Un gruppo di ex soci di La Versa invita Cantina di Soave a non mollare



Ricevo, sottoscrivo e molto volentieri pubblico

Venuto a conoscenza di questa lettera inviata da un gruppo di ex soci della Cantina La Versa al presidente e al direttore della Cantina di Soave, la quale sembra essere incerta, come ho scritto ieri, sul da farsi, e addirittura tentata di non partecipare al momento conclusivo di questa aggiudicazione della Cantina resa grande dal Duca Denari, condividendo in toto le opinioni espresse, pubblico con grande piacere.

Cosa aggiungere se non dire a mia volta, come ho fatto ieri al telefono con Trentini, forza Cantina di Soave, non mollate! Non gliela darete mica vinta agli ex (?) amici, soci e compari del riso in cagnone?

“Gentile Presidente Carlesso, Gentile Direttore dottor Trentini, Siamo un gruppo di ex soci della cantina La Versa, preoccupati per le voci che vedrebbero Soave ritirarsi dall’asta perché sensibili a voler non costituire elemento di rottura all’interno dell’Oltrepò. Ci rendiamo conto che il mondo vitivinicolo (e politico) vicino a Terre D’Oltrepò possa essersi attivato nel far pensare a voi di non essere benvoluti nel nostro territorio.

Niente di più falso ci creda, da subito abbiamo visto l’offerta d’acquisto di Soave come un colpo di fortuna, fors’anche immeritato, che ci avrebbe aiutato ad uscire da questa anemia economica e sociale che ci attanaglia. Possiamo garantire, e siamo in tanti produttori del nostro territorio che – diversamente da quelle che sembrano essere le vostre sensazioni, o comunque le sensazioni che hanno cercato di trasmettervi – sperano nel vostro ingresso e si augurano caldamente che La Versa venga acquista da Soave. Anzi, a dirla tutta, non solo gli ex soci ma anche gli altri produttori, persino soci di Terre D’Oltrepò, e tanti anche non viticoltori, che vedono come un serio e grave pericolo per l’Oltrepò vitivinicolo la creazione di un monopolio delle uve e del vino, nelle mani di un unico soggetto.

Vogliamo sottolineare una cosa, probabilmente a voi sconosciuta, che può far capire quale sia il pensiero di noi agricoltori: prima del fallimento, Terre D’Oltrepo ha provato ad acquisire La Versa e per ben due volte l’assemblea a maggioranza ha respinto l’offerta, pur sapendo che la fine sarebbe stata quasi inevitabile. Questo può dare un’idea di come sia stata positivamente accolta l’offerta di Soave.

Perché non ci siamo mossi prima? Per tanti motivi… prima di tutto perché la paura attanaglia tutti noi, la paura di inimicarsi la cantina che tutto sommato aveva risolto parecchi problemi quando La Versa non ha pagato le uve conferite; poi per non inimicarsi i mediatori che permettono di vendere il prodotto in un momento di cosi grave incertezza (La Versa fallita – Terre D’Oltrepò sotto inchiesta); e infine perché siamo gente che lavora, e lavora tanto, e le beghe di potere ci trovano impreparati, siamo insomma un territorio che ha bisogno di un LEADER… forse siamo un po’ diffidenti all’inizio, e magari facciamo fatica, ma poi siamo fedeli fino all’autolesionismo: i tanti soci che hanno continuato a conferire in toto le uve a La Versa nonostante non avesse mantenuto le promesse di pagamento degli arretrati non sono un esempio di fedeltà?

Non solo gli agricoltori, ma anche gli altri cittadini vedono in Soave una possibilità grandissima per il territorio, sperano in Soave, vogliono Soave e non Terre D’Oltrepo o Cavit…diteci cosa dobbiamo fare per convincervi e faremo il possibile. Un gruppo di ex soci di La Versa, anche a nome di tanti altri”.

Attenzione!

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