Ad Erbusco pronunciato un editto bulgaro nei miei confronti

Ma quale nota Maison franciacortina l’avrà mai emesso?

Sarò breve e conciso. Voglio dare ai lettori di questo blog, che si chiama ( il nome è un’invenzione di una bravissima copy writer, Valentina Ziliani) una semplice doppia comunicazione. Una piccola notizia.

La prima. Nell’abbastanza nota zona spumantistica bresciana (come si chiama?) é tornato a farsi manifestare il peggiore (ma nel caso di quel figuro non c’è mai fine al peggio) Berlusconi, già indimenticato Presidente dell’altra squadra di Milano (come si chiama? Ah, Bbbbbbilan!) e soprattutto non rimpianto (persino dopo uno come Renzi, figuriamoci…), Presidente del Consiglio.

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Ancora bollicine wine tour: domani in Oltrepò Pavese et à suivre…

Nella zona spumantistica bresciana (ma come si chiama?)

Beh, diciamo che ieri mi sono divertito e ho fatto la mia parte (non é ancora finita la giornata e devo ancora terminare un articolo importante) occupandomi non di vino, bensì di politica. Della difesa del nome, del ricordo, dell’onore di un martire della violenza politica, di una vittima innocente del comunismo assassino. Parlo del 18enne SERGIO RAMELLI e dello sfondone, dell’imprudenza fatta dal collega giornalista David Parenzo durante l’ultima puntata della La Zanzara – Radio 24 quella di venerdì scorso.
E allora penso di essermi meritato e di godermi giustamente, da solo, perché mon Amour est encore en France e ritornerà in Italia solamente martedì e causa mia impegni tornerà tra le mie braccia solo giovedì, questa bottiglia splendida e splendente parafrasando Donatella Rettore (do you remember?) meravigliosa nella sua turgida essenza… Ma che diavolo faccio? Parlo come un Luca Maroni qualsiasi? Oh, mon Dieu!?

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London, rieccomi! Alla faccia dei fottuti bastardi dell’Isis

Bubbles, bollicine, sparkling wines of all the world, I’m coming!

Lo dico subito, sono orgoglioso di tornare, proprio domani, per la terza volta in questi primi mesi del 2017, in quella che è forse la città più importante nel wine business internazionale, London.

E sono ancora più contento di tornarci considerando quello che è successo non più tardi di pochi giorni fa, sabato sera, con l’ultimo di una serie terrificante di attentati, ovvero tre in meno di tre mesi in UK: oltre a quello di Londra, quello di Westminster il 22 marzo e quello di Manchester il 22 maggio.

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Visiti un’azienda in Franciacorta e cosa ti offrono da bere? Acqua e caffè..

E le bollicine? Beh, quelle si vendono, mica si offrono agli ospiti…

Questa ve la devo proprio raccontare. Mi è successa, incredibile ma vero, questo pomeriggio. Un’amica, che si occupa di vino come me, ma non scrive ma aiuta a vendere vino, mi ha chiesto di accompagnarla in Franciacorta.

L’appuntamento era in un’azienda notissima, dove sia lei che io siamo perfettamente conosciuti, io come giornalista di lungo corso, esperto di bollicine, di cui tratto in un blog come Lemillebolleblog lei come tramite tra produttori ed importatori in un determinato Paese estero.

Lei doveva parlare con una persona che si occupa dell’export in quell’azienda e mi ha chiesto di accompagnarla. Cosa che ho fatto volentieri, visto che in quella nota azienda mancavo da oltre un anno. E con quell’amica é sempre divertente e istruttivo discutere/bere bollicine.

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Barack Obama a Milano brinda a TrentoDoc ma la sua cultura è da Tavernello

Ehi, potente del mondo, perché non segue un corso A.I.S.?

Guardate nella foto qui sotto il modo goffo, ridicolo, che denota l’assenza di una qualsiasi cultura del bere, con cui l’ex presidente degli Stati Uniti, Mr. Barack Obama, l’uomo più potente del mondo, oggi ricchissimo, coccolato da politici, economisti, industriali, banchieri, tiene in mano la flûte di Trentodoc Ferrari Trento che gli é stata offerta a Milano, durante il suo invasivo e costoso (quanto é costato ai contribuenti milanesi, Sindaco Giuseppe Sala questa passeggiata presidenziale con shopping e cena con happy few radical chic?) soggiorno milanese.

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Prossimamente on line: storia della genesi di Lemillebolleblog


Ovvero: ricordi di un bollicinaro senza padroni anche se qualcuno pensava di esserlo…

Esaurito il capitolo, dal bilancio quest’anno molto soddisfacente per quanto mi riguarda, Vinitaly, e compiuto il giro di boa di Pasqua e Pasquetta, con annesse vacanze (per chi se le può permettere), gite fuori porta e abbuffate varie, la prossima settimana questo blog tornerà, il tempo di togliermi qualche macigno dalle scarpe poi con ogni probabilità tirerò giù la cler, e chi si é visto, si é visto, in servizio permanente effettivo.

In programma, oltre ad una serie di degustazioni di grandi Champagne che ho gustato negli ultimi tre-quattro mesi, (con il poco tempo che mi rimane a disposizione perché attardarmi a bere pallide imitazioni spesso malriuscite e non gustarmi invece l’inimitabile e insuperabile modello originale?), ho “schedulato” la storia della genesi di www.lemillebolleblog.it con tutti i dettagli relativi al comportamento di qualche cialtrone nei miei confronti, al vero e proprio  tradimento di presunti amici e la faccia di tolla, per non dire d’altro, di qualcuno che pensava di potermi avere come servo al guinzaglio e quando si é accorto che questo non poteva accadere mi ha dichiarato guerra. Con mezzucci da magliaro, non da signore come erroneamente pensavo fosse.
Ci sarà da ridere quando pubblicherò questi miei ricordi di cronista bollicinaro senza padroni, anche se Qualcuno pensava di esserlo….
Se la cosa v’incuriosisce o addirittura vi appassiona, beh, stay in touch, e vedrete che ci sarà da ridere e da divertirsi. Anche se qualche Mammasantissima non si divertirà affatto e oltre a perdere la faccia avrà un bel travaso di bile..

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Lettera aperta a presunti soci di La Versa che scrivono senza firmarsi


Amici viticoltori oltrepadani, a me occhi e orecchie, please!

La burrascosa e intricata vicenda della vendita di quel gioiello, un po’ decaduto purtroppo, che è la Cantina La Versa di Santa Maria La Versa, cuore pulsante del mondo vitivinicolo oltrepadano, sta causando pericolosi colpi di coda. E veri e propri impazzimenti.

