Danni da gelata in Franciacorta e nei vigneti lombardi: aggiornamenti

Il mondo intero si può dire abbia parlato della terribile e misteriosa (ma su Vino al vino nei prossimi giorni pubblicherò un originale contributo che tenterà di spiegare la genesi dell’evento) gelata che ha recentemente colpito i vigneti di larga parte del Nord Italia e del Centro, con qualche fastidiosa incursione anche al Sud.

E’ stato un vero disastro, un qualcosa che ha sconvolto previsioni metereologiche e programmi di miriadi di viticoltori. E non solo in Italia, ma anche in Francia, in Champagne, in Alsace.

Ho già pubblicato su Vino al vino un primo parzialissimo bilancio dei danni limitato ad alcune delle più importanti zone vinicole lombarde, Franciacorta e Oltrepò Pavese.

Lascia un commento Leggi tutto

Il 24 aprile a Londra per il Glass of bubbly wine tasting

Lemillebolleblog ed il sottoscritto ci saranno!

Quello che segue è l’annuncio, il racconto seguirà, di un mio particolar modo di trascorrere, festeggiare quello mai, il 25 aprile. Che per me è sempre stato e sempre sarà un giorno come un altro.

Ho deciso, mettendo incoscientemente mano al portafoglio, perché aereo, treno navetta, metro, hotel costano e per tre giorni dovrò pure mangiare…, di portarmi avanti e di scegliere una città europea (sempre la si possa definire così dopo il 23 giugno 2016) per trascorrere il week end (allungato) del 25 aprile.

Lascia un commento Leggi tutto

Süd Tiroler Sekt in degustazione oggi a Milano



Appuntamento imperdibile dalle 18 alle 21 al Westin Palace Hotel

Sono da una vita, diciamo dal 1982, anno in cui vi salii per la prima volta, un appassionato di quella bellissima “terra di vino e di mele” che è l’Alto Adige – Süd Tirol.

Non si può, se si ha un minimo di senso della bellezza e dell’armonia, non amare questo angolo di paradiso collocato, geograficamente e amministrativamente parlando, in territorio italiano, ma culturalmente, e linguisticamente ça va sans dire, tirolese. Ed evito accuratamente di scrivere austriaco o tedesco.

In Alto Adige ho imparato ad amare le vallate e le montagne, dove compiere lunghissime passeggiate, il senso civico e l’educazione degli abitanti, la straordinaria bontà della cucina e ovviamente dei vini.

3 commenti Leggi tutto

Futuro di La Versa? Cavit confessa di pensarci ancora…

E

…ma solo come supporto di Terre d’Oltrepò

Ieri pomeriggio, facendo un piccolo eno-scoop, ho dato la notizia secondo la quale la celebre cantina veneta Cantina di Soave sarebbe in pole position per diventare proprietaria di quel nobile decaduto che è l’oltrepadana Cantina La Versa, grazie ad una “un’offerta irrevocabile per l’acquisto con validità di 30 giorni” presentata al curatore fallimentare.

Finita la vicenda La Versa? Teoricamente sì, anche se va ricordato che i giochi non sono interamente chiusi, perché “fino al 15 febbraio chi vorrà potrà rilanciare a partire dalla cifra di 4milioni e 150mila euro. Non dovesse presentarsi nessuno, l’azienda verrà venduta al gruppo che ha già depositato una caparra da 250mila euro”.

4 commenti Leggi tutto

E’ la Cantina di Soave il nuovo proprietario di La Versa?

LogoLaVersa
Finito (pare) il lungo calvario dello storico marchio

Pare finalmente finito il “calvario” dell’azienda vinicola più nota dell’Oltrepò Pavese, del marchio più noto del variegato universo vitivinicolo della più bella (Valtellina a parte) zona vinicola lombarda. Sto parlando della storica Cantina La Versa di Santa Maria La Versa, resa grande dal mitico Duca Denari e poi tristemente finita in basso, dopo varie gestioni infelici, tentativi falliti e varia umanità, fino al fallimento dichiarato nel luglio scorso. Fallimento palese anche visitando la home page del sito Internet aziendale, che a tutt’oggi riporta le testuali parole che spezzano il cuore al solo leggerle: “Bando di gara per acquisto azienda “La Versa Viticoltori dal 1905 Spa” Data scadenza presentazione offerte: 25 novembre 2016 Le offerte dovranno pervenire allo studio del Curatore Fallimentare, dott. Luigi Spagnolo, in Milano”.

Sono particolarmente felice di apprendere dell’happy end di questo calvario, perché anche se non ho assolutamente alcuna colpa, io mi sono limitato a fare il mio mestiere di giornalista, avevo dato credito, addirittura pubblicando una lunga intervista che gli avevo fatto, all’ultimo, ipotetico, salvatore “della baracca”, un bresciano, che nell’estate dello scorso anno era stato arrestato per bancarotta e riciclaggio.

31 commenti Leggi tutto

Cresce l’export per gli English Sparkling wines nel 2016

Englishsparkwine_2016114c
Presenti ormai in 27 Paesi diversi

Lo sappiamo già, ce ne siamo accorti diverse volte ormai, che i nostri amici inglesi, fedeli a quella forma di orgoglio patriottico che li contraddistingue, tengono moltissimo, tanto che tendono a sopravvalutarne gli effettivi pregi, le loro bollicine metodo classico. Quelle che loro chiamano English sparkling wine.

Recentemente una delle riviste più note, Decanter, ha dato prova di questo orgoglio bollicinaro molto british, in un articolo, apparso qui, nell’edizione on line della rivista, dove l’autore è arrivato ad inserire due English sparkling in una selezione dei cinque migliori sparkling dell’anno… Esagerati…

1 commento Leggi tutto

Lessini Durello: on line un corner shop per trovarlo e provarlo più facilmente

LogoLessiniDurello
La premessa è ovvia e scontata: se l’analisi fosse limitata ai numeri il discorso che sto per fare non avrebbe nemmeno ragione di esistere. Alla terrificante potenza di fuoco rappresentata da circa 400 milioni di bottiglie, tra Doc e Docg, del Prosecco, nemmeno un milione di bottiglie rappresentate da un’altra denominazione non fanno nemmeno il solletico.

