Il Prosecco tira la volata alla Franciacorta in UK? Ma quando mai!


Ho letto, trasecolando, un articolo, on line, della rispettabilissima testata britannica The Drink Business, un articolo, di grande fantasia, che sostiene una tesi a mio avviso lunare.

Domanda: ma dove potrà andare la Franciacorta e quali risultati potrà portare a casa, parlando di export, di vendite all’estero, se non un pirla qualsiasi, ma il vice presidente del Consorzio Franciacorta, il vecchio amico (ora per lui non lo sarò più, amen) Silvano Brescianini sostiene tesi insostenibili come questa, ovvero sia che il successo del Prosecco in UK spianerebbe la strada al successo in Regno Unito del Franciacorta? E che il Prosecco non sarebbe un nemico, un concorrente diretto delle “bollicine” metodo classico prodotte in provincia di Brescia.

Leggete e trasecolate anche voi, QUI

Ma, perbacco!, se lo capiscono anche i bambini che chi compra Prosecco in UK (e altrove) la fa innanzitutto in virtù del prezzo basso, di un nome facile da ricordare, di una facile reperibilità del vino, di ampia disponibilità di bottiglie e di un gusto facile, easy, ruffiano, chiamatelo come volete, che é distante anni luce dal gusto e dalle caratteristiche anche del Franciacorta più corrente e meno ambizioso, del Satèn più dolcino, mollaccione e proseccheggiante!

Ma come si può pensare che chi si “educa” e abitua al gusto del Prosecco (Doc o Docg) poco conta, possa poi passare a vini che hanno un gusto, un prezzo, una storia, un appeal, una possibilità di utilizzo e abbinamento a tavola, una dignità e ambizioni completamente diverse dal Prosecco come i Franciacorta Docg?

Caro Silvano, capisco che sei “milanista” e quindi per lo meno bislacco, ma come cavolo puoi sostenere una tesi tanto insostenibile?

Facci sapere, spiegaci, spiegati, noi siamo qui per capire e nel caso, se ci convinci, a pensarla come te, ma…

Attenzione!:

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Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/

 

6 commenti

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6 commenti

  1. Dave67

    maggio 3, 2017 alle 3:56 pm

    Ho letto anche l’altro articolo eppure sembra che ognuno dica “le proprie cose” giuste. Il problema è dargli valenza in un unico discorso/articolo. Un pò come il problema di fondo dei vini a bollicina è il porli tutti assieme sullo stesso scaffale del supermercato : la massa prenderà Asti e Prosecco, quelli un pò più intenditori/esigenti prenderanno lo Champagne. Le altre bollicine non avranno storia….
    Questo se si decide di non portare avanti un certo tipo di “cultura enologica”.
    Questo Lei lo sa bene, questo il direttore del consorzio Franciacorta sembra “non tenerne conto” se intende come “concorrenza” solo un diverso approccio produttivo e non haimè l’ultima parte della filiera che è quella che, alla fin fine, cultura o meno, detta le regole del mercato. Contento lui e l’articolista, bene, contenti tutti….
    Però “il tutto” fa sorridere.
    Saluti

    • redazione

      maggio 4, 2017 alle 12:16 am

      interessante commento il suo, ma necessita di una precisazione. Chi giudica il Prosecco come una sorta di rompighiaccio per il Franciacorta Docg non é il direttore del Consorzio (il Consorzio Franciacorta non ha direttore, ma un capace Amministratore delegato) bensì il vice presidente, ovvero Silvano Brescianini, direttore dell’azienda Barone Pizzini. Questo per la precisione

  2. Dave67

    maggio 4, 2017 alle 3:21 pm

    ops…. pardon, in effetti intendevo “Presidente”, ma avrei sbagliato comunque ! Grazie
    Ne approfitto per aggiungere che visti i commenti dei “foreigner” devo haimè rilevare che, come pensavo da tempo, gli stranieri “fondamentalmente” dei nostri vini ne capiscono veramente ben poco….

    • redazione

      maggio 4, 2017 alle 4:46 pm

      il problema é, che in questo caso, a dimostrare di non capirne molto, del Franciacorta e sul suo possibile spazio sui mercati esteri, sia un indigeno, un franciacortino…
      Forse perché l’amico Silvano é, come l’ex presidente del Consorzio, imperdonabilmente milanista ? 🙂

  3. Roberto

    maggio 10, 2017 alle 12:06 am

    Scusi, cosa intende per “milanista”?
    Saluti,
    Roberto

    • redazione

      maggio 10, 2017 alle 12:10 am

      che domanda! Che tifa, Silvano Brescianini, per la seconda squadra di Milano, quella che é stata in B due volte. Come si chiama? Ah, BBBBilan 🙂

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