Accade così, mentre tutti stiamo aspettando lunedì 20, data in cui si svolgerà l’asta telematica che deciderà se la cantina andrà alla Cantina di Soave, che ha presentato da tempo una seria, organica, credibile offerta, dotata di un preciso piano industriale, di strategie e di impegni precisi.

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Ancora Franciacorta a prezzi vergognosi sugli scaffali: ma basta!


Sani Gesualdi, pensaci tu!

Mi sembra di sentirle le urla di qualche pasdaran del franciacortismo più esacerbato, che non è fatto solo di persone convinte che le bollicine bresciane siano migliori dello Champagne, ma anche di personaggi che pensano di essere dei maghi del marketing e delle politiche commerciali, quando leggerà questo post. “Ma ca..o, ancora con questa storia dei Franciacorta a prezzi bassi quello str…o di Ziliani?”.

Mi spiace per loro, non sono io a piazzare di nascosto sugli scaffali vini, Franciacorta Docg a tutti gli effetti, a prezzi vergognosamente e stupidamente bassi. Sono sia aziende fuoriuscite (o addirittura cacciate) dal Consorzio, ma anche altre che del Consorzio fanno tuttora parte… E che per svuotare le cantine usano etichette dai nomi uno più fantasioso (e farneticante) dell’altro.

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La disinformazione più becera viaggia sul Web. Yahoo la spara davvero grossa

disinformazione
Il Prosecco rischia di sparire dal mercato? Oggi le comiche!

E’ proprio vero che viviamo in un’epoca di disinformazione becera e di una comunicazione fatta spesso da dilettanti allo sbaraglio che parlano e scrivere per sentito dire, senza sapere quello che dicono, senza informarsi.

Così, in questo mondo cialtronesco della disinformazione può accadere che un video da oggi le comiche diffuso da Yahoo e che vi invito a visitare qui e ascoltare piegandovi in due dalle risate, si possa tranquillamente e testualmente affermare che “il Prosecco rischia di sparire dal mercato e di venire soppiantato da vini prodotti d’Oltremanica”.
disinfo1

Avete sentito bene, non solo “l’eccellenza italiana deve far fronte alla concorrenza sempre più agguerrita proveniente dai vini britannici”, il che è tutto da dimostrare, ma causa un fantomatico “divario tra domanda e offerta” il Prosecco, che è in grande salute come scrivevo qui, conta su qualcosa che si avvicina ai trecento milioni di bottiglie per il Prosecco Doc e circa 70 per il Prosecco Docg, più una previsione di cinque milioni per l’Asolo Montello rischierebbe di “sparire dal mercato”?
MappaProseccoAsolo

E sarebbe travolto dai due milioni e mezzo, tre, se ci arrivano di bottiglie di English Sparkling wines?

Ma la conoscono la matematica, il buon senso, la necessità di informarsi prima di dire idiozie quelli che redigono queste news da quattro soldi per Yahoo?

Oggi_Comiche

Roba da matti: un “non prosecchista”, non “anti-prosecchista” come me, che sta qui a difendere le ragioni del Prosecco…

Mala tempora currunt…

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Ma nel programma ufficiale delle manifestazioni del Consorzio al Vinitaly il confronto Champagne vs Franciacorta non c’era!

pinocchio
Allora chi è che racconta balle in forma di bolle? Un blog ricco di fantasia o il Consorzio Franciacorta?

Il post di ieri dove rivolgendomi al Presidente del Consorzio Franciacorta Maurizio Zanella chiedevo parole chiare e definitive sul rapporto Franciacorta – Champagne, sulla utilità e liceità di fare confronti, come si facevano, ed era comprensibile, oltre vent’anni fa, confronti qualitativi tra Franciacorta e Champagne, di organizzare degustazioni dove si mettono, ridicolmente, a confronto, denominazioni di prodotti che in comune hanno solo le bollicine, ma che hanno storia, identità, caratteristiche profondamente diverse e inconfrontabili, merita un’appendice.

canzoninasolungo

Nel post, rivolgendomi a Zanella ho pensato di fargli un piacere, informandolo che poco più di un mesetto fa in quel manicomio chiamato Vinitaly, un luogo dal quale – il consiglio è gratuito – la Franciacorta farebbe bene a tenersi alla larga, forse a sua insaputa c’era stato un qualcosa – leggere i link qui e poi ancora qui – che risultava “Supported by Franciacorta”, dal titolo eloquente di Champagne vs Franciacorta, dove “l’ordine di servizio dei vini verrà deciso dal Consorzio Franciacorta ospitante, che ha deciso di mettersi in gioco sposando l’idea”, come si legge testualmente su quel blog che ha avuto quella bella pensata.

carissimoPinocchio

Ma come, mi sono detto, Zanella giudica testualmente, nella bella e lunga intervista che Francesco Beghi, giornalista del vino di lungo corso particolarmente attento alle vicende dell’Oltrepò Pavese, ha pubblicato sul suo blog “un peccato veniale del passato. Ora cerchiamo di non farlo più e poi il Consorzio risulta essere un partner, tanto che il suo logo figura in alto a destra nella grafica di presentazione della discutibilissima iniziativa (alla quale hanno accettato di partecipare fior di degustatori che non si sono sognati di far presente che si trattava di qualcosa d’improponibile: ma bravi, viva la vostra deontologia, che bravi che siete, continuate così!) che si è tenuta al Vinitaly 2015?
MaurizioZanella

Qui c’è qualcosa che non torna. O Zanella è distratto, o Zanella racconta balle nelle interviste, oppure quel blog forse ha tanta ma tanta fantasia. Cosa ho fatto dunque? Sono andato a ripescarmi il comunicato stampa del 16 marzo scorso, intitolato “Franciacorta AL VINITALY in attesa di expo milano 2015”, per vedere se di questo flamboyant confronto tra bolle francesi e bolle franciacortiste ci fosse traccia e invece, come potete giudicare dal comunicato stesso, che riporto integralmente qui sotto, di quella disfida non v’è traccia alcuna.

Pinocchiosegreti

Insomma, trattasi di iniziativa che non figurava nel programma ufficiale del Consorzio Franciacorta e quindi di un’iniziativa che non poteva di certo essere, come si legge su quel blog, “Supported by Franciacorta”, altrimenti il Consorzio l’avrebbe inserita nei programmi ufficiali e non se ne sarebbe certo dimenticata, “importantissima” e “storica” come ce l’hanno presentata.

