Martin Foradori compra Maso Michei e non sa se produrrà il mitico 823?

Confuso il produttore altoatesino o pavidi i cronisti che ne narrano i progetti?

Credetemi, mi secca un po’ trovarmi costretto a fare le bucce, come un grillo parlante, come un sempiterno rompicoglioni, al prossimo, ma o sono strano io (cosa possibilissima) oppure nel mondo del vino italiano regna una gran confusione. Mentale soprattutto.

Episodi, vicende, protagonisti, “eventi” o pseudo tali che presentano contraddizioni talmente evidenti che mi pare strano sia solo io a notarle.

Prendiamo l’ultimo esempio. Un produttore vinicolo altoatesino blasonato e di lunga esperienza (suo padre Paolo, di cui mi onoro di essere stato amico, è stato uno dei protagonisti del rinascimento del vino vino altoatesino dagli anni Ottanta in poi) come Martin Foradori, leggi Cantina Hofstätter di Termeno ha recentemente concluso l’acquisto di uno dei posti più belli che abbia visitato in terra trentina. Parlo del Maso Michei per anni regno di Giuseppe Tognotti, uno degli autentici eroi della viticoltura di montagna in Trentino, produttore non solo di un grandissimo Pinot nero, di ottimi Gewürztraminer e Müller Thurgau, questi anche in bottiglie da litro e con tappo a vite (Giuseppe è un rivoluzionario, oltre che un poeta e sognatore), ma di quello che non sono stato il solo a definire se non il migliore uno dei tre migliori e più puri Trento Doc di tutta la denominazione.

E’ chiaro a chiunque che in questa enclave, con vigneti posti laddove osano le aquile, a 800 e più metri, ci sono condizioni uniche e spettacolari, un terroir magnifico, una special heimat, per dirla alla tedesca, per ottenere une Pinot nero fantastico non solo da vinificare in rosso, ma per produrre, l’esperienza e la storia lo insegnano, bollicine metodo classico, con o senza l’ausilio dello Chardonnay, di livello assoluto.

Ovvio pensare che Herr Foradori pensasse di proseguire, magari con maggiore efficacia commerciale del poeta e sognatore Tognotti, sulla falsariga dell’impostazione produttiva di Maso Michei, affiancando ai vini fermi le bollicine metodo classico. Non abbiamo forse letto sull’Adige e sull’ottimo blog del valente collega e amico Tiziano Bianchi, Territorio che resiste, che Donne e uomini del vino altoatesini stanno facendo shopping in terra trentina pensando di produrre soprattutto bollicine?

Invece, secondo due articoli dedicati alla vicenda dell’acquisto foradoriano di Maso Michei, il primo, leggete qui, a firma dell’ineffabile “esperto” del Corriere della Sera, Luciano, “amico di Vespa” Ferraro, quello che fa “libera informazione” aliena da condizionamenti pubblicitari e se c’è da difendere il Prosecco Doc, corre rapidissimo in pole position più veloce di Hamilton e di Vettel, e il secondo, a firma di un tale che scrive sul Sole 24ore, uno che il cognome di un noto olio da supermercato, il futuro del grande metodo classico denominato 823 è nella mente degli Dei. O meglio, di Martin Foradori.

Ferraro testualmente scrive che Foradori ha osservato: “non so ancora cosa faremo dell’823. Mio padre mi ha insegnato che una cosa è occuparsi di vini fermi, un’altra di spumanti” e l’olivicolo che scrive osserva invece che “Martin è ancora incerto relativamente alla produzione di “823” o di altri spumanti, ma credo di non sbagliare dicendo che è solo una questione di tempo, e poi anche lui si cimenterà nel fantastico mondo del Metodo Classico”

I casi qui sono due: o il patron di Hofstätter è un po’ in confusione, come un allenatore che acquistasse Cristiano Ronaldo e gli chiedesse di fare il portiere o il terzino alla Burgnich, oppure il duo di giornalisti non sa fare il proprio mestiere. Perché nemmeno un attacco violento di timidezza avrebbe impedito, a meno di non prostrarsi davanti al potere di turno e dargli ragione a prescindere, di chiedere: “ma come, acquista una tenuta dove si produce uno dei migliori metodo classico italiani e non è sicuro se produrrà ancora l’823?”. E ancora, “ma le è mai capitato di assaggiare una bottiglia di 823? Ha presente che razza di straordinario metodo classico sia?”.

