La Franciacorta e i Franciacorta Docg secondo Tom Hyland

Articolo entusiasta, dedicato dal giornalista statunitense, based in Chicago, Tom Hyland, autore del main blog Reflections on wine sul suo blog didattico, dedicato a far conoscere l’Italia ed i suoi vini ai lettori di lingua inglese, Learn Italian Wines, alla Franciacorta e ai suoi vini.
Hyland annota – leggete qui – che sparling wines vengono prodotti un po’ ovunque in Italia e da diverse varietà di uve, “sparkling wine is produced throughout Italy, from many different varieties. From Campania to Piemonte, from varieties such as Falanghina and Aspirinio to even Nebbiolo, there is a wide variety of bubblies that can be found in various locales in the country”.
Ma per i vini di qualità superiore, a suo non v’é dubbio che si debba ricorrere alla Franciacorta: “But for world-class quality, there is no question as to which Italian sparkling wine is the finest – the answer is Franciacorta. What makes Franciacorta so special is the fact that this is a sparkling wine made in the classic method – as in Champagne – where the secondary fermentation is made in the bottle and not in a tank, as with sparklers made according to the Charmat process”.
Un elemento forte caratterizza secondo Tom Hyland questa zona vinicola: “Franciacorta, by the way, refers to three things: it is the name of the growing area, the name of the production process and the name of the wine.
There are only ten such wines in all of Europe and only three of them are sparkling wines made by refermentation in the bottle: Cava from Spain, Champagne and Franciacorta”, ovvero che il nome Franciacorta qualifichi contemporaneamente la zona di produzione, il metodo di produzione ed il vino, cosa che accade solo in Spagna con il Cava ed in Francia con lo Champagne.
E, osserva Hyland, quando si degustano i migliori Franciacorta, si finisce per pensare inevitabilmente allo Champagne, dal punto di vista della qualità e dello stile: “can understand that, but when I taste a product such (…) I can’t help but think of Champagne, both in terms of quality and style”.
Cosa ancora più sorprendente se si considera che la Franciacorta ha solo cinquant’anni di storia: “However you view this, you can’t help but admire the work these producers have done in making Franciacorta one of the world’s great sparkling wines in a period of less than half a century”.
Secondo il wine writer statunitense, come accade con molti “sparkling wines”, i prodotti appaiono migliori entro due, tre anni dalla sboccatura e alcune delle migliori bottiglie, prodotte da vecchie vigne e lungamente affinate sui lieviti, possono essere gustate anche a 5-7 dalla sboccatura e forse anche di più: “As with most sparkling wines, the products are best enjoyed within 2-3 years of disgorgement.
Some of the finest bottlings, made from vines with as much as 40 years of age as well as those aged longer on their yeasts, can be enjoyed for 5-7 years after disgorgement and perhaps even as long as a decade”.

A parere di Hyland “Even the most straightforward examples of Franciacorta have lovely natural acidity and some examples are extremely high in acidity, with the result being wines that edge toward being a bit austere in the mouth”, sottolineando il ruolo di una piacevole acidità natural.
Ma quale rapporto tra Franciacorta ed il secolare modello rappresentato dalla Champagne? Per Hyland un paragone è inevitabile, anche se molti produttori cercano di discostarsi. Il wine writer cita il caso di un produttore che durante un recente seminario moderato da Hyland a Chicago, ha orgogliosamente affermato: “non stiamo cercano di produrre Champagne o un suo modello, noi produciamo Franciacorta”, “We are not trying to make Champagne, we are making Franciacorta”.
Un modo molto chiaro, laico, di guardare alla produzione nella propria zona di origine e di rivendicare un’identità specifica dei propri metodo classico…

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La Franciacorta grande protagonista al Grand Prix di Magazyn Wino a Varsavia

La Franciacorta é stata la grande protagonista martedì 8 novembre a Varsavia del Grand Prix della più importante rivista polacca, Magazyn Wino. Nel corso della cena di gala che ha visto premiare i migliori vini ed i migliori importatori dell’anno scelti dalla giuria degli esperti della rivista, alla Franciacorta sono andati tre riconoscimenti.