Al che mi dico: alla fine chi è che racconta balle, il Consorzio Franciacorta che non vuole ammettere che nel 2015, al di là delle intelligenti e prudenti dichiarazioni di Maurizio Zanella, organizza ancora provinciali e patetici confronti tra Champagne e bollicine Docg bresciane, oppure si è allargato un po’ il blog che ha organizzato quella cosa amena, quando ha scritto “l’ordine di servizio dei vini verrà deciso dal Consorzio Franciacorta ospitante, che ha deciso di mettersi in gioco sposando l’idea”?

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Io un’idea me la sarei anche fatta, e voi? A chi la palma del gran bugiardo?

Questo il testo del programma ufficiale delle iniziative del Consorzio Franciacorta al Vinitaly 2015

Milano, 16 marzo 2015 – Franciacorta parteciperà alla 39esima edizione del Vinitaly con un’importante delegazione delle sue aziende, unite come sempre da quell’impegno che in poco più di 50 anni ha consentito al Franciacorta di affermarsi come denominazione rappresentativa di un territorio e di un vino dall’elevata qualità e dalla spiccata personalità.

Saranno in tutto 57 le cantine presenti – 43 cantine all’interno del Palaexpo Regione Lombardia (lato Nord, 2° piano) e altre 14 nei padiglioni esterni – che cercheranno in 4 giorni di regalare “l’esperienza Franciacorta” ai numerosi operatori italiani e stranieri che visiteranno la fiera, proponendo le loro migliori etichette delle tipologie Brut, Satèn, Rosé, Pas Dosé, oltre a Millesimati e Riserve.

Dal 22 al 25 marzo il Padiglione Lombardia sarà dedicato a Luigi Veronelli; saranno esposti di una serie di documenti, in parte tratti dalla recente mostra alla Triennale di Milano “Luigi Veronelli – camminare la terra”, in parte recuperati dal suo importante archivio, per sottolineare la vocazione alla qualità dell’enologia lombarda e valorizzare il legame tra vini, terra di origine e lavoro dell’uomo.
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“Vinitaly rappresenta un importante appuntamento internazionale prima di Expo Milano 2015, di cui Franciacorta è l’Official Sparkling Wine. La fiera di Verona sarà l’occasione oltre che per allacciare nuovi rapporti e raccontare agli appassionati del nostro vino e agli addetti le novità e i progetti che stiamo sviluppando, anche per presentare gli importanti appuntamenti dei prossimi mesi che ci vedono impegnati a Milano e in Franciacorta durante i sei mesi di Esposizione Universale” – dichiara Maurizio Zanella, Presidente Consorzio Franciacorta – “Si tratta di una serie di attività ed eventi per far conoscere ai visitatori il vino e il territorio, incentivare il turismo in Franciacorta e promuovere una terra ricca di storia, tradizioni ed eccellenze enogastronomiche.”

Il 2014 si è chiuso in positivo per il Franciacorta con +10% rispetto al 2013. Franciacorta ha venduto 15.475.977 bottiglie, di cui 1.428.993 all’estero. Ad oggi il mercato estero rappresenta il 9,2% ed è cresciuto del 12,8 % rispetto al 2013.
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Buoni i risultati anche in Italia con un aumento del 9,7%. Si registra anche un leggero incremento del prezzo medio di vendita. I mercati esteri principali si confermano Giappone, con il 20% dell’export e USA, che rappresenta circa il 13%. In Europa si distingue la Svizzera con un incremento che supera il 40%, grazie all’attività di promozione specifica iniziata 4 anni fa.

L’area Franciacorta nel Padiglione Lombardia si sviluppa su circa 1.500 mq ed è possibile accedervi attraverso le scale mobili A1 lato nord oppure con l’ascensore vicino all’ingresso ‘Cangrande’.

EventiFranciacortaVinitaly

Di seguito le degustazioni in programma nell’area eventi Franciacorta (PalaExpo Lombardia Stand B/C 16):

Domenica 22 marzo

12.00 – 15.00 • FRANCIACORTA E LE RICETTE DEGLI EXPO WORLDRECIPES CONTRIBUTORS

Tre Blogger Expo Worldrecipes Contributors presenteranno i loro finger food ideati in abbinamento a Franciacorta. L’evento sarà condotto da Paola Sucato (@ci_polla) e da Nicola Bonera.

Ingresso libero. PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA a eventi@franciacorta.net

Lunedì 23 marzo

14.00 – 15.00: Il lato “oscuro” del Franciacorta

Degustazione guidata di Franciacorta ottenuti esclusivamente da uve Pinot Nero vinificate in bianco.

Conduce Nicola Bonera.

Ingresso libero, prenotazione obbligatoria a eventi@franciacorta.net.

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Martedì 24 marzo

12.00 – 13.00: Franciacorta … al volo!

Degustazione guidata di quattro Franciacorta “in punta” sboccati di fronte al pubblico.

Nicola Bonera racconterà il Franciacorta, espressione del territorio.

Ingresso libero, prenotazione obbligatoria a eventi@franciacorta.net.

43 cantine presenti al Palaexpo nel padiglione Lombardia (lato Nord, 2° piano):

Antica Fratta, Azienda Agricola Fratelli Berlucchi, Barboglio De Gaioncelli, Bariselli Gabriella, Barone Pizzini, Berlucchi Guido, Biondelli, Bonasdini Franciacorta, Bosio, Ca’ Del Bosco, Cantina Chiara Ziliani, Cascina San Pietro, Castello Bonomi Tenute In Franciacorta, Cavalleri, Clarabella, Faccoli Lorenzo, Ferghettina, La Fiòca, La Fiorita, La Montina, La Rotonda, La Torre, La Valle, Lantieri De Paratico, Le Cantorìe, Le Marchesine, Le Quattro Terre, Marzaghe, Mirabella, Monzio Compagnoni, Quadra, Ricci Curbastro, Riva Di Franciacorta, Romantica, Ronco Calino, San Cristoforo, Santus, Solive, Tenuta Montedelma, Tenuta Moraschi, Vezzoli Giuseppe, Vigna Dorata, Villa Franciacorta.

