Simposio spumanti a Bari: cui prodest? Solo a chi lo organizza…

Lettera aperta a Letrari e Monsupello

Impressioni e rapidi appunti di un sabato pomeriggio di ritorno da due splendide giornate trascorse in Abruzzo.

Leggo di questa iniziativa, presentata in maniera sobria e assolutamente non ridondante, ovvero “undici vini e aziende di altissimo livello, sono una tappa d’obbligo per farvi un’idea complessiva sullo Spumante Italiano” e scorrendo l’elenco di partecipanti al masterclass (che magari si scrive tutto attaccato), paroletta magica che viene ormai usata anche per la Sagra della Gassosa e il Festival del Prosechin, e, come diceva il buon Lubrano, la domanda nasce spontanea.

Perché mai i miei amici Letrari e i Boatti & Bertelegni di Monsupello accettano di partecipare, di mettere la loro faccia ed il loro nome, ad iniziative simili dove non si fa certo cultura del metodo classico, ma ci si limita a legittimare l’approccio alla spumantistica metodo classico di soggetti e zone che alle “bollicine” si avvicinano solo perché oggi sono “trendy” e “di moda”?

Aziende che magari meritano rispetto per la loro produzione di vini fermi, per il loro passato, per quello che hanno rappresentato nella storia di qualche denominazione, ma hanno una storia recentissima, con vocazione delle uve utilizzate alla spumantizzazione tutta da dimostrare, nella produzione di vini prodotti con la tecnica della rifermentazione in bottiglia?

Perché un’azienda simbolo del metodo classico di qualità dell’Oltrepò Pavese come Monsupello, un grande protagonista di primario valore del Trento Doc come Letrari e non parlo di Ferrari, che ha logiche commerciali del tutto diverse, e il cui Giulio Ferrari non si discute, scelgono di proporre un loro metodo classico insieme ad esponenti di un Sud che sulla spumantistica è ancora all’apprendistato, all’alfabeto, alle aste?

E come mai gli organizzatori, così intelligenti nello scegliere produttori di metodo classico di assoluto valore nelle loro zone come i tre citati, sono meno rigorosi nello scegliere le aziende pugliesi? Perché Leone De Castris e Rubino e non l’insuperata e primissima artefice di metodo classico pugliesi impeccabili come D’Araprì? Perché in Abruzzo il gigante Citra e non Marramiero, di cui proprio ieri ho bevuto un 36 mesi da applausi?

Cos’è allora questo “Simposio spumanti” (che mette assieme, non in questa degustazione per fortuna) metodo classico e Charmat / Martinotti, un’iniziativa che vuole fare cultura del vino o altro?

Possibile che aziende condotte da persone intelligenti come Lucia Letrari, come Pierangelo e Laura Boatti e Marco Bertelegni non percepiscano che partecipando a questi “volemmose bbene delle bollicine”, a queste Sagre di un qualcosa di indistinto come lo “spumante”, non capiscano che così facendo vanificano la forza di comunicazione di denominazioni e territori che una storia e una vocazione spumantistica l’hanno, dalla fine dell’Ottocento, e non devono inventarsela? L’hanno capito benissimo quelli della zona spumantistica bresciana, che questi polpettoni non li accettano, potrebbero capirlo anche loro, no?

Lasciate, amici Letrari e Boatti, che il dipendente di un’azienda di pompe funebri (guardate la locandina del suo evento tutta nero e viola come un paramento da morto), il sorridente Davide G., s’inventi le proprie iniziative, spacciandole per mirabolanti, ma voi, produttori seri, abbiate il rispetto di voi stessi e l’orgoglio di dire, no, grazie!

p.s.

