Lambrusco di Sorbara del Fondatore 2015 Cleto Chiarli

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Sarebbe stato troppo facile, anche se ne ho avuto la tentazione, provare a riannodare i fili del discorso (dove eravamo rimasti?) con voi lettori, scegliendo – ne ho bevuto diversi in questi giorni – uno Champagne. Sarebbe stata una scelta simbolica, dai molteplici ed emblematici significati…

Ho invece pensato, o ha deciso per me quello che oggi mi sono messo nel piatto, di riprendere il dialogo con voi ovviamente con un metodo classico, ma non quelli che vanno per la maggiore e godono di maggiore notorietà mediatica, bensì con un vino, della tradizione, molto popolare.

Via con un Lambrusco dunque, per brindare a questo ritorno (lo so, sono stato via un bel po’, ma non potevo fare altrimenti…), ma non un Lambrusco qualsiasi, bensì con un Lambrusco “metodo classico”, o meglio rifermentato in bottiglia. Un Lambrusco di Sorbara metodo ancestrale, ottenuto dalle omonime uve, prodotto da un’azienda, che non ho mai visitato ma di cui apprezzo molto l’ampia gamma di prodotti, sempre ben fatti, mai banali, dotati di personalità e carattere, come la Chiarli di Modena.

Un Lambrusco che nelle varie enoteche on line viene via all’umanissimo prezzo di poco più di otto euro, perfetto in abbinamento alla “salsiccia alla mantovana”, acquistata non in una costosa boutique del gusto ma nientemeno che alla Lidl (e vi assicuro che era di qualità impeccabile), e alle semplici, per non dire povere (ma a me piacciono un sacco) cipolle al forno, che hanno costituito oggi il mio pranzo. E non me ne vogliano – la carne mi piace, anche se ultimamente ne consumo molto meno che in passato – i vegani che dovessero leggermi.

Cosa sia questo Lambrusco di Sorbara “Del Fondatore” è presto detto – e maggiori dettagli troverete in questa scheda pubblicata sul sito Internet aziendale: un Lambrusco di Sorbara prodotto con metodologia tradizionale, che prevede la presa di spuma attraverso fermentazione naturale in bottiglia con dosaggio zero, cui segue stagionatura di sei mesi.

Chiarli, il più antico produttore di vini tipici dell’Emilia-Romagna, l’azienda fu fondata nel lontano 1860 e dispone di una serie di tenute agricole, con 100 ettari di vigneti di proprietà, di Sorbara ne produce diversi, ma questo “Fondatore”, dalla Tenuta Sozzigalli, ovvero vigne poste nelle campagne a Nord di Modena sulla sponda sinistra del fiume Secchia, su terreni profondi ed argillo limosi, è forse il più ambizioso. Senza dimenticare, le uve questa volta sono Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, il rinomato “Vigneto Cialdini”.

Un Lambrusco, deo gratias!, assolutamente secco e di gran nerbo, che conquista innanzitutto per il colore, tra il melograno scarico ed il corallo ed il succo di ribes, limpido, brillante, luminoso, scintillante – elementi esaltati dalla mia scelta del miracoloso calice denominato Trentiner ideato da Luca Bini, dove il vino acquista in fragranza ed eleganza e sprigiona la grana fine delle bollicine e la vivace presa di spuma.

Ma poi, facendosi largo tra il profumo delle salamelle, e sfidandone quasi l’opulenza e invadenza, si resta ammirati dal naso ampio, succoso e carnoso di bella immediatezza e nitidezza, dove è la ciliegia a dominare, con sfumature di rosa, accenni agrumati, e poi ricordi di lampone e ribes, un naso nitido, incisivo, ben salato.

E, ancora di più, dal primo sorso, dalla bocca franca e ben polputa, di grande equilibrio e armonia, con un’acidità ben bilanciata dalla frutta, e una precisa vena salata che insiste e continua sino alla fine del sorso, con un nerbo diritto, persistente, generoso, un gusto generoso, ma assolutamente non ruffiano. E una capacità di “sgrassare” per bene e pulire la bocca dalla consistenza grassa della mia salsiccia alla mantovana.

Beh, se vi piace il Lambrusco, se amate il metodo classico, credo che questo ottimo Lambrusco Del Fondatore, così piacevole, ben calibrato, godibile, faccia assolutamente al caso vostro.

Sperando di non aver perso la mano (ed il palato) in questi lunghi mesi lontano dai miei blog e da voi lettori, cordialmente vi saluta il vostro Franco Ziliani. Prosit!

11 commenti

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11 commenti

  1. claudio_c

    gennaio 2, 2017 alle 5:52 pm

    Conosce la bondola Ziliani? Forse la conosce è quella salama ferrarese molto speziata che si mangia in questa stagione. Già che si è esibito in questa descrizione proverei il vino qui sopra con una bondola

    • redazione

      gennaio 2, 2017 alle 5:53 pm

      lei voleva dire Bondiola Claudio? Certo che la conosco, come la salama da sugo. Questo Lambrusco sarebbe un perfetto abbinamento 🙂

  2. Cosimo Piovasco di Rondò

    gennaio 2, 2017 alle 9:49 pm

    Avanti,sempre avanti fratello Franco: Avanti nel Lambrusco (socialismo) e nella Libertà. Avanti!

    • redazione

      gennaio 2, 2017 alle 10:31 pm

      compagno Cosimo, che piacere leggerti! Ma, come sai io e te politicamente siamo molto, ma molto, ma molto distanti…
      un forte abbraccio

  3. Nicola

    gennaio 3, 2017 alle 11:48 am

    Non capisco se sia un metodo classico o un ancestrale.

    • redazione

      gennaio 3, 2017 alle 12:56 pm

      l’azienda lo definisce in etichetta metodo classico, ma credo sia più giusto chiamarlo metodo ancestrale. Una definizione, però, che a molti dice poco o suona misteriosa. Quindi meglio metodo classico

  4. luigi

    gennaio 3, 2017 alle 3:13 pm

    Avanti! Senza mai piu’ fermarsi! Bentornato! In questi mesi di silenzio mi sono letto i suoi vecchi articoli!

    • redazione

      gennaio 3, 2017 alle 3:21 pm

      grazie Luigi, speriamo che questo 2017 vada in maniera molto migliore dell’anno che l’ha preceduto. Se andasse peggio… sarebbero cavoli amari

  5. Franco Ziliani

    gennaio 5, 2017 alle 5:28 pm

    divertente! Anche sul sito Internet della trasmissione di Radio 24 Il Gastronauta hanno scritto, proprio in questi giorni, di questo vino: http://www.gastronauta.it/articoli/2507-l-etichetta-lambrusco-del-fondatore-2014-cleto-chiarli.html

  6. Teresio Brangero

    gennaio 6, 2017 alle 7:02 pm

    Grande Franco, sono contento che ti fai di nuovo sentire sul tuo blog, certe notizie sul mondo del vino si conoscono solo attraverso il tuo blog. La tua conoscenza del mondo del vino non ha confini, la tua critica può essere di stimolo a molti produttori e appassionati di vino.
    Grazie buon anno.

    • redazione

      gennaio 7, 2017 alle 1:57 am

      grazie, caro Teresio! auguroni anche a te…

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