Francamente parlando di Franciacorta e di Oltrepò Pavese

“Le colline dell’Oltrepò dilatano il respiro…”

Sono debitore di una risposta al misterioso (?) commentatore che firmandosi “franciacortino” ogni tanto fa irruzione in questo blog, naturalmente per insultarmi.

Devo rispondere, e ho lasciato trascorrere qualche giorno, per lasciar decantare l’irritazione, a chi, pensando di provocarmi e mostrando invece solo la propria miseria, ha “commentato” annotando queste parole: “e bravo Ziliani, dopo che si é finalmente tolto dai coglioni sta cercando riparo e un nuovo padre in Oltrepò. E’ come passare da una Ferrari alla 500, ma le colline pavesi sono l’ambiente più adatto ad un provinciale perdente come lei”.

La prima annotazione è che il tizio ha scritto “padre” sicuramente pensando di scrivere padrone. Però io padre ne ho avuto uno, il mio caro papà scomparso troppo presto, e non vado di certo cercandone uno, in qualsiasi terra o zona vinicola io mi trovi… E di padroni ne ho solo uno, anzi molti, voi lettori…

15 commenti Leggi tutto

Comincia la stagione delle bollicine in svendita: cari lettori, ora tocca a voi!

prezziPazzi

Se trovate sugli scaffali metodo classico a prezzi da Charmat segnalatemelo!

Domani saremo già a metà ottobre, ovvero entrati nel pieno di quel trimestre che per la vendita ed il consumo di bollicine, soprattutto quelle metodo classico (ma anche con gli Charmat come l’Asti non si scherza), è fondamentale. In questi tre mesi, soprattutto nell’ultimo mese, dicembre, che comprende le festività natalizie ed i festeggiamenti di Fine Anno ed il benvenuto all’Anno Nuovo che arriva, si consuma una grossa festa delle bulles che vengono stappate nel corso di tutto l’anno.

E in coincidenza con questo periodo di accresciuti consumi si registra, da parte di chi vende (o quantomeno prova a farlo), parlo di enoteche e vinerie, ma soprattutto di quel canale ormai entrato nelle abitudini di acquisto di tanti italiani, la G.D.O. o Grande Distribuzione Organizzata (nella quale, enoicamente parlando, si trova ormai di tutto, anche grandi nomi da Horeca che un tempo si vergognavano a vendere in un “supermercato”… I motivi? Molto semplici, la G.D.O. magari ti “tira il collo” col prezzo, ma ha la buona abitudine di onorare le fatture e di pagare puntualmente; la ristorazione, una bella fetta della ristorazione, beh, lasciamo perdere…) un particolare attivismo.

E per vendere ogni tecnica è buona, la si chiami sottocosto, offerta speciale, prezzi pazzi, prezzo civetta da specchietto per allodole, prezzo scontato per i possessori i soci o i possessori di fidelity card o come la si voglia chiamare.

Intendiamoci, sappiamo benissimo che la mission principale di ogni azienda produttrice di vino, se tale vuole rimanere e non andare a carte e quarantotto, è vendere e fare uscire il vino dalle cantine. E per vendere, per risultare appealing per il potenziale acquirente, talvolta tocca ritoccare i listini. E non in alto…

8 commenti Leggi tutto

Giornata Champagne 2015: le mie pubbliche scuse ad Andrea Gori

mea-culpa-26-1-13
Lo dico io per primo: nessuna giustificazione per il mio gesto

Costa sempre moltissimo, soprattutto a chi è molto orgoglioso (ed io lo sono al cubo) riconoscere quando si sbaglia ed in particolare chiedere scusa per i propri errori. E’ un esercizio faticoso, che causa malesseri interni, mal di pancia, esami di coscienza (tutte cose che preferiamo evitare) e ci rimette giocoforza in discussione. Perché preferiremmo e ci garberebbe molto di più un mondo nel quale ci si senta sempre dare ragione, dove ci schieriamo sempre dalla parte giusta e soprattutto non facciamo sciocchezze.

Però, come dicevano i latini, errare humanum est, e agli umani può capitare di fare qualche sciocchezza. L’importante è avere la lucidità necessaria per accorgersi di averla fatta, e una volta acquisita questa consapevolezza (che se non sei un pirla ti rode dentro) compiere il passo successivo, il più faticoso, ovvero chiedere scusa.

Dagospia

Mezzo mondo (del vino e non) sa, se n’è occupato persino Dagospia, qui e poi ancora qui, che giovedì scorso, nell’ambito della Giornata Champagne che si è svolta in quel di Milano, mi sono reso protagonista (eppure ero lì per degustare, mica per fare show da saloon del Far West) di un episodio che anche restituito alle sue reali dimensioni costituisce un brutto episodio. E una cosa sbagliata, da qualsiasi angolazione la si osservi, anche ricordando i suoi antecedenti e le attenuanti del caso, come mi è stato signorilmente consentito di fare da Davide Gangi, che ringrazio. Insomma, una vera e propria “ca….a”, un errore, senza se e senza ma, da parte mia.

