Oggi le comiche: all’Esselunga la (brutta) copia supera il prezzo del modello!

Credo che la foto che riporto qui sopra scattata sabato all’ipermercato Esselunga di Stezzano (BG) ospitato presso il centro commerciale Due Torri, sia eloquente più di tante parole. La bottiglia nata come palese copia, con volgare etichetta arancione, del Prestig-ioso e presuntuoso modello, prodotto nello stesso comune della stessa identica zona spumantistica bresciana che non ricordo mai come si chiami, é riuscita a superare, nel prezzo, il modello di riferimento. 28, 88 euro l’imitazione, 28,40 euro l’originale.
Io rispetto i gusti di ognuno, c’é a chi piace il Prosecco, e chi invece, come me, quando deve bere bollicine fa come me ieri sera e stappa Champagne (magari mangiando pane e cipolla per una settimana per risparmiare e permettersi la buta, ne vale la pena….) ma, mi chiedo: dovendo spendere circa 30 euro, non sarebbe molto più sensato impiegarli per bere meglio? Magari per questo Cava, di cui scriverò in settimana, che costa 13 euro on line, meno della metà di ognuna delle due sopravvalutate bute di bollicine…

Nella stessa identica zona spumantistica posta tra il Lago d’Iseo e il Monte Orfano, ci sono Franciacorta Docg, per questi sì che utilizzo il nome, che sono cento volte meglio, e le producono vignaioli seri e aziende agricole perbene che si chiamano Cavalleri, Colline della Stella, Camossi, Gatti, Barboglio de’ Gaioncelli, Faccoli, San Cristoforo, Le Quattro Terre, Facchetti, Rizzini,  Vezzoli, Derbusco Cives (ho scritto solo le prime che mi sono venute in mente e mi scuso per altri che notoriamente stimo) ma perché mai la gente si ostina a scegliere quelle due bottiglie ritratte qui sopra?
E’ solo per l’indubbia potenza del brand delle due case spumantistiche di Erbusco che le producono, per la loro forza commerciale che consente loro di essere un po’ ovunque (sono peggio della gramigna) perché dire di averle bevute o farsi vedere ordinarle o servirle a casa, fa “figo” in certi ambienti un po’ provinciali, o non sarà invece che il loro gusto intercetta perfettamente quello di chi di “bollicine” capisce poco, di chi ha un gusto elementare e mediocre e che arriva al metodo classico direttamente dalle bibite gassate di qualche multinazionale o via Prosecco?
Meditate gente, meditate. Dimmi cosa scegli e bevi, e ti dirò chi sei…

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche

Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

e il Franco Ziliani blog http://www.francoziliani.blog/

42 commenti

Condividi

42 commenti

  1. Marcello

    settembre 26, 2017 alle 12:18 am

    ma si può sapere cosa le hanno fatto le due più grandi, Guido Berlucchi a parte, aziende franciacortine?
    Qualcuno di loro le ha fregato, a turno, una morosa un po’ di larghe vedute?

  2. Oreste Lini

    settembre 26, 2017 alle 11:08 am

    Prezzi folli per due spumantini che non valgono il peggior prosecco.
    Giusto che un giornalista ne parli…
    qualche coscienza si risveglierà.
    Imbarazzante pure il millesimo 2010 dell’aranciato che ho dovuto subire come regalo in cartone da 6.
    Altro che 30€ …

  3. Stefano

    settembre 26, 2017 alle 7:03 pm

    caro Ziliani, mi spiace contraddirla, ma già la bottiglia a sinistra della foto è una copia di un originale ben più blasonato e di ben più alto livello. Trattasi dunque di copia di copia (o copia al quadrato), anche se non sono così sicuro che Bellavista con i suoi colori sgargianti della nuova linea si sia ispirata alla concorrente diretta. Piuttosto, ha notato come anche alcuni prosecco hanno cominciato ad avvolgere nella carta arancione le bottiglie?

    • redazione

      settembre 26, 2017 alle 7:55 pm

      ho notato questa deriva prendingiro in cartina arancione anche tra i proseccari.
      Comunque, va registrato un certo delirio anche tra chi cerca di vendere queste bollicine.
      Oggi avvistata nella vetrina di un’enoteca a Bergamo una bottiglietta da 0,375 della cuvée arancione franciacortista spacciata, pardon, posta in vendita a 19,50 euro.
      Allucinato l’enotecaro che propone un prezzo simile, ma più fulminato ancora chi li spende…
      Potenza del brand!

