Clamoroso alla Malpensa: bollicine bresciane Prestige a 49 euro!

Ovvero: degli insondabili misteri dell’appassionato bollicinaro

Forse, visto che ieri era Sant’Ambroeus, patrono della mia Milano, visto che il mio importante appuntamento milanese è andato bene, anzi benissimo (pessime notizie per voi lettori: anche nel 2018 “dovrete” sorbirvi, se non avrete di meglio da fare, i miei blog, che non chiudono, ma rilanciano e presto diventeranno tre…) dovrei non essere “cattivo” o perfido come al solito. Almeno per qualche giorno. E forse, facendomi venire un naso alla Pinocchio, dovrei dirvi che tutto va bene, madama la Marchesa, che le bollicine della zona spumantistica bresciana (che non ricordo mai come si chiami) sono allo stesso livello, anzi, migliori, dello Champagne.

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Comunicato stampa o retorica a un tanto al chilo da far venire il diabete?

Da Bellavista la comunicazione è all’insegna del pomposo e ridondante

Policy (oggi me la tiro un po’) dei miei blog è evitare accuratamente di pubblicare i comunicati stampa, a meno che non siano interessanti per i lettori e siano redatti in corretto italiano. Quelli inutili e scritti in italiacano, che sono purtroppo la maggioranza, finiscono nel cestino e nello spam.

Per quel motivo ho dunque pubblicato, anche se lo reputo di scarsissimo interesse questo comunicato fiume, redatto in uno stile dove la retorica ad un tanto al chilo, la pomposa magniloquenza, l’ars celebrandi se ipsum si sposano ad un esercizio vacuo quanto può esserlo centrifugare l’aria e dilettarsi a svuotare il mare ?

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“Ora sfidiamo lo Champagne”. Il Corriere attribuisce a Maurizio Zanella parole che non ha mai detto

Smentita urgentissima necesse est! Franciacorta e dintorni

Natale si avvicina e faccio una previsione: ne vedremo delle belle. Non mi riferisco al bel tempo, ad una miracolosa sistemazione dei nostri conti pubblici, ad una ritrovata unità del tartassato popolo italiano attorno ad un governo di garanzia e di unità nazionale che faccia veramente l’interesse generale e non quello di misteriose Entità internazionali. Penso, molto più semplicemente e malinconicamente, alle trovate che la grande stampa, quanto mai attenta ai desiderata degli utenti pubblicitari già acquisiti o potenziali, in questo ultimo mese prima della fine del 2017 si inventerà per tirare la volata alle potenti aziende del vino, marchi e griffe enoiche.

Per servire loro, sotto forma di articoli sui quali l’Ordine dei giornalisti, se fosse una cosa seria, farebbe bene a pronunciarsi, veri e propri consigli per gli acquisti, redazionali pubblicitari spacciati per inchieste, interviste, cronache.

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Martin Foradori compra Maso Michei e non sa se produrrà il mitico 823?

Confuso il produttore altoatesino o pavidi i cronisti che ne narrano i progetti?

Credetemi, mi secca un po’ trovarmi costretto a fare le bucce, come un grillo parlante, come un sempiterno rompicoglioni, al prossimo, ma o sono strano io (cosa possibilissima) oppure nel mondo del vino italiano regna una gran confusione. Mentale soprattutto.

Episodi, vicende, protagonisti, “eventi” o pseudo tali che presentano contraddizioni talmente evidenti che mi pare strano sia solo io a notarle.

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Un gruppo di samurai della zona spumantistica bresciana in missione a Tokyo


Comicità e un momento sorridente nella giornata quotidiana é anche imbattersi in una foto del genere che vede un gruppo di prodi produttori della zona spumantistica bresciana, che non ricordo mai come si chiami, in missione speciale in Japan.

Finalmente un mercato estero che dà loro qualche soddisfazione e giustifica gli ingenti investimenti fatti. Mica come gli Stati Uniti e l’UK che nel rapporto tra spesa e ricavo lasciano ancora molto ma molto a desiderare… Basta vedere la foto di un recente tasting londinese delle bollicine degli “champagnisti” de noantri per averne un’idea…

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Il mondo del vino trentino in lutto: è morto Leonello Letrari

Un grande protagonista del Trento Doc

Dal rinnovato (prima si chiamava Trentino wine blog) sito Internet vinoso del mio amico e collega Tiziano Bianchi, Territorio che resiste. Diario di resistenza territoriale, ho appreso da poco una tristissima notizia. In un articolo commosso Tiziano ci comunica che “Se ne è andato poco fa, improvvisamente, a 86 anni, il grande vecchio del vino trentino (e non solo): Leonello Nello Letrari”.

