Champagne La Grande Réserve Brut Dumangin

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot Meunier, Chardonnay, Pinot noir
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
8.5


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In attesa di sapere quale sia stato il numero esatto di bottiglie equivalenti alle “expéditions de Champagne” nel corso del 2015 – le stime, come ho scritto in questa recente nota, parlano di una cifra intorno ai 313 milioni di pezzi, con un incremento rispetto al 2014 superiore al due per cento – cosa si può fare di meglio se non godersi una buona bottiglie del grande metodo classico francese?

Lo si può fare, non svenandosi, spendendo meno di 30 euro se si ricorre a questo ottima enoteca on line, scegliendo La Grande Réserve Brut non millesimata di un produttore che non ama comunicare molto, visto che il suo sito Internet è in rifacimento da… due anni…

Eppure Dumangin, che ha sede a Chigny Les Roses un villaggio classificato 1er cru posto nel cuore della Montagne de Reims, è una Maison di valore, che esporta larga parte della propria produzione, ed è giunta alla quinta generazione, il cui primo esponente fu Firmin Dumangin viticultore nel villaggio di Ludes, mentre oggi a reggere le sorti dell’azienda è Gilles Dumangin.

Prendiamo atto di questa sua strana – nel 2016… – refrattarietà a raccontarsi, per accontentarci del fatto, decisamente più importante, che gli Champagne che elabora oltre a presentare un eccellente rapporto prezzo – qualità sono Champagne ben fatti e molto piacevoli da bere. Vini che possono essere approcciati e apprezzati anche non dai grandi esperti e non solo dalle persone che in una bottiglia di champenois ricercano chissà quali sfumature, complessità e recondite armonie.

A dispetto del suo nome altisonante La Grande Réserve non millesimata di Dumangin è un Brut che utilizza abbondantemente il dosaggio consentito dalla tipologia, in questo caso ci si avvicina ai 9 grammi per litro, ed è una Cuvée composta per il 50% da Pinot Meunier, per il 25% da Chardonnay, e per il 25% da Pinot Noir, tutte uve provenienti da villaggi Premier Cru Montagne de Reims, ovvero Chigny Les Roses, Ludes, Rilly, Taissy, Cormontreuil, (un cinque per cento della cuvée si affina per quattro anni in legno).

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Uno Champagne che definirei, con termini anglosassoni, molto appealing e easy to drink, che fa dell’armonia e dell’equilibrio il suo punto di forza, nella dichiarata piacevolezza il suo elemento distintivo, buono senza mai toccare livelli di eccellenza speciali.

Colore paglierino oro squillante, perlage finissimo e di grande vivacità nel bicchiere, mostra un naso molto aperto, fragrante, variegato, con sfumature di crema pasticcera, zucchero filato, torrone, nocciola fresca, agrumi canditi e un tocco di burro e una leggera vena sapida.

La bocca è cremosa, il gusto morbido, rotondo, senza alcuno spigolo, con un qualcosa che ricorda alcuni Satèn di Franciacorta (è solo una battuta, ché tale vuole essere, ed é consapevole di essere paradossale…), un’armonia che mostra una sola dimensione e solo dopo lo sviluppo del vino nel bicchiere lascia trasparire – siamo o non siamo in Champagne? – una freschezza minerale, una vena più nervosa e sapida.

Non uno Champagne memorabile, ma con un grande pregio, far vuotare facilmente la bottiglia, trattandolo come aperitivo o sorseggiandolo distrattamente conversando o ascoltando musica o abbinandolo a tavola ad antipasti non impegnativi.

Non piacerà molto comunicare a Dumangin, ma i suoi vini eccome se si fanno capire…

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1 commento

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Un commento

  1. Andrea

    marzo 10, 2016 alle 2:28 pm

    Che poi Dumangin è molto attivo su facebook e fioccano post e update dei suoi tour oltreoceano…

    Strano marketing.

    Comunque sono grandi prodotti quelli di Dumangin: il rosè su tutti (e mi pare se ne sia parlato anche qui Ziliani vero?), se le capita provi anche l’extra brut (etichettina azzurra), rapporto qualità prezzo eccezionale!
    Saluti

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