Lessini Durello: on line un corner shop per trovarlo e provarlo più facilmente

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La premessa è ovvia e scontata: se l’analisi fosse limitata ai numeri il discorso che sto per fare non avrebbe nemmeno ragione di esistere. Alla terrificante potenza di fuoco rappresentata da circa 400 milioni di bottiglie, tra Doc e Docg, del Prosecco, nemmeno un milione di bottiglie rappresentate da un’altra denominazione non fanno nemmeno il solletico.

Se si ragiona invece in termini di diversità e di valorizzazione di produzioni che presentano caratteristiche del tutto peculiari e che rappresentano la tradizione vinicola di una determinata zona, allora è legittimo dire, quando si parla di bollicine venete, che c’è altro oltre al Prosecco. E che anche se quest’altro è rappresentato da una produzione, che, con la tenacia di una formichina, continua a crescere e ha superato, tenetevi forte, quota 700 mila bottiglie, proposte da un numero, questo sì crescente, di aziende (sono 22), il Lessini Durello merita attenta considerazione. Anche perché i vini che rivendicano questa denominazione sono davvero buoni, quando non sorprendenti.

Sono bollicine, prodotte sia con la metodologia produttiva del Prosecco, ovvero il metodo Martinotti-Charmat, sia con la più impegnativa tecnica della rifermentazione in bottiglia, che si identificano con un’uva, la Durella, che vanta una plurisecolare presenza (le prime testimonianze si hanno in epoca medioevale) nella zona dei Monti Lessini, ovvero l’area collinare che in provincia di Verona comprende l’alta Val d’Illasi, la Valle del Tramigna e i comuni più a nord della Val d’Alpone, e le vallate del Chiampo, del Leogra e dell’Agno nel vicentino.

Per anni, utilizzandola come uva da taglio destinata a “spumanti” italiani ed esteri (i Sekt tedeschi ad esempio), si è pensato che la sua acidità, che potremmo definire “indomita”, costituisse la caratteristica basilare, ma in seguito, studiando meglio l’uva ed i territori, in larga parte di origine vulcanica, dove la Durella si è diffusa, si è colta tutta la complessità di questo vitigno. Che dà vini che una volta spumantizzati rivelano doti di freschezza e una tenuta nel tempo impensabile, ma abbinati a sapidità, mineralità, ricchezza di sapore, ad un corredo aromatico complesso. Che emerge soprattutto nei metodo classico con lunga permanenza sui lieviti e che esprime note floreali, fruttate, di frutta secca.

Un vino, il Lessini Durello (la denominazione Monti Lessini è invece riferita ai vini non spumantizzati, fermi o addirittura passiti), tutelato da un attivo Consorzio, cui aderiscono 18 delle 22 aziende complessive, e che rappresenta il 97% dell’intera produzione – sono coltivati a uva Durella 366 ettari sulle colline veronesi e 107 ettari su quelle vicentine, e sono circa 430 i viticoltori che lavorano con quest’uva, che rientra benissimo nella categoria delle bollicine alternative da vitigni autoctoni.

Ben conosciuto e apprezzato in area veneta, e da nicchie di estimatori che anche fuori della regione di produzione ne apprezzano la particolarità, il nerbo acido, la verticalità, l’energia, la capacità di sposarsi a piatti di non facile abbinamento come il baccalà, le lumache, l’anguilla, il Lessini Durello (la produzione di Charmat è nettamente superiore, in termini quantitativi, a quella di metodo classico), ha visto in qualche modo frenata la sua popolarità e diffusione non solo dalla produzione limitata, ma da una distribuzione limitata, tranne in rari casi, a Veneto e dintorni.
TopItalianWine

Come fare dunque, se si è incuriositi da questo tipo di bollicine e se avendolo provato una volta in qualche occasione si desiderasse ripetere a casa l’esperienza? Certo, si può sempre contattare i produttori o andare a visitare le loro cantine trovandosi in zona. Da qualche tempo una valida e moderna alternativa è offerta ai consumatori che amano acquistare i vini anche on line da un accordo intercorso tra il Consorzio Vino Lessini Durello e uno dei più validi portali, organizzato in negozi monotematici, specializzati nella vendita di vini altrimenti difficilmente reperibili, ovvero Top Italian wine. Dopo essersi specializzato nella selezione e proposta di vini passiti e vin santi, Top Italian Wine ha pensato di creare una serie di Corner Shop realizzati in partnership con Consorzi di tutela per la valorizzazione di produzioni autoctone o di etichette d’eccellenza e di nicchia di singoli produttori.

Il risultato è una vetrina Web, un punto vendita on line che potete visitare a questo indirizzo, che per ora rende disponibili agli appassionati due Lessini Durello Charmat e otto Lessini Durello metodo classico proposti da sette aziende associate (si prevede progressivamente l’entrata anche delle altre), con un assortimento che va dai vini più immediati, ma non banali, a millesimati 2011-2010-2009 e 2008.

La presentazione di ogni vino è corredata da un’ampia scheda descrittiva del produttore e una nota di degustazione.

Una bella iniziativa, che merita attenzione: una vetrina Web per trovare e provare più facilmente e prendere maggiore confidenza con il Lessini Durello.

3 commenti

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3 commenti

  1. luca Verga

    maggio 13, 2016 alle 3:10 pm

    In passato su consiglio provai il
    Torque Lessini Durello DOC Metodo Classico
    2007, devo ammettere che questo “sconosciuto” mi piaque in maniera particolare.

  2. filippo

    giugno 29, 2016 alle 12:41 pm

    posso chiedere come mai questo blog che seguivo non ha piu’ post?

  3. Arianna Winezon

    luglio 1, 2016 alle 1:45 pm

    Grazie per i consigli e le informazioni! Questo portale mi è stato molto utile!

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