Annunciate in ribasso le spedizioni di Champagne nel 2016

TappiChampagne
Come sono andate le cose, si chiederà magari qualche lettore abituato a vedermi trattare di Champagne, anche dal punto di vista della commercializzazione e del suo andamento sui vari mercati internazionali, per le expéditions de Champagne nel 2016? E’ stato un grande anno, come lo sono stati il 2014 (307 milioni di pezzi) ed il 2015 (312.535 milioni)?

Non abbiamo ancora i dati definivi, che non troverete, ancora per un mesetto, sul sito Internet ufficiale del Comité Champagne o su quello del Bureau Italia. Per ora dobbiamo accontentarci, ma conto tra qualche giorno di potervi dare maggiori notizie, dei dati relativi ai primi 10 mesi dell’anno, ovvero sino ad ottobre, quindi senza i dati di due mesi cruciali e decisivi come novembre e dicembre.

I dati, e le previsioni, parlano di un possibile calo delle importazioni rispetto al biennio 2014-2015, visto che al 31 ottobre 2016 erano state spedite circa sei milioni di bottiglie in meno rispetto a fine ottobre 2015, con un calo, su base annua, del 2,7%.

Ottobre 2016 è stato un mese deludente, con un 10,6% in meno relativo al commerce della Maison de Champagne, dell’8,6% per le cooperative e del 6,5% per gli Champagne dei vignerons.

Non è andato bene il mercato interno (ed è comprensibile con tutto quello che è successo di negativo e terribile in Francia nel corso dell’anno…), ma ancora peggio sono andate le esportazioni, ovvero la forza trainante del mercato Champagne, con un calo del 21% rispetto ad ottobre 2015 sui mercati dell’Unione Europea.

Meglio vanno le cose nei Paesi terzi (tipo Stati Uniti, Australia, Giappone…), con un leggero rialzo e 58 milioni di bottiglie importate da gennaio a ottobre 2016.

E se le cose non dovessero cambiare – come mi auguro siano cambiate- in novembre e dicembre, il bilancio sarà decisamente meno entusiasmante di quello 2015, quando con 312 milioni di bottiglie spedite si era raggiunta una cifra di affari record equivalente a 4,75 miliardi di euro….

Le previsioni parlano di un calo in Francia e nel primo mercato export, la Gran Bretagna, dove ad inizio di quest’anno i prezzi degli Champagne dovrebbero aumentare a seguito dell’effetto Brexit.

Un calo complessivo del due per cento nelle expéditions de Champagne dovrebbe essere, salvo miracoli, nella ragione delle cose… Solo colpa della congiuntura economica e del terrorismo internazionale, dell’offensiva sempre più spavalda (in termini di prezzi bassi) del Prosecco, o di qualche strategia non proprio azzeccata?

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