Chi sia stato Leonello Letrari è presto detto: un protagonista, un vero leone, del vino trentino, un personaggio innovativo, un grande uomo di cantina forse più che di vigna, che troviamo alle origini di tante spinte rivoluzionarie, moderne, lungimiranti introdotte in un mondo difficile, fortemente conservatore e pigramente alieno al rinnovamento, come quello trentino.

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Champagne Experience domenica 8 e lunedì 9 ottobre a Modena


100 Maison de Champagne per un banco d’assaggio da urlo

So già che qualcuno mi tirerà un accidente, accingendomi a pubblicizzare, solo oggi, alla vigilia del suo svolgimento, un evento per partecipare al quale il dado è tratto et les jeux sont faits, considerato che, vedete qui, la prevendita dei biglietti è esaurita, e non c’è nemmeno disponibilità per partecipare alle degustazioni, che anche in questo caso, invece che in francese, trattandosi di Champagne, si ostinano provincialmente a definire, in inglese, masterclass.

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Oggi le comiche: all’Esselunga la (brutta) copia supera il prezzo del modello!

Credo che la foto che riporto qui sopra scattata sabato all’ipermercato Esselunga di Stezzano (BG) ospitato presso il centro commerciale Due Torri, sia eloquente più di tante parole. La bottiglia nata come palese copia, con volgare etichetta arancione, del Prestig-ioso e presuntuoso modello, prodotto nello stesso comune della stessa identica zona spumantistica bresciana che non ricordo mai come si chiami, é riuscita a superare, nel prezzo, il modello di riferimento. 28, 88 euro l’imitazione, 28,40 euro l’originale.

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Io amo la Franciacorta contadina, non quella dalle etichette arancione!



Sommarie riflessioni e conclusioni dopo una due giorni italo magiara

Questa mattina, con un’ultima visita, in una piccola eccellente cantina posta in quella parte est della zona spumantistica bresciana che sino a 8-10 anni fa nessuno si filava o considerava di serie B e dalla quale oggi arrivano alcuni dei vini più vitali della denominazione, terminerà la mia tre giorni come accompagnatore di due donne deliziose donne del vino ungheresi, una enologa e produttrice in un domaine familiare, l’altra collaboratrice di una società che importa e distribuisce vini di tutto il mondo nella terra magiara, nella amata/odiata terra di Franciacorta.

Sono stati giorni interessanti e piacevolissimi non solo per la simpatia delle due signore, ad una delle quali ho fatto, per scherzare (ma non troppo) uno scoperto e assiduo “filo”, anche se a 37 anni era troppo giovane per me quasi 61enne seppure se con l’entusiasmo e gli ormoni di un adolescente, ma perché ho avuto l’ennesima conferma che verso la zona vinicola posta tra Monte Orfano e Lago d’Iseo continuerò ad avere un atteggiamento ambivalente.

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Danni da gelata in Franciacorta e nei vigneti lombardi: aggiornamenti

Il mondo intero si può dire abbia parlato della terribile e misteriosa (ma su Vino al vino nei prossimi giorni pubblicherò un originale contributo che tenterà di spiegare la genesi dell’evento) gelata che ha recentemente colpito i vigneti di larga parte del Nord Italia e del Centro, con qualche fastidiosa incursione anche al Sud.

E’ stato un vero disastro, un qualcosa che ha sconvolto previsioni metereologiche e programmi di miriadi di viticoltori. E non solo in Italia, ma anche in Francia, in Champagne, in Alsace.

Ho già pubblicato su Vino al vino un primo parzialissimo bilancio dei danni limitato ad alcune delle più importanti zone vinicole lombarde, Franciacorta e Oltrepò Pavese.

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Il 24 aprile a Londra per il Glass of bubbly wine tasting

Lemillebolleblog ed il sottoscritto ci saranno!

Quello che segue è l’annuncio, il racconto seguirà, di un mio particolar modo di trascorrere, festeggiare quello mai, il 25 aprile. Che per me è sempre stato e sempre sarà un giorno come un altro.