Se si ragiona invece in termini di diversità e di valorizzazione di produzioni che presentano caratteristiche del tutto peculiari e che rappresentano la tradizione vinicola di una determinata zona, allora è legittimo dire, quando si parla di bollicine venete, che c’è altro oltre al Prosecco. E che anche se quest’altro è rappresentato da una produzione, che, con la tenacia di una formichina, continua a crescere e ha superato, tenetevi forte, quota 700 mila bottiglie, proposte da un numero, questo sì crescente, di aziende (sono 22), il Lessini Durello merita attenta considerazione. Anche perché i vini che rivendicano questa denominazione sono davvero buoni, quando non sorprendenti.

Sono bollicine, prodotte sia con la metodologia produttiva del Prosecco, ovvero il metodo Martinotti-Charmat, sia con la più impegnativa tecnica della rifermentazione in bottiglia, che si identificano con un’uva, la Durella, che vanta una plurisecolare presenza (le prime testimonianze si hanno in epoca medioevale) nella zona dei Monti Lessini, ovvero l’area collinare che in provincia di Verona comprende l’alta Val d’Illasi, la Valle del Tramigna e i comuni più a nord della Val d’Alpone, e le vallate del Chiampo, del Leogra e dell’Agno nel vicentino.

Per anni, utilizzandola come uva da taglio destinata a “spumanti” italiani ed esteri (i Sekt tedeschi ad esempio), si è pensato che la sua acidità, che potremmo definire “indomita”, costituisse la caratteristica basilare, ma in seguito, studiando meglio l’uva ed i territori, in larga parte di origine vulcanica, dove la Durella si è diffusa, si è colta tutta la complessità di questo vitigno. Che dà vini che una volta spumantizzati rivelano doti di freschezza e una tenuta nel tempo impensabile, ma abbinati a sapidità, mineralità, ricchezza di sapore, ad un corredo aromatico complesso. Che emerge soprattutto nei metodo classico con lunga permanenza sui lieviti e che esprime note floreali, fruttate, di frutta secca.

Un vino, il Lessini Durello (la denominazione Monti Lessini è invece riferita ai vini non spumantizzati, fermi o addirittura passiti), tutelato da un attivo Consorzio, cui aderiscono 18 delle 22 aziende complessive, e che rappresenta il 97% dell’intera produzione – sono coltivati a uva Durella 366 ettari sulle colline veronesi e 107 ettari su quelle vicentine, e sono circa 430 i viticoltori che lavorano con quest’uva, che rientra benissimo nella categoria delle bollicine alternative da vitigni autoctoni.

Ben conosciuto e apprezzato in area veneta, e da nicchie di estimatori che anche fuori della regione di produzione ne apprezzano la particolarità, il nerbo acido, la verticalità, l’energia, la capacità di sposarsi a piatti di non facile abbinamento come il baccalà, le lumache, l’anguilla, il Lessini Durello (la produzione di Charmat è nettamente superiore, in termini quantitativi, a quella di metodo classico), ha visto in qualche modo frenata la sua popolarità e diffusione non solo dalla produzione limitata, ma da una distribuzione limitata, tranne in rari casi, a Veneto e dintorni.
TopItalianWine

Come fare dunque, se si è incuriositi da questo tipo di bollicine e se avendolo provato una volta in qualche occasione si desiderasse ripetere a casa l’esperienza? Certo, si può sempre contattare i produttori o andare a visitare le loro cantine trovandosi in zona. Da qualche tempo una valida e moderna alternativa è offerta ai consumatori che amano acquistare i vini anche on line da un accordo intercorso tra il Consorzio Vino Lessini Durello e uno dei più validi portali, organizzato in negozi monotematici, specializzati nella vendita di vini altrimenti difficilmente reperibili, ovvero Top Italian wine. Dopo essersi specializzato nella selezione e proposta di vini passiti e vin santi, Top Italian Wine ha pensato di creare una serie di Corner Shop realizzati in partnership con Consorzi di tutela per la valorizzazione di produzioni autoctone o di etichette d’eccellenza e di nicchia di singoli produttori.

Il risultato è una vetrina Web, un punto vendita on line che potete visitare a questo indirizzo, che per ora rende disponibili agli appassionati due Lessini Durello Charmat e otto Lessini Durello metodo classico proposti da sette aziende associate (si prevede progressivamente l’entrata anche delle altre), con un assortimento che va dai vini più immediati, ma non banali, a millesimati 2011-2010-2009 e 2008.

La presentazione di ogni vino è corredata da un’ampia scheda descrittiva del produttore e una nota di degustazione.

Una bella iniziativa, che merita attenzione: una vetrina Web per trovare e provare più facilmente e prendere maggiore confidenza con il Lessini Durello.

3 commenti Leggi tutto

Vino al vino: temporanea chiusura per manutenzione

logo
Si comunica che per lavori di manutenzione tecnica il blog Vino al vino www.vinoalvino.org da stasera non sarà on line per alcuni giorni e ritornerà visibile lunedì 18 o martedì’ 19 gennaio.

work_in_progress

Grazie per l’attenzione

Franco Ziliani

Lascia un commento Leggi tutto

Vittorio Moretti è il nuovo Presidente del Consorzio Franciacorta

April 7th 2013, Franciacorta (Italy), Bellavista: Vittorio e Francesca Moretti
Riceviamo il comunicato stampa sull’elezione, che questo blog aveva previsto da mesi, del nuovo Presidente del Consorzio Franciacorta, e porgiamo gli auguri di buon lavoro per il suo mandato a Vittorio Moretti.

Erbusco, 16 dicembre – E’ Vittorio Moretti il nuovo Presidente del Consorzio Franciacorta. Il patron di Bellavista e Contadi Castaldi raccoglie il testimone di Maurizio Zanella, Ca’ del Bosco, che negli ultimi sette anni ha guidato il Consorzio.