Ho sbagliato tirando uno sganassone (beh, diciamo un leggero pugno, come documentano le foto prontamente messe on line da alcuni siti, che mostrano all’universo mondo la leggera escoriazione al labbro che gli ho procurato) al sommelier fiorentino Andrea Gori, con il quale ero molto “incavolato” per le accuse che tempo fa mi aveva rivolto, accuse per me infamanti e diffamatorie, di essere “un parassita” e un “pensionato baby”. Cosa che assolutamente non sono, perché non sono in pensione, lavoro, pago le tasse, come possono attestare la mia dichiarazione dei redditi ed il mio commercialista.

Ho sbagliato perché chi mette le mani addosso ad un’altra persona ha sempre oggettivamente torto, perché dovevo avere la lucidità e la prontezza di spirito per capire che colpendo Gori avrei colpito prima di lui me stesso, perché in una società civile (e purtroppo questa, a mio modesto modo di vedere non lo è più da tempo, e non per causa mia…) i dissapori e le questioni dialettiche tra le persone, anche quando una delle due offende l’altra oppure uno dei due ritiene di essere stato offeso, dovrebbero essere risolti a parole, confrontandosi, e non ricorrendo alle mani.

Matilde

Ragione per cui, per chiudere il cerchio già aperto con le mie scuse immediate a Domenico Avolio, responsabile del Bureau du Champagne Italia, e a Thibaut Le Mailloux responsabile della Comunicazione del Comité Champagne, per il disagio ed il trambusto creato con il mio comportamento nell’ambito di una loro manifestazione cui ero ospite, e dove avrei dovuto comportarmi veramente da ospite, e proseguito con miei reiterate ammissioni di aver sbagliato, pronunciate sui social network (dove, va ricordato en passant, sono stato sottoposto ad un “simpatico” tentato linciaggio mediatico, e non da parte della vittima, che magari ne avrebbe avuto anche le ragioni, ma di personaggi vari che hanno colto la palla al balzo…), devo assolutamente porgere le mie pubbliche e formali scuse ad Andrea Gori.
E dirgli che mi dispiace davvero del mio gesto e che sono sollevato al pensiero di non avergli causato seri danni. Anche se la cosa era piuttosto difficile, essendo lui un quarantenne robusto e ben piantato e io un 59enne non certo con il fisico e la cattiveria di un Mike Tyson…

errare-humanum-est

Ci tengo a sottolineare che questa presa di posizione, che ho lungamente meditato in questi giorni, e che presto ho capito rappresentasse la naturale cosa giusta da fare (ma sapete quanto l’orgoglio possa funzionare da freno…), non vuole essere in alcun modo una captatio benevolentiae, e non è una trovata tattico – strategica, un’operazione affannosa di “recupero immagine”, ma corrisponde esclusivamente ad un’esigenza interiore, a qualcosa che ho maturato dentro e che dovevo “buttare fuori”. E che è autentica. Le persone più care che mi sono state vicine da giovedì pomeriggio lo sanno bene…

Non sono un violento, anche se a volte sono stato verbalmente molto “vivace”, non ho mai messo le mani addosso a coloro che mi criticano o scrivono cose assurde e prive di fondamento su di me. Giovedì, colpendo Andrea Gori, ho lasciato emergere una parte di me di cui, scusate il gioco di parole, orgoglioso come sono, non sono di certo orgoglioso.

I-Am-Sorry

Cospargo il capo di cenere e torno ad occuparmi di quello che è il mio lavoro, non dare “cazzotti” al prossimo, ma scrivere, come faccio da oltre trent’anni, di vino. Ancora le più sentite scuse ad Andrea Gori….

________________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org!

18 commenti Leggi tutto

Ferrari, dal punto di vista del marketing, chapeau, mette in fila tutti gli altri

FerrariEmmy

E qualcuno, a Brescia e dintorni, dovrebbe andare a scuola dai Lunelli…

Lo so già che ci sarà qualche imbecille (ma chiamiamolo con il suo nome!) che dopo questo post mi darà del traditore, del voltagabbana, del venduto, come se il sottoscritto, che è e resta un giornalista libero e indipendente, e non porta le insegne di nessuno se non del vino di qualità e dei produttori autentici e sinceri, non potesse esprimere le proprie idee senza venire per questo etichettato.

Ma io, fregandomene di essere tacciato di “imbecille”, da chi veramente minus habens è, vado avanti per la mia strada e dico la mia.

Mi diano pure del “trasformista” o peggio ad Erbusco e dintorni, ma io, così come ho già fatto complimentandomi con loro quando Frau Wolkswagen Merkel in visita all’Expo grazie ad una perfetta organizzazione e ad una vera abilità nel difficile gioco delle pubbliche relazioni e del marketing non ha brindato e pranzato bevendo l’Official Sparkling wine della manifestazione bensì un Trento Doc Ferrari, devo complimentarmi con i Lunelli di Trento, che finalmente, per inciso, hanno eliminato dalla facciata dell’azienda bordo autostrada l’orribile parola “spumante”, come suggerivo loro da illo tempore, per un nuovo exploit in termini di comunicazione e marketing.

