Brutte notizie dalla Franciacorta: all’asta (a 3,50 euro a pezzo) 9902 Franciacorta Docg Vignenote

Astafallimentare

La decisione a seguito del fallimento della società Borgo Santa Giulia

La (brutta) notizia era già trapelata un mese orsono, dalle pagine bresciane del Corriere della Sera. Come si leggeva, “il 29 settembre scorso il tribunale di Brescia ha dichiarato il fallimento della Borgo Santa Giulia srl, società agricola di Corte Franca proprietaria della cantina Vignenote, associata al Consorzio Franciacorta. Con una produzione vitivinicola che in breve tempo si è attestata sopra le 100mila bottiglie e investimenti diversificati in un ristorante, un relais e una sala convegni allestiti all’interno del borgo, l’azienda ha contratto un debito da 600mila euro”.

Si sperava che le cose potessero in qualche modo risolversi, anche se il Tribunale aveva già nominato un curatore fallimentare incaricato di “risolvere il nodo del Franciacorta già imbottigliato”, proposto con il marchio Vignenote, la cui attività aveva sviluppato ”un valore vicino al milione di euro”.

Oggi purtroppo, come si legge sul sito Internet Brescia today, le cose hanno preso la piega peggiore, ben lontana dai progetti di sviluppo e di crescita dell’export espressi in un articolo dell’estate 2012 apparso su Brescia oggi.

A breve andranno all’asta 9902 bottiglie di Franciacorta Docg Vignenote, in larga parte della tipologia Brut e Satèn, parte di un unico lotto “che verrà battuto a partire da una base iniziale di 34.657 euro (più Iva, pari a 3,5 euro a bottiglia)”.

Nell’articolo sono indicate le modalità di partecipazione all’asta, con presentazione dell’offerta entro il 5 novembre al curatore fallimentare.

Franciacorta2015ExtraBrut 084

Delle “bollicine” di Vignenote non avevo mai scritto in questi primi cinque anni di Lemillebolleblog, anche se nelle mie degustazioni i vini, che spiccavano soprattutto per un’etichetta piuttosto triste, non sfiguravano, anche se non raggiungevano mai livelli di particolare eccellenza.

Sono molto dispiaciuto per questo fatto, perché il fallimento di una società agricola e la messa all’asta di circa 10 mila bottiglie ad un prezzo di realizzo molto basso, sono sempre notizie negative che indicano come non basti salire sul carro di una denominazione in grande spolvero, mettere in etichetta un nome che ha visibilità mediatica grazie al lavoro di molti, per assicurarsi un successo commerciale e una presenza stabile sul mercato.

Giudico però la scelta di mettere all’asta un primo lotto – immagino ne seguiranno altri – di Franciacorta Vignenote, una scelta di grande trasparenza e correttezza, che spero però non produca l’effetto negativo di far finire sul mercato a prezzi pericolosamente bassi, come già successo con i vini provenienti da un altro fallimento di un personaggio peraltro molto noto anche come venditore televisivo (a proposito: questa una mia riflessione di nove anni orsono), bottiglie di Franciacorta Docg. Bollicine che nella loro stragrande maggioranza sono proposte a prezzi degni di un metodo classico, non di uno Charmat pronto per la vendita in pochi mesi. E rispecchiano l’immagine di una zona con grandi ambizioni e grandi risultati raggiunti (tra loro anche il bilancio della partecipazione ad Expo, come viene raccontato in questo articolo), nonostante qualche incidente di percorso come quello che ho, in sintesi, raccontato…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org

 

 

27 commenti

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27 commenti

  1. Nicola

    novembre 3, 2015 alle 10:13 am

    Scommetto che la prima asta andrà deserta in modo da sfruttare il ribasso della seconda. Il prezzo di 3,5 euro, a cui vanno sommati tutti i diritti d’asta, è già troppo alto dato che dalle mie parti si trovano Franciacorta con nomi di fantasia, a poco più di quel prezzo.

    • redazione

      novembre 3, 2015 alle 10:57 am

      non ho elementi per pronunciarmi su come potrà andare la prima asta. Io, da cronista, mi sono limitato a riportare una notizia, rammaricandomi per l’accaduto ed esprimendo, da osservatore attento del fenomeno Franciacorta, qualche preoccupazione

  2. De Anon Francis

    novembre 3, 2015 alle 10:45 am

    io invece scommetto che la prima asta andrà a ruba perché nel settore si sa che a differenza dei tristi casi del passato e dei personaggi di dubbia credibilità ancora presenti in Franciacorta qui si parla di un prodotto pulito, peraltro buono, il cui valore commerciale potrebbe essere tra i 9 e gli 11 euro a bottiglia. Sarebbe sciocco lasciare spazio alla GDO per svendere un prodotto commercialmente interessante.
    Tra l’altro non si parla di milioni di bottiglie ma di una partita da 10 mila bt, magari qualcuno un pensierino ce lo fa.
    Però, vedremo.

  3. Michele

    novembre 3, 2015 alle 10:57 am

    Stiamo parlando di bottiglie che erano sul mercato a prezzi fra 11 e 16 euro.
    3.50 più diritti d’asta, spese, stoccaggio ecc. non mi pare un costo eccessivamente basso.
    Una volta in vendita, il prezzo non sarà molto distante dall’originale, e senza ricarichi eccessivi.

    • redazione

      novembre 3, 2015 alle 10:58 am

      speriamo che le cose vadano come lei valuta.

      • Michele

        novembre 3, 2015 alle 11:03 am

        Purtroppo la mia era una constatazione in accordo al pensiero di Nicola.
        Personalmente non ci vedo un affare a ritirarle.
        Certo che acquistate a quel prezzo e reimmesse sul mercato, non danneggerebbero sicuramente l’immagine Franciacorta come certe bottiglie a scaffale a 3 euro o certe scelte discutibili degli ultimi tempi…..