Cambiato anche il Consiglio di Amministrazione ed eletto nel ruolo di vicepresidente Silvano Brescianini, Barone Pizzini. La composizione del Consiglio, in cui sono rappresentate le varie anime del Franciacorta, evidenzia la coesione che lo contraddistingue e la volontà di coinvolgere ogni soggetto che ne fa parte.

L’Assemblea dei Soci si è svolta mercoledì mattina a Erbusco e Maurizio Zanella ha salutato con queste parole i Soci presenti: “Parlo di quasi sette anni, quelli da Presidente, ma mi piacerebbe tornare indietro nel tempo, a venticinque anni fa, quando il Consorzio nasceva, e la Franciacorta, sconosciuta ai più, era la cenerentola del metodo classico, con circa due milioni di bottiglie vendute. Oggi molto è cambiato, e grazie al vostro impegno, il Franciacorta è di gran lunga la prima denominazione di origine italiana in questa tipologia. Dico “abbiamo” ma sarebbe meglio dire avete, perché io ho avuto l’onore di presiedere il Consorzio, ma soprattutto di essere ospitato e far parte di una comunità e di un territorio straordinari, una comunità che mi ha accolto tra i suoi membri e mi ha spinto a condividere con tutti Voi l’impegno e la passione spesi a favore del nostro Vino e del nostro Territorio. – Prosegue Maurizio Zanella “siamo giunti alla fine di questo 2015 ed al termine dei miei due mandati alla Presidenza del Consorzio Franciacorta, prolungati per Expo 2015, l’ultima sfida affrontata insieme e quindi desidero esprimere il mio sentito ringraziamento a tutti Voi per l’onore e la fiducia che mi avete accordato, ma non dimenticando anche l’onere che per me, ciò ha costituito.”

Maurizio Zanella lascia in eredità una struttura consortile che ha portato, oltre al miglioramento della qualità del prodotto, all’affermazione del brand Franciacorta rappresentativo di un vino di qualità ed espressione della terra da cui proviene.

Il lavoro sino ad ora dedicato alla promozione del marchio Franciacorta è confermato dall’impegno economico che ha richiesto, nel 2015 circa l’86% del bilancio è stato destinato alla valorizzazione del marchio. Il Franciacorta oggi è un vino che vanta riconoscimenti importanti in Italia e all’estero, primo fra tutti quello del mercato. “I nostri sforzi ci hanno premiato”, commenta Maurizio Zanella, infatti, se nel 2009 si distribuivano circa 9 milioni di fascette, non necessariamente tradotte in bottiglie vendute, alla fine del 2015 si arriverà circa 16 milioni di bottiglie vendute. “I risultati parlano chiaro, grazie allo sforzo di Voi tutti”, dichiara Maurizio Zanella.

In questi anni il Consorzio è cresciuto anche come istituzione: sono aumentati i soci tra gli imbottigliatori (100 nel 2009, 113 nel 2015) e tra i viticoltori (88 nel 2009, 98 nel 2015).

La serietà e l’autorevolezza sono i valori che hanno contraddistinto il lavoro del Consorzio, e continueranno a farlo, per rivolgersi in modo sempre più qualificato al mercato, italiano ed estero.

Se le esportazioni oggi non rappresentano ancora una quota elevata delle vendite, stanno comunque crescendo a doppia cifra, negli ultimi quattro anni il loro valore è cresciuto del 44,7%: i mercati di riferimento in Europa sono Svizzera, Belgio, Germania, Inghilterra; mentre nel mondo USA e Giappone.
logoconsorzio-franciacorta-300x181

Maurizio Zanella conclude così: “Se per me l’avventura come Presidente di questo Consorzio si conclude oggi, per il Franciacorta e per la Franciacorta sono certo l’avventura è appena cominciata ed anche grazie al contributo dei giovani Soci avremo una spinta propulsiva fondamentale per conquistare nuovi ed importanti traguardi che sbalordiranno anche noi”.

“Il mio mandato sarà all’insegna della continuità rispetto a quanto realizzato in questi ultimi sette anni da Maurizio Zanella” – afferma il neo presidente Vittorio Moretti – “con lui, e con tutti i consiglieri che qui personalmente ringrazio, abbiamo condiviso un percorso che ha dato solidità e anche “appeal” al nostro territorio. Io proseguirò con lo stesso metodo: da una parte approfondiremo sempre di più i valori di fondo della viticoltura e dell’enologia, con una particolare attenzione all’ambiente e al paesaggio, dall’altra diffonderemo nel mondo i valori immateriali (lo stile di vita) che sono legati a questo grande prodotto che ha fatto dello “stile di vita all’insegna dell’eccellenza” la sua prima leva di comunicazione”

Continua il Presidente Vittorio Moretti – C’è una sola, breve, sintetica frase, che può racchiudere il mio pensiero e forse anche il mio mandato: “fare tutto il possibile, e anche l’impossibile, perché io sono un imprenditore e l’imprenditore ama le sfide, affinché tutto il mondo possa dire che in Franciacorta si respira la stessa aria”. “Le linee programmatiche del mio mandato le sintetizzo, qui, oggi, riportandole a tre valori che hanno da sempre caratterizzato non solo la mia “cultura di impresa”, ma anche le mie convinzioni sul concetto di quello per cui vale la pena vivere, di quello che ci rende la vita godibile, apprezzabile e degna di essere vissuta. Sono tre semplicissimi valori: VERITÀ, GIUSTIZIA E BELLEZZA.”

L’Assemblea ha registrato la presenza di un grande numero di Soci. Rispetto ad un monte complessivo di voti pari a 2379 (in proporzione alla produzione), erano presenti 70 aziende che rappresentano il 69% del totale.

Il nuovo Consiglio d’Amministrazione del Consorzio Franciacorta è composto da:
Cavalleri Claudia, San Cristoforo – Gatti Laura, Ferghettina – Imberti Lara, Ronco Calino – Ricci Curbastro Riccardo, Ricci Curbastro ­- Salvioni Giuseppe, Amministratore Delegato – Bozza Michele, La Montina – Brescianini Silvano, Barone Pizzini – Maiolini Simone, Majolini – Moretti Vittorio, Bellavista – Pizziol Paolo, Villa Franciacorta – Bersi Serlini Maddalena, Bersi Serlini – Biatta Loris, Le Marchesine – Biondelli Joska, Biondelli – Franzini Francesco, Cavalleri – Rabotti Emanuele, Monte Rossa – Rizzo Matilde, Fratelli Berlucchi – Vezzoli Giuseppe, Vezzoli – Zanella Maurizio, Ca’ del Bosco – Ziliani Arturo, Berlucchi Guido”.

