Anche 14 “bollicine” from Italy in Drink more fizz di Jonathan Ray

Una buona presenza italiana in un libro che vale la pena leggere

Inizio subito con un’osservazione lapalissiana. Se state leggendo questo blog siete ovviamente appassionati delle bollicine, degli sparkling wines. Ma no? E se avete scelto di leggere questo blog e non altri più à la page e “mediatici” con ogni certezza non solo amate la qualità, ma siete persone che non solo amano bere bene, ma apprezzano il saperne di più sulle “bulles” che bevete. E quindi hanno una certa quale confidenza, magari non come me, che sono praticamente cresciuto con loro attorno e per 18 anni ho diretto una biblioteca civica, con i libri.

Ciò premesso, avendovi collocato nell’aurea categoria di quelli che alla carta stampata danno ancora il tu (diverso il rapporto, non fisico, che si ha con un E-book), voglio consigliarvi, perché ve lo leggiate voi, o perché ne facciate dono a chi volete (possibilmente non ad un astemio…), un libro simpatico, originale, interessante, scritto, spero lo conosciate, in inglese (quanti libri validi sul vino escono ogni anno in UK, Usa, in altri Paesi, scritti nella lingua di Shakespeare) da un wine writer di lunga esperienza, che non è di certo l’ultimo pirla che passa per strada.

L’autore, Jonathan Ray (ritratto qui sopra) é il drinks editor di una testa prestigiosa come The Spectator ed in precedenza ha avuto lo stesso incarico per GQ ed è stato per anni wine editor del Daily Telegraph. E’ autore di libri tradotti in una dozzina di lingue diverse, che hanno venduto quasi 300 mila copie, ed è stato columnist wine & food per Guardian, Decanter, New Statesman, Daily Mail e Mail on Sunday.

Il libro di Ray, Drink more fizz! che potete ordinare tranquillamente via Amazon (io ho avuto fortuna perché sono riuscito ad averne una versione nuova venduta come fosse usata) vuole essere una curiosa, non impegnativa, guida, assolutamente open mind, alla conoscenza degli sparkling wines di tutto il mondo. Sparkling suddivisi non per origine geografica, difatti troviamo disinvoltamente uno Champagne posto accanto ad uno sparkling del Nuovo Mondo o ad un English Sparkling wine, ma secondo un ordine deciso dalla testa dell’autore, cui piace evidentemente sparigliare le carte in tavola.

Lo diciamo subito: ogni selezione, fosse pure di un numero significativo come 100 bottiglie, è sempre inevitabilmente personale, discutibile, arbitraria e non stupitevi se in questa selezione di Ray non troverete celeberrime cuvée de Champagne che tutti amiamo e la scelta di “bollicine” inglesi è stata forse un po’ troppo generosa. Anche se un pizzico di patriottismo bollicinaro è comprensibile da parte di un inglese.

A dominare, ovviamente, sono gli Champagne, con 31 vini selezionati (diversi tra i miei prediletti come la Cuvée rare di Piper Heidsieck, Dom Pérignon P2, Charles Heidsieck Brut Réserve) ma accanto, a rendere molto più curiosa la lettura e a far venire un certo giramento di… bolle, visto che tanti vini intriganti sono rintracciabili, non difficilmente, se si risiede nel Regno Unito e a Londra in particolare, ma negli altri Paesi, Italia in primis, sono introvabili. Ed è un peccato, perché come il libro documenta e come ho potuto verificare quest’anno partecipando a due International sparkling wines event, quello del 24 aprile di Glass of bubbly (a proposito: nel 2018 è fissato per il 30 aprile) e quello dell’8 giugno di Decanter, il mondo degli sparkling wines è in costante movimento.

E se lo Champagne costituisce un universo a se stante, un mondo vastissimo fonte di continue meraviglie (come abbiamo avuto modo di toccare con mano nella mirabile due giorni di Modena Champagne Experience), il mondo non sta certo con le mani in mano ed il livello qualitativo, soprattutto dei metodo classico, prodotti nel Nuovo Mondo, ma anche nel vecchio, è in continua ascesa.

Non è casuale pertanto che Jonathan Ray nel suo libro selezioni sparkling australiani (ottimi quelli di House of Arras e Lindauer), della Nuova Zelanda (Akarua, quelli fantastici di No 1 Estate, il Pelorus di Cloudy Bay, che scoprii nel 1996 in Australia e feci degustare per la prima volta in Italia due anni dopo, durante un evento dell’Istituto Talento) Nova Scotia – Canada (Benjamin Bridge) dell’Area di Mendoza in Argentina, Cile, Sud Africa (Klein Costantia, Graham Beck), Brasile (Vale dos Vinhedos) e poi i californiani (Schramsberg, Domaine Carneros) che ho degustato senza entusiasmarmi particolarmente in settembre sempre a Londra. E poi, anche se la selezione poteva essere migliore, Cava, gli inglesi, e gli altri mousseux, Crémant e non, prodotti in terra francese.

Ognuno dei vini selezionati è oggetto di un’ampia scheda dove azienda e vino vengono ben raccontati.

E gli italiani? Le nostre “bollicine” sono 14: 6 Franciacorta, tre Prosecco, 1 Brachetto d’Acqui, 1 Moscato d’Asti, 1 Lambrusco, 1 Manzoni, 1 Grillo.

C’è da registrare, accanto all’ovvia presenza del Prosecco, Doc e Docg, una vasta rappresentanza di Franciacorta, tra cui, stranamente un démi-sec, e l’assenza, inspiegabile, almeno di qualche Trento Doc, che della rappresentanza italiana dovevano assolutamente far parte. Non è quella italiana fatta da Ray la migliore delle selezioni possibili, anzi, l’autore non ha selezionato, forse perché non li conosce, bolle strepitose come il Lambrusco di Sorbara di Cantina della Volta, il Nature del Monsupello in Oltrepò Pavese, bresciani migliori di alcuni scelti (due nomi su tutti: Cavalleri e Colline della Stella), un Alta Langa di Cocchi, ecc, ma tutto sommato diciamo che non ce la siamo cavata male e che l’eno panorama bollicinaro italico è, a parte il misterioso Moscato d’Asti scelto (un protetto di Luca Maroni) ben rappresentato.

Il libro, ben illustrato, simpatico da consultare, in formato pratico e maneggevole, very useful, come dicono in UK, vale sicuramente l’acquisto.

Ecco gli Italian Sparkling wines compresi in Drink more fizz!

Franciacorta Nectar Bellavista (démi-sec) 38 gr. Litro

Franciacorta Fratelli Berlucchi Casa delle Colonne Zero riserva 2008

Franciacorta Cuvée Anna Maria Clementi Brut riserva 2007

Franciacorta Brut Satèn Castello Bonomi

Franciacorta Brut Rosé 2012 Ferghettina

Franciacorta Brut Cabochon 2011

Prosecco Gold Bottega

Prosecco di Valdobbiadene Brut Crede2015 Bisol

Prosecco Doc Opere Serenissima Villa Sandi

Rosa Regale Brachetto d’Acqui Banfi 2015

Moscato d’Asti Fior di Loto 2015 Fratelli Ponte

Manzoni Rosa spumante Extra Dry 2015 Cà di Rajo

Cavicchioli Lambrusco Rosato Dolce

Il Grillo di Santa Tresa vino spumante biologico

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche

Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

Franco Ziliani blog http://www.francoziliani.blog/

 

Lascia un commento

Condividi

Lascia un commento

Connect with Facebook