Danni da gelata in Franciacorta e nei vigneti lombardi: aggiornamenti

Il mondo intero si può dire abbia parlato della terribile e misteriosa (ma su Vino al vino nei prossimi giorni pubblicherò un originale contributo che tenterà di spiegare la genesi dell’evento) gelata che ha recentemente colpito i vigneti di larga parte del Nord Italia e del Centro, con qualche fastidiosa incursione anche al Sud.

E’ stato un vero disastro, un qualcosa che ha sconvolto previsioni metereologiche e programmi di miriadi di viticoltori. E non solo in Italia, ma anche in Francia, in Champagne, in Alsace.

Ho già pubblicato su Vino al vino un primo parzialissimo bilancio dei danni limitato ad alcune delle più importanti zone vinicole lombarde, Franciacorta e Oltrepò Pavese.

Rimandando invece al rinnovato sito Internet Wine Surf di Carlo Macchi per le notizie aggiornate, contenute in due esemplari articoli, il primo qui, il secondo qui, oggi ricevo e pubblico due comunicati di aggiornamento, relativo il primo alla situazione nella bresciana Franciacorta, ed il secondo nei vigneti di tutta la Lombardia.

Sono notizie tristi, ma il dovere d’informazione m’impone di darle invitandovi di far sentire in ogni modo ai viticoltori, alle donne e agli uomini del vino colpiti nel loro lavoro, la vostra vicinanza. Quella mia e di Vino al vino è ovviamente implicita.

I danni del gelo in Franciacorta: aggiornamento

Dopo le condizioni meteo straordinarie delle scorse settimane, sono iniziate le prime valutazioni, ancora in corso, degli effetti sui vigneti grazie al censimento delle aziende associate.

Il primo bilancio è piuttosto critico, quasi il 50% dei vigneti sono stati colpiti dalle gelate anche se non in modo uniforme: il gelo si è manifestato in modi diversi, in alcuni punti più evidente, danneggiando tutte le foglie, in altre zone solo parzialmente, ledendo solo la punta del germoglio.

In entrambi i casi la pianta andrà a sviluppare nuove gemme la cui produttività è stimabile dal 20 al 40%, ad oggi non si possono fare delle valutazioni ufficiali, bisognerà aspettare ancora un paio di mesi per vedere come reagirà la vigna, si potranno infatti riscontrare variabili che potrebbero migliorare la situazione attuale. Per esempio le precipitazioni piovose di questi giorni, dopo una situazione di siccità, stanno favorendo lo sviluppo vegetativo riattivando la pianta.

Ad oggi si può stimare un terzo della produzione in meno rispetto agli altri anni, la stima sarà confermata solo durante la vendemmia in cui sarà pesata l’uva e potremo dichiarare le rese ufficiali. Da tenere in considerazione anche il fatto che la maggior parte dei Franciacorta sono vini di assemblaggio, i non millesimati rappresentano infatti l’88,4% del mercato, quindi la produzione dipenderà da quanto questa annata sarà mediata dai vini di riserva delle cantine, le cosiddette cuvée, che consentono di ovviare alle grandi differenze da una vendemmia all’altra.

La gelata passata è stata un evento straordinario di cui non si hanno esperienze precedenti, è difficile quindi prevedere cosa accadrà e dichiarare dati certi, il danno c’è ed è reale ma non tutto è perduto.

Danni al vigneto Lombardia: aggiornamento

Il 30% dei vigneti lombardi è stato danneggiato dal maltempo e dalle gelate tardive e problemi ci sono anche per alcune semine del mais, per i frutteti e i vigneti dell’Oltrepò e gli ortaggi nella zona del Comasco e della Brianza. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti Lombardia alla vigilia della nuova perturbazione che sta per colpire nel centro nord con rovesci e temporali, localmente forti e accompagnati da grandine e neve sulle Alpi sopra i 1.300 metri ma quota in calo fin sopra i 1.000 metri nella notte. Una situazione che rischia di aggravare la situazione dei vigneti e che preoccupa gli agricoltori.

Secondo le rilevazioni di Coldiretti Lombardia: nelle ultime due settimane è stato colpito il 15% della superfice vitata di Bergamo con danni fra il 60% e il 90%, in provincia di Brescia si stima una riduzione di circa il 30% nella produzione in Franciacorta e di circa il 20% per la zona Valtenesi, mentre nell’area del Lugana i danni sono stati più distribuiti a macchia di leopardo. Danni notevoli – continua la Coldiretti Lombardia – sono stati registrati anche sui vigneti nell’alto e basso Mantovano nelle zone del Lambrusco, con punte anche del 50% sulle singole produzioni. A Pavia – spiega la Coldiretti Lombardia – la superficie dell’area colpita può essere stimata, in questa prima fase, tra il 20% e il 25% dell’intera superficie vitata dell’Oltrepò Pavese. Infine in Valtellina hanno “pagato dazio” le zone più fredde con problemi su circa il 10% delle superfici.

“I cambiamenti climatici – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – negli ultimi dieci anni hanno provocato danni per 14 miliardi di euro in Italia. Ormai dobbiamo fare i conti con eventi sempre più estremi sia sul fronte delle temperature che su quello delle precipitazioni. Tanto che nelle ultime due settimane, più che primavera sembrava di essere in inverno”.

La preoccupazione per la produzione vitivinicola è giustificata anche dal fatto che il settore – spiega la Coldiretti Lombardia – occupa oltre 9 mila persone alle quali vanno però aggiunte quelle impiegate nell’indotto e gli stagionali, mentre sono più di tremila le aziende attive: 1.573 a Pavia, 614 a Brescia, 305 a Sondrio, 207 a Bergamo, 169 a Mantova, 162 a Milano, 28 a Varese, 21 a Monza e Brianza, 18 a Como, 18 a Lecco, 10 a Lodi e anche 9 a Cremona.

Alle produzioni DOCG, DOC e IGT la Lombardia dedica quasi il 90% del suo vino. Fra i Doc, l’aumento delle produzioni negli ultimi cinque anni è stata di oltre 45mila ettolitri e fra essi il Lugana è cresciuto del 43% superando i 76mila ettolitri nel 2016. In crescita anche le IGT (fra i quali troviamo i lambruschi mantovani e i vini delle colline di San Colombano) con un incremento di 34mila ettolitri rispetto al 2012 per superare l’anno scorso i 513mila ettolitri totali. Inoltre negli ultimi 15 anni  le esportazioni in valore dei vini lombardi sono passati da 153 a 258 milioni di euro con un incremento di quasi il 69% con una forte crescita, accanto alle tradizionali piazze americane e nord europee, anche della Cina, di Hong Kong, della Spagna, del Regno Unito, della Russia e della Francia.

Attenzione!:

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