Avviso al mondo: je ne travaille pas pour les “spumantisti bresciani”!

Non lavoro per la Franciacorta, chiaro?

Avviso ai miei lettori (almeno un trenta per cento dei visitatori dei miei blog) stranieri. Il Franco Ziliani qui presente NON E’ il Franco Ziliani “inventore” della Franciacorta e patron (anche se ora purtroppo, causa ragioni anagrafiche, “comandano” i tre figli: sempre meglio il babbo, non v’è paragone possibile né immaginabile) della Guido Berlucchi di Borgonato di Cortefranca. Il qui presente, giornalista, cronista del vino, wine blogger di lungo cabotaggio, non ha alcun legame di parentela con il suddetto Franco. Lo conosce e lo stima (credo ricambiato) ma pura omonimia e basta.

Ciò detto, mi corre obbligo precisare un’altra cosa importante. Il sottoscritto non ha in essere alcun rapporto di collaborazione, di nessun tipo, con nessuna azienda vitivinicola franciacortina, né tantomeno con il Consorzio nell’attuale gestione, e con l’attuale Presidente. Uno con cui potrei andare d’accordo come Zamparini con i suoi allenatori al Palermo, o tale Lucarelli Selvaggia (nota come ex morosa di tali Cruciani Giuseppe o, cosa ancora più disdicevole e perniciosa, Scanzi Andrea, tuttologo grillino nonché eno-snob con il birignao) con Alba Parietti. A proposito: sempre dalla parte di Alba, sempre e a prescindere!

Queste precisazioni si rendono indispensabili perché ultimamente dall’estero, dove io mi reco del resto sempre più spesso, per lavoro, perché mi diverto di più e ho ben maggiori soddisfazioni, morali e materiali, e per prendere una boccata di respiro dai miasmi che insozzano questa piccola Italia triste, sporca, invasa, suddita, senza orgoglio e se senza dignità, già mentalmente sottomessa, serva e bisognosa di un padrone (tedesco, francese o africano poco conta…), mi arrivano richieste stravaganti.

Richieste che mi fanno arguire che altrove si sia diffusa l’idea, falsa e tendenziosa e non corrispondente al vero, che io sarei una sorta di “brand Ambassador” della zona spumantistica bresciana. Sto parlando della Franciacorta. Gli spumantisti di Rovato e dintorni i brand ambassador li hanno già, ad esempio in UK e negli States (dove ne hanno una, bellissima e bergamasca di origine) costano e fanno spendere ai consorziati un sacco di soldi (si vedrà poi con quali risultati e ritorni in termini di crescita d’immagine e soprattutto di vendite) e mai e poi mai, loro che sono cosmopoliti, brillanti, intellighiotti, loro che pensano sotto sotto (qualche pirla lo dice anche) di essere allo stesso livello o addirittura meglio della/o Champagne, si rivolgerebbero, per qualsivoglia incarico, ad un fessacchiotto provinciale come il sottoscritto.

Uno che per anni e anni alle loro bollicine, sì mi ostino a chiamarle tali, nonostante i richiami a non farlo arrivati da un ex presidente, ha dedicato centinaia e centinaia di articoli. Ma che oggi, da una massa beota e ignorante di imbottigliatori associati, di gente senza cultura, tondinari o contadini nemmeno scarpe grosse e cervello fino, viene considerato un traditore (e de che?) o addirittura come un nemico…

La cosa divertente è che a me, che alla Franciacorta penso come ad una vecchia morosa diventata brutta, quindi senza nessuna nostalgia, e che i Franciacorta Docg tendo a berli raramente, perché li trovo noiosi e mediocri, salvo eccezioni che non mancano, rispetto non solo ai tremila volte superiori Champagne, ma Alta Langa, Oltrepò Pavese Docg nonché Cruasé, e soprattutto Trento Doc, si rivolgono, dall’estero, per chiedermi una mano in materia di Franciacorta.

Dapprima è stato un importantissimo importatore inglese, uno dal portafoglio di vini italiani fiammeggiante, a telefonarmi e chiedermi di aiutarlo a trovare un’azienda franciacortista da inserire in portfoglio e con cui collaborare. Cosa che ho fatto, gratis et amore deo (a tre dei quattro soggetti da me contattati e interpellati per sapere se avessero già un importatore inglese e se fossero interessati ad averne uno eccellente non è venuto in mente che nel mondo del vino questi favori si pagano, come si fa con i broker, e si riconosce loro una percentuale variante dal 10 al 15% sugli ordini…), perdendo tempo a contattare una serie di aziende e inviando all’importatore inglese, che poi se la smazzasse lui, i listini prezzi delle quattro cantine da me selezionate per lui.

