Trento Doc Tananai 2011 Borgo dei Posseri

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Non avevo mancato di notarla la deviazione verso questo Borgo, le due volte che ero salito, in quella alta valle spettacolare che è la Val dei Ronchi, a nord di Ala, tra i Monti Lessini e le Piccole Dolomiti, per fare visita a Maso Michei. E ovviamente mi ero chiesto cosa fosse questo Borgo dei Posseri, che storia avesse, soprattutto dopo aver degustato alla cieca e trovato piuttosto interessante il Trento Doc millesimato qui prodotto, denominato Tananai.

Non avendo modo per il momento di salirci, mi sono informato, consultando l’esauriente sito Internet, e la parte relativa ad una storia che è antica e affascinante e ci racconta chePozzo Basso (ora Borgo dei Posseri) fu maso e dimora dei nobili Taddei e fino agli anni Cinquanta è stato un nucleo abbastanza consistente, tanto che esisteva una piccola scuola” e che “le tre località di Pozzo sono ubicate su un contrafforte tra le valli di Ronchi e di San Valentino, sulla sinistra orografica del fiume Adige. I masi sono sparsi fra i prati e i boschi ad un’altezza che va dai 551 metri di Pozzo Basso e gli 884 di Pozzo Alto”.

Ero già abituato, avendo conosciuto Giuseppe Tognotti, il dominus di Maso Michei, ad incontrare in zona persone che non hanno problemi a scegliere posti isolati per andarci a vivere e lavorare e perseguire una qualità della vita tutta particolare a stretto contatto con la natura. E ho così scoperto che il tema chiave di Borgo dei Posseri sta nel “recuperare il passato per renderlo parte integrante del domani”. Ed ecco pertanto nascere da questa idea “la volontà di far rivivere la storica borgata contadina in quota, sopra l’abitato di Ala. Pazientemente, ma con entusiasmo, gli amici Maria Marangoni e Martin Mainenti, hanno davvero rivoluzionato la loro azienda agricola senza però minimamente intaccare l’identità del territorio”.

Un lavoro certosino, considerato che l’azienda agricola conta su una superficie totale di circa 230 ettari, venti di vigneto alternati a boschi, prati e pascoli. Le vigne, che giacciono su terreni già utilizzati per il pascolo d’alpeggio, sono giovani e risalgono al 2000 e hanno trovato terreno fertile e habitat ideale perché “sotto lo strato di terreno vegetale troviamo un terreno composto da sabbia limoso-argilloso moreniche compatte ricche di elementi ghiaiosi e ciottolosi sparsi”. Appezzamenti con caratteristiche morfologiche, di giacitura e microclima diversi, con aree più pendenti, ricoperte da bosco, superfici più pianeggianti, in parte sistemate a terrazzi, spesso sostenuti da muretti a secco nel lato a valle.

In questo scenario naturale dove leggo che la flora e soprattutto la fauna vivono in condizioni ideali, tanto che in loco si registra la presenza dell’aquila reale, di qualche orso e poi cervi, camosci, caprioli, marmotte, volpe, tasso, faine, la pernice bianca alpina, il gallo forcello e il raro gallo cedrone, ma, problema non indifferenti per tutti i viticoltori, come se cervi, camosci e caprioli non lo fossero, anche gli onnipresenti ingordi cinghiali, Marangoni e Mainenti, con un’attenzione viticola molto particolare, vengono usati solo prodotti fitosanitari in combinazione con trattamenti biologici e viene fatta la lavorazione meccanica del sottofila (non vengono utilizzati diserbanti), producono vini da varietà come Pinot nero, Müller Thurgau, Gewürztraminer, Sauvignon, Merlot.

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E sono stati tra i primi ad utilizzare la chiusura con il tappo in vetro sui vini bianchi e naturalmente, operando in Trentino, in condizioni di viticoltura di alta collina e di montagna, hanno voluto provare la strada del Trento Doc.

Il risultato, un Brut millesimato, una cuvée composta per il 50% da Chardonnay e per il 50% da Pinot nero, di cui ho degustato l’annata 2011 con sboccatura maggio 2015, è un vino, da vigne poste da 520 a 720 metri di altezza, allevate a guyot, lungamente affinato sui lieviti, qualcosa come 38 mesi, che ha tutte le caratteristiche del metodo classico di montagna e privilegia la finezza aromatica, la freschezza, il nerbo sulla larghezza. Com’è giusto che sia.

Un Trento Doc buono, ma con ulteriori margini di miglioramento in termini di conquista di una minore “timidezza” e di un carattere più spiccato, elementi che arriveranno sicuramente quando le vigne avranno qualche anno in più e quando il Pinot nero potrà conferire più spalla al vino.

E’ comunque buono, equilibrato e di apprezzabile piacevolezza il Tananai 2011, dal colore paglierino scarico con sfumature verdoline, perlage sottile e persistente, naso molto sottile con profumi fini e floreali, di grande delicatezza e fragranza, molto nitidi, e una bocca non di particolare ampiezza e consistenza, di media struttura, che si fa notare per la bella vena acida continua e precisa, la grande freschezza e sapidità, la verticalità.

Borgo dei Posseri
Loc. Pozzo Basso, 1
38061 Ala (TN)
Tel. 0464 671899
Mobile 335 8390501
E-mail info@borgodeiposseri.com
Sito Internet www.borgodeiposseri.com

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