14 cantine presenti nei padiglioni esterni:

1701 Franciacorta PAD 8 G7, Bellavista PAD.7 B3/B4, Bersi Serlini PAD.6 E1, Castello Di Gussago La Santissima PAD.7 D5 DISTILLERIE FRANCIACORTA, Contadi Castaldi PAD.7 B3/B4, Derbusco Cives PAD.7 B4/5 CUZZIOL Grandi Vini, Lo Sparviere PAD.8 F4 VINTRADING, Lovera Area D Pad. Toscana stand C1/C2-Tensostruttura., Monte Rossa PAD.6 B6, Montenisa PAD.7 D2 ANTINORI, Sullali PAD.7 B4/5 CUZZIOL Grandi Vini, Uberti PAD. 7 B1, Vezzoli Ugo Area Esterna Pad. 5 Le cittadelle della gastronomia, Villa Crespia-Muratori PAD. 7 B5.

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Per bere Champagne occorre essere in smoking, il Prosecco è più informale

la trahison des clercs
Così barzellettò Giancarlo Vettorello del Consorzio Conegliano Valdobbiadene

Leggo sull’Enciclopedia Treccani (ricordo per chi non lo sapesse che mi riferisco all’’Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti, la cui pubblicazione iniziò nel 1929, e le successive otto appendici dell’enciclopedia, sono state curate dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, fondato a Roma il 18 febbraio 1925 da Giovanni Treccani”) che “Sotto la generica denominazione di “tradimento”, si raggruppano gravi figure delittuose previste nei codici militari e munite di una particolare caratteristica oggettiva e soggettiva che le distingue da figure criminose affini, contemplate nel codice penale comune: la caratteristica oggettiva di costituire figure di reati tipicamente militari, nel senso di reati lesivi dell’interesse statale della difesa militare del paese, e la caratteristica soggettiva della qualità di militare nel soggetto colpevole. “

E leggo inoltre che “Nel diritto di Atene il delitto d’intelligenza col nemico era punito – a quanto narra Senofonte – con la pena di morte, e i colpevoli non potevano essere sepolti in terra ateniese”.

Ma che c’entra, vi chiederete voi, la Treccani con le bollicine, main theme di questo blog? C’entrano, perché, pur con tutte le debite misure, siamo di fronte ad un piccolo reato di “intelligenza con il nemico”, ad un caso, per citare un celebre saggio del 1927 di Julien Benda, di Trahison des clercs.

fiammifero

Queste riflessioni mi sono venute in mente leggendo, sobbalzando sulla sedia, un recente articolo – lo potete trovare qui, se leggete il francese – pubblicato sull’edizione on line di quella che passa per essere la più importante, di sicuro è la più storica, rivista di vino francese, la Revue du vin de France o RVF (al cui supplemento dedicato ai vini italiani ho, qualche anno fa, collaborato, chiudendo la collaborazione perché il mio referente, che si picca di essere un esperto di vini italiani, così come io lo sono di quelli turchi, era un emerito co…..).

Un articolo dedicato ad un vino oggettivamente di grande successo qual’è “Le prosecco, vin pétillant italien”, correttamente presentato come dotato di un forte atout : “son caractère léger et son prix séduisent au point de concurrencer désormais le champagne dans certains pays comme les Etats-Unis et le Royaume-Uni“.

RVFlogo

Corretta la presentazione della situazione commerciale di questo vino, una volta emblema di una parte ben precisa del Veneto, la Marca Trevigiana, ed oggi diventato, grazie all’ingordigia di una serie di industriali del vino veneti, una wine commodity senza identità, una cosa vinosa qualsiasi, prodotta in quantità impressionanti, ovvero, cito la RVF, “380 millions de bouteilles, dont plus de 300 millions pour le seul prosecco DOC”, in un territorio ampio com’è l’intero Veneto ed il Friuli Venezia Giulia, dove il Prosecco vantava una tradizione pari a quella del Nebbiolo in Borgogna o del Pignolo in Sicilia. Ovvero zero.

MappaProseccoAsolo

Ma una volta riportati questi dati utili è partita un’operazione, accreditata da un titolo flatteur non poco, ovvero “Vin italien : Le prosecco peut-il détrôner le champagne ?”, sconcertante, perché non sembrava più di leggere la RVF, la più importante, non dico la più seria, non lo è da anni, rivista del vino francese, ma una qualsiasi gazzetta italiana di quelle che, magari grazie alla presenza di robusti e ben pagati advertising del Consorzio del Prosecco Doc o di quello del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, ne cantano le lodi, spesso in maniera ridicola, accreditando l’idea che possa “vincere la guerra con lo Champagne”, una guerra che esiste solo nell’immaginazione fervida di menti allietate da un eccessivo consumo del Prosecco stesso, o in quella di un notorio propagandista del Prosecco come il governatore uscente della Regione Veneto, dello spumante charmat veneto-furlan.
ItaliaProsecco

Un articolo scopertamente propagandistico che ha offerto alcuni momenti di comicità, spero involontaria, quando Giancarlo Vettorello, direttore del Consorzio del Prosecco Docg, ci ha assicurato che “Le prosecco est un “vin informel qui accompagne un moment de pause“, on le boit “en toute simplicité“, ovvero, traduco per chi non mastica la meravigliosa lingua di Voltaire e Louis Ferdinand Destouches, in arte Céline, “è un vino informale che accompagna un momento di pausa e lo si beve in tutta semplicità”, o ancora, sempre Vettorello, “Nos vins sont croquants comme un fruit à peine cueilli d’un arbre “, ovvero “i nostri vini sono croccanti come un frutto appena colto dalla pianta”. Osservazione che si scontra con la pratica di una pletora di Prosecco, molli, dolcioni, privi di nervo, banali, zuccherosi e dalla “croccantezza” tutta da inventare.

LogoConsorzioProsecco

Ma la perlina doveva ancora arrivare perché se Luca Giavi, direttore del Consorzio Prosecco, aveva l’intelligenza ed il buongusto di rispondere alla domanda “Le prosecco est-il en train de détrôner le champagne dans le monde ?”, il Prosecco detronizzerà lo Champagne nel mondo, con un’affermazione piena di buon senso, e di diplomazia tardo democristiana, ovvero “Certainement pas, “il y a de la place pour tout le monde, le marché des bulles est en plein croissance“, assure Luca Giavi, qui juge absurde de comparer les deux vins”, (e di questa evidenza, ovvero l’assurdità di paragonare i due vini, dovrebbero tenere conto anche alcuni noti metodo classicisti padani che ogni tanto si fanno prendere dall’insana e campanilistica tentazione di paragonare le loro pur ottime bollicine all’insuperabile modello francese e magari danno il loro avallo ad improbabili degustazioni confronto…), altrettanto non arrivava a fare il suo collega Vettorello, noto per i suoi farfallini un po’ da gagà.
Oggicomiche

E alla domanda se il Prosecco fosse più “décontracté” dello Champagne, più disimpegnato e informale, si spingeva a rispondere, vincendo il premio per la battuta più comica, da film à la Vanzina, del 2015-2016, “Pour boire du champagne, il faut être en smoking, le prosecco est plus décontracté“, ovvero che “per bere Champagne occorre essere in smoking, il Prosecco è più informale”.

