Anche il Prosecco (Doc) lancia il proprio Osservatorio, Prosecco Lab

ItaliaProsecco

E i primi risultati dicono che siamo “todos prosecchistas”!

Come ogni denominazione bollicinara che si difenda anche l’inarrestabile Prosecco Doc si è finalmente dotata di un proprio Osservatorio che avrà il preciso obiettivo di indagare le tendenze sul Prosecco e analizzare la relazione tra il consumatore contemporaneo e il Prosecco. E i risultati del primo sondaggio – indagine, realizzato per conto del Consorzio Prosecco da una società di primario livello come la SWG spa di Trieste, su un campione di 1200 italiani, maggiorenni, interpellati tra il 19 e il 21 ottobre, vanno oltre alle più rosee aspettative sul rapporto che lega gli italiani al popolare Charmat aromatico veneto-friulano.

L’87% del campione interpellato dichiara di bere vino (solo il 12% dichiara di non berlo mai e un uno per cento non risponde) e la stragrande maggioranza di questo 87% che beve vino, ovvero un 92%, dichiara di bere, “quotidianamente”, (2%) “spesso ma non tutti i giorni” (12%), “nei fine settimana” (15%), “raramente” (41%), “solo alle feste” (22%) Prosecco.

92ConsumatoriProsecco

La statistica è statistica e la risposta “raramente” rientra comunque nel computo delle risposte affermative e fa bene, da parte sua, il Consorzio Prosecco a gioire e diramare un comunicato trionfante anche se forse, invece di dichiarare “Il 92% di chi beve vino (ovvero dell’87% degli italiani), ama il Prosecco”, una totale completezza dell’informazione avrebbe forse suggerito di aggiungere “ma il 41% lo beve raramente”. Ovvero, come si vede bene dalla slide che correda il comunicato, 29% sono consumatori abituali, e 63% consumatori saltuari.

Questo senza mettere in dubbio il fatto, incontrovertibile, che a tantissimi italiani che bevono vino e ormai a tantissimi consumatori esteri, il Prosecco piace, che si tratta di un prodotto “che è conosciuto, apprezzato e bevuto”, e gode di robusta salute.
PerchébereProsecco

Molto interessante, piuttosto, è quanto emerge dalle risposte di quella grande quantità di italiani che dichiarano di bere Prosecco (da tutti i giorni a una volta all’anno), ovvero le motivazioni per cui lo scelgano (ogni interpellato poteva fornire sino a tre risposte). Emerge una scelta chiara e consapevole, di gusto, del prodotto, che prevale sulla scelta dovuta al prezzo contenuto: “Per il 41% delle persone la scelta del Prosecco è un fattore di gusto: perché gli piace. Un altro 31% lo ritiene semplicemente buono”. Un altro 32% lo sceglie perché gli piacciono i “vini frizzanti”.

Altre risposte ed il loro numero, danno poi la chiara misura di come quello tra il Prosecco e gli italiani si configuri come un legame duraturo: il 19% lo sceglie perché “si abbina a qualsiasi momento”, il 15% perché “mi piacciono i vini bianchi”, il 12% perché “è versatile” e solo il 9% perché “ha un buon rapporto qualità-prezzo”.

LogoConsorzioProsecco

Se si aggiunge poi che il 7% lo sceglie perché “lo trovo facilmente”, il 6% perché “lo conosco bene”, il 5% perché “mi ispira fiducia”, mentre il 7% lo giudica “tra i migliori in assoluto”, e il 6% lo considera “un vino sano”, ecco spiegato il successo di questo vino popolare, facile da trovare e dotato di un nome semplice da ricordare.

Non si può dunque, di fronte a numeri tanto eloquenti, che prenderne atto, anche se personalmente resto persuaso, cosa che il campione interpellato in questo sondaggio ha solo minimamente considerato ovviamente pensandola diversamente da me, che il prezzo contenuto costituisca una forte spinta all’acquisto. E uno dei motivi forti del successo. E di fronte ad un tale attaccamento, al prodotto Prosecco e alle sue caratteristiche, così tenace, credo sarà davvero un’impresa portare la maggior parte dei prosecchisti a diventare anche (o in alternativa) consumatori di metodo classico.

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4 commenti

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4 commenti

  1. Adriano Sarto

    novembre 25, 2015 alle 10:49 am

    Penso che se il Prosecco costasse non meno di €15 come un Franciacorta o un Trento DOC basico, avrebbe molti meno fans. Ciò premesso, molti piccoli produttori nella zona DOCG Conegliano Valdobbiadene fanno un prodotto egregio soprattutto con il metodo tradizionale.

  2. Paolo R.

    novembre 25, 2015 alle 1:27 pm

    Sondaggio molto piu plausibile e credibile di quello simile fatto dalla Franciacorta lo scorso anno.

    • redazione

      novembre 27, 2015 alle 11:19 am

      credo che entrambi i sondaggi, realizzati come sono stati da ricercatori e Istituti di ricerca di primario valore, siano seri, credibili e plausibili

  3. Adriano Sarto

    novembre 27, 2015 alle 11:54 am

    Per me il costo contenuto,come rilevato dal Sig.Ziliani,resta uno dei fattori determinanti del successo internazionale del Prosecco. Ciò non toglie che anche il rapporto costo/qualità sia piuttosto favorevole purchè chi lo acquista sappia cosa attendersi. Il metodo classico, ovviamente, è un altro film ma penso che i due vini possano tranquillamnte convivere nella cantina di un appassionato.

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