  4. Diego

    settembre 28, 2017 alle 8:28 am

    Già uno che scrive “mangio pane e cipolla per bermi lo champagnino nel week end” si nota subito quanto ne capisce di vino ! (Per niente)

    • redazione

      settembre 29, 2017 alle 3:48 am

      Lei dice? Vede, io cerco di rivolgermi
      a lettori intélligenti che sappiano apprezzare elementi fondamentali nello scrivere come il farsi capire e colgano ironia e sense of humour.
      Nel suo caso capisco di rivolgermi a tutt’altro genere di lettore cui non ho nulla da dire e che mi è estraneo. Parlo del fesso in palese malafede.

  5. Nicola

    settembre 29, 2017 alle 6:39 am

    Hai perfettamente ragione emerito Ziliani.
    Ricorda però che questi due brand sia in termine di penetrazione di mercato sia di posizionamento di prezzo trascinano tutti gli altri.
    Avercene di cdb e b che tirano il carro.
    Arrivederci

    • redazione

      settembre 29, 2017 alle 4:06 pm

      Avercene di Franciacorta buoni e veri, non questi specchietti per eno-allocchi un po’snob!

  6. Vincenzo Caracciolo Battilocchi

    settembre 29, 2017 alle 11:17 am

    Certamente nonostante l’esselunga abbia una vasta scelta di vini è normale che nel mezzo ci sia di tutto sono d’accordo con la sue valutazioni e non so se corrisponde a verità mi è stato detto da un produttore spagnolo di Cava che gli inglesi stanno per immettere sul mercato un prosecco di loro produzione con un operazione di marketing che c’è il rischio concreto di ritrovarcelo su qualche nostra tavola che dire…

  7. SIMONE CASTELLI

    ottobre 3, 2017 alle 11:56 am

    Aiutooo…deproseccatemi !

  8. Simone

    ottobre 3, 2017 alle 12:12 pm

    Ziliani, sono un ex “ultrà” del vino rosso ad ogni costo perchè bianco, gas o meno , è robetta. Ho girato Piemonte,Toscana,Alto Adige e Umbria degustando da appassionato (non esperto) magnifici rossi quali Sagrantino, Barbera D’Asti, Barolo fino a Ghemme e Gattinara…Poi Chianti Brunelli e Lagrein.
    Strappato dalla mia R.Emilia, dove assicuro alcuni Lambrusco meritano quantomeno il centrotavola , atterro in Veneto per lavoro e spinto da colleghi e nuovi amici varco la strada del bianco.Prosecco, prosecco solo prosecco…pare non ci sia altro…ok avevo ragione…il bianco è deprimente. Vado oltre, studio, intanto capisco che le bolle non sono gas ( qui si ! ) ma possono essere molto di piu’. Quanto darei per un weekend , non romantico per carità, insieme a lei per soddisfare la mia nuova BIANCA curiosità.

    • redazione

      ottobre 4, 2017 alle 11:59 am

      caro Simone, lei é molto simpatico, ancora di più perché mi pare chiaro che anche a lei, come a me, ma io sono un vecchio reazionario di destra, continuano a piacere le donne.
      Parliamone e se non vive lontano da Bergamo dove vivo io si può combinare qualche visita insieme. Nella zona spumantistica bresciana che non nomino ci sono cantine di piccoli produttori che meritano, in Trentino e in Oltrepò Pavese (senza dimenticare l’Alta Langa) ce ne sono forse di più interessanti in questo momento…

  9. Simone

    ottobre 4, 2017 alle 12:11 pm

    Sarebbe sinceramente un onore alzare un calice con Lei e se davvero mi vorrà dare questa possibilità sarei curioso di andare in Oltrepò. Sappia però che la mia curiosità è pari solo alla mia passione, pertanto superato l’iniziale imbarazzo sarei un fiume in piena di domande…spero accada, sarebbe cosa da ricordare per me!

    • redazione

      ottobre 4, 2017 alle 11:13 pm

      Domani le scrivo e combiniamo. Sarà un grande piacere e una bella occasione soprattutto per me. Da lettori e consumatori io non finisco mai di imparare. E poi di lettori me ne sono rimasti così pochi che non posso perderne nemmeno uno..

      • Simone

        ottobre 5, 2017 alle 10:40 am

        Attendo e intanto studio…

  10. massimo concari

    ottobre 4, 2017 alle 3:32 pm

    Produttori di Alta langa che mi consiglia ?
    Per quanto riguarda la “zona spumantistica bresciana” che ne pensa di Antica Fratta ?