Dando in tal modo un’idea della propria assoluta disinformazione su quali siano le attitudini dei consumatori dello Champagne in Italia e nel mondo, e spacciando disonestamente un’idea, becera, e degna di una certa gauche caviar che trova nel Presidente francese Hollande il suo simbolo, dello Champagne come bevanda da miliardari, da snob con Ferrari (parlo dell’auto, non dello spumante trentino) al seguito, villa a Saint Moritz e yacht al mare. Bischerate!

SuonareChampagne

Lo Champagne la maggior parte delle persone, quorum ego, amiamo berlo anche in jeans, ce lo godiamo in mutande e canottiera, o anche senza, quando ci capitano le occasioni giuste, e ci consente di “cuccare” molto di più di quel che consenta il proletarissimo e molto dimesso, come allure e come status symbol, Prosecco.

Ma dove vive Vettorello e a chi la vuole dare a bere questa idea balzana che il Prosecco sia un vino “democratico” adatto a tutti (certo, costa poco, spesso costa pochissimo, come ahimé, una minoranza infima, in tutti i sensi, di Franciacorta Docg e Trento Doc…), e che lo Champagne sia un vino élitario?

English-champagne

Capisco che deve fare propaganda e certi francesi, certi clercs traditori, siano pronti ad abboccare, spero solo per ignoranza, a questa falsa vulgata, ma per favore sappia che le bugie hanno le gambe corte e che raccontarle, come ha fatto, non porta fortuna.

E meno male che l’articolo ha poi ricordato, grazie ad interlocutori esteri, importatori di Prosecco nel Regno Unito o in Cina, alcune evidenze, ovvero, parole di Angela Lynas, grossista scozzese, che “le succès du proseccotient à la crise économique, à son prix“. Une bouteille se vend entre 8 et 15 euros, soit environ trois fois moins cher qu’un champagne », ovvero che il successo prosecchista é legato alla crisi economica, al prezzo basso, tre volte meno caro di uno Champagne, e che il vino è apprezzato per “”sa douceur, il n’est pas aussi sec que le champagne, et entre des champagnes bas de gamme trop acides et le prosecco, c’est ce dernier qui est choisi“, ovvero che « piace per la sua dolcezza, perché non è secco come lo Champagne e che Champagne base troppo acidi ed il Prosecco tendono a scegliere quest’ultimo. Affermazione un po’ discutibile peraltro, perché determinati Champagne bas de gamme tendono ad essere piuttosto larghi con lo dosaggio dello zucchero e non sono poi così acidi…
onlyProsecco

E per fortuna che un grossista cinese che ha preteso l’anonimato ha risposto al cronista della RVF ricordando che “Les Chinois recherchent des vins faciles à boire, plutôt doux, sucrés, simples et pas trop chers“, ovvero vini come il Prosecco, altrimenti la RVF avrebbe fatto passare ai suoi lettori un’idea, fasulla, anti-nazionale, da pura intelligenza con il nemico, di un Prosecco pronto a detronizzare un vino dotato di una storia, di una classe, di una qualità, di un sense du terroir, di un fascino, di una complessità (posso continuare con l’elencazione dei pregi…) mille volte superiore a quella di qualsivoglia Prosecco com’è le Roi Champagne.

Apoti

Ma vaglielo dire ai clercs traditori della Revue du Vin de France, pronti a bere tutte le balle proseccare spacciate loro da disinvolti propagandisti… Per fortuna in Francia, come in Italia c’è chi certe bolle grosse e prive di finezza e certi vini senza particolari qualità non è disposto a berli

accànisciuno

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Arriva la Pasqua ed i mercanti nel tempio (Franciacorta) pullulano…

Mercantitempio

Cosa devo dirvi? Semplicemente che il pezzo di ieri, che trovate ancora on line e che sottopongo attentamente alla vostra attenzione, se, come me, volete bene alla Franciacorta, se come ne siete nauseati da questa sozza deriva sottoprezzista, svendaiola, sputtanatrice di 54 anni di onorata storia e sviluppo di una denominazione, ha scatenato, nei miei lettori, una vena collaborazionista.
Calma e gesso, nessun riferimento alla République de Vichy e al governo del generale Pétain, che pure ebbe tra i propri cantori letterati raffinatissimi come Pierre Drieu La Rochelle, Pierre Brasillach, grande critico cinematografico condannato a morte e fucilato il 6 febbraio di 70 anni fa.  E poi Lucien Rebatet, autore di una Histoire de la musique che io considero uno dei miei livres de chevet.

GuidoBerlucchi7.89Conad-rid
Il collaborazionismo cui faccio riferimento e che dovrei chiamare più correttamente collaborazione, o, posso arrischiarmi a dirlo?, unione di passioni, é quello di voi lettori, che avendo colto lo spirito non distruttivo di questi post, la sincera sofferenza che questa terrificante deriva di prezzi corti mi causa, la mia fedeltà, a prova di bomba, alla causa franciacortina (pur dichiarandomi uno champagnista convinto, ma con il naso, il palato e l’intelligenza ben desti, tali da distinguere chiaramente tra il secolare modello francese ed i vini, taluni ottimi ed esemplari, prodotti nella zona vinicola bresciana, senza alcuna possibile confusione e sovrapposizione o, ridicolo, antagonismo…), mi inviate nuove testimonianze di etichette note o meno note che finiscono sugli scaffali della grande distribuzione a prezzi da raccapriccio.
Qui sopra ho aperto il mio “museo degli orrori” con una bella Cuvée Imperiale Guido Berlucchi (a rieccola!) disponibile fino al 4 aprile nei punti vendita della Conad a 7,89 euro, “spumante metodo classico”, così definito nei cartelli, che possiamo trovare, a Capriolo, anche ad un euro in più, 8,90 euro

Berlucchi8.90-ridotto
ma la serie continua, ci spostiamo al supermercato Rossetto in Corso Milano a Verona, con altre delizie.
Volete un Franciacorta Satèn a 5,90 euro? Eccovi servito il Franciacorta a marchio Borgo Croce  che costa meno (4 euro in meno) di un pur rispettabile Lugana Brut….

