Expéditions vins de Champagne. Si conferma il Regno Unito, ma crescono Giappone e Australia

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Numeri e considerazioni sull’andamento dei primi dieci mercati esteri nel 2015

Sul sito Internet ufficiale del Comité Champagne non è ancora disponibile il bollettino d’informazione, con tutte le analisi, le comparazioni, le statistiche complessive, relativo alle expéditions nel 2015, ma alcune “cifre chiave” consentono di poter fare alcune considerazioni (e relativi confronti con l’andamento nel 2014) relative ai primi dieci mercati esteri.

Ecco quindi alcuni dati, confortati da numeri, che consentono di capire di quale salute goda la filiera champenoise e come si orientino le vendite.

Nel 2014 i primi dieci mercati esteri erano i seguenti con questi numeri :

1 Regno Unito        32. 675 232
2 Stati Uniti            19.152.709
3 Germania             12.605 297
4 Giappone             10.429 638
5 Belgio                   9.741 262
6 Australia               6.524 220
7 Italia                     5.795 957
8 Svizzera                5.553.703
9 Spagna                  3.420 322
10 Svezia                 2.608 825

Nel 2015 i dieci principali esteri restano esattamente gli stessi, senza alcuno scambio di posizioni in classifica tra i vari Paesi, ma con alcune sensibili variazioni in quanto a numero di bottiglie “spedite”.

1 Regno Unito        34.153.662     + 1.478.430

2 Stati Uniti           20.508.784            + 1.356.075

3 Germania            11.907.887            –   697.410

4 Giappone            11.799.246            + 1.369.608

5 Belgio                 9.210.659              –    530.603

6 Australia             8.110.106             + 1.585.886

7 Italia                   6.359.572             +   563.615

8 Svizzera              5.410.288             –     143.415

9 Spagna               3.909.345             +   489.023

10 Svezia               2.904.854             +   296.029

I primi 10 mercati esteri nel 2015 totalizzano complessivamente 114.274.403 milioni di bottiglie, di cui 73.861.267 riferite a mercati dell’area europea e 40.418.136 riferite a “Paesi terzi” o “Grande export” (Stati Uniti, Giappone, Australia, tutti a segno più, con una crescita complessiva rispetto al 2014 di 4.311.569 bottiglie). I primi dieci mercati export rispetto al 2014, quando complessivamente totalizzarono 108.507.165 milioni di bottiglie, fanno registrare una crescita notevole, pari a 5.767.238 milioni di bottiglie. Sorprendono le prestazioni dell’Australia e del Giappone, il leggero calo di mercati tradizionalmente forti come Germania e Belgio, mentre la crescita degli Stati Uniti va vista come il segnale di un economia in crescita.

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Quanto alla performance nel Regno Unito credo costituisca la dimostrazione del fatto che gli inglesi pur flirtando con alternative cheap italiane e spagnole continuano a mantenersi fedelissimi e affezionati consumatori (e conoscitori) di Champagne. Sono ancora lontane, come si può leggere qui, le cifre record raggiunte, in epoca pre-crisi, nel 2007, con 39.052.278 milioni di pezzi, o i quasi 37 milioni di pezzi del 2006, ma i 34.153.662 milioni di bottiglie del 2015 si collocano all’altezza dei 34.533.887 del 2011 e marcano una decisa lontananza dalle performances meno soddisfacenti dell’ultimo decennio, raggiunte rispettivamente con 30.517.461 e 30.786.727 milioni di bottiglie nel 2009 e nel 2013.

Un discorso a parte merita il mercato francese, che continua ad essere il primo consumatore di Champagne con oltre 160 milioni di bottiglie, e una percentuale complessiva del 52-53%, ma nel 2015 non c’è stata la ripresa attesa da anni, anzi i consumi interni hanno fatto segnare un modesto calo di 443.605 pezzi. E una parte crescente del mercato è appannaggio delle Maison de Champagne, con quasi 92 milioni di pezzi, corrispondenti al 57% del totale.

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