Io il Prosecco non riesco a berlo, ma tanto di cappello al suo marketing!

Prosecco Doc naming sponsor della tappa dei Mondiali SuperBike in Germania

Sono sincero, io, come sanno anche nella zona spumantistica bresciana (come si chiama?) non bevo Prosecco, non per snobismo, ma perché non mi piace, il mio palato, salvo alcune rare eccezioni nella tipologia Extra Brut, lo rifiuta, preferisco bere Trento Doc, Oltrepò Pavese Docg, Alta Langa Doc, Cava e soprattutto il re, l’inimitabile, Monsieur Champagne, che non teme confronti, però di fronte alla potenza di fuoco del Prosecco…

E non sono così pirla, così coglione, così ottuso, stavo per aggiungere anche così “tondinaro bollicinaro bresciano”, da non riconoscere i meriti del Prosecco, meriti dal punto di vista produttivo (produrre così tante bottiglie, magari con uve in arrivo da chissà dove…), commerciale (e poi saperle vendere, e talvolta svenderle…), mediatico, comunicazionale, non è cosa da poco. E’ cosa che presuppone intelligenza, carattere, personalità, capacità di fare gruppo e comunicare congiuntamente un’immagine, che io contesto, ma che nella testa di tanti consumatori nel mondo è ormai passata con successo: Prosecco ovvero sinonimo di “bollicine” italiane.

Lo so che è merito della massa critica che non trova confronti nel campo di una multiforme spumantistica metodo classico italiana (che non arriva nemmeno a 25 milioni di bottiglie mettendo insieme di tutto, e ammettendo l’assurda ipotesi che i tondinari bresciani accettino di “sporcarsi” facendo fronte con gli altri protagonisti del metodo classico italico), di numeri con i quali si possono aggredire e conquistare i mercati. Numeri che mettono a disposizione fondi ingenti per la comunicazione e per la pubblicità. Che continua ad essere, anche ad alti livelli, come la Champagne insegna, l’anima del commercio. Anche se invece che pubblicità la chiamiamo advertising, che fa più figo…

Immagino che dietro ci sarà di sicuro, conosco Decanter (ci ho scritto e conto di tornare presto a scriverci…) e sono amico del grande Stephen Hobley, che è un advertising manager con i contro…, un’operazione pubblicitaria, ma perdiana, anche se oltre due anni fa, nel maggio 2015 definiva in questo articolo il Prosecco come “The sparkling wine of the moment and seen as the best alternative to Champagne”, come stupirsi se nella sua edizione on line Decanter propone un quiz divertente dove i lettori vengono invitati a rispondere a delle domande simpatiche per vedere se conoscono davvero lo Champagne e.. il Prosecco?

Quelli di Decanter non avrebbero mai pensato di mettere al posto del Prosecco il Trento Doc o tantomeno la presuntuosa e sopravvalutata zona spumantistica bresciana (come si chiama?), e non solo perché manca la massa critica, o i soldi (quelli i bresciani li stanno spendendo, e non pochi, in UK e negli States, snobbando Paesi europei e di grande cultura e civiltà come la Polonia, auguri…) ma perché sanno interpretare il pensiero del consumatore medio e non proprio raffinato. Consumatore che ama il Prosecco, e se vuole il Prosecco, che lo beva pure, eccolo!…

Poco importa se sempre nella stessa “perfida Albione”, pardon, Great Britain o United Kingdom, un quotidiano importante come The Guardian, con un eccellente articolo a firma del mio ottimo collega wine writer inglese David Williams, articolo che vi invito a leggere qui, sceglie, un po’ da eno-fighetto come me, alcuni dei migliori Cava, ad esempio quelli di Recaredo e di Gramona, di cui ho scritto più volte su questo blog, come valida “alternativa” allo Champagne in UK. E, guarda caso, non ha scelto il sopravvalutato spumante bresciano come alternativa, o il cheap Prosecco, bensì il Cava. Proprio quello che io scrivo da anni, pur essendo consapevole che lo Champagne é unico e inimitabile per mille ragioni.

