Champagne Lady Blanc de Noirs Brut Delaplace

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot noir, Pinot meunier
Fascia di prezzo: da 35 € a 50 €

Giudizio:
9


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Una delle mie più belle sorprese alla Giornata Champagne di giovedì scorso

Dove eravamo rimasti ?… Diciamolo subito, da parte mia la partecipazione all’evento non si é esaurita in un momento di black out, in un ingiustificabile e sbagliato comportamento, di cui non posso che rammaricarmi e dolermi e di cui mi sono scusato con chi ha subito il mio gesto nonché con gli organizzatori dell’evento, nell’ambito della bella e riuscita Giornata Champagne di giovedì scorso a Milano.

Da parte mia c’è stato soprattutto, come possono documentare le molte persone che ho incontrato prima del “fattaccio” e con le quali mi sono relazionato come cronista del vino e degustatore, non certo “ubriaco”, come ha ipotizzato taluno (degustatore professionale da oltre trent’anni e alzi la mano chi mi ha mai visto ebbro o avvinazzato), un palese desiderio di imparare, perché ad un universo variegato come quello dello Champagne bisogna avvicinarsi con umiltà e con disponibilità ad imparare. E con una volontà di degustare, anche se svariati hanno confermato il loro blasone, non i “solito nomi”, bensì Maison e vignerons meno noti. O a me, che non pretendo di essere un pozzo di scienza e di sapere tutto, sconosciuti.

Con questo spirito ho ad esempio approcciato, per la seconda volta, ma conto di farlo ancora in maniera più puntuale, gli Champagne della Maison Penet Chardonnet, distributi dalla società Oyster Oasis, una cui Cuvée, Les Fervins 2009, mi ha conquistato per la sua estrema mineralità ed essenzialità. E poi, tra le tante buone cose assaggiate, ad esempio il Blanc de Noir 2009 di Pannier, distribuito da Premium Wine Selections, mi sono imbattuto in una Maison e in vini per me totalmente inediti.

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Parlo dei vini della Maison Delaplace di Charly-sur-Marne, legati alla Maison Charpentier, e distribuiti in Italia dall’Enoteca Bottazzi.

Di Delaplace posso dire che si tratta di una famiglia che opera da cinque generazioni in Champagne (data di fondazione 1855) e oggi controlla 24 ettari nella Vallée de la Marne, coltivando la classica triade di uve: Chardonnay, Pinot noir e Pinot Meunier, da cui trae una gamma ampia di vini, quattro dei quali importati in Italia, il Brut, il Rosé Brut, a forte dominanza di Pinot Meunier (oltre il 50%), la Lady Trilogie, selezione di cru molto vecchi con ottima esposizione in collina, ovvero Charly-sur-Marne, Saulchery, Romeny-sur-Marne e il vino che più mi ha colpito, il Blanc de Noirs Lady, da uve Pinot noir (75%) e Pinot Meunier (25%).

Il Brut, 80% Pinot Meunier, 15% di Chardonnay ed un 5% di Pinot noir, tre anni di permanenza sui lieviti, ed un dosaggio zuccherino che bevendolo non ti aspetteresti tanto è bilanciato l’insieme, ben 10 grammi, mi ha convinto per la sua croccantezza, vivacità, per il suo nerbo e la piacevolezza d’insieme, insomma un’ideale entrée, un aperitivo passe partout, ma con il Blanc de Noirs altra musica…

Va detto innanzitutto che si tratta di una selezione parcellare di vecchie vigne collinari, con una dominante del Pinot noir nei cru di Saulchery e Romeny-sur-Marne nel lieu dit “Les Gains”, su terreni calcarei e marnosi. Il Pinot noir del cru di Charly-sur-Marne ed esattamente del lieu dit “Les Chauffours”, è una parcella di più di 55 anni su terreno marno calcareo su craie. L’affinamento sui lieviti varia da 4 a 6 anni e la parte dei vins de réserve utilizzata talvolta, a seconda delle annate, è affinata in legno. Va aggiunto che la fermentazione delle basi di questo Blanc de Noirs è piuttosto lunga e si protrae sino a due mesi e che si tratta di uno Champagne, come il Trilogie, prodotto in regime di biodinamica non certificata.

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Perché mi è lucidamente piaciuto il Blanc de Noirs? Per il suo colore, un paglierino intenso brillante e molto luminoso, corredato da un perlage, per quanto si potesse apprezzarlo nei bicchieri, non indimenticabili di cui disponevamo per assaggiarlo, fine e continuo. E poi, soprattutto, per il suo naso vivo, ben teso, salato, di grande freschezza abbinata ad intensità, con note di mandorla fresca, ananas, pompelmo, fiori bianchi, sale e pietra, che poi aprono ad un sottofondo, e non potrebbe essere altrimenti data la composizione della cuvée, di frutti rossi di bosco, ribes soprattutto.

Una complessa fragrante freschezza che trova poi conferma al gusto, ben deciso, maschio, intenso e ben sostenuto, all’insegna di un notevole dinamismo e di una energia verticale, con una petrosa mineralità a scandire il ritmo e determinare la profondità del vino, a dargli nerbo e vivacità, un nerbo ben preciso.

Uno Champagne di sicura personalità (segnalo per inciso che il prezzo praticato agli operatori è di poco inferiore ai 30 euro più Iva) e una bella scoperta, in una Giornata Champagne che non dimenticherò certo….

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org!

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