    • redazione

      ottobre 4, 2017 alle 11:13 pm

      Alta Langa numero uno, di riferimento, Giulio Cocchi. Poi Bera
      Quanto all’azienda bresciana che cita, buona ma niente di speciale. Se vuole emozionarsi tre nomi su tutti: Cavalleri, Gatti, Colline della Stella. Terno secco sulla ruota della qualità

  11. Giovanni G.

    ottobre 7, 2017 alle 10:58 am

    Buongiorno Ziliani. Ultimamente per la zona spumantistica Bresciana non cita (mai?) Mosnel…che reputo una delle eccellenze della denominazione. È forse calata la qualità?
    Grazie in anticipo della risposta

    • redazione

      ottobre 7, 2017 alle 11:34 am

      non cito più l’azienda in oggetto, pur conoscendola perfettamente da una vita e avendole dedicato decine di articoli nel tempo, perché non sono più persona gradita alla contessa Lucia, proprietaria dell’azienda, che avendo amiche che mi disprezzano (ricambiate) e che prima o poi dovranno rendere conto di menzogne dette sulla mia persona, ritiene opportuno, nonostante frequentassi l’azienda quando la tizia in oggetto giocava ancora con le bambole, non invitarmi più in cantina, come ha fatto per anni.
      Sono certo che la qualità non sia calata, ma sia rimasta al livello dei tempi in cui, conoscendo bene i loro vini ne scrivevo bene.
      Sa, gli spumantisti bresciani, sono gente strana. Anche quando sono dei nobili, e dovrebbero considerare non un optional lo stile..

      • Giovanni G.

        ottobre 10, 2017 alle 11:46 am

        Pertanto non cita più un’azienda in quanto non va (più) d’accordo con il proprietario. Mi dispiace davvero: perchè questo significa che potrei perdermi commenti su alcuni vini che io continuerò a comprare (perchè mi piacciono) solo perchè lei sta antipatico a qualcuno … o viceversa. E’ un peccato. Le do tuttavia un’idea, rubata ad un famoso sito italiano sullo Champagne: “quando farà uscire una guida sul metodo classico europeo con giudizi solo sui vini e non sui produttori io la comprerò volentieri” … saluti cordiali.

        • redazione

          ottobre 11, 2017 alle 2:17 pm

          Giovanni, le rispondo dicendo che non ho la presunzione di voler realizzare alcuna guida, tanto più sui metodo classico dell’intera Europa.
          Il suo ragionamento ha una logica, perché so di stare sulle…scatole a parecchi produttori di bollicine, bresciane e non.
          C’é una differenza però. Qualcuno cui sto sulle scatole emana editti bulgari e m’impedisce l’accesso alla “sua” (direi che appartiene piuttosto ad un noto gruppo veneto che sfoglia le margherite…), io cercherò di riuscire ad assaggiare i suoi metodo classico Docg.
          Quanto al tale in oggetto: non é mai stato mio amico, non mi é mai stato simpatico, io non sono mai stato simpatico a lei e al suo staff, tranne che al suo grande e alto chef de cave, che é un amico. E io le sue bollicine le ho assaggiate non parlo per sentito dire…
          Anche in Trentino, ad una cantina (cooperativa) potente come Rotari sto sui maroni, ma non appena ho avuto l’occasione di degustare le loro cuvées le ho assaggiate. E ho voluto farmi fare questa foto.
          Per il resto stia sereno: cercherò di fare meno polemiche e da qui a fine anni consigli di bollicine, soprattutto Champagne, a gò gò..,

          • Giovanni G.

            ottobre 11, 2017 alle 3:00 pm

            Grazie Ziliani per la risposta e per il commento su Rotari che bevo spesso. ribadisco tuttavia che la sua guida la comprerei a occhi chiusi! attendo comunque le degustazioni e poichè sono per il km (quasi) zero mi aspetto almeno il 30% di commenti su Metodo Classico Italiano (Trento in primis) … 😉 buone bevute

  12. Simone

    ottobre 7, 2017 alle 1:40 pm

    Buon sabato Ziliani…nel frattempo che attendo una sua ( non dovesse accadere la mia ammirazione per lei ed i suoi scritti non ne verrà intaccata) mi indica cortesemente 4/5 cantine oltrepadane in modo che io possa documentarmi a dovere? Direi VERDI,BALLABIO e…
    Merci!