Il primo, una medaglia di bronzo nella categoria “vini spumanti”, al Franciacorta Saten Ante Omnia dell’azienda Majolini (premio ritirato da Simone Majolini), il secondo alla regione di produzione in occasione dei suoi primi cinquant’anni di attività, (premio ritirato dal presidente del Consorzio Maurizio Zanella) e infine uno alla donna che ha reso possibile la presenza dei Franciacorta a Varsavia, Elisabeth Babinska Poletti, la “ambasciatrice del Franciacorta“, che è stata premiata per aver promosso la cultura del vino e aver introdotto le bollicine Docg bresciane in terra polacca. (*Si leggano in fondo a questo articolo le motivazioni del suo premio).

Nel corso della cena di gala, cui hanno partecipato circa 250 ospiti (alcuni prestigiosi come l’ex calciatore polacco Zbigniew Boniek e come il primo violino della Sinfonia Varsovia Orchestra, Krystyna Walkiewicz–Rzeczycka, membro del magnifico quartetto d’archi che ha eseguito musiche di Mozart nel corso della cena) ai 30 tavoli sono stati serviti sugli antipasti i Franciacorta Satèn delle aziende presenti, mentre gli ospiti sono stati accolti al loro arrivo al Forteca restaurant, teatro della manifestazione, con un aperitivo di benvenuto a base di Franciacorta Brut. Ancora più protagonista la Franciacorta il giorno successivo, mercoledì 9 novembre, in occasione della grande giornata dedicata alla degustazione dei vini delle aziende premiate nel corso del Grand Prix.

Sempre nella cornice del Forteca Restaurant nello spazio centrale di questa ampia struttura che ha accolto un folto pubblico formato da importatori e giornalisti e appassionati di vino, provenienti da Varsavia e da tutta la Polonia, sedici aziende franciacortine, e precisamente

Antica Fratta
Barone Pizzini
Bellavista
Berlucchi Guido
Bersi Serlini
Ca’ del Bosco
Contadi Castaldi
Enrico Gatti
Fratelli Berlucchi
Il Mosnel
Lantieri de Paratico
Lo Sparviere
Majolini
Monte Rossa
San Cristoforo
Ricci Curbastro

sono state la principale attrazione di un affollato banco d’assaggio che ha visto ognuna delle aziende franciacortine proporre due diversi Franciacorta e che ha dato testimonianza dell’unità d’intenti che caratterizza il Consorzio e offerto un’immagine forte della Franciacorta e dei suoi vini.
Ognuno dei Franciacorta presenti è stato oggetto dell’attento esame e della degustazione meditata di molti tra i più titolati importatori di vini di qualità operanti in terra polacca, dei più influenti giornalisti e wine blogger e di un pubblico di appassionati pronto a cogliere la grande occasione di poter degustare (e confrontare) un vasto numero di Franciacorta Docg.
Il banco d’assaggio è stato preceduto da un seminario tecnico dedicato alla Franciacorta, alla sua storia, alle sue caratteristiche, ai suoi vini, ottimamente condotto da Tomasz Prange-Barczynski caporedattore della rivista Magazyn Wino e concluso con la degustazione di cinque Franciacorta delle diverse tipologie.
Un’operazione questa presenza franciacortina in un Paese, la Polonia, che conosce un grande sviluppo economico e dove la cultura del vino cresce anno dopo anno e coinvolge un numero sempre maggiore di appassionati e di operatori economici, che può essere considerata a tutti gli effetti un successo ed il punto di partenza per ulteriori mirate presenze di aziende di Franciacorta (alcune già operanti sul mercato, altre in procinto di entrarci, anche dopo questa due giorni a Varsavia) nella patria di Chopin e dell’indimenticabile Karol Wojtyła, papa Giovanni Paolo II.