FranciacortaBorgoCroce590

(S)vendita che vi documento in altre due foto inviate da lettori, appassionati di questo blog e non nemici della Franciacorta, ma semplicemente cultori di Bacco indignati, come me, che si chiedono dove si stia andando a finire.
Foto n°1

BorgoCroce590

e foto numero 2

BrutSaten590

E adesso chi deve dire qualcosa, chi deve fare sentire la propria voce, chi può intervenire, e qualcosa di serio di fare ci sarebbe e lo dirò domani, non nasconda la testa sotto la sabbia ripetendo il ritornello “non possiamo farci niente”.
Non é vero che non ci si possa opporre a questa deriva che rischia di mandare a ramengo il lavoro tenace di tante persone perbene in una delle più belle zone vinicole d’Italia.
E ora che Pasqua é alle porte, sempre più forte deve partire il grido Fuori i mercanti dal tempio!!!!

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Se la Franciacorta è Italian Excellence qualcuno deve dimettersi

Dimissioni

Non è tollerabile la presenza nel Cda del Consorzio di un’azienda i cui vini finiscono sullo scaffale a 3,99 euro

L’ho già annunciato nei commenti che hanno fatto seguito a questo post, dedicato ad una storia che ancora oggi a ripensarci, a me che non sono franciacortino di nascita, ma solo milanese residente a Bergamo, ma che la Franciacorta penso di conoscerla e amarla profondamente, forse più di alcuni attori, un po’ disinvolti, della filiera franciacortina, fa girare tremendamente le scatole.

La storiaccia brutta di un Franciacorta Docg, prodotto da un’azienda associata al Consorzio, anzi di un’azienda un cui rappresentante fa parte del Cda (uscente, a maggio ci saranno nuove elezioni) del Consorzio, finito misteriosamente sullo scaffale, in un supermercato pugliese, al prezzo, disonorevole, di 3,99 euro.

Franciacorta-3.99-1

Come ho scritto nei commenti, ritengo insostenibile l’attuale presenza nel Cda del Consorzio Franciacorta del rappresentante di quell’azienda il cui vino è stato così brutalmente svenduto e svilito, portando un clamoroso danno d’immagine e di credibilità all’immagine della Franciacorta e del Franciacorta Docg, perla del metodo classico italiano.

Come già detto a chiare lettere, il sottoscritto ritiene doverose le dimissioni, immediate, di questa persona. Nulla di personale, ma è una questione di principio, di credibilità. Di dignità.

FranciacortaItalianexcellence

Così quando ieri mattina, giovedì 12 marzo, in una solare Milano città europea, capitale economica e morale d’Italia, recandomi a Palazzo Serbelloni (l’ex sede del Circolo della Stampa) sede della prestigiosa Fondazione Serbelloni, per una memorabile presentazione di grandi vini siciliani, opera di un’azienda siciliana esemplare, mi sono imbattuto in questo gigantesco manifesto (vedi foto) che campeggiava in Corso Venezia, a poca distanza da un prestigioso nuovo ristorante con respiro e ambizioni europee, l’incazzatura solenne è tornata a farsi sentire. E a superare l’emozione, profonda e sincera, per quanto leggevo.

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E allora, boia fauss!, mi sono detto: se davvero Franciacorta è Italian Excellence come si legge, se è Official sparkling wine sponsor of Expo Milano 2015, se il suo Consorzio, nato nel 1990 e presieduto nel tempo da fior di galantuomini (ricordo con affetto e venerazione Paolo Rabotti e Giovanni Cavalleri) e diventato, lo posso dire con cognizione di causa, una case history esemplare nella storia dei Consorzi vinicoli italiani, è, così leggo sul megaposter, Blend of passions, ovvero Unione di passioni, e aggiungerei io di grandi risultati raggiunti, di ambizione di fare bene e sempre meglio, di volontà di distinguersi nel mondo, variegato, del metodo classico italiano, allora è inconcepibile che nel suo Cda resti il rappresentante di quell’azienda che oggettivamente, con quella bottiglia finita sullo scaffale a 3,99 euro, ha gettato fango sulla Franciacorta tutta.
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Un’azienda, nulla di personale contro di essa, conosco i proprietari, sono sicuramente brave persone, ma i loro vini non mi piacciono, e tutte le volte che li ho assaggiati non mi hanno quasi mai convinto (ho scritto di loro una sola volta, nel gennaio 2011, poi ho preferito stare zitto, tanto di buoni Franciacorta la Franciacorta è comunque piena…), che ha già avuto altri simili “incidenti di percorso”, come scrivevo il 10 dicembre 2012 qui.

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Azienda che è quantomeno sfortunata, visto che talvolta finisce nel ciclone per una politica dei prezzi non proprio in linea con quanto ha scritto a fine 2014 il presidente in carica del Consorzio Maurizio Zanella, annotando in maniera chiarissima: “richiamo tutti gli associati ad un maggior senso etico nel rispetto e nella valorizzazione del Franciacorta, evitando facili scorciatoie che nulla portano in valore aggiunto alla nostra Denominazione e che recentemente – anche se in rarissimi casi – hanno gettato ombre sul lavoro sinergico della stragrande maggioranza di noi produttori che, rubando l’espressione ad un nostro collega, “si spaccano la schiena per fare vini buoni”.

Allora, in estrema sintesi, e prego cortesemente l’azienda a non costringermi a fare il suo nome, del resto ormai chiaro a tutti (avviso ai lettori: in eventuali commenti che ne riportassero il nome, per ora ho deciso di eliminarlo, quindi inutile farlo…) invito, ovviamente a titolo assolutamente personale, come osservatore e commentatore di lunga esperienza e con un certo seguito, l’azienda in oggetto a prendere velocemente la decisione che avrebbe già dovuto prendere. Ovvero dimissioni del suo rappresentante dal Cda del Consorzio.

Dimissioni

Se così non sarà, a rischio di diventare monotono e ripetitivo, questo blog indipendente, amico della Franciacorta ma non miope, e non certo disposto ad essere “complice” di chi oggettivamente la danneggia, continuerà a ripetere, giorno dopo giorno, anche in pieno Vinitaly, DIMISSIONI!
Uomo (o donna) avvisato…

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Tranquilli: non mi metto a far causa (vincendola) ad un diffamatore matricolato

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Ma mi tocca dire da qui ad un amico che non lo è più

Si sa come vanno le discussioni nei blog del vino: spesso grazie alla condizione particolare garantita dall’anonimato, anche se molto spesso le persone normali partecipano alle discussioni sui post, i cosiddetti thread, dichiarando il loro reale nome, senza nascondersi come conigli che gettano il sasso e nascondono la mano, le smargiassate più clamorose imperversano. Come pure farneticazioni, insulti, ostentazioni becere di presunta potenza, gare per dimostrare, a parole, di “averlo più lungo”, ovvero di sapere tutto del vino, molto di più di quei “pirla” che magari se ne occupano, professionalmente, da decine d’anni.