Invece silenzio, “Piccolo spazio pubblicità”…  E questo hanno la faccia di tolla di chiarmarlo ancora “giornalismo”?

Attenzione!:

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12 commenti

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12 commenti

  1. Hans

    novembre 19, 2017 alle 2:37 pm

    signor Ziliani, lei é molto presuntuoso. Come potere pensare di essere più intelligente di Herr Foradori e sapere cosa deve fare a Maso Michei? l’azienda é sua ed è libero di fare quello che vuole senza chiedere permesso a lei

    • redazione

      novembre 19, 2017 alle 2:46 pm

      Hans, bitte, non si arrabbi! Non penso di essere più intelligente di Foradori, ha solo espresso perplessità per l’eventuale rinuncia del patron di Hofstätter a produrre metodo classico in quel posto tanto vocato

  2. Roberto

    novembre 19, 2017 alle 2:39 pm

    una domanda: che preparazione, quali studi ha fatto lei, la Bocconi, qualche Master negli States? per pretendere di insegnare a Martin Foradori quello che deve fare di una tenuta che ha comprato lui e non lei?
    Si compri un vigneto e faccia quello che vuole e non venga ad insegnare un mestiere che non conosce!

    • redazione

      novembre 19, 2017 alle 2:48 pm

      non penso in nessun modo di mettermi a fare vino e rispetto la fatica di chi lo produce. Penso però di avere un minimo di esperienza e di libertà per poter criticare, a ragion veduta, l’eventuale rinuncia di Martin Foradori a produrre metodo classico dalle uve, fantastiche, di quel posto magico. E questo, ovviamente, senza prima chiedere il permesso a nessuno, anche a Lei

  3. Patrizia

    novembre 19, 2017 alle 2:41 pm

    Franco, hai ragione, sarebbe opportuno continuare a produrre metodo classico a Maso Michei. Magari chiamandoli con un altro nome perché credo che 823 appartenga ad un precedente socio di Tognotti.
    Ma se Foradori dovesse decidere, e spero di no, di non produrre metodo classico, l’azienda é sua ed é libero di farlo. Tu sei libero di criticare le sue scelte, ma lui libero di farle, non credi?

    • redazione

      novembre 19, 2017 alle 2:54 pm

      ha ragione Patrizia, ad ognuno il suo. A lui compiere le scelte da imprenditore che immagino abbia investito qualche soldo in questa operazione, a me il compito di vedere, farmi un’idea ed esprimerla. Ed eventualmente criticare le scelte fatte da Foradori. Cosa che i due “valenti” colleghi si sono ben sognati di fare. Loro sono cronisti e danno le notizie senza prendere posizione. Io le prendo

  4. Piero Filippo Luciani

    novembre 19, 2017 alle 5:50 pm

    La proprietà di Maso Michei era di Giuseppe Tognotti o di Albino Armani? O di tutti e due? Perché nel TrentoDoc 823 ho sempre letto una specie di dualismo: veniva commercializzato sia dal Tognotti che dall’Armani.

  5. Simone

    novembre 19, 2017 alle 5:58 pm

    Si deduce dai commenti che in Italia,ormai, fa scalpore un GIORNALISTA che esprime una sua posizione…ormai assuefatti a lecchini di professione.
    Rob de mat

  6. Levy C.

    novembre 19, 2017 alle 9:17 pm

    Ha perfettamente ragione Lei Sig. Ziliani. Si esprima sempre per i suoi lettori. Grazie del lavoro interessante.

  7. Martin Foradori

    novembre 20, 2017 alle 3:38 pm

    Caro Franco, grazie del tuo articolo
    A riguardo del Maso Michei, mi auguro di avere modo di parlartene personalmente nel prossimo futuro.
    Cordiali saluti, Martin Foradori

    • redazione

      novembre 20, 2017 alle 5:02 pm

      Danke Martin: also sprach Foradori…

  8. Giancarlob

    novembre 20, 2017 alle 6:09 pm

    Fa piacere che Martin Fordaori abbia colto lo spirito dello scritto di Franco aldilà dei termini ruvidi con cui l’ ha espresso: ma d’ altra parte è proprio per questo che lo aprezziamo !

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