Di seguito elenco dei vini e dei produttori e il testo, che solo un abile venditore da mercato, un imbanditore da sagra di paese come D.G., poteva scrivere…

Gli undici vini della degustazione Master Class

Una degustazione con undici vini e aziende di altissimo livello, sono una tappa d’obbligo per farvi un’idea complessiva sullo Spumante Italiano, condotti dagli stessi produttori, che con passione e impegno hanno raggiunto obiettivi così importanti. Approfitta della Prevendita dei biglietti d’ingresso per essere presente ad uno dei più importanti appuntamenti della Spumantistica Italiana, e non solo.

ore 17,30 – Master Class di 11 Vini Spumanti Selezionati alla presenza dei relativi produttori (solo su invito o acquisto del biglietto on-line)

– Argiolas – Tagliamare Spumante Brut (Sardegna)
– Cantele Vini – Rohesia Brut Metodo Classico 2012 (Puglia)
– Tenute Rubino – Sumarè 36 Mesi Brut 2012 (Puglia)
– Leone de Castris – Five Roses Anniversario Metodo Classico 2010 (Puglia)
– Fontanavecchia – Principe Lotaro (Campania)
– Codice Citra – Hortari Metodo Classico 2015 (Abruzzo)
– Jasci & Marchesani – Autentico 2012 (Abruzzo)
– Monsupello – Pinot Nero Pas Dosè Nature (Lombardia)
– Letrari – Brut Riserva Trentodoc Letrari (Trentino Alto Adige)
– Ferrari – Trento Extra Brut Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2005 (Trentino Alto Adige)
– Movia – Puro (Slovenia)

Attenzione!:

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6 commenti

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6 commenti

  1. Vito

    novembre 19, 2017 alle 2:42 pm

    nessun commento al suo articolo contro il Simposio degli spumanti. Non le viene il dubbio che a pensarla come lei sia solo lei e che nessuno la pensi come lei?
    Ci pensi!

    • redazione

      novembre 19, 2017 alle 2:51 pm

      Vito, innanzitutto grazie per la civiltà della sua osservazione.
      Quello che dice ci sta, può essere vero, ma questo non cambia di una virgola il mio punto di vista. Io la penso così, non pretendo che tutti la pensino come me..

  2. Pasquale

    novembre 19, 2017 alle 2:44 pm

    E adesso che hai scassato la minchia e hai criticato, in maniera volgare, Gangi, sei più contento? Cosa ci hai guadagnato a criticare chi é più bravo di te?
    Organizza te qualcosa, poi vediamo!

    • redazione

      novembre 19, 2017 alle 2:50 pm

      caro Pasquale, “scassare la minchia” come dice lei, osservare ed eventualmente criticare fa parte del mio lavoro di giornalista indipendente. Altri fanno cose diverse, organizzano eventi, fanno pubbliche relazioni per famose aziende decadute, si danno da fare per non disturbare il padrone del vapore. Io osservo, valuto, giudico, scrivo. Ed il fatto che uno come lei mi legga dimostra che scrivo cose che non scorrono come acqua sul vetro

  3. Matteo Cabras

    novembre 22, 2017 alle 9:49 am

    Gentile Ziliani,
    non sono legato al mondo del vino da interessi lavorativi, ma sono solo un amatore che studia e si documenta per piacere personale.
    Non pensa che iniziative come queste possano servire a individui come me per aumentare il loro bagaglio culturale?
    Non pensa che per un azienda partecipare a iniziative di questo tipo possa essere un investimento a lungo termine, poichè in futuro si ritroveranno più persone preparate e in grado di distinguere la differenza tra un Monsupello e un martinotti veneto da 3,5€?
    Vivo in Sardegna, dove purtroppo le iniziative di questo tipo non sono numerosissime, ma mi accorgo che ogni volta che si partecipa a seminari,masterclass,etc , aumenta il numero degli appassionati e delle persone che consumano con consapevolezza quel grande concentrato di cultura che è il vino.

    • redazione

      novembre 22, 2017 alle 10:14 am

      il suo ragionamento, Matteo, é impeccabile, ma quanto ho scritto non era relativo agli appassionati, ma ad aziende simbolo di ben determinate denominazioni metodo classico che accettano, partecipando ad un “Simposio spumanti” (quanta prosopopea, tipica del bidello o addetto alle pompe funebri che la organizza) dove si mettono sullo stesso piano vini e denominazioni profondamente diverse. Questo non é fare informazione e cultura del vino. Ma aspettarsi che le facciano uno come Gggggggggangi, é pia illusione

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