Geniale mossa della Doc Prosecco: richiesta approvazione tipologia Brut Nature

E per la zona spumantistica bresciana prospettive ancora più buie in UK

Non amo il prodotto finale, salvo qualche rara eccezione, ma per il mondo Prosecco, poiché, come direbbe il mitico Mourinho, non sono un pirla, per le sue capacità di marketing, comunicative, promozionali, ha grande attenzione e la massima considerazione.

Ne ho ancora di più, dopo aver letto, sulla rivista specializzata inglese Harpers, di cui anni fa sono stato collaboratore con un column mensile sul vino italiano redatta in tandem con il mio maestro Nicolas Belfrage MW, (nella foto qui sotto) una news che fotografa perfettamente una mia previsione, ho diversi testimoni che possono confermarla e non sono solito raccontare balle, fatta diversi mesi fa.

Previsione nata dopo aver partecipato al Glass of bubbly sparkling wine tasting a Londra e aver assaggiato, guarda te, in UK e non in Italy, una serie di Prosecco, primo su tutti il Vigna Monti di Loredan Gasparini, Asolo Prosecco Superiore, a base di Glera 100%, prodotto in versione metodo classico con permanenza di circa 1 anno sui lieviti, un “Prosecco con pochissimi zuccheri (0.15 grammi/litro) che permette davvero di godere a pieno della ricchezza minerale del nostro territorio dell’Asolo DOCG”.

E poi, nel corso dell’anno, fino alla recente celebrazione del Typos, spumante integrale sui lieviti di Amistani & Ricci, la convinzione che se i prosecchisti avessero puntato anche sulla tipologia Extra Brut o Nature avrebbero fatto bingo, intercettato anche il gusto di chi essendo abituare a bere metodo classico, il gusto dolcino, morbidone della maggior parte dei Prosecco, Doc o Docg, non lo regge.

Cosa ci racconta l’articolo, puntuale, di Harpers, che potete leggere qui? Poiché i lettori dei miei blog, tranne qualche emerito imbecille che lo legge per controllare cosa scrive quello “str…o” di Ziliani, o per venire a provocare con qualche commento idiota proprio come lui, sono persone colte e intelligenti che conoscono le lingue, non sto a tradurvi dall’inglese l’incipit:

“The Prosecco DOC Consortium has revealed it is hoping to get approval for the use of a new Prosecco description – Brutnature, on labels in 2018.

Brutnature, which is currently awaiting approval from the Italian Agricultural Ministry, will be applicable to Prosecco containing 3g of sugar per litre. Prosecco with this sugar level currently sits within Brut, which covers from 0g to 12g sugar per litre.

With Prosecco containing 3g of sugar per litre already produced across the Italian region famous for its sparkling wine, making it an official type of Prosecco specified on labels would help grow sales by clarifying different levels of dryness in the popular fizz, said the Consortium”.

Il Consorzio Prosecco Doc, in pillole, ha chiesto al Ministero delle Politiche Agricole, dove non siede più il “propagandista del Prosecco” Zaia, ma un ministro, purtroppo molto filo renziano, di indiscutibili capacità e intelligenza come Maurizio Martina, l’autorizzazione ad utilizzare una nuova tipologia, Brutnature, con un dosaggio di zuccheri di 3 grammi litro.

Che dire, se non che con questa abile mossa di marketing il mondo del Prosecco, di fatto porrà fine alle velleitarie illusioni di una presuntuosa zona spumantistica lombarda, o meglio bresciana, espresse non da un pirla qualsiasi, ma dal vicepresidente del Consorzio, di sfondare nel Regno Unito, avendo nientemeno che il Prosecco come apripista.

Occhio spumantisti bresciani, perché i prosecchisti se non state accorti più che “pawed the way” alle vostre bollicine, vi porteranno via il piccolo spazio di mercato che nonostante robusti investimenti siete riusciti sinora a ritagliare, per poche aziende, con il contributo finanziario di tutti i membri del Consorzio, nella terra dove di Champagne si vendono ancora come qualcosa come oltre trenta milioni di bottiglie. Altro che le vostre bubbles bricioline!

Attenzione!:

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1 commento

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Un commento

  1. antonio tomassini

    novembre 20, 2017 alle 4:09 pm

    Si’ la mossa e’ geniale sebbene sono molto dubbioso sulla capacita’ del consumatore UK di discernere tra un metodo classico ed un metodo Martinotti. Per il prosecco il loro metro di giudizio, e penso non solo il loro, e’: meno costa piu’ ne compro e meglio mi ubriaco. Un altra da mossa da tenere in considerazione e’ quella dell’apertura del primo Prosecco Bar a Tower Bridge https://www.lonelyplanet.com/news/2017/11/14/prosecco-bar-london/
    dove in cantina avranno etichette di un certo calibro, vedremo come andra’ a finire. L’educazione sensoriale del consumatore medio e’ in generale dura e richiede tempo, in particolare, parlando del consumatore UK, puo’ risultare in un fiasco….!!!

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