Roccapietra Zero, un metodo classico che onora l’Oltrepò Pavese

Denominazione:
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
9



Alla Cantina Scuropasso fanno le cose perbene…

Come vanno le cose, mi chiederà qualcuno, in quell’Oltrepò Pavese dove sto moltiplicando (mi accosto al suo capezzale come fossi un medico condotto…) le mie visite?

Direi piuttosto bene, i salami, parlo di quelli che si affettano e si divorano, ovviamente con il “miccone” sono quasi sempre all’altezza della situazione, uno più buono dell’altro, e quei “salami” di oltrepadani mi sembra stiano lentamente iniziando a capire che “o la va o la spacca”, e che perdere il treno in corsa che sta passando sia davvero un’occasione unica che non può essere sprecata.

In attesa del 14 febbraio, che non è solo la festa di noi innamorati, ma la data entro la quale si saprà se la Cantina La Versa finirà finalmente in buone mani o se le toccherà ancora un futuro precario e traballante, a dimostrazione che le cose stanno cambiando, e in meglio, voglio segnalarvi una cantina e delle bollicine, in particolare, che ho conosciuto, grazie all’amico Patrizio Chiesa, anima del portale Oltrepò Pavese.com oltre che autore di una bellissima e davvero utile guida come Guidando con gusto, che mi ha proposto di andarci insieme.


E valeva davvero la pena salire, lungo la bella Valle di Scuropasso, fino alla Frazione Scorzoletta Pietra de’ Giorgi per conoscere Fabio Marazzi, ovvero la Cantina di Scuropasso, un’azienda che nasce nel lontano 1962 (anno della nascita di Fabio) e per molti anni, con l’onorevolissima attività di elaborazione di basi spumante, è stata un naturale “serbatoio” per spumantisti piemontesi come Cinzano, Gancia e pure per un’azienda seria (per me una volta lo era di più, prima che approdasse alla corte di “un certo” Farinetti…).

Nel 1991 le prime bottiglie, in proprio, di metodo classico, e nel 1998 a Scuropasso scelgono di presentarsi con il nome Roccapietra per sottolineare il fortissimo legame, un orgoglioso legame, con il territorio e con il Pinot nero, che qui gode di un microclima ideale.

E oggi Marazzi, che produce, ne parlerò sicuramente su Vino al vino, anche uno splendido Moscato Igt Pavia, un vero Moscato di Volpara, uno dei più buoni che abbia trovato da diversi anni a questa parte, penso abbia tutto i titoli, ma lui non lo dirà mai perché è una persona schiva e umile, uno che riflette attentamente sui vini che produce e accetta serenamente senza in….rsi eventuali osservazioni critiche sulle sue creature (qualcuno/a in Oltrepò prenda esempio..), per proporsi come uno dei protagonisti più interessanti della scena del metodo classico oltrepadano.

Purtroppo, unico appunto che mi sento di fargli, al momento le sue bollicine si presentano solo come VSQ e non come Oltrepò Pavese metodo classico Docg, ma ci sarà sempre tempo (evitando accuratamente di riesumare quell’orribile nome di Classese) per ricondurle nella denominazione, perché contribuiscano, come possono fare benissimo, anzi, lo fanno già altrimenti non ne scriverei, ad elevare l’immagine complessiva dell’Oltrepò vinicolo…

Rimandato, ma solo a settembre, il Cruasé 2010 (Marazzi sa che si tratta di sfumature e che sui Rosé accontentare un rompino come me non è semplice..), devo dire di essere rimasto folgorato (anche per l’esemplare rapporto prezzo-qualità: 15 euro in cantina) dal suo Pas Dosé Zero, un Pinot nero in purezza, da vigne del 1994-1995, di cui ho assaggiato le annate 2010, con sboccatura novembre 2016, e 2009, con sboccatura 2014.

Buono il 2009, più largo del 2010, ma più corto, non dotato della coda lunga e affilata, nervosa, e della finezza che troverò nel vino più “giovane”. Ma folgorante lo Zero 2010, colore di un bel paglierino intenso e brillante, con un bel perlage fine che si sviluppa e persiste nel bicchiere, ed un naso che subito mi ha colpito, intrigante, salato secco senza concessioni, con grande sale, mineralità, note di salvia e rosmarino, di agrumi, soprattutto cedro in evoluzione, di ananas e un filo di miele d’acacia in evidenza, un profumo nitido, pulito, da vino di carattere.

E poi amici miei che bocca, nervosa, lunga, ricca di nerbo, diritta, di gran nerbo e carattere, persistenza lunga, una bocca scattante, con acidità ben evidente ma non aggressiva, gusto sempre ben teso che provoca una bella salivazione e ravviva, mantenendolo sempre vivace, il gusto del vino.

Uno Zero che mi piacerebbe riassaggiare abbinandolo, oltre che al magnifico salame gustato il giorno della mia visita in cantina, a delle ostriche. Penso che sarebbe un abbinamento perfetto. E ricordiamoci che stiamo sempre parlando di Oltrepò Pavese, non di Champagne, eppure…

Scuropasso
Fraz. Scorzoletta, 40/42
27040 Pietra dè Giorgi (PV) – Lombardia
Tel. e Fax 0385 8514
info@scuropasso.it
www.scuropasso.it

Attenzione!

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6 commenti

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6 commenti

  1. Francesco Beghi

    febbraio 5, 2017 alle 7:04 pm

    Bravo Franco! Sapevo che non potevi aver perso il tuo fiuto nonostante la (troppo) lunga assenza. Sono da poco stato anche io a trovare Fabio Marazzi, e vedo che siamo più o meno in linea coi giudizi, anche se io ho dato un punteggio lievemente superiore allo Zero ’09 ma solo perché più pronto, almeno al momento del mio assaggio, ben conscio della superiore vitalità del ’10. In ogni caso, viva l’Oltrepò che sa lavorare bene!

    http://francescobeghi.it/cantina-scuropasso/

    • redazione

      febbraio 5, 2017 alle 7:11 pm

      grazie Francesco, sono contento che, sfumature a parte, sul migliore Oltrepò Pavese il nostro sentire é simile.
      Cordialità

      • Francesco Beghi

        febbraio 5, 2017 alle 7:14 pm

        Al di là di tutto, sono sinceramente contento che tu ti sia ripreso. Sursum Corda!

  2. franciacortino

    febbraio 5, 2017 alle 10:17 pm

    e bravo Ziliani, dopo che si é finalmente tolto dai coglioni sta cercando riparo e un nuovo padre in Oltrepò. E’ come passare da una Ferrari alla 500, ma le colline pavesi sono l’ambiente più adatto ad un provinciale perdente come lei

    • redazione

      febbraio 5, 2017 alle 11:48 pm

      potrei ignorarla, oppure risponderle qui, “franciacortino”. Invece ho deciso di raccogliere la sua provocazione e risponderle in un articolo, presto on line qui su Lemillebolleblog

  3. Fabio Marazzi

    febbraio 7, 2017 alle 9:43 am

    L’Oltrepò ha sempre avuto un’ottima “benzina” per le Ferrari

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