Franciacorta Nature Enrico Gatti

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
9


Franciacorta2015ExtraBrut 072

Vignaioli veri che presidiano, coltivano e vivono il loro territorio

Da quanti anni conosco questa piccola, esemplare azienda di Erbusco? Praticamente da una vita, perché era il 1987, ovvero 28 anni fa, quando misi piede per la prima volta in questa cantina che il prossimo anno, nel 2011 ne ha salutate 25, festeggerà tre decenni di attività vinicola, di qualità, e di vendemmie, in Franciacorta.

Sviatoslav Richter

Dire che Lorenzo Gatti, sua sorella Paola ed il marito Enzo Bazzarini, siano degli amici è come dire che l’acqua è bagnata, ma non mi fa velo in alcun modo questo tipo di rapporto, che è sincero e dichiarato e nel caso di Lorenzo cementato da un comune amore per la musica classica e per i grandi pianisti (ebbene sì, un produttore franciacortino può essere anche un grande conoscitore di Musica e poter discutere, con competenza, di Walter Gieseking, Yves Nat, Alfred Cortot e di Sviatoslav Richter, viene difficile crederlo, ma è vero…), e quando assaggio i vini dei Gatti alla cieca (nella loro cantina non metto piede, accidenti a me, da un po’ di tempo), trovo piene conferme alle mie convinzioni.

Yves Nat

Al fatto cioè che conosciuti, illo tempore, quando eravamo più giovani, come grandi rossisti (celebrato un loro Cabernet), i Gatti si siano progressivamente trasformati in franciacortistidocg di primario valore. Una di quella quindicina di aziende che producono quelli che, veronellianamente, definirei i Franciacorta Docgdel mio privilegio”, i Franciacorta che meglio, almeno secondo me, rappresentano questa variegata denominazione.

Questo accade non solo perché i Gatti (e Bazzarini) lavorano benone, in vigna – 17 ettari di vigneto posizionati nel comune di Erbusco a un’altitudine compresa tra i 200 e i 250 metri sul livello del mare, un’età media di 25 anni, forma di allevamento utilizzata il guyot, con concimazioni che avvengono solo con prodotti naturali e trattamenti fitosanitari ridotti al minimo indispensabile – e in cantina, ma per il loro modo di pensare ed essere Franciacorta.

Alfred Cortot

Una forma mentis che li porta a presentarsi, splendidamente, con queste parole, non molto marketing ed Expo oriented, ben poco glamour o usate in forma di specchietti per allodole: “Vignaioli” è il termine in cui ci riconosciamo maggiormente. Il vignaiolo è colui che presidia, coltiva e vive il territorio. Pilastro fondamentale della nostra filosofia è il legame indissolubile con la terra e le tradizioni, le quali si accostano ad una ricerca per il continuo miglioramento della filiera produttiva”.

Cosa dire di più? Quale forma più bella di questo fortemente ribadito legame con le proprie radici e con una storia familiare fatta di lavoro, sacrifici, impegno, umiltà, tenacia, caparbia volontà di fare bene, iniziata da Enrico Gatti nel 1975 quando acquistò il suo primo appezzamento per realizzare un vigneto ad uve rosse, da cui nasce una produzione artigianale di vino e proseguita nel 1984 con la collaborazione con i figli Lorenzo e Paola insieme al marito Enzo. Una sinergia di nuove forze che rese il sogno di produrre bollicine una realtà con il primo Franciacorta prodotto nella vendemmia 1986.

Franciacorta2015ExtraBrut 074

Mi piace pertanto celebrare oggi questa bella riuscita contadina e imprenditoriale raccontandovi uno dei loro Franciacorta (producono anche Brut, Satèn, millesimato, Rosé) a me più cari, il Nature, ottenuto dalla soffice pressatura di uve Chardonnay 85% e da uve Pinot Nero 15% provenienti da vigneti situati in zona pedecollinare, vinificato in acciaio, con una permanenza sui lieviti di minimo 24 mesi, che molto spesso diventano anche di più.

Walter Gieseking

La celebro raccontando quel che mi ha detto un campione con sboccatura febbraio 2015, degustato recentemente. Poca intensità di colore, un paglierino oro pallido brillante, perlage sottile e continuo, naso incisivo, diretto, ben salato, con una nitida vena minerale, note di mandorla salata, pietra fiori e frutta bianca. Bocca viva, nervosa, con una bella energia e spinta, un gusto intensamente salato e petroso, con una bella piacevolezza, una bolla delicatamente croccante, freschezza a volontà e carattere ben definito con grande piacevolezza di beva.

Cosa volere di più, e di meglio, da un Franciacorta Docg, dal vino, non banale o standardizzato, di un vignaiolo vero?

Azienda Agricola Enrico Gatti
Via Metelli 9 25030 Erbusco
Telefono: +39.030.7267999
Email: info@enricogatti.it
sito Internet http://www.enricogatti.it

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5 commenti

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5 commenti

  1. Marcello

    ottobre 14, 2015 alle 9:30 am

    complimenti Ziliani, non solo per aver proposto un eccellente Franciacorta di un piccolo produttore, ma per come l’ha fatto.
    Si potrà anche criticarla, e a volte le critiche lei sembra andarle a cercare apposta, ma di vino ne sa e ne scrive in un modo unico.
    Quale altro giornalista del vino avrebbe saputo parlare di un Franciacorta, chiamando in causa grandi pianisti del passato come Cortot, Nat, Richter e Gieseking?
    E cosa ne dice di Arturo Benedetti Michelangeli e di Arthur Schnabel?

    • redazione

      ottobre 14, 2015 alle 9:35 am

      Grazie Marcello, troppo gentile. Con quegli esempi musicali ho solo voluto rendere omaggio a Lorenzo Gatti che so appassionato ascoltatore di quei pianisti.
      Quanti ai due Maestri che cita, che dire, il primo é stato geniale, soprattutto in Debussy, e mi appassiona meno negli autori della scuola tedesca, mentre adoro l’interpretazione delle Sonate di Schubert e di quelle di Beethoven che dà Schnabel, uno dei miei pianisti prediletti, anche quando suona Brahms o Mozart o qualsiasi altro grande autore austro-tedesco.
      Ma non stavamo parlando di Franciacorta? 🙂

  2. Patrizia

    ottobre 14, 2015 alle 9:32 am

    bravo, bravissimo, mi piacciono i Franciacorta dei Gatti e non sapevo della passione di Lorenzo per la musica classica!

    • redazione

      ottobre 14, 2015 alle 9:36 am

      bravo bravissimo ai grandi musicisti che ho citato nel mio post e ai Gatti, franciacortini e franciacortisti d’eccellenza

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