Il tempo è davvero galantuomo e tout se tient? Quattro balle sulle bolle…

Questo pomeriggio mi indurrebbe a pensare di sì…

Una cara amica é solita dirmi che “il tempo é galantuomo“. Io sono solito risponderle, cinico e disincantato come sono, prossimo al traguardo dei miei 61 anni da perfetto ingenuo Don Chisciotte, che a mio avviso invece “o tiempo é no struonzo“….

Mi sa che invece la mia amica ha ragione….

L’ho pensato questo pomeriggio dapprima conversando amabilmente al telefono e dandoci del tu, come se non avessimo avuto acerrime battaglie verbali (io gli dico sempre che credo abbia fatto più danni lui nell’enologia e nel vino italiano che dieci Attila…) con il Michel Rolland, ma de noantri, con Mister Merlot (ora Petit Verdot) Riccardo Cotarella, presidente degli Enologi italiani e dell’universo mondo. Uno cui persino la Treccani ha dedicato una voce… Uno che produce il vino nientemeno, tenetevi forte!, che per D’Alema Massimo, detto Spezzaferro, quello che vorrebbe fare le scarpe a Renzi, ma nun c’a fà, e Vespa Bruno. Anvedi, hai detto mai! Dovevamo parlare di un progetto comune, la cui realizzazione farà sicuramente rumore….

E poi ho pensato che il tempo cominci ad essere galantuomo anche per me, e che, come amano dire en France, che “tout se tient“, quando da Londra (quella simpatica cittadina dove sono stato quattro volte in tre mesi, nel 2017, e non certo a cazzeggiare…) mi é arrivata la telefonata di uno dei più importanti importatori di vini italiani in UK che chiedeva nientemeno che una mia consulenza, insomma un mio aiuto/suggerimento per individuare un produttore di una nota zona vinicola italiana da inserire nel suo portafoglio.

Non dirò nemmeno sotto tortura di che zona vinicola (che peraltro conosco come le mie tasche) si tratti. Dirò esclusivamente che si tratta di una zona di cui ho scritto tantissimo, anche in questi giorni, accusandola di essere ingrata nei miei confronti e di trattarmi ed in genere comportarsi in maniera tale da dimostrare il proprio inguaribile provincialismo ed i suoi limiti…

Ho cercato di dissuadere quell’importatore dall’insano intento, dicendogli di puntare su un bel prosechin, che lo avrebbe fatto decisamente guadagnare di più, ma lui, testardo, ad insistere che voleva un’azienda proprio di quella zona, come se non sapesse che vendere quelle bolle, pardon, quei vini, in UK é cosa ardua…. Come sostiene, anche su questo blog, “un certo Ziliani”…

E quindi il Nemo propheta in patria che sono ormai diventato, a causa dell’atteggiamento nei miei confronti di tanti bischeri dell’italico mondo enoico, si trova, senza volersi dare alcuna importanza, a dare oggettivamente una mano ad una zona verso la quale ho ormai l’atteggiamento (in me molto diffuso in questi ultimi giorni) dell’innamorato deluso…
Di quello che si aspettava altra riconoscenza e che non ci casca più. Anche se certi amori, che è davvero difficile definire solo mercenari, perché la passione c’è stata eccome…, sono difficili da far passare. Altro che “chiodo scaccia chiodo”….

Adesso sono doppiamente nell’impasse. Perché nel linguaggio internazionale questo tipo di consulenza, introdurre un produttore di vino presso un importatore estero, rientra nel campo di attività del broker. Ed il broker, in tutti i Paesi del mondo, viene pagato per questo tipo di attività. Però io, pirla come sono (non sono come Mourinho, io sono proprio un pirla) non ho pensato, volendo fare fino in fondo gli interessi dell’importatore, di proporre una o più aziende verso le quali non ho particolari legami, se non di conoscere i loro vini, apprezzarli e averne scritto. No, stupidino (cosi mi chiama una persona cui tengo molto..) come non riesco a non essere, proporrò a questo importatore almeno due produttori, di primario valore, dal rapporto qualità prezzo ottimale, con i quali ho lunghi legami di amicizia, che conosco, posso dirlo?, da trent’anni.

Io vorrei fare finalmente un po’ di wine business, onesto, pulito, non sottobanco, ma come diavolo faccio a chiedere i miei fees (il 10% almeno che sarebbe correttissimo chiedere e che é prassi) a vecchi cari amici? Che si spera sempre siano davvero tali… le sorprese sono all’ordine del giorno…

Morale della favola: il tempo comincia (finalmente) ad essere galantuomo con me, ma io resto un pirla, un uomo bamba, per dirla con l’indimenticabile Bruno Lauzi…  Ma cosa posso farci, se sono così?

Attenzione!:

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Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

 

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