Champagne Extra Brut Blanc de Noirs Sous les Roses di Yann Alexandre

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot noir, Pinot meunier
Fascia di prezzo: da 35 € a 50 €

Giudizio:
9


Che bella esperienza, entusiasmante, coinvolgente, anche se un po’ confusionaria, visto che in due giorni si sono contati fino a 3400 partecipanti, la prima edizione di Modena Champagne Expérience !

E come non dire bravi, bravissimi, a Lorenzo Righi e al Club Excellence, associazione che riunisce dodici tra i più grandi importatori e distributori italiani di vini d’eccellenza, tra cui Maison de Champagne, piccole e grandi, perdonando loro sbavature organizzative, forse una scelta della location non felice (che l’evento resti pure a Modena, ma urgono spazi più ampi), la scelta di un taglio che premia gli appassionati, accorsi massicciamente, anche da lontano (incontrate persone venute apposta dalla Puglia). E che penalizza operatori e addetti ai lavori, oltre che la stampa, che si sono trovati in condizioni non proprio ideali per poter dialogare con i vignerons presenti e degustare cum grano salis?

A Modena, in questa due giorni dedicata al vino più leggendario del mondo, quello che basta nominarlo e non c’è più nulla da aggiungere, tanto chiunque capisce, entra nell’alone del mito, si sente parte di una leggenda secolare, è stato faticoso ma bello passare dall’assaggio di cuvée de prestige di Maison celebrate universalmente e avere la conferma che alcune di loro meritano pienamente il successo che riscuotono, che c’è sostanza reale e non è solo abile rappresentazione, alla scoperta di Champagne di piccoli vignerons che hanno mostrato un’autenticità, una verità intrinseca, un’energia, incredibili.

Avvicinarsi alle cuvées di vignaioli di talento come Francis Boulard, Françoise Bedel, Gabriel-Pagin, Francis Orban, Novack, Gonet-Médeville, Mary Sessile, Marie Courtin, Fleury, Pierre Gerbais, Erick Schreiber, Pierre Legras, per citarne solo alcuni, è stato emozionante come ritrovare salde colonne qualitative e certezze in Maison come Deutz, Jacquesson, Pol Roger, Charles Heidsieck, Bolllinger, Pannier, Roederer, De Sousa, Agrapart, Gimonnet. O scoprire che da Palmer, maison di Reims che controlla 415 ettari, vengono fuori autentici gioielli come il Rosé Réserve, il Blanc de Noirs, l’Amazone, interamente composto da vins de réserve.

Una delle scoperte più intriganti è stata quella di un vigneron situato nell’area della Montagne de Reims, Yann Alexandre, cantina in quel di Courmas, la cui storia inizia nel 1999 quando dopo aver svolto studi di agronomia viticoltura ed enologia, in larga parte a Beaune, e un periodo di formazione in Champagne a Rilly la Montagne, nel Bordelais e in Svizzera, nel 1995 incontra Séverine, che sarebbe diventata sua moglie, la Signora gentilissima che ho incontrato a Modena, e si affianca a lui nella conduzione del domaine nel 2009.

Oggi la petite Maison conta su 6,5 ettari distribuiti su 9 comuni diversi per un totale di 30 parcelle, con un éncepagement che prevede a maggioranza, 60%, il Pinot Meunier, un 30% di Chardonnay e un 10% di Pinot noir. La produzione è intorno alle 25.000 bottiglie.

Il lavoro in vigna è rigorosamente all’insegna del rispetto dell’ambiente, con una certificazione, HVE di Haute Valeur Environnementale, con una ricerca del carattere specifico di ogni vigneto e l’obiettivo di ottenere uve mature e sane.

Anche la vinificazione è parcellare per esaltare il potenziale di ogni vigneto e di ogni vino e un assemblaggio svolto nell’ottica dell’equilibrio e dell’armonia.

Anche se la produzione è limitata, Yann e Séverine hanno suddiviso la loro produzione in tre linee. I classici, ovvero un Brut noir, caratterizzato da un 50% di Pinot Meunier, con 15% Pinot noir e 35% di Chardonnay, ovvero un Brut s.a. affinato per 5 anni, quindi Brut Nature Roche mère, 40% Pinot Meunier, 40% Chardonnay, 20% Pinot noir, un Brut senza annata affinato sei anni, e poi ancora un Grand reserve Brut Premier cru, con prevalenza, 40% ognuno di Pinot noir e Chardonnay, e un 20% di Pinot Meunier, ancora senza annata e affinato 7 anni, e infine un Brut noir version sucré, un démi-sec con cinque anni di invecchiamento.

