Comunicato stampa o retorica a un tanto al chilo da far venire il diabete?

Da Bellavista la comunicazione è all’insegna del pomposo e ridondante

Policy (oggi me la tiro un po’) dei miei blog è evitare accuratamente di pubblicare i comunicati stampa, a meno che non siano interessanti per i lettori e siano redatti in corretto italiano. Quelli inutili e scritti in italiacano, che sono purtroppo la maggioranza, finiscono nel cestino e nello spam.

Per quel motivo ho dunque pubblicato, anche se lo reputo di scarsissimo interesse questo comunicato fiume, redatto in uno stile dove la retorica ad un tanto al chilo, la pomposa magniloquenza, l’ars celebrandi se ipsum si sposano ad un esercizio vacuo quanto può esserlo centrifugare l’aria e dilettarsi a svuotare il mare ?

In primis, per testimoniare come abbiano le idee chiare in fatto di comunicazione nell’azienda storica del presidente del Consorzio della zona spumantistica bresciana (che non ricordo mai come si chiama), l’azienda dalle “elegantissime” etichette arancioni, come ignorino bellamente, anzi, “bellavistamente” una norma elementare nel redigere comunicati destinati alla stampa: evitare la logorrea, essere concisi, e condensare i concetti che s’intendono comunicare in un testo semplice, onesto, chiaro.

Qui, invece, nell’azienda che dal 2004 “è a fianco del Teatro alla Scala sostenendo con la propria partnership l’incanto di un mondo coinvolgente, pieno di fascino e ricco di melodia infinita” ignorano queste norme da ABC, da abecedario della comunicazione, e alla stampa inviano via mail una “spataffiata” il cui stile, i cui contenuti, la cui asciuttezza ed efficacia comunicativa lascio ai lettori di Lemillebolleblog giudicare.

Una cosa a me appare chiara riprendendo una delle liriche espressioni contenute nel testo, ovvero questa “Attraverso i tasti di un piano immaginario e le forme di un violoncello, si riporta l’attenzione sul mondo della musica che per Bellavista è da sempre motivo di ispirazione e condivisione di un mondo che dà spazio al sentimento”.
Se l’azienda della zona spumantitica bresciana sita in Erbusco suona uno strumento, questo non è certo il violoncello, ma il trombone. Una sezione di tromboni. Di vecchi tromboni… Sfiatati…

“Bellavista presenta la nuova edizione del millesimo Brut dedicato alla Scala e alla sua prima d’opera del 7 dicembre…

È la selezione di vendemmia 2012 il vino dei brindisi che inaugurano la stagione teatrale 2017-18 del Teatro alla Scala.

Ispirato al melodramma “Andrea Chénier di Umberto Giordano”, il millesimo 2012 di Bellavista si presenta con una veste che rende omaggio al genio poetico che pervade tutta l’opera. “Poesia è libertà” le parole scelte da Bellavista per ricordare l’intensità di un autore che fu amato da Giuseppe Verdi e apprezzato da Gustav Malher.  

È un Franciacorta Bellavista dell’annata 2012 il brindisi della Prima d’Opera del Teatro alla Scala che il 7 di dicembre vede in scena la rappresentazione Andrea Chénier di Umberto Giordano. Culmine di un’annata insolita caratterizzata da un lungo e fresco periodo primaverile (neve sul Monte Alto sino al 10 di maggio), seguito da un altrettanto lungo e caldo periodo estivo (35 giorni ininterrotti di siccità), la vendemmia 2012, grazie a un raccolto celere (9 giorni) che ha saputo attendere la perfetta maturazione delle uve, si è manifestata con un’eccellente integrità organolettica e una splendida freschezza del frutto. Ne è risultato un Franciacorta intenso, luminoso e piacevolmente fresco.

Come da lunga tradizione, Bellavista ha dedicato  il millesimo di vendemmia brut al Teatro alla Scala affidando la creatività del packaging all’ispirazione della Prima d’Opera che riporta quest’anno all’attenzione del pubblico la figura di Andrea Chénier, poeta della Rivoluzione francese. Ultimo dei classici e primo dei romantici, Chénier ha fatto dei caffè parigini il luogo iconico capace di favorire la libera espressione delle idee generando nuove immagini del futuro.

A questi luoghi fisici, che vivono anche in virtù di un “ ottimo bicchiere di vino” o di una vista meritevole, è dedicato il “visual” scelto da Bellavista per abbigliare la speciale selezione di vendemmia dedicata alla Scala. I colori e le forme evocano infatti le vetrate del Caffè Procope, tuttora esistente a Parigi e con gli stessi decori del periodo rivoluzionario.  Attraverso i tasti di un piano immaginario e le forme di un violoncello, si riporta l’attenzione sul mondo della musica che per Bellavista è da sempre motivo di ispirazione e condivisione di un mondo che dà spazio al sentimento.

La frase “La poesia è libertà”, racchiusa nella bellissima forma di un piano, è sintesi di un solo, luminoso, messaggio: la creazione è un momento poetico che non può vivere imbrigliato o irrigidito in regole ripetitive. La creazione è  fondamentalmente libera e per librarsi ha bisogno di una componente poetica e di una spontaneità che genera futuro. “Dedicare un vino alla Scala è un onore, ma anche una grande responsabilità perché La Scala è il luogo dove tutto è perfetto. Lo diceva Maria Callas e lo può facilmente notare chiunque: all’interno di questo teatro tutto è fatto al meglio e si riconosce ovunque la qualità, l’attenzione ai dettagli e alle sfumature, la tradizione e la cultura che sottendono ogni scelta. Per questo motivo abbiamo scelto di dedicare a questo Teatro ogni Millesimo Brut di Bellavista, per noi l’irripetibile incontro tra lo stile aziendale e la migliore espressione della vendemmia”.