* Premio Grand Prix 2011 di Magazyn Wino “Promotore della Cultura del vino in Polonia” a Elisabeth Poletti Babinska
Testo di Tomasz Prange-Barczynski caporedattore della rivista

“Quando si parla di Vino, i piu’ importanti sono naturalmente quelli che lo producono , cioe’ i Vignaioli, quelli che lo bevono , cioè i Consumatori, anche se noi preferiamo chiamarli “Vinomani“, “Bevitori di Vino”, o anche  “Vinomaniaci“. E’ chiaro che tra di loro ci sono gli Acquirenti e gli Importatori, ai quali  dedichiamo oggi dei premi. Il nostro modesto ruolo – che noi definiamo di informatori – lo eseguiamo anche noi Giornalisti.
C’è tuttavia un gruppo di persone , che per la verita’ non produce e non vende, ma che ha un ruolo fondamentale su come il Vino viene considerato. Li abbiamo chiamati “Promotori della Cultura del Vino“.
Riteniamo il loro ruolo assolutamente importante, specialmente in un Paese come la Polonia, nel quale nel campo del Vino c’e’ ancora un grande lavoro da fare. I Vignaioli, gli Importatori ed i Giornalisti  dovrebbero dedicare ai buoni Promotori una cura particolare ed apprezzare la loro attivita’.
Per questo a partire da quest’ anno abbiamo deciso di dedicare un Premio ai Promotori Della Cultura del Vino in Polonia.
Questo premio viene dedicato a Elisabetta Poletti!  E’ con noi da sette anni, e ogni paio di mesi ci sorprende con nuove idee. Ha aperto in Polonia la strada al Franciacorta, e penso che la serata di Gala del Grand Prix  2011 di “ Magazyn Wino “, del quale il DOCG Franciacorta è ospite d’ onore, é il coronamento dei suoi sforzi ; anzi , penso che sarebbe molto contenta se i Polacchi bevessero piu’ Franciacorta. Da alcuni anni ci ha introdotto alle coste del Lago di Garda , alla Puglia; conosciamo i suoi progetti che riguardano la Valtellina e la Sardegna. Ti abbiamo chiamata “l’insegnante del Franciacorta“: Elisabetta, oggi ti nominiamo: “Promotore della cultura del vino in Polonia”.

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A Camilla Lunelli (Cantine Ferrari) un riconoscimento speciale del Premio Bellisario

C’è anche Camilla Lunelli (nella foto), responsabile della comunicazione e delle relazioni esterne delle Cantine Ferrari di Trento e figlia di Mauro Lunelli, enologo e inventore della mitica cuvée Trento Doc Giulio Ferrari riserva del fondatore, tra le personalità che riceveranno il Premio Marisa Bellisario, giunto alla XXIII edizione, dedicato alle artefici dell’eccellenza italiana nel mondo.
Dedicato alla memoria di una delle prime donne italiane a essere arrivata alla guida di una grande azienda, Marisa Bellisario, prematuramente scomparsa, va ogni anno a donne che, in vari ambiti, si sono fatte onore o hanno fatto onore all’Italia.
La vetrina del passato è una passerella di grandi signore dell’imprenditoria, della finanza, della cultura, della comunicazione, del sindacato, dello sport. Quest’anno le protagoniste premiate sono Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, Elsa Fornero, vicepresidente del consiglio di sorveglianza Intesa San Paolo, Lorenza Lei, direttore generale della Rai, Elisabetta Serafin, segretario generale del Senato, Anna Maria Tarantola, vicedirettore generale della Banca d’Italia.
Da quest’anno la Fondazione Marisa Bellisario ha voluto proporre alla ribalta “giovani talenti” , con uno speciale riconoscimento a “donne sotto i 35 anni di età che si sono distinte per meriti diversi”.
Nella sezione dedicata al Made in Italy c’è Camilla Lunelli, l’unica donna del vino. Con lei otto volti e nomi noti come la fotografa Paola Arpone, le attrici Cristiana Capotondi e Anna Della Rosa, Bianca Maria Gervasio, creative director di Mila Schon, Claudia Piaserico, designer, Marinella Senatore, Lilli Spina ad di Lilli Spina coutures e Sofia Vedani ad di Planetaria hotels.
Le felicitazioni più vive per questo Premio a Camilla e al suo, immaginiamo orgogliosissimo e felice, babbo Mauro.

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