Attenzione! Non dimenticate di leggere anche:

6 commenti Leggi tutto

Cava: from the land to the heart

IMAG0856
Grande tasting dello sparkling wine spagnolo a Londra

Con una superficie vitata pari a 33,352.29 ettari e una produzione pari a 241,000,000 bottiglie oggi lo champaña spagnola ops pardon, il Cava ha raggiunto un’ottima popolarita’, almeno qui in UK. Il periodo di picco delle vendite furono gli anni ’60 ma oggi il Cava e’ stato riscoperto per il buonissimo rapporto qualità-prezzo. Consapevole di tale forza, il Consejo Regulador del Cava che é uno dei più dinamici in Spagna, opera costantemente per la diffusione della conoscenza del prodotto che ahimè vive sempre all’ombra del re, lo Champagne.

Cava è l’unico sparkling wine, prodotto unicamente seguendo la méthode champenoise, prodotto in Spagna ed insignito del titolo DO (Denominación de Origen). Le origini risalgono al 1860 quando Josep Raventós, della famiglia di produttori di vino Codorniù, iniziò una serie di viaggi in Europa e dalla Francia portò con sé l’utilizzo del metodo classico e produsse pertanto il primo vino mosso nel 1872 a Penedès.

Non potendo impiegare il termine champagne, venne utilizzato il termine ‘cava’ che indica la cella, la cantina sottorrenea dove il vino viene lasciato per lunghi periodi a maturare. Gli spagnoli divennero esperti nella produzione di metodo classico tanto da inventare persino la gyropalette, ossia un macchinario che sostituisce il lavoro manuale del remueur, l’addetto a muovere giornalmente le bottiglie per far convergere i lieviti sul collo della bottiglia, prima della sboccatura.

Le regioni spagnole dove è permesso produrre Cava sono: Aragona, Paesi Baschi, Castiglia e León, Catalonia, Estremadura, Navarra, Rioja e la comunita’ valenziana. La maggiore percentuale di Cava viene prodotta nel Penedès, in Catalogna dove, precisamente in località Sant Sadurní d’Anoia si trovano le principali case di produzione. Le due più famose e rappresentative, oltretutto di due stili opposti di Cava, sono Codorníu and Freixenet.

La prima azienda è la più antica sebbene, accanto alle tre varietà tipiche per la produzione di Cava, utilizza anche l’uso di vitigni non locali come Chardonnay. Freixenet è risaputa per essere l’azienda piu’ tradizionalista in quanto non ammette l’utilizzo di altri vitigni che non siano i locali vitigni, ossia Maccabeo, X.arello e Parellada. Maccabeo è la varietà principale. I suoi grappoli sono compatti e abbastanza resistenti alle gelate primaverili; esso apporta aromi delicati al blend. X.arello è una varietà molto resistente alle malattie e dalla forte personalità. Questo vitigno conferisce acidità al blend. Infine Parellada è la varietà ultima ad essere vendemmiata; produce vini delicati e contribuisce ad arricchire il blend di sottili aromi floreali, freschezza ed estrema finesse.

IMAG0863

Le altre varieta’ permesse sono Chardonnay, Malvasia, Pinot Nero, Grenache, Monastrell e Trepat. Quest’ultima è l’unica varietà di questa serie permessa nella produzione di Cava Rosè, che è di recente diffusione, mentre il primo Cava ad essere prodotto da uve Chardonnay apparve nel 1981. Nel 1986 Cava è diventato ‘vino spumante di qualita’ prodotto in una regione determinata’ che ne sancisce definitivamente il suo alto statuto. Dal 1991, inoltre Vilafranca del Penedès è diventato il quartier generale del Consejo Regulador.

Per poter ricevere l’appellazione Cava, il vino deve maturare in cantina, seguendo il metodo tradizionale di spumantizzazione ad una temperatura di almeno 15 gradi, per un periodo non inferiore a 9 mesi. Per acquisire la dicitura Reserva, il periodo di maturazione deve essere almeno di 15 mesi e di almeno 30 mesi per potersi effigiare del titolo di Gran Reserva. L’indicazione ‘Gran Reserva’ puo’ essere usata solo per Brut Nature, Extra Brut e Brut e l’etichetta deve indicare anche l’annata.

IMAG0878Proprio durante l’evento, organizzato dal Consejo Regulador, e’ stato resa pubblica la prossima messa in commercio di una nuova categoria, chiamata ‘Single Estate Cava’ che indichera’ quei Cava prodotti in specifiche zone e la cui descrizione della zona di produzione puo’ essere cosi’ sintetizzata: ‘piccola area designata specialmente come straordinaria ed unica per i caratteristici clima e suolo ‘. Devo ammettere che sono impaziente di poter assaggiare questo nuovo prodotto, per il quale si prevede un ottimo successo, essendo questo Cava segnalato come un prodotto di rinomata eccellenza.

Non mi sono avvicinata al tasting di Cava con lo spirito dello Champagne, devo essere sincera, ma ho avuto modo di fare un’esperienza unica. Ho potuto assaggiare dei Cava di un certo livello, lontani dai prodotti di medio interesse propinati dai supermercati a cifre di soli due zeri. Ho potuto degustare vini di ottimo livello qualitativo ad una frazione del costo dello Champagne. Vini spumanti davvero eleganti e raffinati.

