Zona spumantistica bresciana, prezzi sempre più in basso!

Bollicine Docg bresciane avvistate a Seregno a 3,50 euro…

Oggi non ho fatto in tempo a finire il pezzo dedicato a due grandi Champagne rosé, Cuvée Alexandra 2004 e Cuvée Rosé della Maison Laurent-Perrier che ho de(gustato) nei giorni scorsi. Uno più buono dell’altro, una flûte, pardon, un bicchiere dopo l’altro.

In attesa di completarlo e pubblicarlo domani, voglio segnalarvi un altro record di immersione, e quando ci si immerge in mare nel profondo degli abissi si scende, non si sale…, un altro prezzo limite, sempre più in basso, raggiunto da una bottiglia delle bollicine Docg di quella zona spumantistica bresciana, ma sì, quella posta tra Lago d’Iseo e Monte Orfano (come si chiama?) che già in passato si è fatta notare per prezzi a livello di Prosecco. Ma che dico, oggi ho visto ad Esselunga che un classico come il Prosecco Conegliano Valdobbiadene Carpené Malvolti viene via a 7,90 euro, a livelli di un Prosechin di quelli un po’ da sfigati..

Chi pensava che la soglia dei cinque – sei euro potesse essere la soglia sotto alla quale sarebbe stato difficile, ma che dico impossibile, scendere, si ricreda. Già lo scorso maggio si era avuta una bella picchiata con i 5,93 euro per una bottiglia di Docg bresciana, prezzo offerta speciale, segnalato da Davide Bortone sul sito Internet Vini al supermercato. Bottiglia segnalata e fotografa in un supermercato Auchan e introdotta con queste parole “ecco dunque il prestigioso metodo classico lombardo a prezzi pazzi sugli scaffali: 5,93 euro. Un 40% di sconto su un prezzo pieno comunque allettante per uno spumante vendemmia 2005: 9,89 euro”.

Oggi la stessa bottiglia di Docg Brut millesimato 2005 prodotto da una misteriosa azienda agricola denominata La Scuderia, sito Internet qui, pagina Facebook qui, azienda che di sé dice esclusivamente “La Scuderia, cantina vitivinicola in Franciacorta nasce ad Erbusco capitale della sopracitata DOCG, nel 1989 per opera della vecchia proprietà”, ovvero una spiegazione che non dice assolutamente nulla su chi siano attualmente i proprietari e i produttori di questa cuvée, è stata avvistata, mi segnala un lettore inviandomi la foto (che purtroppo non immortala anche il prezzo) in quel di Seregno, provincia di Monza e Brianza, ad un prezzo ancora più basso.

Bene, proviamo ad individuarlo: 5 euro? Scendere prego. 4,50? Ancora troppo caro, scendere ancora. 4 euro? Ci siamo quasi, ancora uno sforzo e abbiamo colpito il bersaglio… 3 euro e 50? Aggiudicato, signore, OK il prezzo è giusto! Presso questo esercizio commerciale di Seregno (nei prossimi giorni conto anche di farvi sapere il nome esatto) il vino qualche giorno fa veniva via a 3,50 euro e ora pare sia proposto a 3,90.

Il vino, così pare, sebbene millesimato 2005, sarebbe stato dégorgiato nel 2016 e sarebbe una cuvée, un po’ stagionata, composta per il 70% da Chardonnay ed il 30% da Pinot nero.

Mancano 20 giorni al Natale e mi chiedo: riuscirà qualche azienda della sopravvalutata zona spumantistica bresciana a svendere le proprie bollicine a prezzi ancora più bassi? A quando, come succede con i panettoni, un “bel” prendi due paghi uno?

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche

Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

Franco Ziliani blog http://www.francoziliani.blog/

13 commenti

Condividi

13 commenti

  1. Mattia

    dicembre 5, 2017 alle 8:56 am

    Stesso prodotto trovato anche in un Auchan vicino a Piacenza, intorno ai 5 euro.
    Il problema però oltre al prezzo, è la qualità del contenuto, veramente inadeguata. Ennesimo ottimo lavoro svolto dal consorzio.

    • redazione

      dicembre 5, 2017 alle 11:24 am

      la domanda é inevitabile: con tutti i soldi che spende (e spande) il Consorzio, anche in operazioni fatte con i soldi di tutti ma a beneficio di 10 cantine massimo (in realtà meno), non poteva aggiudicarsi queste bottiglie, quando furono messe all’asta a 0,80 euro a bottiglia, e toglierle di torno?
      Anche un bambino, uno con un minimo di cervello, dunque poteva arrivarci anche il “brillantissimo” attuale Presidente del Consorzio, avrebbe capito che bottiglie di bollicine bresciane Docg sul mercato a prezzi risibili portano danno a tutta la denominazione, no?
      Ma chiedere lucidità e strategie ai capataz di questo Consorzio sono consapevole é come cercare di cavare sangue da una rapa..

  2. Fabio

    dicembre 5, 2017 alle 6:20 pm

    Non mi pare pero`che la situazione di 2 anni fa, quando a capo del consorzio c era il suo grande (ex?) amico fosse molto diversa.

