Prosecco da aperitivo, Champagne da grandi occasioni e Franciacorta da Dolce vita?

Andrea Illy, Presidente Altagamma, si ricordi: un bel tacer non fu mai scritto…

A Milano abbiamo un classico modo di dire che testualmente recita “ofelèfa el to mestee”. Tradotto letteralmente sarebbe “pasticcere fai il tuo mestiere” ed è un antico detto che vuole invitare le persone a fare il proprio mestiere, ovvero ciò che compete loro e quello che conoscono. E quindi di non avventurarsi ad occuparsi di attività che non si conoscono e delle quali non si è assolutamente esperti.

Questo saggio motto meneghino mi è venuto in mente leggendo, con qualche ritardo, questo resoconto del Sole 24 ore relativo ad un convegno che si è tenuto nell’amena località di Erbusco per festeggiare i primi cinquant’anni di denominazione, 1967-2017, di una zona vinicola bresciana specializzata nella produzione di spumanti metodo classico.

Durante questo incontro celebrativo, nel corso del quale è stato comunicato che “la Regione Lombardia supporta con un provvedimento che ridurrà drasticamente il consumo di suolo nella Denominazione e tutelerà l’ambiente con norme specifiche”, mediante un “Piano territoriale d’area comprendente 22 comuni” che “prevede, tra le altre cose, che un Comune prima di cambiare destinazione d’uso ad un’area agricola debba prima utilizzare quelle industriali”, e che nel 2016 1,7 milioni di bottiglie di bollicine Docg bresciane sono state vendute all’estero, è intervenuto, così recitano le cronache, Andrea Illy.

Chi sia Illy lo dice chiaramente il cognome. Fratello di Riccardo, già Sindaco di Trieste ed ex Governatore della Regione Friuli Venezia Giulia, e oggi vice presidente di IllyCaffé nonché autore di questo recente acutissimo pensiero sulla situazione politica italiana “”L’Italia è paralizzata dalla paura di essere governata. Ha disperatamente bisogno di una guida, ma non appena sospetta che questa possa affermarsi, la delegittima. È come se non avesse rielaborato la sindrome del post-fascismo. Non riesce a fare il salto nella democrazia contemporanea”, Andrea Illy è Presidente dell’azienda familiare e dal 2013 Presidente della Fondazione Altagamma. Che per chi non lo sapesse è l’Associazione Italiana delle Industrie di Alta Gamma che “dal 1992 riunisce le imprese dell’alta industria culturale e creativa italiana, riconosciute come autentiche ambasciatrici dello stile italiano nel mondo”.

Le imprese Altagamma ”operano in molteplici settori tra cui spiccano moda, design, gioielleria, alimentare, ospitalità, velocità e wellness”.

Tra i nomi più famosi delle aziende associate (l’elenco lo potete leggere qui) cito Alessi, Alfa Romeo, Artemide, Aurora, Brioni, Brunello Cucinelli, Buccellati, Bulgari, Ducati, Ermenegildo Zegna, Ferrari, Gucci, Illy Caffè, Loro Piana, Maserati, Salvatore Ferragamo, Tod’s, Valentino, Versace. Non mancano celebri griffe vinicole come Biondi Santi, Masi Agricola, Cantine Ferrari, Livio Felluga, Masi Agricola, Mastrojanni (l’azienda produttrice di ottimo Brunello di Montalcino proprietà della famiglia Illy), Ornellaia e le produttrici di bollicine bresciane Bellavista e Cà del Bosco.

Intervenendo ad Erbusco come presidente Altamarca, Andrea Illy ha detto testualmente (fonte sempre l’articolo del Sole 24 ore sopra citato): “Non può essere il Prosecco a rappresentare la qualità, la tradizione, l’alto di gamma”. E fin qui, complimenti per l’ovvietà dell’osservazione, che poteva fare qualsiasi tondinaro o lattoniere bresà, e Premio Jacques de Chabanne, Monsieur de la Palice per la verità lapalissiana del biennio 2017-2018. Ci mancava solo che ci dicesse che l’acqua è bagnata, la palla rotonda e l’ora di 60 minuti e saremmo stati a posto…

Andrea Illy ha raggiunto il vertice con la sua analisi facendo seguire alla banalità sul Prosecco che “non può rappresentare la qualità, la tradizione, l’alto di gamma” un’altra affermazione di spettacolare “lucidità” e “competenza”. La seguente: “questo ruolo tocca al Franciacorta. I francesi sono più avanti nella finanza e nella distribuzione, ma a livello di prodotto abbiamo una marcia in più. La Franciacorta e il Franciacorta possono rappresentare la dolce vita italiana. Lasciamo pure al Prosecco l’aperitivo e allo Champagne le grandi occasioni”.

Dottor Illy (Andrea), “ofelèfa el to mestee”. Continui pure ad occuparsi di caffè e lasci che sia suo fratello Riccardo, che ne capisce e ne sa, a parlare di vino. Le “bollicine”, lo Champagne, sono una cosa complessa. E se il milanese non le fosse chiaro, le ricordo un altro proverbio, questa volta napoletano: “E’ ghiuta a fessa mano ‘e creature”. Oppure un’altra versione, un po’ più complessa: “A fessa è gghiuta ‘mmano a ‘e criature, ‘a carta ‘e musica ‘mmano a ‘e barbiere, ‘a lanterna ‘mmano a ‘ececate… Glielo traduco liberamente: non si possono lasciare “le cose serie in mano ad incompetenti”.

E se proprio devo esser chiaro fino in fondo, mi permetto ricordarle che “un bel tacer non fu mai scritto”…

Attenzione!:

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