Su molti di questi blog, siti Internet, forum, imperversa anche un altro esercizio diffuso, la dietrologia, ovvero la pretesa di leggere un qualcosa che è accaduto secondo un personalissimo punto di vista e tentando di accreditarlo come reale. Un esercizio, quello dietrologico, il cui copione prevede ovviamente la presenza di cattivissimi e malvagi, quasi una Spectre, e di un eroe che arriva come Batman o Nembo Kid a salvare tutti, e ci raccontare la fiaba-verità di una serie di misfatti di cui solo lui, che è più intelligente di tutti, è a conoscenza.

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Un eroe che si adopera e si spende per aprirci gli occhi, quasi sacrificandosi, come capro espiatorio o meglio “bouc émissaire” come direbbe il grande René Girard, come stanno veramente le cose. Che i cattivi vanno smascherati, puniti e la verità, quella che secondo i presunti eroi è la verità, deve trionfare.
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E quando i post partono con questo piede è normale che lo sviluppo delle discussioni finisca con lo sbarellare. Con il portare alla ribalta, ovviamente trincerati da vili dietro ad un nick name, pseudo commentatori dalla diffamazione incorporata.

Un esempio di queste ordinarie storielle (o storiacce brutte) di blog, l’abbiamo trovata, nei giorni scorsi, su un blog comunque interessante, che anche dopo la pubblicazione di questo post, continuerò a leggere. Parlo di Terra uomo cielo creato da quello che un tempo definii wine talent scout, ovvero il bresciano (almeno credo) Giovanni Arcari, che tanto ha fatto per far conoscere e affermare eccellenti piccole aziende franciacortine come Camossi e Colline della Stella e da qualche tempo produttore in proprio con il marchio Arcari & Danesi, un cui Satèn ho raccontato qui, ma che poi si è fatta conoscere con altri Franciacorta di cui comunque scriverò. Perché sono dannatamente buoni. E io sono intellettualmente onesto e non un cialtrone.
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Bene, cosa è successo sul blog Terra uomo cielo? E’ successo che Arcari, che ama la Franciacorta e ne è un (piccolo) tenace protagonista, ma contemporaneamente sembra preso da una sorta di schizofrenico odio verso la stessa terra che dice di amare (e che sicuramente, a modo suo, visceralmenbte ama), pubblicasse un post, questo che potete leggere qui, dedicato ad una vicenda che sfiora un po’ l’eno-gossip, perché ha visto protagonista non un giornale specializzato del vino, ma il settimanale ultrapopolare Chi. Arcari nel suo post era partito bene, in maniera sorridente e ironica, annotando che “la questione va affrontata con un sorriso e senza allarmismi ma, certo è che qualcuno ha sbagliato qualcosa o altri non hanno capito. L’ultima segnalazione dei produttori di Franciacorta è la foto qui sotto che, invece di accendere in loro una reazione fatta di telefonate e madonne da tirare, hanno pensato di inviare a questo blog”.

Expo

E proseguiva parlando di “una grande gara vinta dalla Franciacorta per essere “sponsor ufficiale di Expo 2015″ che ha portato a un aumento della quota a bottiglia che ogni azienda dovrà versare al Consorzio campione”. Ma ecco nascere il “problema”, ovvero che “in questo interessantissimo articolo letto da un produttore mentre aspettava la moglie che finisse la piega dal parrucchiere, s’insinua che Zanella con la sua Ca’ del Bosco sia “il fornitore ufficiale dei vini dell’Expo” e a dar manforte a questa tesi il “Poker di re in bottiglia” riportato a destra”.

BatmanNemboKid

Morale il Nembo Kid de noantri Arcari finiva il proprio post con un interrogativo: “Ora, o mi sono perso una puntata io ovvero che magari la Franciacorta, all’ultimo, abbia rinunciato a essere “sponsor ufficiale” e Ca’ del Bosco si sia assunta oneri e onori, oppure qualcosa nella straordinaria macchina comunicativa del consorzio (altro che Associated Press!) non ha funzionato come avrebbe dovuto per l’ennesima volta? Che qualcuno debba spiegare qualcosa?”.

Inizialmente ho preso in maniera sorridente questo post, ma poi vista la piega che la discussione stava prendendo, essendo, al tempo, ancora amico di Arcari, ho pensato di intervenire e dire la mia rivolgendomi a Giovanni: “ho molto riflettuto su questo post, che pone un tema così appassionante che la gente, il popolo, i produttori della Franciacorta si stanno letteralmente accapigliando per commentarlo…E alla fine sono arrivato alla conclusione che preso da chissà quale furor ideologicus, come un kamikaze che si fa saltare scegliendo il martirio, tu abbia preso un colossale granchio. Anzi come direbbe un comune amico americano, an enormous misunderstanding.

Non ti é mai venuto il dubbio che l’autore del servizio di Chi – beh complimenti a chi ti ha segnalato l’articolo, fa davvero letture di grande livello intellettuale… – abbia capito fischi per fiaschi e che la notizia che non il Consorzio Franciacorta, bensi Cà del Bosco sia “il fornitore ufficiale dei vini dell’Expo” sia una clamorosa bufala? Scritta perché chi c’era alla festa (un po’ troppo milanista) alla Cà del Bosco non era molto attento e lucido a quanto gli era stato raccontato, ovvero che la Franciacorta non ha affatto rinunciato a essere “sponsor ufficiale” di Expo, che lo sarà al 98%, ma che alcuni dettagli siano ancora da perfezionare?