    • redazione

      ottobre 7, 2017 alle 2:10 pm

      mi dica a che tipi di vini é interessato: vini fermi, bollicine?
      Mo’le scrivo così’ facciamo prima, confermo la mia disponibilità ad accompagnarla. Purché non sia nella zona spumantistica bresciana, ça va sans dire…
      Comunque io non prescinderei da Monsupello, Le Fracce, poi, più per la bellezza stregante del posto e per gli occhi meravigliosi della contessa Ottavia, Giorgi di Vistarino, quindi aggiungerei, perché lui é una brava persona ed i vini stanno nettamente migliorando, l’azienda di Rossetti, presidente del Consorzio, La Costaiola, quindi quel piccolo gioiello che é Casteggio la microcantina di Gianluca Ruiz De Cardenas, poi Berté e Cordini, Scuropasso, che produce un metodo classico da applausi e un Moscato da conoscere. E Olmo Antico,del vecchio amico Baggini, Prime Alture, dove tra l’altro si mangia benissimo. E poi ne dimentico di sicuro tante altre, i cui proprietari magari mi metteranno il muso.
      Perché anche in Oltrepò Pavese, anche se sono mille volte più umani e simpatici dei presuntuosi tondinari bresciani, sono un po’ malmostosi e continuano a pensare che prendere un “tre bicchieri” sia il massimo obiettivo.
      Per cosa? Mah…

  13. Simone

    ottobre 7, 2017 alle 2:40 pm

    Come le dicevo andrei in Oltrepo…bollicine per la esattezza.

  14. Simone

    ottobre 7, 2017 alle 2:46 pm

    Simone
    ottobre 4, 2017
    Sarebbe sinceramente un onore alzare un calice con Lei e se davvero mi vorrà dare questa possibilità sarei curioso di andare in Oltrepò. Sappia però che la mia curiosità è pari solo alla mia passione, pertanto superato l’iniziale imbarazzo sarei un fiume in piena di domande…spero accada, sarebbe cosa da ricordare per me!…..SI RICORDA…L ULTRÀ DEL ROSSO.
    🍇

  15. Simone

    ottobre 9, 2017 alle 2:46 pm

    Consorzio: “No al mercato pazzo delle uve”
    1 luglio 2017
    Torrazza Coste, 1/7/2017 – Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese ha convocato un tavolo di lavoro per arrivare a un accordo interprofessionale che garantisca i vitivinicoltori del territorio, evitando emorragie di uva verso altre zone vinicole con ripercussioni negative sulla …

    Dal sito del Consorzio..ma che cosa ci vogliono dire? Che il Pinot nero oltrepadano viene cannibalizzato magari per fortune franciacortine ???

    • redazione

      ottobre 9, 2017 alle 10:46 pm

      Fermo lì. Non voglio beccarmi una querela dai poco spiritosi tondinari bresá.
      Escludo pertanto, e non sto scherzando, che un solo acino di Pinot nero oltrepadano o una goccia di vino prodotto al di fuori della prestigiosa e super virtuosa zona spumantistica Bresciana possa essere entrata in qualsivoglia cantina produttrice di bollicine DOCG bresciane.
      Loro non fanno queste cose perdiana!!!!
      Al massimo qualche mammasantissima bresá ha provato ad acquistare, se volete faccio nomi e cognomi, una tenuta con 15 ettari a Pinot nero in Oltrepò Pavese. Ma lo faceva esclusivamente per contribuire, da Erbusco, al rilancio delle bollicine oltrepadane… cribbio!
      Che questo sia chiaro una volta per tutte.
      L’onestà della zona spumantistica bresciana e dei suoi protagonisti è in-di-scu-ti-bi-le!!!
      Credere, obbedire, combattere!

  16. Marco

    ottobre 9, 2017 alle 9:55 pm

    Buonasera sig. Ziliani , come darle torto?
    Impossibile farlo, trovo la qualità dei Mc etichetta arancio e cdb imbarazzante.
    Con una cifra simile o addirittura inferiore posso immergermi in un riserva Lunelli
    nel buon pugliese Darapri’ ( pas dose’ ) o in un Aoc champagne di indubbia
    Qualita’.
    Cerco di leggere ,informarmi,capire e ovviamente ” bere” in modo tale da poter
    Trovare sempre qualita’ e non Brand markettari .
    Leggo sempre con piacere e mi complimento per la sua competenza.
    Saluti

    • redazione

      ottobre 9, 2017 alle 10:33 pm

      Ringrazio questo gentile lettore. Leggendo riconoscimenti come questo capisco che non ho buttato 33 anni della mia vita dedicati al racconto del vino.Sono commosso

  17. Simone

    ottobre 9, 2017 alle 11:26 pm

    ….ricevuto…passo e chiudo!

