Franciacorta Extra Brut Barboglio de’ Gaioncelli: una conferma

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
9



Stiano sereni, e senza agitarsi troppo, gli amici (io continuo a chiamarli così) franciacortini i quali leggendo il mio recente post dedicato ad un confronto, più dal punto di vista antropologico che puramente vinicolo, tra Franciacorta e Oltrepò pavese o un altro precedente, dove ricordavo che pur rappresentando un’infima minoranza, i Franciacorta Docg a prezzi vergognosi sugli scaffali, continuano ad apparire, e io non posso far finta che non esistano, sono magari arrivati alla conclusione frettolosa, ed erronea, che abbia dichiarato “guerra” alla loro terra. Che continuo ad amare, ma con accresciuto e più che mai indipendente senso critico…

Il sottoscritto non ha le fette di salame sugli occhi e il naso tappato e quando si troverà di fronte a Franciacorta Docg che meritino di essere pubblicamente elogiati, lo farà come e più di prima. E quando ci sarà da bacchettare, come farò tra qualche giorno, sciorinando la mia incazzatura per la chiusura di un ristorante in cui credevo, ma che ai franciacortini evidentemente stava indigesto, non ci penserò due volte. Visto che non ho né padrini né padroni.

Ciò premesso, devo confessare che non avevo pensato, quando l’amico gardesano Vittorio Vezzola, di cui ho ricordato spesso su questo blog l’eccellente enoteca on line Spumeggiando, dove propone soprattutto Champagne selezionati con grande intelligenza e proposti con ricarichi esemplari, mi ha cortesemente invitato ad incontrarci per degustare insieme qualcosa delle sue bollicine, che avrei assaggiato altra cosa che non fosse Champagne. E tantomeno un Franciacorta.

E così quando sono arrivato nel luogo fissato per il nostro incontro, quel ristorante Al Carroponte, a Bergamo, dove non mettevo piede dal settembre 2015, e che non sapevo nel frattempo fosse stato premiato da una guida come miglior bistrot d’Italia, non ho fatto attenzione a quali bottiglie fossero già in fresco nell’ampia glacette.

Ho salutato il patron Oscar Masulé Mazzoleni (con il quale avevo avuto qualche divergenza relativa ai piatti che erano serviti a me e ad una persona speciale la mia ultima volta ai suoi tavoli, ma che continuo a considerare un talento bisognoso solo di essere un po’ domato nelle sue “intemperanze”) la gentile consorte Vezzola, che non conoscevo, e Vittorio, e abbracciato il collega “Tommasone” Farina, figlio di quel signor giornalista che è stato ed è Renato Farina, mi sono concentrato sui primi vini che Vezzola mi aveva versato nei bicchieri.

Persuaso che mi avrebbe proposto solo Champagne, e difatti mi ha proposto un fantasmagorico 2005 di Guy Charlemagne, il Mesnilmillésimé che vi racconterò prestissimo, non avevo fatto caso che nel primo bicchiere fosse finito un Franciacorta.

Ed il vino era talmente buono, ma talmente poco franciacortino, più profondo che grasso e fruttato, ricco di nerbo e minerale, che ho rischiato, se non fossi stato attento e non mi fossi concentrato, mentre gustavamo i piatti che arrivavano dalla cucina (nettamente migliorata dall’ultima volta), di scambiarlo per uno Champagne. Il che, detto da me, champagnista convinto, non rappresenta di certo una critica.

Invece il bel vino che mi trovavo nel bicchiere, naso discreto e salato, minerale, fresco e pieno di energia, con agrumi e pietra a dominare, preciso, nitido, incisivo, e ben secco, come piace a me, al gusto, essenziale, ricco di nerbo, con finale lungo, persistente e di grande armonia, piacevolissimo, veramente appealing, era una mia vecchia conoscenza, uno dei quei Franciacorta opera di un’azienda agricola che consiglierei spassionatamente e porterei ad esempio se dovessi fare un esempio di vini veramente ben fatti espressi dalla zona spumantistica bresciana.

Sto parlando, ho già scritto di loro qui e poi ancora qui, dell’azienda Barboglio de Gaioncelli di Colombaro di Cortefranca, che oltre a proporre Franciacorta di grande personalità può contare su un ristorante (manco da troppo tempo, devo tornarci presto..) che propone la migliore carta dedicata ai Franciacorta disponibile in zona, ed una cucina, scorrete qui il menu, che ricordo stuzzicante, fantasiosa il giusto, equilibrata e gustosa. I giovani, ma già saggi, Andrea Costa in cantina e Lorenzo Tagliabue in cucina sanno davvero il fatto loro e lo dimostrano in souplesse, senza forzare la mano, senza cercare inutili colpi ad effetto. Che lasciano tranquillamente ad altri …

Dimostrazione di tale saggezza, da parte di Andrea Costa, questo bellissimo Franciacorta Extra Brut, non millesimato, uvaggio calibrato di Chardonnay e Pinot nero da uve provenienti dal vigneto Casella Alta, 3500 piante ettaro con allevamento con la forma di allevamento del tanto vituperato Sylvoz con vinificazione in legno, 6-8 mesi di maturazione e affinamento di 36 mesi sui lieviti, che anche all’amico e collega bresciano Carlos Mac Adden, che è davvero in gamba e io stimo tanto, è piaciuto.

Un Franciacorta Extra Brut dal rapporto prezzo-qualità esemplare (Spumeggiando lo propone a 20,74 euro: mi piace il 74, non 75, 74…) mentre la distribuzione di Vittorio, riservata a ristoranti ed enoteche, ovvero Esawine, ottimi Champagne, ma anche un’attenta selezione italiana che comprende, tra gli altri, La Basia in Valtènesi, la Marangona nella zona del Lugana, gli ottimi Verdicchio dei Castelli di Jesi di Accadia, I Carpini nei Colli Tortonesi, Al-Cantara in Sicilia, i Chianti Classico di Losi a Castelnuovo Berardenga, il Brunello di Montalcino del Canalicchio di Franco Pacenti, il Nobile di Montepulciano di Alamanno Contucci, gli ottimi Trento Doc di Abate Nero, i sorprendenti Valpolicella e Amarone della Crosarola di Fumane, lo propone agli operatori ad un prezzo variante, a seconda delle quantità acquistate, tra 15,20 e 16,50 euro.

Voi fate come volete: se preferite spendere 29 euro per acquistare, da Esselunga ad esempio, un Franciacorta ben incellofanato di successo, tutto marchio e sapiente Expo-marketing, fatelo pure. Se volete farvi un’idea di cosa sia, secondo me, la meglio Franciacorta, quella più vera, quella meno tondinara e commerciale e più agricola, puntate su questo e sugli altri Franciacorta di Barboglio De Gaioncelli.

Vedrete che mi direte grazie per il suggerimento, scommettiamo?

Barboglio De Gaioncelli
Via Nazario Sauro frazione Colombaro Cortefranca BS
Tel. 030 9826831
e-mail info@barbogliodegaioncelli.it
Sito Internet http://www.barbogliodegaioncelli.it/

Attenzione!

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