London, rieccomi! Alla faccia dei fottuti bastardi dell’Isis

Bubbles, bollicine, sparkling wines of all the world, I’m coming!

Lo dico subito, sono orgoglioso di tornare, proprio domani, per la terza volta in questi primi mesi del 2017, in quella che è forse la città più importante nel wine business internazionale, London.

E sono ancora più contento di tornarci considerando quello che è successo non più tardi di pochi giorni fa, sabato sera, con l’ultimo di una serie terrificante di attentati, ovvero tre in meno di tre mesi in UK: oltre a quello di Londra, quello di Westminster il 22 marzo e quello di Manchester il 22 maggio.

Ci torno, nel giorno in cui gli inglesi (un giorno feriale, un giovedì) sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo governo (si prevede una netta affermazione dei tories) ancora una volta richiamato, come era accaduto già lo scorso 24 aprile, per un tasting geniale messo in scena da Glass of bubbly, dalla mia passione per le bollicine, per gli sparkling wines, che per me sono rigorosamente metodo champenois, pardon, metodo classico, visto che con gli Charmat o Martinotti non riesco a trovarmi fall in love… Sarò in London per questo tasting organizzato dalla prestigiosa rivista britannica Decanter, di cui sono stato collaboratore per anni e su cui conto, entro la fine dell’anno, di tornare a scrivere.

La rivista presenta così il tasting, la cui prima parte sarà riservata al trade (stampa compresa) e la seconda agli appassionati: “some of the world’s finest sparkling wines as you enjoy an evening of oysters, canapés and live jazz music. 60 top producers will be in attendance from Spain, Italy, France, New Zealand, Australia and many more countries”.

Se volete vedere in dettaglio quali zone di produzione, quali sparkling wines, quali aziende saranno presenti, potete compulsare il dettagliato catalogo pubblicato on line sul sito Internet di Decanter. Una selezione ”representative from 25 sparkling wine regions from 13 countries around the world here today”.

Ci saranno bollicine champenois e bollicine Charmat style e tra le prime, ovviamente Champagne, Crémant (Alsace, Limoux e Bourgogne), Cava (oh, my God, i miei adorata Cava di Recaredo, Gramona, Raventos, Agusti Torello Mata, ecc.), English Sparkling wines, South Africa Cap Classique e poi sparkling wines del nuovo mondo, Argentina e Cile compresi, tra cui quelli, formidabili, e non solo l’estasiante bellezza della giovane, stupenda, Virginie Le Brun, della Number 1 Family Estate in New Zealand.

Non mancheranno, il mercato inglese è strategico per quelli che i disinformati e coloro che amano disinformare e fare confusione, chiamano gli “spumanti” italiani e che hanno nomi e cognomi ben chiari che recitano Franciacorta Docg, Prosecco Superiore (Conegliano e Valdobbiadene e Asolo) Docg, Prosecco Doc, Trento Doc, Lessini Durello, Lambrusco.

Mi diverte molto pensare che faccia faranno, vedendomi a questo tasting in London, personaggi e personaggini vari del provincialissimo panorama bollicinaro italico che mi guardano con malcelata sopportazione o come il fumo negli occhi in casa (o cosa?) nostra. Tizi e a volte macchiette che io ho in gran dispitto, ovviamente e giustamente ricambiato (rivendico il diritto non di odiare, ma quantomeno di disprezzare il prossimo e ovviamente di essere disprezzato), e che non saranno felici di trovarmi nella capitale inglese. Affaracci loro

Ci saranno “stronzetti” vari, pasticcioni, gente abituata a mentire come Berlusconi è uso ad accompagnarsi a minorenni, fessacchiotti, strateghi del menga che ritengono che il successo del Prosecco in UK apra la strada all’affermazione delle bollicine bresciane. Poveretti.. Provinciali, lontani anni luce dallo stile della Champagne. Oppure proseccari e prosecchisti, alcuni in gambissima, o i grandi portabandiera dell’Alta Langa Doc, ovvero Bava/Giulio Cocchi, e bollicinari vari.

Alcuni naturalmente li saluterò. Ad altri andrà solo la mia indifferenza. Sicuramente, con tanti sparkling wines curiosi, stimolanti, trendy, che saranno presenti a questo tasting, non sprecherò il mio tempo per assaggiare i loro vini. Lo farò solo se avrò assaggiato tutto e se mi avanzerà del tempo e non avrò invece voglia di uscire dal tasting per andare in giro a passeggiare in una London la cui vitalità nessun bastardo islamico dell’Isis potrà piegare. Io non ho paura e se m’imbattessi in qualcuno di quei figli di troia, a dire solo metà del loro squallido nome, venderei cara la pelle prima di soccombere dopo una loro aggressione.

Cosa vogliono questi provinciali italianuzzi? Pensano forse di provare a normalizzarmi, facendomi vivere la singolare condizione di nemo propheta in patria, di apertamente snobbato da persone e zone che se esistessero ancora onestà e senso della gratitudine dovrebbero quanto meno sorridermi, quando non dirmi grazie per quello che ha fatto per la loro zona di produzione, per la denominazione, per anni?

Va bene che sono follemente innamorato, di una francese, mica di una bresciana (con tutto il rispetto), ma non ho ancora scritto in fronte fesso, non sono mica un pirla, come disse con memorabile uscita il mitico Mourinho? Cari bollicinari di cosa nostra, come diceva Totò, accà nisciuno è fesso! Io tantomeno…

Attenzione!:

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2 commenti

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2 commenti

  1. Gabriele

    giugno 8, 2017 alle 5:59 am

    Buongiorno Sig. Ziliani. Buona Degustazione e permanenza a Londra e ci porti alla nostra conoscenza qualche perla di metodo classico come ha sempre fatto!!!! Un lettore dei tanti che la stima grazie

    • redazione

      giugno 11, 2017 alle 1:17 am

      grazie! nei prossimi giorni posterò tanti articoli, tante foto incredibili, non per la capacità del fotografo, ma per le bottiglie speciali che ritraggono, vedrà, sarà/sarete soddisfatti..

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