  4. Alberto

    novembre 3, 2015 alle 12:26 pm

    10.000 bottiglie….se ci mettiamo d’accordo in 5 o 6 che scrivono qui, le compriamo noi a 3.5 € e ce le beviamo. Tutti contenti. Chi ci sta?

    • redazione

      novembre 3, 2015 alle 12:28 pm

      ma Zakk non intende comprarle? E che fine ha fatto che non si fa più sentire? Come mai é sparito, come il suo amico Gugge?

      • Gesualdo

        novembre 3, 2015 alle 2:44 pm

        Ma Ziliani, Zakk e Gugge sono probabilmente amministratore delegato e presidente della società fallita, non l’ha capito?

        • redazione

          novembre 3, 2015 alle 3:27 pm

          escluderei un’ipotesi tanto fantasiosa 🙂
          E poi Zakk mi sono fatto una mezza idea su chi possa essere. Il caso vuole che dopo aver incontrato la persona che penso sia dietro a questo pseudonimo, Zakk e socio siano spariti…

  5. benux

    novembre 3, 2015 alle 1:34 pm

    io un paio di cartoni per tipo anche a 5 euro a bottiglia li compro volentieri, sempre meglio di un prosecco

    • redazione

      novembre 3, 2015 alle 3:27 pm

      Benux, un’asta fallimentare é altra cosa, e ben più seria, di una vendita a cartoni… 🙁

      • benux

        novembre 3, 2015 alle 4:20 pm

        Oggi intanto all’ Auchan ho comprato a 6,99 EUro (Troppo per meritare una fotografia) un Cesarini Sforza Le premier.

        COs’è una nuova linea base ? o una linea intermedia? sul sito Cesarini non ho trovato info in merito.

        • redazione

          novembre 3, 2015 alle 4:37 pm

          linea base che credo non sia nemmeno rivendicata come Trento Doc ma come semplice VSQ: o mi sbaglio? L’ho già vista altre volte sugli scaffali di Esselunga

          • benux

            novembre 3, 2015 alle 4:54 pm

            Ho controllato adesso:
            il retroetichetta dice testualmente:
            ” Le premier Brut è uno spumante di uve chardonnay
            Il lungo ciclo di elaborazione di questa bottiglia è condotto nel rispetto più rigoroso dei dettami della denominazione di origine controllata “Trento”

            Oggi lo provo abbinato ad un rombo chiodato al forno, vediamo come và

  6. Gianpietro

    novembre 3, 2015 alle 2:16 pm

    Secondo me, qualche supermercato della zona, o meglio ancora il famoso Outlet Dolciario che le commercializzava prima, se ne fanno un sol boccone, uno stock del genere, con il Natale alle porte, è sicuramente congruo.

    • benux

      novembre 3, 2015 alle 4:55 pm

      Outlet dolciario ho provato i suoi mc li ho trovati abbastanza ossidati quasi “rancidi” non mi sono proprio piaciuti

      • redazione

        novembre 3, 2015 alle 6:12 pm

        beh, cosa ci facevano dei Franciacorta, “spumanti” metodo classico, in un outlet dolciario?
        Direi proprio che c’entrassero come i cavoli a merenda. Che a qualcuno, magari, piacciono anche a quell’ora. A me sono indigesti. Come un metodo classico servito su un dessert… 🙂

      • redazione

        novembre 3, 2015 alle 7:12 pm

        ossidati e rancidi non direi proprio! L’ultimo mio assaggio di un vino di quell’azienda risale a quest’estate, si trattava di un Dosaggio Zero 2010 con sboccatura novembre 2014, e ho annotato: colore piuttosto intenso, naso maturo con frutta esotica che domina, pompelmo ananas in evidenza e un tocco di mela stramatura. Bocca piena consistente con materia ricca e molto matura, vino più largo che profondo, ma con una certa freschezza e una bella vena di mandorla finale

        • benux

          novembre 3, 2015 alle 10:20 pm

          No io mi riferivo a dei franciacorta venduti su outlet dolciario a meno di cinque euro presi un paio di anni fa

  7. gugge

    novembre 4, 2015 alle 11:07 pm

    Ziliani la leggo sempre volentieri.

  8. antifranciacorta

    novembre 6, 2015 alle 3:01 pm

    era ora..comincino a fallire le aziende non a posto…

  9. parram

    dicembre 16, 2015 alle 5:57 am

    Salve, le bottiglie potrebbero essere queste? C’é un italmark a 10 minuti da casa mia in Vallecamonica… L’ etichetta è veramente brutta. A 200 metri da casa mia invece c’é un discount LD e danno via il Brut Franciacorta Montorfano Defilippo a 6.50€ per le Feste Natalizie…

    • redazione

      dicembre 16, 2015 alle 10:50 am

      le etichette sono altre, non c’entra quel produttore

  10. parram

    dicembre 16, 2015 alle 12:39 pm

    Avevo allegato la foto del volantino Italmark dove c’era in offerta il Franciacorta brut Vignenote a 6.90€ pensavo potesse trattarsi delle bottiglie andate all’asta…

  11. parram

    dicembre 16, 2015 alle 12:45 pm

    Il franciacorta brut Montorfano Defilippo è in vendita da LD discount a 6.50… So che non c’entra niente con vignenote…

  12. parram

    dicembre 27, 2015 alle 5:28 pm

    Sono stato alla italmark e le bottiglie Vignenote sono prodotte da Borgo Santa Giulia. 6.90 euro a bottiglia.

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