Troviamo poi una linea di tre cuvées denominata Les Rares, comprendente un Blanc de Blanc millesimato 100% Chardonnay con parziale fermentazione in fusti di legno, poi un Brut Rosé che si chiama Blanches Terres Brut Rosé Premier Cru, un rosé d’assemblage con solo un 8% di Pinot noir, e un Extra Brut Premier Cru millésimé, con prevalenza, 50%, di Chardonnay, 40% di Pinot noir e un 10% di Pinot Meunier affinato in fusti di rovere.

L’ultima serie, denominata Les ephemères, riguarda Champagne poco più che virtuali. Il primo, Vinothèque, è un assemblaggio di 32 millesimati dal 1966 al 2009 a maggioranza Chardonnay, un terzo di Pinot Meunieur ed il resto Pinot noir, con una dose altissima, 75%, di vins de réserve e un dosaggio minimo.

Abbiamo poi, Terre de Clos, un Coteaux Champenois 100% Pinot Noir, dall’unica parcella denominata Marfaux, annata 2016. E infine, la cuvée che mi ha conquistato, e di cui voglio parlarvi, espressione di una sola parcella, a Courmas, poeticamente denominata Sous les roses, l’Extra Brut Blanc de Noirs dal nome omonimo, da uve della vendemmia 2012, per il 60% Pinot noir ed il 40% Pinot Meunier. Una produzione di solo 1000 bottiglie, una piccola parte delle quali è stata selezionata ed è distribuita in Italia da una coppia di esperti, Livia Riva, ovvero La Dame du Vin, e Mister A.I.S. Piemonte, ovvero il torinese Fabio Gallo, che hanno dato vita alla piccola società Atelier vini e cultura, che vanta una selezione di Champagne di piccoli récoltants davvero intrigante.

Di Yann Alexandre loro distribuiscono il Roche Mère, il Blancs de Blancs 2009 e appunto questo Extra Brut Sous les Roses, mentre Mille bulles di Gabriele Bressan distribuisce altre cuvées.

A me questo Extra Brut Blanc de Noirs Sous les Roses che ho degustato come primo Champagne di una lunga serie a Modena e poi ho avuto modo (grazie Livia!) di assaggiare/bere compiutamente e attentamente a casa, è piaciuto senza esitazioni, perché corrisponde in pieno alla mia stilistica, che predilige vini dove le uve rosse prevalgono sulle bianche, dove il Pinot Meunier è ben presente e con un dosaggio veramente ridotto al minimo.

Un gran bello Champagne già dal colore, paglierino oro luminoso, con un perlage finissimo, microscopico, vivace, stuzzica subito e conquista l’attenzione grazie ad un bouquet delicatissimo, con una ricca tavolozza di nuance aromatiche che richiamano nocciola, mandorla, agrumi, fiori bianchi, miele d’acacia, ananas e un’atmosfera da pasticceria dove spiccano il torrone e la crema. Il tutto, mentre ad impreziosire il tutto, a renderlo pluridimensionale, emerge una nota tra il salmastro e l’ostricoso, minerale e pietrosa.

Ancora migliore al gusto, croccante e tutto “farfalline” solleticanti sul palato, incisivo, teso, nervoso, verticale, con un’acidità che spinge energica, assicurando una persistenza profonda, una freschezza pura, una tensione che non ha mai cali di tensione e innerva il sorso sino ad un retrogusto che richiama ancora la mandorla e, sorprendentemente, la liquirizia.

Uno Champagne, bevuto in tandem con la prima uscita di un Dosaggio Zero 2010 di una nota casa trentina (indovinate quale, il racconto la semaine prochaine…), che ha pienamente convinto la “commissione d’assaggio” di Lemillebolleblog.

Se riuscirete a procurarvene qualche buta (in enoteca viene intorno ai 45 euro) vedrete che mi direte grazie…

Champagne Yann Alexandre
3 rue St Vincent 51390 COURMAS
Sito Internet https://www.champagneyannalexandre.fr/
e-mail champagneyannalexandre@orange.fr   
telefono + 33(0) 6 81 03 81 79

Attenzione!:

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