/wp-content/uploads/2013/05/prosek12.jpg" width="400" height="296" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il <b>Prosecco</b>, nella sua marcia trionfale verso il successo planetario rischia di fare un’altra, incolpevole vittima. Come ho appreso da <a href="http://www.winelawonreserve.com/2013/04/25/name-prosek-v-prosecco-story-prosek-wine-croatias-membership-eu/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+OnReserve+%28On+Reserve%29">un interessante articolo</a> di Lindsey A. Zahn pubblicato sul blog specializzato <a href="http://www.winelawonreserve.com/">On reserve a wine law blog</a> a causa dell’entrata della Croazia nella Unione Europea prevista per il prossimo luglio un tipico vino croato potrebbe trovarsi costretto a cambiare nome. Questo a causa degli stessi regolamenti sull’utilizzo del nome delle denominazioni che hanno costretto il <b>Tocai friulano</b> a cambiare nome e diventare semplicemente <b>Friulano</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Unione Europea sostiene che il vino croato denominato <b>Pro<em>š</em>ek</b> presenta un nome troppo simile a quello prodotto in Veneto e in Friuli Venezia Giulia e quindi pretenderebbe il cambio di nome per il vino croato. Poco importa non ci sia, come non c’era nel caso del <strong>Tocai friulano</strong> rispetto al <strong>Tokaji</strong> ungherese, possibilità di confusione tra i vini, ma si tratta di una questione relativa alla proprietà intellettuale e all’uso riservato dei nomi di denominazione come quello che ha indotto la Champagne a fare causa a parecchi che utilizzavano impropriamente il suo nome per prodotti che con lo Champagne non hanno nulla a che fare. O con vini prodotti in regioni diverse, in Francia, Europa e nel mondo, che non sono la Champagne.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso del povero <b>Pro<em>š</em>ek</b> croato non c’é pericolo di confusione con il <b>Prosecco</b> italico, che è un vino “spumante” o frizzante di diverse tipologie, perché si tratta, tenetevi forte, di un vino dolce, un &#8220;<strong>Desertno vino</strong>&#8221; ottenuto con la tecnica dell’appassimento e non con il metodo Charmat. E per quanto i poveri croati cerchino in tutti i modi, come aveva fatto il Friuli Venezia Giulia nei confronti degli ungheresi, di spiegare che non è possibile confondere il loro dolce passito Pro<em>š</em>ek con il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Doc o con il Prosecco Doc multiregionale, temo siano destinati a soccombere al diktat degli iperciliuti e super fiscali euroburocrati, che di recente hanno decretato il divieto della Croazia stessa a produrre e commercializzate il vino rosso Teran, prodotto nell’area del Carso da Italia e Slovenia.</p>
<p style="text-align: justify;">E così dopo il primo luglio non sarà consentito commercializzare in negozi e ristoranti croati il Prošek e peggio per chi non avrà fatto in tempo a smaltire eventuli scorte. Ed il nome <strong>Prošek</strong> dovrebbe essere sostituito da quello, meno d’impatto, di “<strong>Vino Dalmato</strong>”.<br />
Evviva la dannata, insopportabile burocrazia comunitaria!</p>
<p>___________________________________________________________</p>
<p><strong>Attenzione!</strong><br />
non dimenticate di leggere anche <strong>Vino al vino</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/">http://www.vinoalvino.org/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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