Oltre a questa considerazione, debbo aggiungere che non avevo nemmeno mai avuto l’occasione di abbinare il Cava a pietanze di vari tipi, avendo sempre relegato il Cava alla posizione di ouverture, prima dell’inizio del pasto. La degustazione alla quale ho preso parte è stata pertanto molto illuminante. All’entrata siamo stati tutti deliziati da un Cava Riserva molto elegante, indicato da un marchio generico creato appositamente dal Consejo per omaggiare il consumatore dell’idea dello stile del Cava. Infatti l’etichetta molto semplice, lineare e moderna è stata un mezzo per rilanciare l’immagine del Cava, spesso messo in bottiglie imponenti e antiquate, cercando di spostare l’attenzione sul concetto di modernità. Senza per questo dimenticare di esaltare il contenuto complesso del prodotto, come da tradizione. Comune denominatore del Cava è la generosa frutta matura, il gusto aromatico, pieno, il perlage raffinato, le note di pane e quegli accenni di spezie presenti soprattutto sul finale.

IMAG0851

I Cava degustati sono stati una ventina, tra i quali solo l’ultimo in versione rosé, e gli campioni sono stati abbinati a una varietà di stuzzichini: da patè di anatra a tataki di manzo marinato passando per canapés di polpo e vol-au-vent di chorizo; granchio del devon con cipolline e cayenne; funghi selvatici e crostino di porro per approdare a uova di quaglia con maionese e sale da sedano. Infine non è mancato l’abbinamento col dessert, e cioe’ tortino di cremble di mele e crema pasticcera e tortino di mele e mandorle. Questi ultimi abbinamenti hanno dimostrato la grande versatilita’ del prodotto.

Tra i 20 Cava degustati i miei favoriti sono stati le ‘Gran Riserve’ e i miei cava preferiti sono stati i seguenti:

  • NV Freixenet Reserva Real, Brut-sentori e aromi di pere-floreale, delicato ma complesso allo stesso tempo-4 g/l e 12% alcol
  • 2012 Codorniu Reina Maria Cristina, Blanc de Noir, Brut Reserva, molto raffinato-palato definito da abbondandanti aromi di limone e lunga persistenza finale
  • 2010 Vilarnau Gran Reserva Brut Nature-ottima frutta, grande acidità
  • 2008 Gran Torello Brut Nature Gran Reserva-grande concentrazione di frutta, pere principalmente, corpo strutturato e imponente
  • 2007 Gramona III Lustros, Brut Nature, Gran Reserva. Sebbene di forte impatto strutturale, si riscontra un grande equilibrio tra frutto e acidità. Elegante e raffinato, con un perlage duraturo.
  • 2007 Mestres Visol Brut Nature Gran Reserva. Il primo Cava nel 1945 Pas dosage. Complesse note di brioches, note di tostato, lunga persistenza
  • 2006 Recaredo Brut de Brut, Serral del Vell Estate, Brut Nature, Gran Reserva. 7 anni e 3 mesi di maturazione. Complesse note di frutta candita si intrecciano con aromi di agrumi. Sobrio e raffinato.
  • NV Marta Passió Rosado Reserva Brut-fresco e pulito. Note di fragoline di bosco e frutta rossa. Ottimo anche come sparkling da tutto pasto.

Giusy Andreacchio

Attenzione! Non dimenticate di leggere anche:

1 commento Leggi tutto

Durello & Friends lunedì 23 al Westin Palace a Milano

Durello-ottobre013 015
Grande banco d’assaggio delle “bollicine alternative” della Lessinia

Ricevo questo comunicato stampa e volentieri pubblico data la qualità e l’interesse dell’appuntamento.

Durello&Friends, l’evento dedicato alle bollicine autoctone nate sulle colline di Verona e Vicenza, torna più agguerrito che mai. L’appuntamento è per lunedì 23 novembre al Westin Palace di Milano, dove saranno messe in assaggio le migliori interpretazioni di queste “bollicine alternative, diverse per natura” in abbinamento ai sapori della Lessinia e ai piatti della tradizione berico-scaligera cucinati a vista e rivisitati in chiave “finger food”.

Il Consorzio di Tutela Lessini Durello, intende rendere omaggio ad un prodotto – le bollicine di Verona e Vicenza – che, dati alla mano, proprio in questo ultimo semestre hanno registrato un vero e proprio boom nei consumi. In base agli ultimi dati IRI gli spumanti “alternativi”, classificati come “altri”, tra i quali rientra anche il Durello, registrano una crescita nei consumi del +5% a fronte di un +3% degli spumanti classificati come “tradizionali”.

Quelli che  statisticamente  vengono chiamati “spumanti alternativi” e che si possono a buon diritto definire spumanti territoriali del futuro, si stanno guadagnando quote di mercato sempre più significative. Gli spumanti di territorio infatti, ottenuti da vitigni autoctoni, non sono più oggi il semplice completamento di gamma da parte delle cantine ma, al contrario, sono il risultato consapevole di scelte produttive mirate a soddisfare consumatori sempre più alla ricerca di bolle di qualità.

In un equilibrio perfetto tra domanda e offerta, il “fenomeno degli spumanti di territorio” si appresta a generare la dinamica del “poco per molti” vale a dire un micro mercato in cui molte aziende producono poche pregiare bottiglie. In questo contesto si cala Durello&Friends, dove “friends” sta ad indicare i tanti spumanti territoriali da vitigno autoctono che saranno presenti in degustazione.

A fare da contraltare al banco d’assaggio dedicato alle bollicine di Verona e Vicenza, ci saranno infatti anche gli spumanti che partecipano al “Challenge Euposia – Bollicine dal mondo” che riunisce in un unico appuntamento chicche enologiche accomunate dal Metodo Classico.

A tredici anni dalla sua nascita Durello and Friends poi ha contribuito a diffondere la conoscenza del Lessini Durello quale spumante veneto da uve autoctone, portando avanti un doppio binario comunicazionale: parlare agli operatori da un lato; coinvolgere il pubblico ed i meno esperti dall’altro.

La zona di produzione

La zona di produzione del Lessini Durello si trova sulle colline tra Verona e Vicenza.

Sono coltivati a Durella 366 ettari sulle colline veronesi e 107 ettari su quelle vicentine.

Sono 428 i viticoltori che coltivano quest’uva autoctona e 22 le aziende che producono Durello.