E allora, se il popolo vuole pane e non brioches, e salame invece di foie gras e caviale,  che Prosecco sia, in questo caso il Prosecco Doc, e chapeau, applausi, orejas y musica, per questo grande exploit, che so bene essere costato parecchi soldini, ma exploit resta, per il Prosecco Doc, che come recita il comunicato stampa inviato dalla bravissima Albina Podda, una professionista esemplare, “domina la scena in Germania come naming sponsor della tappa dei Mondiali SuperBike di Lausitzring. Sul podio anche l’inno d’Italia”.

Quando leggeremo mai una cosa del genere, visto che la Formula Uno è abbinata giustamente allo Champagne, la Motop GP ad una famosa Bodega di Cava, in relazione a qualche sport importante, di grande eco e audience televisiva, riguardo ad una tipologia di “bollicine italiane”? Aspetta e spera… Quindi evviva il Prosecco, che continuo a lasciare bere a chi vuole, io vado avanti, finché posso, a Champagne
Vive la différence!

Comunicato stampa del Consorzio Prosecco Doc

Treviso, 19 agosto 2017. “Una grande emozione per me entrare nel circuito di Lausitzring completamente brandizzato con il logo del Prosecco Doc. La partnership con WSBK avviata 5 anni fa mostra tutto il suo potenziale, come confermano i risultati crescenti in termini di visibilità e popolarità. Anche se questo sport è apparentemente lontano dal mondo agricolo a cui il Prosecco appartiene, questo matrimonio ci sta regalando enormi soddisfazioni. È davvero una grande cosa essere qui come protagonisti del round in quanto la Germania è il nostro più storico mercato. Se si considera poi che oggi il podio ha ospitato tre piloti UK – nostro attuale primo mercato –  e che al primo posto è arrivata una Ducati, è facilmente intuibile la mia gioia ma anche la viva commozione che ho provato nel sentire l’inno italiano eseguito subito dopo quello britannico”.

Questa la dichiarazione a caldo del presidente Stefano Zanette direttamente da Lausitzring dove ha appena partecipato alla cerimonia di premiazione della Gara 1, trasmessa in diretta dalle reti Mediaset, consegnando le ambite coppe ai vincitori.

Il Consorzio di tutela della Doc Prosecco infatti, ha rinnovato la collaborazione con il WorldSBK e ora, con la ripresa della stagione europea dopo la pausa estiva, si presenta rafforzato nella partnership tanto che la tre giorni in programma nel circuito di Lausitzring da ieri fino a domani domenica 20 agosto, si presenta ufficialmente come “Prosecco DOC German Round”.

Marc Saurina, Direttore Commerciale e Marketing Manager di WorldSBK commenta: “Il Prosecco DOC è un partner cruciale per il nostro Campionato e vederlo qui come Sponsor principale del Round ci rende entusiasti. Rinnovare il forte legame con una realtà che condivide con noi del WorldSBK valori come l’eccellenza è molto gratificante e auspichiamo di reiterare altri successi come questo anche in altre tappe del mondo”.

Nelle foto: nel podio Stefano Zanette, Presidente del Consorzio per la tutela del Prosecco DOC insieme ai tre vincitori, nell’ordine d’arrivo: 1° Chaz Davies (Aruba.itRacing – Ducati); 2° Jonathan Rea (Kawasaki Racing Team); 3° Tom Sykes (Kawasaki Racing Team).

Attenzione!:

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3 commenti

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3 commenti

  1. Sergio

    agosto 24, 2017 alle 2:00 pm

    Gentile Sig. Ziliani,
    sono estremamente sorpreso del suo commento al Prosecco e al paragone tra Hamilton e la 500. Anche lei dunque è uno di quelli a cui piace denigrare l’Italianità pensando che essere esterofili sia di moda. Un commento come il suo, sicuramente non potrebbe essere mai fatto da un giornalista straniero riguardo al proprio prodotto. Ha perso proprio una bella occasione di starsene zitto. Come diceva mia nonna,quando non sai cosa dire, morsicati la lingua e farai miglior figura. È proprio vero che non c’è più grande nemico dell’Italia degli italiani stessi.

  2. Giancarlob

    agosto 30, 2017 alle 4:26 pm

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