Recentemente me n’è successa un’altra. Attraverso un giro complicato e un uso intelligente dei social network mi è arrivata da un mio lettore, italiano, pardon alto-atesino, che si è formato in Austria e vive e opera in Ungheria, come enologo, la richiesta di aiutarlo con una collega ungherese che ha avuto la “geniale” idea di venire quattro giorni in Franciacorta per approfondimento tecnico enologico.

Mi hanno chiesto di organizzare delle visite, cosa che ho fatto, selezionando e contattando, secondo mia personale scelta, alcune aziende, arrivando a programmare quattro visite, forse cinque. Un paio di quelle che avrei voluto o mi hanno detto che loro chiudono l’1 agosto e non ricevono visite, oppure, mentre scrivo, sto ancora aspettando una risposta… Aspetta e spera… Too late, come dicono a Londra… Dove magari pensano che il Franciacorta sia qualcosa, vedi foto sotto, a livello del Prosecco, o che costa, talvolta accade…, come un… prosechin…

All’enologa magiara io ho dato inoltre la mia disponibilità ad accompagnarla durante le visite in programma nientemeno che l’1 agosto, martedì prossimo, e lei, sempre a titolo gratuito, tanto Ziliani è “ambasciatore della Franzacurta” e lavora per il Consorzio (che lo copre d’oro, ça va sans dire..) mi ha chiesto di fare altrettanto per le visite del 2. E io, pirla come sono, non solo ho accettato ma ho proposto una quinta visita, la mattina di giovedì 3 agosto presso un vignaiolo, l’ho quasi tenuto a battesimo, che adoro, ovvero l’ottimo Andrea Arici, alias Colline della Stella, con cantina in quel di Gussago.

Così, visto che non ho un ca..o da fare e ho tempo da perdere per girarmi i pollici, lunedì e martedì dedicherò due giornate del mio tempo ad accompagnare la wine maker magiara ed il suo accompagnatore (credo un importatore) in giro per cantine franciacortine. A titolo gratuito, tanto io benzina e autostrada non le pago, ci pensa il Consorzio… Il mio tempo? Un optional

In un mondo appena decente, popolato da persone perbene, leggendo questo mio sfogo il Consorzio Franciacorta, sicuramente per iniziativa del Presidente precedente, lontano anni luce, e non è solo un problema di età, ma di cultura e di visioni e strategie (che se ci sono bene, se non ci sono non puoi inventartele), dal presidente attuale, mi direbbe innanzitutto grazie e poi mi chiederebbe “cosa le dobbiamo per il lavoro a nostro favore fatto?”.

Nel mondaccio squallido in cui ci tocca vivere io, che franciacortino e franciacortista non sono, (più), perché conosco i miei polli e ho aperto gli occhi (ed il palato), spenderò di tasca mia per fare gli interessi della Franciacorta. Ma vi sembra giusto? Essendo io un vero pirla lo é…

Attenzione!:

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Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

2 commenti

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2 commenti

  1. Chicco

    luglio 31, 2017 alle 9:19 am

    Ziliani, ma potrebbe anche essere che la cercano, appunto perche lei lavora gratis. Dovessero pagare, magari si rivolgerebbero a qualcun altro …ci pensi.

    • redazione

      luglio 31, 2017 alle 10:41 pm

      … verissimo, ma poiché di farmi prendere per il culo dai franciacortini tondinari mi sono stufato, per questa volta andrà ancora così, ma la prossima volta che chiunque mi dovesse cercare per chiedermi favori e prestazioni di ogni tipo riguardanti la zona spumantistica bresciana io risponderò “prima pagare poi vedere cammello”.
      Comunque io non lavoro gratis, é solo qualche fenomeno da circo che pensa che io sia un dilettante allo sbaraglio che non ho nulla di meglio che perdere due giorni di tempo ad accompagnare persone su e già per la riarsa pianura posta tra Monte Orfano e Lago d’Iseo

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