  18. Simone

    ottobre 9, 2017 alle 11:33 pm

    … però….CHI ERA LA CANTINA BRESCIANA PRONTA AD AIUTARE I POVERI OLTREPADANI ..su dai…. nome e prenome.
    Merci

    • redazione

      ottobre 10, 2017 alle 12:55 am

      Provate a chiederlo al Presidente del Consorzio Franciacorta: lui conosce meglio di qualsiasi altro al mondo chi sia quel tale le cui iniziali sono V.M. 😉

    • redazione

      ottobre 10, 2017 alle 8:08 pm

      Le dirò che è una cantina in leggera collina da cui si gode un buon panorama, anzi una bella vista

  19. Autostradino

    ottobre 10, 2017 alle 3:11 pm

    Sveglia Simone. Non è Valenti Mazzola e nemmeno Valtenesi Mattia. O forse si..!?

  20. Simone

    ottobre 11, 2017 alle 11:39 am

    Autostradino, ha massacrato Franciacortino che , tra l’altro , è sparito !
    Io però le assicuro che son sveglio e , leggendo tra le sue righe , credo che lei si sbagli. Non è Mattia Vezzola ( Costaripa ) bensì colui che ha beneficiato del suo lavoro…

  21. Simone

    ottobre 11, 2017 alle 4:27 pm

    Oggi mi sono iscritto al “Festival di Vicenza” di Sarego dove , al prezzo di € 20,00 , un esercito di cantine bresciane permetterà di assaggiare i propri vini.
    L’elenco è lungo e non essendo un professionista per capire se è di mio gusto ho il difetto ( lo è ? ) di dover ingoiare la gialla materia.
    Mi dica a quali produttori non dovrei rinunciare, SCELGA LEI per me 7 nomi tra:
    Abrami Elisabetta – Alberelle – Antica Fratta – Fratelli Berlucchi – Barboglio de Gaioncelli -Barone Pizzini Bellavista – Berlucchi Guido – Bersi Serlini – Biondelli – Bonfadini – Bosio – Villa Franciacorta
    Ca D’Or – Camossi – Chiara Ziliani – Corte Fusia – Castello Bonomi – Castello di Gussago Castelveder – Cola Battista – Contadi Castaldi – Corte Aura – Ferghettina – Franca Contea – Gatti Enrico – La Costa di Ome
    La Montina – Lantieri de Paratico – Lo Sparviere – Marchese Antinori Tenuta Montenisa – Mirabella
    Monte Rossa – Mosnel – Quadra – Ricci Curbastro – Ronco Calino – San Cristoforo – Santa Lucia
    Solive – Tenuta Montedelma – Uberti – Ugo Vezzoli – Vezzoli di Vezzoli Giuseppe – Villa Crespia
    Grazie e a presto…

    • redazione

      ottobre 11, 2017 alle 10:37 pm

      Simone, lei mi provoca. E io accetto la provocazione. Mancano purtroppo due aziende della zona spumantistica bresciana che per me sono di riferimento, ovvero Cavalleri e Colline della Stella, ma provo a consigliare lei e gli appassionati della città dei “magnagati”.
      Le propongo 12 produttori da non perdere
      E poi, voglio rovinarmi, gliene propongo anche 10 che io al posto suo eviterei accuratamente
      I 12 da assaggiare:
      Abrami Elisabetta – Barboglio de Gaioncelli – Bosio – Camossi – Corte Fusia – Castello Bonomi – Quadra – Cola Battista – Gatti Enrico – Mosnel – San Cristoforo Vezzoli di Vezzoli Giuseppe
      i 10 da evitare:
      Bellavista – Villa Crespia – Ricci Curbastro – Lantieri de Paratico – Bersi Serlini – Contadi Castaldi – Chiara Ziliani – Marchese Antinori Tenuta Montenisa – Ronco Calino – Monte Rossa

  22. Simone

    ottobre 13, 2017 alle 12:22 am

    Lei non c è speranza che appaia in quel di Vicenza immagino?

    • redazione

      ottobre 13, 2017 alle 7:44 pm

      Devo pulire casa, credo sia più profittevole impiegare così il mio tempo

  23. Simone

    ottobre 13, 2017 alle 8:56 pm

    Numero 1 !!!

Lascia un commento

Connect with Facebook