Ecco ad oggi le aziende socie del Consorzio del Lessini Durello sono 16:

Az. Agr. Bellaguardia, Cantina di Monteforte d’Alpone, Cantina di Soave, Casa Cecchin, Az. Agricola Casarotto, Collis Veneto Wine Group, Az. Agr. Corte Moschina, Cantina Fattori, Az. Agr. Fongaro, Az. Agr. Antonio Franchetto, Az. Agr. Marcato, Az. Agr. Montecrocetta, Az. Agr. Sacramundi, Az. Agr. Sandro De Bruno, Tamaduoli, Tonello Antonio, Vitevis.

«Abbiamo cominciato raccontando le storie di poche aziende e di 70.000  bottiglie – evidenzia Bruno Trentini, presidente del Consorzio di Tutela –  ora le aziende sono più di venti e le bottiglie più di 700.000. Ad oggi il Durello non è più uno spumante sconosciuto ma, al contrario, sta diventando un modello di riferimento nell’articolato panorama delle bollicine Italiane. E’ innegabile che ci sia voglia di novità e di originalità tra i consumatori e che si cerchino nuove espressioni territoriali. Con questo evento vogliamo rispondere a queste esigenze mettendo insieme in più momenti anche tutti gli “amici” spumanti  che sono caratterizzati da vitigni originali, provenienti da tutto il mondo».

Non poteva quindi aprirsi sotto migliori auspici la kermesse nel capoluogo meneghino dove saranno messe in assaggio rare perle enologiche e curiosità da veri appassionati, in abbinamento a prelibati prodotti della tradizione locale.

Dopo anni di lavoro prima in vigna, poi in cantina ed infine sul fronte della promozione, il Lessini Durello ha raggiunto una sua chiara identità, smarcandosi dalle generiche bollicine intese come semplice fenomeno di moda. Questo spumante, la cui produzione è in costante crescita, è diventato un riferimento a livello nazionale per tutte quelle produzioni d’eccellenza, che hanno fatto della loro unicità, una leva di marketing.
CornershopDurello

Per garantire la possibilità di acquistare il Durello sempre e in qualsiasi zona d’Italia, il Consorzio ha stipulato un accordo con Top Italian Wine per realizzare sul portale di vendita online un Corner shop dedicato.
Si tratta di una innovativa scelta strategica, che fa della piattaforma commerciale uno strumento complementare delle attività di promozione, che diventano così più efficaci e in grado di fidelizzare il consumatore.

Ecco il programma della giornata:

LUNEDI’ 23 NOVEMBRE 2015  HOTEL THE WESTIN PALACE

Piazza della Repubblica, 20 – Milano
Sala delle Colonne
Ore 13:00

Conferenza Stampa

Il Durello patrimonio del Veneto: i progetti, le sfide, i valori.

Interventi:
Bruno Trentini
Presidente del Consorzio Tutela Lessini Durello

Aldo Lorenzoni
Direttore del Consorzio Tutela Lessini Durello

Giorgio Rinaldi
Associazione Italiana Sommelier

Beppe Giuliano
Direttore Euposia

Ore 14.00

AREA DURELLO

Apertura banchi d’assaggio riservati alla stampa.

Angolo del gusto: tutti i sapori  della Lessinia con esperienze di cucina in diretta.

Ore 15,30 – 21,30

APERTURA AL PUBBLICO

AREA DURELLO

20 aziende in libera degustazione “Tutti i Durello del Mondo” in collaborazione con Ais.

Banco di assaggio Durello&Friends in collaborazione con Euposia

In degustazione tutti gli spumanti Metodo Classico, italiani ed esteri, che hanno partecipato alla ottava edizione del Challenge Euposia “Bollicine del Mondo”

Angolo del gusto:

Baccalà alla vicentina
Vongole di Goro
I sapori del Frantoio e del Forno
Il gelato al Durello
La ricotta della Lessinia

Ore 20.00

Cerimonia di consegna:

Premio Giornalista Durello 2015

Premio Ristoratore Durello 2015

Premio Ambasciatore Durello2015

Premiazione vincitore dell’ottava edizione

Challenge Euposia – Bollicine dal Mondo

 

Attenzione! Non dimenticate di leggere anche:

 

7 commenti Leggi tutto

Challenge Internazionale Euposia, ottava edizione il 13 e 14 novembre a Bardolino

ChallengeEuposia

Metodo classico di tutto il mondo a confronto

Il metodo classico, il particolare metodo della “rifermentazione in bottiglia” codificato alla metà del Seicento e consegnato all’ammirazione ed emulazione del mondo dal monaco di Reims Dom Perignon, è una delle metodologia produttive più particolari e affascinanti che esistano al mondo intero.

Anche senza voler imitare il modello della Champagne, che continua ad essere l’inevitabile punto di riferimento, si tendono a produrre con la stessa metodologia, anche se non sempre con le stesse uve, vini metodo classico un po’ tutti i Paesi del mondo. Con risultati ovviamente diversi, legati come sono a terroir che sono diversi per altitudine, collocazione geografica, epoca di maturazione delle uve, composizione dei terreni.

Vini diversi dunque, e imparagonabili tra loro, anche se ogni tanto viene la tentazione, pur rispettando le peculiarità di ognuno, di metterli a confronto tra loro, in quella sorta di esercizio intellettuale che è la degustazione comparativa. Ovviamente effettuata alla cieca.

In base a questo spirito, che è ludico anche se concorrenziale, è nato nel 2008, promosso dalla rivista veronese Euposia, assieme al Grand Jury Européen (un autorità in Europa per le degustazioni professionali di vini di qualità) il Challenge Euposia, un campionato mondiale degli “spumanti” metodo classico, che quest’anno è giunto alla sua ottava edizione.

Inutile spiegare ai lettori di questo blog che alla vasta categoria dei metodo classico mondiale appartengono, oltre allo Champagne, le Blanquette de Limoux ed i Cremant in Loira ed Alsazia (e altre regioni vinicole francesi), i Cava spagnoli, i “Cap Classique” sudafricani, i “Merreth method” o English Sparkling wines inglesi, gli italiani Franciacorta, Trentodoc, Oltrepò Pavese, Alta Langa, Durello, Alto Adige.

