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Sono nato a Milano nel 1956, ma vivo da oltre quarant’anni a Bergamo, e ho avviato la mia attività giornalistica nel 1979. Sono giornalista pubblicista dal 1981 e dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica (e di gastronomia), a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo [...]
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Metodo classico
Pinot nero, Chardonnay
Giudizio: 4
Franciacorta Docg
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Chardonnay
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Metodo classico
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Nebbiolo
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Champagne
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Pinot noir
Giudizio: 4.5
A dispetto del termine, che sottolineando il carattere secco farebbe pensare a vini che denotano una certa asciuttezza, si tratta di prodotti che rientrano nell’ambito dei vini morbidi, moderatamente abboccati. Con Dry (o Sec) si designano vini con una presenza di zuccheri che va da 17 a 35 grammi litro, mentre negli Extra Dry la percentuale varia da 12 a 20 grammi litro, con un dosaggio di poco maggiore al Brut.
L’Extra Dry è adatto come aperitivo a chi non predilige il gusto molto secco e la sua leggera nota dolce tende a smorzare i sapori decisi sottolineando il gusto del cibo.
Il Dry si abbina bene a dessert moderatamente dolci e pasticceria secca e crostate.
Con il termine Brut si indica forse la più diffusa tipologia di metodo classico prodotti, con una presenza di zucchero residuo inferiore ai 15 grammi litro. Sono vini secchi, ma leggermente più morbidi rispetto agli Extra Brut, che prevedono una presenza di zuccheri residui fino a sei grammi litro.
In entrambe le tipologie è prevista l’aggiunta di sciroppo di dosaggio, anche se in misura minima, tale da non superare la percentuale zuccherina prevista.
Tra i vini secchi il Brut è quello di più facile approccio ed il più duttile e versatile negli abbinamenti.