Trento Doc Altemasi Pas Dosé 2007

Denominazione: Trento Doc
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
9


TrentoDoc2015 080
Ormai non costituisce più una sorpresa per nessuno che ai vertici del metodo classico trentino, pardon del Trento Doc, anno dopo anno si trovino le bollicine emanazione della più potente realtà produttiva regionale, ovvero sia di Cavit (Cantina Viticoltori del Trentino) la celebre maxi cooperativa che unisce 11 cantine sociali trentine con 4500 viticoltori associati.

Sicuramente tra i più bravi, insieme ad un altro gigante (e vero leader della denominazione), le Cantine Ferrari, troviamo di anno in anno vignaioli di dimensioni ben più ridotte, che hanno una cura quasi artigianale della loro produzione, ma Cavit riesce a vincere tutti gli scetticismi grazie ad un team di tecnici, cito Andrea Faustini ad esempio, di primario valore, ad una possibilità di selezione di vigneti e uve nelle zone più vocate unica, ad uno stile di lavoro collaudato che permette tranquillamente di lasciare i vini cinque anni sui lieviti senza togliere loro nerbo e freschezza.

Sulle proprie pagine Web la cantina definisce Altemasi “la linea di eccellenza degli spumanti Cavit. Esprime tutta la meritata fama del territorio trentino come regione ad alta vocazione spumantistica, grazie alla posizione dei vigneti di collina che raggiungono quote di oltre 600 m. s.l.m”, sottolineando l’importanza delle giaciture dei vigneti e dei terroir, ed il fatto, implicito, che quando in Trentino si lavora con uve “di montagna” i risultati sono diversi.

E proprio dai “pendii dei conoidi dolomitici, la Valle dei Laghi e la Valle di Cembra ad altitudini comprese tra i 450 e i 600 metri”, provengono le uve dell’Altemasi che prediligo, il Pas Dosé millesimato, quest’anno è di scena l’annata 2007, classica cuvée formata da 60% Chardonnay e 40% Pinot nero, che, come dicevo, compie un affinamento sui lieviti di ben 60 mesi.

Non so, sulla scheda tecnica di questo dettaglio non si fa menzione, se una parte del vino fermenti o si affini (e per quale periodo) in legno. Se il legno viene utilizzato, viene usato molto bene e non fa avvertire la propria presenza.

Di certo questo Trento Doc Pas Dosé 2007 fornisce una magnifica dimostrazione di come si possa realizzare un prodotto complesso e ben strutturato senza condizionare in alcun modo la piacevolezza e la facilità di beva. Cosa che non sempre, anche in Trentino, accade.

A me questo Trento Doc è piaciuto da ogni punto di vista, per la bella intensità di colore, paglierino oro brillante, per il perlage fine e continuo, il naso incisivo e ben secco, con sfumature di alloro e cioccolato bianco, di ananas e pompelmo con un tocco di erbe aromatiche. E poi per la bocca ampia e molto cremosa, con un bel nerbo incisivo e una bella freschezza, un gusto diretto, minerale, salato, nervoso, con coda lunga e ben tesa e persistenza lunga e grande armonia in ogni componente.

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1 commento

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Un commento

  1. Andrea Toselli

    gennaio 21, 2016 alle 11:56 pm

    Trento Doc eccellente, ahimè prodotto in quantità omeopatiche.

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