Con queste parole Francesca Moretti, amministratore delegato del gruppo Terra Moretti Vini, racconta l’impegno di Bellavista a fianco dell’Ente lirico universalmente riconosciuto quale massimo esponente della musica operistica. Dal 2004 l’azienda è a fianco del Teatro alla Scala sostenendo con la propria partnership l’incanto di un mondo coinvolgente, pieno di fascino e ricco di melodia infinita. “La Scala merita il sostegno e la considerazione di noi Italiani – prosegue Francesca Moretti – perché ad ogni stagione tiene vivo, modernizzandolo, uno dei prodotti più sofisticati dell’ingegno umano, il Melodramma italiano, ritenuto dai più importanti musicologi del mondo un vero e proprio Patrimonio dell’Umanità. Siamo onorati di avere un ruolo, pur piccolo e marginale, ma pur sempre gioioso e ispirato dalla natura, all’interno di questa grande storia ”.

Dal 2004, Bellavista è partner ufficiale del Teatro alla Scala e accompagna con i propri brindisi i momenti più emozionanti dell’attività artistica di questa prestigiosa istituzione. Ispirata da questa nobile arte, nasce una collezione limitata di vini dedicati alle “opere prime” del Teatro. Un omaggio alla tradizione italiana e al mondo della grande musica con il quale Bellavista condivide il piacere e la responsabilità di realizzare “opere uniche”  ponendo sempre in equilibrio “sapere e sentimento”, abilità tecnica e interpretazione.

PRIMA DELLA SCALA

In occasione dell’Inaugurazione della Stagione 2017/2018, nella tradizionale Cena di Gala – allestita come di consueto da Caffè Scala – che accoglie gli ospiti alla Società del Giardino, i piatti firmati per l’occasione dall’oste e cuoco Filippo La Mantia sanno accompagnati dai Franciacorta Bellavista. In particolare gli ospiti brinderanno con:

  • BellavistaFranciacorta Alma Gran Cuvée
  • Bellavista Franciacorta Brut Teatro alla ScalaVendemmia 2012 – Andrea Chénier
  • Bellavista Franciacorta Brut Teatro alla ScalaVendemmia 2012 – Andrea Chénier
  • Petra Igt Toscana AltoVendemmia 2014
  • Bellavista Franciacorta Nectar demisec
  • Bellavista ArzenteBrandy Italiano


Bellavista Brut 2012 

ANNATA E VENDEMMIA

L’annata 2012 ha risvolti emozionanti se osservata e interpretata con sguardo profondo. Il Monte Guglielmo, che sovrasta le colline moreniche della Franciacorta portando le fresche brezze del Prealpi, è rimasto innevato sino al 10 di maggio. Un fenomeno raro che ha generato una primavera fresca e piovosa, e ha soprattutto compensato l’estate calda, caratterizzata da scarse piogge e da un lungo periodo di siccità durato 35 giorni. Conseguenza diretta di questo periodo siccitoso è stata la riduzione della produttività. Nessuna conseguenza tuttavia dal punto di vista dell’apparato fogliare che si è sviluppato in maniera ottimale anche grazie al valore medio delle piogge che si è attastato sui 1200 mm/anno. Perfetta anche la maturazione delle uve che abbiamo raccolto nel loro massimo splendore grazie ad una vendemmia condotta con celerità, e senza soste, in soli 9 giorni. L’aver colto con efficienza il momento perfetto di vendemmia e, insieme a ciò, lo svolgimento di un’accurata selezione in pianta ha consentito di raccogliere un frutto di splendida freschezza e di eccellente integrità organolettica.

PROFILO SENSORIALE

PERLAGE |Finissimo, continuo e persistente con corona ben pronunciata ad evidenziare la sostanza della vendemmia.

ALLA VISTA | Giallo tenue, fortemente luminoso con abbondanti riflessi di gioventù.

ALL’OLFATTO | Intenso e ampio di fiori bianchi, frutta matura candita, accompagnata da note di nocciola e miele. Leggero e suadente di erbe mediterranee e agrumi.

ALLA BOCCA | Corrispondente al naso, avvolgente e cremoso. Ottimi lo spessore e il volume. La sua leggerezza è quasi sofficità. Eccellente la freschezza e la piacevolezza istintiva di frutta esotica e melograno.

UVAGGI 

Chardonnay 73%, Pinot nero 27%

Ufficio Stampa Terra Moretti ddl studio


Attenzione!:

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2 commenti

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2 commenti

  1. Mattia

    novembre 29, 2017 alle 8:19 am

    Buongiorno Franco, sono d’accordo con lei in tutto ciò che ha premesso, ho solo un dubbio:
    piuttosto che mettere in risalto la pomposità e la modestia delle arance con dentro del vino (perchè ormai il protagonista non è più il vino ma l’etichetta), non le pare di dare solamente ulteriore visibilità a questa azienda della zona spumantistica bresciana pubblicando il loro comunicato? Mi chiedo, non sarebbe addirittura meglio ignorare e lasciarli al destino che per me meritano, il lavandino o gli scaffali delle enoteche?
    Grazie per la sua cortese risposta.

    • redazione

      novembre 29, 2017 alle 12:52 pm

      Mattia, la sua obiezione non fa una grinza. E’ giustissima. Ma io credo che certi fenomeni paranormali, certi palloni gonfiati vadano smascherati e a costo di far loro pubblicità (indesiderata e gratuita) io pubblico.
      Ovviamente senza citare il nome, che non ricordo quasi mai, di quella ZONA SPUMANTISTICA BRESCIANA alla quale ho pure dedicato centinaia di articoli

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