E assaggiarli insieme rappresenta un’occasione piuttosto rara, una possibilità non tanto di stabilire, perché in ogni concorso c’è un vincitore, chi possa essere “il migliore” o il più buono, quello emerso come tale al termine di una degustazione che ha coinvolto gusti e mentalità diverse, ma di capire come si muova il metodo classico a livello internazionale e come evolvano, a quale livello qualitativo siano arrivati, i nuovi competitor.

E’ per questo motivo, per soddisfare una curiosità intellettuale e mettere alla prova il proprio palato, che personaggi di diversa provenienza, Svezia, Regno Unito, Francia, Argentina, Germania, Principato di Monaco, Stati Uniti e Italia, andranno a comporre la giuria, presieduta dal celebre sommelier romano Alessandro Scorsone, con presidente onorario Severino Barzan, storico fondatore della Bottega del vino di Verona, e responsabile dati/classifiche Beppe Giuliano, direttore di Euposia, che il 13 e 14 novembre, animerà l’ottava edizione del Challenge.

A confronto tra loro, in competizione ci saranno Champagne, Crémant e Blanquette francesi, Cava spagnoli e sparkling wines provenienti da Stati Uniti, Argentina, Brasile, Portogallo, Germania, Austria, Slovenia, Croazia, Russia, Moldavia, India, Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa. In gara anche l’eccellenza italiana: tutte le denominazioni – come Franciacorta, Trento Doc, Lessini Durello, Alto Adige, Alta Langa ed Oltrepo Pavese – e tutte le regioni produttive comprese le bollicine del Sud dall’Etna, alla Calabria, alla Puglia ed alla Campania.
euposia

Il Challenge si svolge col patrocinio e secondo le regole del Grand Jury Européen, in collaborazione con la Deutschland Sommelier Association, l’American Chamber of Commerce in Italy ed il Consorzio Lessini Durello Doc.

Teatro dell’Euposia Challenge sarà l’Aqualux Hotel Spa & Suites di Bardolino ed i vini in degustazione saranno oltre 200, ed il regolamento del Concorso prevede dal 2015 una importante modifica: a differenza di molti Concorsi e delle precedenti edizioni, “tutti i campioni in gara verranno degustati dall’intero panel dei Giurati. Questo permetterà alle Cantine che ne faranno richiesta di poter contare su un “pacchetto” di giudizi più ampio e veritiero che comprenda tutte le diverse sensibilità dei giurati. Un’analisi più utile rispetto ad un semplice voto in centesimi. E per la prima volta, assieme a sommelier, enologi e giornalisti della stampa specializzata, in Giuria parteciperanno anche due lettori della rivista, che apporteranno la loro sensibilità di “consumatori” al giudizio dei membri “tecnici”.

Della giuria faranno parte, tra gli altri: Boris Maskov, Ambassadeur Champagne in Germania; Sofia Biancolin, presidente Deutschland sommelier Association; Patricia Guy, wine-writer Usa; Nicola Bonera, miglior sommelier italiano 2013; Massimo Sacco, Chef sommelier Fairmont Hotel Montecarlo; Bradley Mitton, Uk, winemerchant; Alberto Ugolini, esperto analisi sensoriale; Goran Amnegard, winemaker, Svezia; Luciano Rappo, GJE, giurato anziano Challenge; Stefania Belcecchi, Doctor Wine e Civiltà del Bere; Samantha Lintner, enologo Regno Unito; Magda Beverari, Francia, wineblogger; Lucas Nemesio, enologo, Argentina; Alessandro Speri, Argentina, enologo.

Attenzione! Non dimenticate di leggere anche:

2 commenti Leggi tutto

Lemillebolleblog presenta: Rosé Wine Blog, un nuovo blog dedicato ai rosati

RoséWineBlog-testata
Oggi Lemillebolleblog non presenta nessun nuovo articolo e si prende una pausa. Lo fa per dare il debito spazio ad una piccola notizia, la nascita di un nuovo blog interamente dedicato ad una tipologia di vini che rappresentano, insieme alle “bollicine”, l’elemento più nuovo e dinamico del panorama dei vini italiani, i vini rosati.
Il nuovo blog si chiama Rosé Wine Blog e cercherà di occuparsi a 360 gradi dei rosati e dei Chiaretto prodotti in Italia, spiegando cosa siano, come e dove vengano prodotti, le loro caratteristiche e specificità. Il tutto chiamando i lettori/appassionati, che sono in crescita, a dire la loro ad intervenire raccontando come vivano l’esperienza di assaggio di un rosato e cosa ne pensino, quale sia la loro visione di questo speciale tipo di vini. Perché piacciano loro o invece non li convincano interamente.

In questo articolo di presentazione sono spiegate un po’ tutta la filosofia ed il progetto editoriale di questo nuovo blog (che tratterà di rosé fermi, ma ovviamente anche quelli con le bollicine) e quello che, se Bacco mi aiuta, ho intenzione di fare.

Ovviamente i suggerimenti ed i consigli sono i benvenuti, e invito i lettori ad avere pazienza se non tutte le sezioni in cui è articolato il blog accolgono un numero considerevole di articoli. L’obiettivo è quello di crescere progressivamente e formare un archivio di informazioni, presentazioni, notizie, dati che documenti la realtà dinamica del rosato e del Chiaretto italiano.

Vi aspetto su Rosé Wine Blog, non mancate!

Attenzione! Non dimenticate di leggere anche:

      • Rosé Wine Blog            www.rosewineblog.com

 

7 commenti Leggi tutto

Forum Oltrepò Pavese lunedì 9 alla Certosa Cantù di Casteggio

ConvegnoLaVersa1
Un’iniziativa della Cantina Sociale La Versa

Ho già espresso, e non solo nell’articolo dove ho cercato di raccontare il personaggio Abele Lanzanova, bresciano oggi alla testa di questa storica Cantina Sociale oltrepadana, la convinzione che se riparte La Versa riparte l’intero mondo del vino dell’Oltrepò. Questo per la forza di un marchio che nonostante traversie varie e i recenti problemi della Cantina è rimasto forte e riconoscibile. E perché La Versa, anche se continuerà a produrre anche vini fermi, è sinonimo di metodo classico base Pinot nero ed è l’unica realtà, Monsupello a parte, che abbia le spalle ed i numeri per rendere visibili le “bollicine” su mercati che non siano solo quello locale, milanese o al massimo lombardo.