    • redazione

      dicembre 5, 2017 alle 9:39 pm

      Due anni fa alla testa del Consorzio c’era una delle più lucide intelligenze del vino che abbia conosciuto in trent’anni di attività. Oggi c’è un furbo costruttore e tante altre cose bresà. Se per lei è la stessa cosa…

  3. Fabio

    dicembre 6, 2017 alle 8:51 am

    Mi riferivo nello specifico a bottiglie vendute a prezzi bassissimi. Viene fatto oggi col costruttore furbo, veniva fatto allo stesso modo 2 anni fa con la persona lucida e intelligente. Indi per cui, non sono certo dipenda dal presidente del Consorzio.

    • redazione

      dicembre 6, 2017 alle 2:31 pm

      un Presidente, seppure carismatico e dotato di superiore intelligenza com’era il precedente Presidente del Consorzio della zona spumantistica bresciana di cui non ricordo più il nome, non può essere responsabile della strategia di un Consorzio, visto che non decide da solo, ma é affiancato da un Consiglio di amministrazione e da vicepresidenti la cui intelligenza ed il cui acume, comunicativo, commerciale, strategico, magari non é pari a quella del Presidente.
      Però un Presidente, come nel caso dell’attuale, visto il suo peso, la sua importanza e influenza, non parlo di autorevolezza, che é ben altra cosa, e di cui non mi pare la persona in oggetto abbondi, può in qualche modo condizionare un consiglio ed i membri del Consiglio più piccoli, quelli che magari forniscono uve alla mega azienda del Presidente. Quindi, di fatto, un Presidente può fortemente condizionare, e faccio un discorso generale, non legato esclusivamente alle bollicine Docg bresciane (ma come diavolo si chiamano!!!!) le linee direttive e l’operato di un Consorzio

  4. massimo a.

    dicembre 7, 2017 alle 12:51 pm

    Con tutto il rispetto, Ziliani,ma sono certo che lei conosce meglio di me la storia di Vittorio Moretti, partito da zero o quasi, e ora proprietario / gestore di fiorenti attività in diversi settori.
    Ora, che lei lo definisca poco brillante, poco intelligente e cose simile, mi pare quantomeno ingeneroso. Soprattutto se tali commenti arrivano da qualcuno (lei) che per sua stesa ammissione a 50 anni inoltrati ha qualche difficoltà fare quadrare i conti a fine mese. Siamo certi che le cose stanno come dice lei, e non esattamente al contrario? I fatti direbbero altro…

    • redazione

      dicembre 8, 2017 alle 1:18 am

      Massimo, ma lei pensa che io sia così stolto da mettermi sullo stesso piano di un imprenditore di successo, cui non bastavano più le due aziende nella zona spumantistica bresciana, ma ha voluto sbarcare in Maremma (maiala..), e ora si é comprato anche una maxi azienda in Sardegna e un’altra in zona San Gimignano?
      Non ci penso nemmeno, e m’inchino alla capacità di V.M. di saper convincere le banche a dargli credito…
      Intanto registro il fatto che alcuni vini della sua azienda bolgherese, con cantina costosissima realizzata dall’architetto Botta, per tentare di essere più appealing devo calare notevolmente i prezzi.
      Se andassero a ruba non credo che l’importatore dovrebbe adottare una simile politica…
      E poi si ricordi: essere ricchi non vuol dire essere necessariamente dei geni. Il mondo é pieno di ricchi non particolarmente geniali… E anche nella zona spumantistica bresciana personaggi simili non mancano proprio…

  5. Francesco Zanon

    dicembre 7, 2017 alle 11:47 pm

    • redazione

      dicembre 8, 2017 alle 1:04 am

      mi chiedo se il mio valente collega napulitano fosse al corrente che una bottiglia di bollicine di quella… Scuderia al nord viene via a prezzi da prosechin…

  6. Matteo

    dicembre 8, 2017 alle 11:34 am

    Un Consorzio che all’interno del CDA vede sedersi produttori che imbottigliano e vendono VSQ, è un Consorzio che non mi rappresenta più.
    Non può rappresentare quei produttori seri (e le assicuro che ci sono!!!) che tutti i giorni scelgono strade diverse da quelle della vendita facile, che preferiscono dire di no a ricatti sul prezzo, che preferiscono (a malincuore) non produrre un’annata piuttosto che uscire sul mercato con vini ambigui e di dubbia provenienza.
    Ogni anno ci dicono che le famose bottiglie a € 0,80 sono finite, ma ogni anno il fenomeno si ripete.
    È ora di finirla, è ora che il Consorzio alzi la voce e faccia qualcosa.
    Sono tanti ormai i produttori che non si riconoscono più nel Consorzio e mi chiedo come lo stesso Consorzio non se ne renda conto e continui imperterrito a fare scelte discutibili!!!

    • redazione

      dicembre 8, 2017 alle 3:03 pm

      Matteo, lunedì le scrivo e la vengo a trovare presto. Dobbiamo fare una chiacchierata, sui temi che ha sollevato e su altri.
      E poi assaggerò i suoi Franciacorta. Incredibile, mi sono ricordato il nome! 🙂

  7. Matteo

    dicembre 10, 2017 alle 10:40 am

    Sempre disponibile per una chiacchierata costruttiva.

Lascia un commento

Connect with Facebook