Franciacorta Pas Dosé 2007 Majolini

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
8.5


Franciacorta2015ExtraBrut 090

Con quale vino chiudere il 2015 di Lemillebolleblog? Quale “bollicina” scegliere per sigillare un anno di suggerimenti, discorsi, proposte, discussioni, polemiche che hanno visto questo blog cercare di dire la propria su quanto accadeva nel campo del metodo classico italiano?

Anche se il Trento Doc ha dato segni di riscossa e di riorganizzazione, ma con un numero di bottiglie prodotte che a fatica raggiunge gli otto milioni, e dall’Oltrepò Pavese sono giunti segnali di una volontà più convinta e tenace di puntare sulle bollicine prodotte con il metodo della rifermentazione in bottiglia, é chiaro a tutti che il 2015 è stato ancora l’anno in cui la ed il Franciacorta hanno rafforzato la loro leadership. Sia in termini di numero di bottiglie prodotte, che di soggetti produttivi (oltre 110) sia di visibilità e notorietà, favorite anche dalla adesione all’operazione Expo.

E Franciacorta Docg dunque sia l’ultimo vino proposto in questo 2015: un vino che scelgo perché è buono, perché lo produce una persona che stimo e reputo amica, perché la zona di produzione è considerata un’area marginale della denominazione e l’etichetta costituisce un omaggio ad un grande artista.

Il Franciacorta è il Pas Dosé millesimato, annata 2007, dell’azienda, sita ad Ome, nella zona nord est, dell’azienda di Ezio Majolini (e oggi anche di suo nipote Simone), più noto tout court come Franciacorta Aligi Sassu, perché l’etichetta rappresenta una bellissima opera, i bronzei Cavalli innamorati, del grande pittore e scultore milanese di origine sarda, che sono stati collocati nello spiazzo antistante la cantina Majolini a presidio dell’intera vallata.

Una vallata dotata di un terroir molto particolare costituito da stratificazioni di un calcare bianco di grande purezza denominato medolo in grado di conferire uno spiccato carattere minerale e ben secco ai vini qui prodotti.

I Majolini ebbero una lunga frequentazione e amicizia con Aligi Sassu e la collocazione della statua in cantina e l’etichetta che ne riproduce l’inconfondibile effigie vogliono sancire questo forte legame a partire dall’annata 1995.

Ottenuto da uve Chardonnay in purezza, provenienti da un vigneto posto nel comune di Gussago, e quindi affinato sui lieviti per 36 mesi, questo Pas Dosé anche con il millesimo 2007 si mantiene fedele al proprio stile anti-spettacolare e direi piuttosto all’insegna del riserbo, anche se in questa edizione – io ho degustato un campione con sboccatura febbraio 2015 mostra un calore e una solarità inusuali.

Colore oro antico brillante e luminoso, perlage di buona finezza ed intensità, naso sorprendentemente caldo e mediterraneo, con note di agrumi canditi, fieno, mela cotta, crosta di pane, pasticceria e crème brulée ad accompagnare le consuete note sapide minerali, bocca ancora ricca di energia e di slancio, asciutta, diretta, volitiva, con una bella continuità e un finale ben secco e asciutto, giustamente nervoso, con un retrogusto che richiama la mandorla e gli agrumi canditi.

Un ottima scelta per chiudere un anno che se ne va e salutare il nuovo che arriva…

Attenzione! Non dimenticate di leggere anche:

5 commenti

Condividi

5 commenti

  1. lino g.

    dicembre 30, 2015 alle 8:03 pm

    Sig. Ziliani leggo spesso le sue schede, non so se si chiamano così dei vini. Leggo questo blog perché sono appassionato di bollicine. Ma la franciacorta non mi appassiona, non so perché ma mi fa un po’ antipatia. Però questa volta non resisto perché ho letto e mi è venuto voglia di bermela questa bottiglia. Bravo davvero bravo e così preciso ma anche attirante. Berrò alla sua salute. Però ho già comprato una bottiglia di champagne: mi piace troppo e tre o quattro volte all’anno mi lascio andare. Buon Anno con le bollicine delle mille bolle. E questa bottiglia l’ha trattata così bene che prima o poi me la vado a cercare. Salve.

  2. fabry

    dicembre 30, 2015 alle 9:02 pm

    Le auguro buon anno Ziliani, con l’augurio che il 2016 le porti un po’ di sale in zucca e tanto champagne….auguroni.

  3. germano

    febbraio 8, 2016 alle 5:05 pm

    Buonasera Sig. Ziliani,
    …una riflessione, anche io trovo il pas dosè di Majolini tutto sommato buono, ma non mi convince fino in fondo, in quanto dopo un attacco molto molto buono, ampio pieno, giustamente “sgarbato”, …la chiusura è un po’ una delusione perché la trovo “poco pulita” e amarognola…mi sbaglio ?
    Complimenti per le discussioni e un cordiale saluto
    Germano

    • redazione

      febbraio 8, 2016 alle 5:10 pm

      non mi permetto di dirle che si sbaglia, il gusto é soggettivo. Io non concordo con le sue annotazioni, che rispetto e di cui prendo atto, altrimenti non avrei descritto il Pas Dosé come l’ho descritto…
      cordialità vive

  4. germano

    febbraio 9, 2016 alle 7:52 am

    …me lo dica pure tranquillamente, …non mi offendo anzi,..Lei è un professionista stimato, mentre io un dilettante “allo sbaraglio”, quindi lavoriamo su due livelli ben distinti e lontani,…mi sono permesso di scrivere quanto sopra perché io verso questo Franciacorta ho una sorta di odio amore,…proprio per i motivi già esposti,…un attacco in bocca eccezionale …ma una chiusura che ti fa ricredere…, visto che comunque in cantina ne ho 2 cartoncini da 6, …prossimamente riassaggerò e Le saprò dire…complimenti ancora per il blog e un cordiale saluto
    Germano Lenzi

Lascia un commento

Connect with Facebook