Ho deciso, mettendo incoscientemente mano al portafoglio, perché aereo, treno navetta, metro, hotel costano e per tre giorni dovrò pure mangiare…, di portarmi avanti e di scegliere una città europea (sempre la si possa definire così dopo il 23 giugno 2016) per trascorrere il week end (allungato) del 25 aprile.

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Süd Tiroler Sekt in degustazione oggi a Milano



Appuntamento imperdibile dalle 18 alle 21 al Westin Palace Hotel

Sono da una vita, diciamo dal 1982, anno in cui vi salii per la prima volta, un appassionato di quella bellissima “terra di vino e di mele” che è l’Alto Adige – Süd Tirol.

Non si può, se si ha un minimo di senso della bellezza e dell’armonia, non amare questo angolo di paradiso collocato, geograficamente e amministrativamente parlando, in territorio italiano, ma culturalmente, e linguisticamente ça va sans dire, tirolese. Ed evito accuratamente di scrivere austriaco o tedesco.

In Alto Adige ho imparato ad amare le vallate e le montagne, dove compiere lunghissime passeggiate, il senso civico e l’educazione degli abitanti, la straordinaria bontà della cucina e ovviamente dei vini.

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Futuro di La Versa? Cavit confessa di pensarci ancora…

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…ma solo come supporto di Terre d’Oltrepò

Ieri pomeriggio, facendo un piccolo eno-scoop, ho dato la notizia secondo la quale la celebre cantina veneta Cantina di Soave sarebbe in pole position per diventare proprietaria di quel nobile decaduto che è l’oltrepadana Cantina La Versa, grazie ad una “un’offerta irrevocabile per l’acquisto con validità di 30 giorni” presentata al curatore fallimentare.

Finita la vicenda La Versa? Teoricamente sì, anche se va ricordato che i giochi non sono interamente chiusi, perché “fino al 15 febbraio chi vorrà potrà rilanciare a partire dalla cifra di 4milioni e 150mila euro. Non dovesse presentarsi nessuno, l’azienda verrà venduta al gruppo che ha già depositato una caparra da 250mila euro”.

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E’ la Cantina di Soave il nuovo proprietario di La Versa?

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Finito (pare) il lungo calvario dello storico marchio

Pare finalmente finito il “calvario” dell’azienda vinicola più nota dell’Oltrepò Pavese, del marchio più noto del variegato universo vitivinicolo della più bella (Valtellina a parte) zona vinicola lombarda. Sto parlando della storica Cantina La Versa di Santa Maria La Versa, resa grande dal mitico Duca Denari e poi tristemente finita in basso, dopo varie gestioni infelici, tentativi falliti e varia umanità, fino al fallimento dichiarato nel luglio scorso. Fallimento palese anche visitando la home page del sito Internet aziendale, che a tutt’oggi riporta le testuali parole che spezzano il cuore al solo leggerle: “Bando di gara per acquisto azienda “La Versa Viticoltori dal 1905 Spa” Data scadenza presentazione offerte: 25 novembre 2016 Le offerte dovranno pervenire allo studio del Curatore Fallimentare, dott. Luigi Spagnolo, in Milano”.

Sono particolarmente felice di apprendere dell’happy end di questo calvario, perché anche se non ho assolutamente alcuna colpa, io mi sono limitato a fare il mio mestiere di giornalista, avevo dato credito, addirittura pubblicando una lunga intervista che gli avevo fatto, all’ultimo, ipotetico, salvatore “della baracca”, un bresciano, che nell’estate dello scorso anno era stato arrestato per bancarotta e riciclaggio.

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Cresce l’export per gli English Sparkling wines nel 2016

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Presenti ormai in 27 Paesi diversi

Lo sappiamo già, ce ne siamo accorti diverse volte ormai, che i nostri amici inglesi, fedeli a quella forma di orgoglio patriottico che li contraddistingue, tengono moltissimo, tanto che tendono a sopravvalutarne gli effettivi pregi, le loro bollicine metodo classico. Quelle che loro chiamano English sparkling wine.

Recentemente una delle riviste più note, Decanter, ha dato prova di questo orgoglio bollicinaro molto british, in un articolo, apparso qui, nell’edizione on line della rivista, dove l’autore è arrivato ad inserire due English sparkling in una selezione dei cinque migliori sparkling dell’anno… Esagerati…

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