TrentoDoc2015 009

Leggo difatti e qui ho visto, potete farlo anche voi, le immagini, che un Trento Doc targato Ferrari è stato scelto per le star della televisione e del cinema americano, in occasione della 67ma edizione degli Emmy Awards, tenutasi il 20 settembre a Los Angeles.

Cosa siano gli Emmy Awards è presto detto: “sono gli Oscar della televisione e rappresentano, per lo star system americano e internazionale, un appuntamento importantissimo che ogni anno viene seguito in diretta da 20 milioni di persone”.

FerrariEmmy2

E così il “Ferrari Brut Trentodoc è stato servito a tutti gli ospiti che, dopo la premiazione, hanno proseguito la serata all’esclusivo Emmy Awards Governors Ball, il più grande gala dinner d’America: circa 4.000 persone sedute in una cena orchestrata dallo chef Wolfgang Puck, dove si è brindato ai vincitori, fra cui Peter Dinklage (Game of Thrones), Jon Hamm (Mad Men), Viola Davis (How to Get Away With Murder – Le regole del delitto perfetto) e Bill Murray (Olive Kitteridge)”.

Non voglio esagerare e sposare in toto il trionfalismo dei Lunelli, che sono stati appena proclamati “Produttore dell’Anno” da The Champagne & Sparkling Wine World Championships (la grande degustazione di bollicine coordinata dal wine writer britannico Tom Stevenson), e “tornano sotto i riflettori dello showbiz internazionale e si conferma ambasciatore dell’Arte di Vivere Italiana nel mondo”, e le dichiarazioni entusiastiche del giovane ambizioso presidente dell’azienda trentina, secondo il quale “Siamo davvero orgogliosi di aver portato un tocco di italianità in questo fantastico evento”. “È un grande onore vedere tante star internazionali brindare ai loro successi con il nostro Ferrari Brut”. Matteo e Alessandro Lunelli hanno partecipato alla serata e hanno brindato con i vincitori al Governors Ball”.

Dico solo che qualche altra zona spumantistica che detiene la leadership quantitativa nel panorama del metodo classico italiano e pure in quanto a qualità ha ottenuto risultati importanti e innegabili (ma che oggi sembra perdere qualche colpo e che non è immune da problematiche e contraddizioni, come ho più volte scritto), dovrebbe, a mio modesto avviso, andare a scuola di marketing e di comunicazione dalla Ferrari e dai Lunelli – recentemente, Bergamo, 18 settembre 2015, definiti “industriali che non hanno fatto crescere qualitativamente la denominazione Trento Doc e hanno pensato solo a se stessi” dal Presidente del Consorzio Franciacorta, nell’ambito della rassegna Domus Bergamo Wine.

Così facendo, si otterrebbero migliori risultati e si spenderebbero molto meglio i tanti soldi che l’operazione “Official Sparkling Wine di Expo Milano 2015” è costata, con risultati tutti da dimostrare, agli associati.

E magari lo stesso Presidente del Consorzio potrebbe imparare, dai Lunelli, e se vuole anche da me, in cosa consista la difficile ars del far corrispondere alle parole i fatti, perché non si fa una figura grandiosa criticando in pubblico, come ha fatto venerdì 18 a Bergamo (io ero presente e prendevo debita nota delle sue affermazioni…), la Champagne accusandola di “usare la leva del marketing prima che del prodotto”, e poi criticare la stessa zona vinicola francese perché fa la pubblicità con Charlize Teron (in verità io ricordo un’altra attrice, Scarlett Johansson, testimonial di Moet & Chandon).

Maurizio_Zanella_proprietario_Ca_del_Bosco__Colombari__piramide_Cuvee_Prestige

Perché così facendo rischia che qualcuno, nella fattispecie il sottoscritto, possa ricordargli che anni fa, per il lancio della Cuvée Prestige a Milano, convocò un demi monde di politici e personaggi del mondo dello spettacolo, tra cui l’attrice ed ex Miss Italia Martina Colombari, e che il Consorzio di cui lui è ancora per qualche mese Presidente, expo-sto in prima persona a difesa della manifestazione milanese, risulta, come si può leggere qui e poi ancora qui, essere partner e sponsor – “The Consortium cooperates with automakers Maserati, Porsche and Mercedes and has an important partnership with the National Chamber of Italian Fashion. Franciacorta, in fact, will be the official wine at the man and woman fashion shows in Milan for the next three years” – della Camera Nazionale della Moda Italiana.

Calma e gesso

Quindi calma e gesso prima di criticare quello Champagne, degustazioni comparative con il quale, con raro provincialismo, il suo Consorzio organizza nello stand consortile al Vinitaly. Perché quegli stessi metodi che la Champagne usa, con grandi risultati, e che lui critica, l’azienda di cui è simbolo ed il Consorzio che presiede utilizzano a loro volta. Con risultati non sempre così esaltanti…

________________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org!

 

30 commenti Leggi tutto