Per questo motivo, data la mia pubblica “apertura di credito” nei confronti dell’azienda che il Duca Denari portò a grande notorietà, sono contento di rilevare come La Versa sia la promotrice, con il Comune di Casteggio e con il Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese, di un’iniziativa che si svolgerà lunedì 9 novembre, dalle 10 sino alle 15.30, in una sede nobile come il Palazzo Certosa Cantù di Casteggio, che è sede anche del Civico Museo Archeologico e della Biblioteca (che conserva le “cinquecentine” del Fondo Sernagiotto). Titolo dell’incontro, tavola rotonda-convegno è Forum Oltrepò Pavese. Strategie e opportunità per il rilancio e l’internazionalizzazione, un’occasione per un “brain storming” di idee “per aprirsi ai nuovi scenari di mercato interni ed esteri” e per delineare nuove prospettive per il mondo del vino oltrepadano.

ConvegnoLaVersa2

Diversi gli interventi previsti, moderati dal direttore del Consorzio Emanuele Bottiroli.
Dopo i saluti del padrone di casa, il Sindaco di Casteggio, del Presidente del Consorzio Michele Rossetti e dell’amministratore delegato di La Versa Lanzanova, sono quattro le relazioni in programma.
Lo storico Giancarlo Baruffi parlerà di “Cooperazione e territorio. Le virtù di un sistema che ha fatto storia”, l’enologo Francesco Cervetti tratterà de “L’Oltrepò Pavese, culla del metodo classico italiano”, mentre il professor Stefano Denicolai, coordinatore Mibe Master in International Business and Economics dell’Università di Pavia, delineerà “Trend del vino e scenari di mercato nazionali ed internazionali”.
A seguire il professor Alberto Vercesi, docente presso l’Università del Sacro Cuore a Piacenza, traccerà un ritratto de “L’Oltrepò Pavese, anima agricola di Lombardia e scrigno della vitivinicoltura lombarda” e si aprirà il dibattito, con la presenza di protagonisti del mondo cooperativo, di rappresentanti di associazioni di categoria e produttori.

Intorno alle 14.30 l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava trarrà le conclusioni di una discussione e di un intreccio di idee e suggestioni che ci si augura ricco e articolato e soprattutto in grado di fornire utili elementi di riflessione e istruzioni d’uso da applicare con successo.

_________________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org

 

1 commento Leggi tutto

Brutte notizie dalla Franciacorta: all’asta (a 3,50 euro a pezzo) 9902 Franciacorta Docg Vignenote

Astafallimentare

La decisione a seguito del fallimento della società Borgo Santa Giulia

La (brutta) notizia era già trapelata un mese orsono, dalle pagine bresciane del Corriere della Sera. Come si leggeva, “il 29 settembre scorso il tribunale di Brescia ha dichiarato il fallimento della Borgo Santa Giulia srl, società agricola di Corte Franca proprietaria della cantina Vignenote, associata al Consorzio Franciacorta. Con una produzione vitivinicola che in breve tempo si è attestata sopra le 100mila bottiglie e investimenti diversificati in un ristorante, un relais e una sala convegni allestiti all’interno del borgo, l’azienda ha contratto un debito da 600mila euro”.

Si sperava che le cose potessero in qualche modo risolversi, anche se il Tribunale aveva già nominato un curatore fallimentare incaricato di “risolvere il nodo del Franciacorta già imbottigliato”, proposto con il marchio Vignenote, la cui attività aveva sviluppato ”un valore vicino al milione di euro”.

Oggi purtroppo, come si legge sul sito Internet Brescia today, le cose hanno preso la piega peggiore, ben lontana dai progetti di sviluppo e di crescita dell’export espressi in un articolo dell’estate 2012 apparso su Brescia oggi.

A breve andranno all’asta 9902 bottiglie di Franciacorta Docg Vignenote, in larga parte della tipologia Brut e Satèn, parte di un unico lotto “che verrà battuto a partire da una base iniziale di 34.657 euro (più Iva, pari a 3,5 euro a bottiglia)”.

Nell’articolo sono indicate le modalità di partecipazione all’asta, con presentazione dell’offerta entro il 5 novembre al curatore fallimentare.

Franciacorta2015ExtraBrut 084

Delle “bollicine” di Vignenote non avevo mai scritto in questi primi cinque anni di Lemillebolleblog, anche se nelle mie degustazioni i vini, che spiccavano soprattutto per un’etichetta piuttosto triste, non sfiguravano, anche se non raggiungevano mai livelli di particolare eccellenza.

Sono molto dispiaciuto per questo fatto, perché il fallimento di una società agricola e la messa all’asta di circa 10 mila bottiglie ad un prezzo di realizzo molto basso, sono sempre notizie negative che indicano come non basti salire sul carro di una denominazione in grande spolvero, mettere in etichetta un nome che ha visibilità mediatica grazie al lavoro di molti, per assicurarsi un successo commerciale e una presenza stabile sul mercato.

Giudico però la scelta di mettere all’asta un primo lotto – immagino ne seguiranno altri – di Franciacorta Vignenote, una scelta di grande trasparenza e correttezza, che spero però non produca l’effetto negativo di far finire sul mercato a prezzi pericolosamente bassi, come già successo con i vini provenienti da un altro fallimento di un personaggio peraltro molto noto anche come venditore televisivo (a proposito: questa una mia riflessione di nove anni orsono), bottiglie di Franciacorta Docg. Bollicine che nella loro stragrande maggioranza sono proposte a prezzi degni di un metodo classico, non di uno Charmat pronto per la vendita in pochi mesi. E rispecchiano l’immagine di una zona con grandi ambizioni e grandi risultati raggiunti (tra loro anche il bilancio della partecipazione ad Expo, come viene raccontato in questo articolo), nonostante qualche incidente di percorso come quello che ho, in sintesi, raccontato…

_________________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org

 

 

27 commenti Leggi tutto