E se magari prima di sparare a zero contro quella che sembra essere diventata una tua ossessione (che ti ha fatto Zanella, ti ha magari portato via una ragazza?) tu avessi pensato ad informarti? E apprendere che “la grande gara vinta dalla Franciacorta per essere “sponsor ufficiale di Expo 2015″, gara che “ha portato a un aumento della quota a bottiglia che ogni azienda dovrà versare al Consorzio campione”, resta tale? E che se la Franciacorta dovesse rinunciare, ad avvantaggiarsi sarà un noto produttore e una zona concorrente? Vuoi che davvero succeda questo perché tu critichi – legittimamente -l’aumento della quota a bottiglia da parte di ogni azienda, decisione presa da una libera assemblea (da un CDA) e non imposta da Zanella con un golpe armato?
Questo avresti dovuto fare, amico (io ti considero ancora tale) Giovanni. Avresti reso onore alla verità e avresti evitato di fare una non brillantissima figura…”…

Inviato questo commento e onore a Giovanni per averlo pubblicato – contemporaneamente ci sono stati tutta una serie di colloqui telefonici e scambi di mail, diciamo molto vivaci – in margine all’articolo di Giovanni, che poneva una questione legittima, a mio avviso arrivando ad una conclusione che rischia di essere smentita dalla “dura legge del gol”, ecco partire la ridda dei “commenti” in libertà.

Alcuni comprensibili, anche di amici produttori franciacortini un po’ incazzati e sulla stessa linea d’onda dell’odi et amo arcariano, giunti al punto da definire ironicamente “paese delle meraviglie” la Franzacurta.

Altri a mio avviso demenziali e diffamatori come questo firmato da tale Ivan, pubblicato, senza batter ciglio, dal libertario Arcari: “Il meglio del meglio del circo! E chi si muove più? Pop corn e gazzosa. Avanzi il grasso crapulone che prima ha salassato al collasso la sua azienda, rifilandola in tempo per ritornare in sella e rimetterlo in culo al prossimo. Giornalisti del settimanale della (anziana ormai) casalinga di Voghera, pieno di pubblicitá per dentiere e clisteri alla glicerina. Strenui difensori di una bevanda con le bolle, fatta come lo champagne, ma che vende a malapena come la “cedratatassoni” (e tirandosela un frego, per sovrammercato). Mancano la donna barbuta, il nano superdotato e l’azienda agricola Boschi. Ma arrivano dopo l’intervallo”.

Sonnoragione

Il top climax dell’escalation del commento “al sen fuggito” o della variazione sul tema El sueño de la razón produce monstruos, ovvero “il sonno della ragione genera mostri” finora – ma non poniamo limiti alla demenza – è stato raggiunto il 17 gennaio alle 15.57 da tale Vittorio, il quale senza che il responsabile del blog (che, lo ricordiamo, è responsabile non solo di quello che personalmente scrive, ma di tutto quello che viene pubblicato) facesse un plissé, facesse una piega, obiettasse, pubblicasse un distinguo, una presa di distanza, ha potuto liberamente scrivere:

“ringrazio Giovanni Arcari per il post, fiducioso e curioso attendo chiarimenti anche se …….. e mi permetto di fare due domande a Ziliani in un territorio dove non potrà censurare pacati interventi che sollevano dubbi legittimi, farsi spalleggiare dagli amichetti di blog o nascondersi: lei dice che sicuramente arrivava una nota, un chiarimento da Ca del Bosco…direi che ha toppato anche stavolta mi pare, no? imbarazzante o embarassing come direbbe il suo amichetto di blog sempre lei. sempre lei se non sbaglio dichiara sempre ”lemillebolle”il suo blog, ma se uno nota e legge le note legali esse recano un nome: new target web,si scopre che essa è una società di marketing, e ma pensa te, si scopre che tra i clienti c’è il consorzio Franciacorta.

NewTarget
Ma allora perché non lo si dice chiaro e tondo? E perché, per quel che pare a me, alcuni marchi , risulta facile individuare quali, hanno un trattamento che neanche al Prosecco viene riservato, almeno pare a me essendo un fedele lettore della sua propaganda. Perché alcune cantine hanno i dividendi maggiori dall’operazione blog? altra questione: ha mai pensato che i produttori di Prosecco potrebbero farle causa? In attesa di un suo cenno i miei saluti”.

Duralex

La mia risposta, ferma e molto articolata, minuziosa sino al dettaglio, la potete trovare in coda al post, qui. Risposta che finiva con queste parole: “per ora ci incontriamo qui, poi magari tra un po’ ci conosciamo di persona in Tribunale… il termine “propaganda”, per il mio blog, lei se lo dovrà rimangiare, scommettiamo?” e annunciava una mia chiara intenzione di adire a vie legali nei confronti del volgare diffamatore.

L’intenzione a dire il vero sarebbe rimasta e disturbato anche se era domenica il mio legale, che è un amico, appassionato di vino e mio lettore, mi ha assicurato che la causa potrei stravincerla a mani basse.

E allora che fare? Procedo, contribuisco anch’io a intasare la già incasinatissima macchina arrugginita della cosiddetta Giustizia italica? L’avrei fatto – non potendo purtroppo sfidare a duello quel cialtrone che ha definito questo blog “propaganda” e farneticato di “alcune cantine” che “hanno i dividendi maggiori dall’operazione blog” e accusato me di “censurare pacati interventi che sollevano dubbi legittimi”. Ma poi, proprio quando stavo dando mandato al mio caro legale, che esiste davvero, che non si chiama Perry Mason o Azzeccagarbugli, signor Arcari, e pensa te, vive proprio nella stessa città dove abiti tu, ho avuto un lampo di consapevolezza.

E ho pensato: se querelo il tal Vittorio, dovrò procedere a querelare, perché così vuole la legge, anche il responsabile del blog che ha ospitato quelle frasi chiaramente false, tendenziose e diffamatorie. Ovvero Giovanni Arcari. Un amico, almeno così pensavo.

E allora, proprio perché di querelare un amico, pardon, un ex amico, anche se ha sbagliato, non ci penso proprio, ho optato, sperando che questa mia conclusione serva a farlo riflettere, ad un’altra conclusione. Niente querela – tiri pure un respiro di sollievo sor Vittorio, non so se prosecchista incazzato o franciacortista un po’ sfigato perché magari non ho mai scritto, e continuerò a non farlo, di qualche suo mediocre vino.

Canisciunofesso

La “lezione” consisterà nel pubblicare questo post e nel comunicare da qui a Giovanni Arcari, che la nostra “amicizia”, ché tale è stata, perché in passato Giovanni si è dimostrato e glielo riconosco pubblicamente, un amico, finisce qui. Senza vie di ritorno e possibilità di ripensamento.

Quello che ha fatto, pubblicando senza fare una piega, senza colpo ferire, affermazioni palesemente false e fortemente diffamatorie nei miei confronti, è troppo grave perché possa passarci sopra. Game over e tanti auguri di successo, equilibrio, serenità. Di tutto cuore. Penso ne abbia davvero bisogno.
Come ha detto il grande Giorgio Gaber “la lontananza è l’unica vendetta e l’unico perdono”…

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