Giornata Champagne 2015: le mie pubbliche scuse ad Andrea Gori

mea-culpa-26-1-13
Lo dico io per primo: nessuna giustificazione per il mio gesto

Costa sempre moltissimo, soprattutto a chi è molto orgoglioso (ed io lo sono al cubo) riconoscere quando si sbaglia ed in particolare chiedere scusa per i propri errori. E’ un esercizio faticoso, che causa malesseri interni, mal di pancia, esami di coscienza (tutte cose che preferiamo evitare) e ci rimette giocoforza in discussione. Perché preferiremmo e ci garberebbe molto di più un mondo nel quale ci si senta sempre dare ragione, dove ci schieriamo sempre dalla parte giusta e soprattutto non facciamo sciocchezze.

Però, come dicevano i latini, errare humanum est, e agli umani può capitare di fare qualche sciocchezza. L’importante è avere la lucidità necessaria per accorgersi di averla fatta, e una volta acquisita questa consapevolezza (che se non sei un pirla ti rode dentro) compiere il passo successivo, il più faticoso, ovvero chiedere scusa.

Dagospia

Mezzo mondo (del vino e non) sa, se n’è occupato persino Dagospia, qui e poi ancora qui, che giovedì scorso, nell’ambito della Giornata Champagne che si è svolta in quel di Milano, mi sono reso protagonista (eppure ero lì per degustare, mica per fare show da saloon del Far West) di un episodio che anche restituito alle sue reali dimensioni costituisce un brutto episodio. E una cosa sbagliata, da qualsiasi angolazione la si osservi, anche ricordando i suoi antecedenti e le attenuanti del caso, come mi è stato signorilmente consentito di fare da Davide Gangi, che ringrazio. Insomma, una vera e propria “ca….a”, un errore, senza se e senza ma, da parte mia.

Ho sbagliato tirando uno sganassone (beh, diciamo un leggero pugno, come documentano le foto prontamente messe on line da alcuni siti, che mostrano all’universo mondo la leggera escoriazione al labbro che gli ho procurato) al sommelier fiorentino Andrea Gori, con il quale ero molto “incavolato” per le accuse che tempo fa mi aveva rivolto, accuse per me infamanti e diffamatorie, di essere “un parassita” e un “pensionato baby”. Cosa che assolutamente non sono, perché non sono in pensione, lavoro, pago le tasse, come possono attestare la mia dichiarazione dei redditi ed il mio commercialista.

Ho sbagliato perché chi mette le mani addosso ad un’altra persona ha sempre oggettivamente torto, perché dovevo avere la lucidità e la prontezza di spirito per capire che colpendo Gori avrei colpito prima di lui me stesso, perché in una società civile (e purtroppo questa, a mio modesto modo di vedere non lo è più da tempo, e non per causa mia…) i dissapori e le questioni dialettiche tra le persone, anche quando una delle due offende l’altra oppure uno dei due ritiene di essere stato offeso, dovrebbero essere risolti a parole, confrontandosi, e non ricorrendo alle mani.

Matilde

Ragione per cui, per chiudere il cerchio già aperto con le mie scuse immediate a Domenico Avolio, responsabile del Bureau du Champagne Italia, e a Thibaut Le Mailloux responsabile della Comunicazione del Comité Champagne, per il disagio ed il trambusto creato con il mio comportamento nell’ambito di una loro manifestazione cui ero ospite, e dove avrei dovuto comportarmi veramente da ospite, e proseguito con miei reiterate ammissioni di aver sbagliato, pronunciate sui social network (dove, va ricordato en passant, sono stato sottoposto ad un “simpatico” tentato linciaggio mediatico, e non da parte della vittima, che magari ne avrebbe avuto anche le ragioni, ma di personaggi vari che hanno colto la palla al balzo…), devo assolutamente porgere le mie pubbliche e formali scuse ad Andrea Gori.
E dirgli che mi dispiace davvero del mio gesto e che sono sollevato al pensiero di non avergli causato seri danni. Anche se la cosa era piuttosto difficile, essendo lui un quarantenne robusto e ben piantato e io un 59enne non certo con il fisico e la cattiveria di un Mike Tyson…

errare-humanum-est

Ci tengo a sottolineare che questa presa di posizione, che ho lungamente meditato in questi giorni, e che presto ho capito rappresentasse la naturale cosa giusta da fare (ma sapete quanto l’orgoglio possa funzionare da freno…), non vuole essere in alcun modo una captatio benevolentiae, e non è una trovata tattico – strategica, un’operazione affannosa di “recupero immagine”, ma corrisponde esclusivamente ad un’esigenza interiore, a qualcosa che ho maturato dentro e che dovevo “buttare fuori”. E che è autentica. Le persone più care che mi sono state vicine da giovedì pomeriggio lo sanno bene…

Non sono un violento, anche se a volte sono stato verbalmente molto “vivace”, non ho mai messo le mani addosso a coloro che mi criticano o scrivono cose assurde e prive di fondamento su di me. Giovedì, colpendo Andrea Gori, ho lasciato emergere una parte di me di cui, scusate il gioco di parole, orgoglioso come sono, non sono di certo orgoglioso.

I-Am-Sorry

Cospargo il capo di cenere e torno ad occuparmi di quello che è il mio lavoro, non dare “cazzotti” al prossimo, ma scrivere, come faccio da oltre trent’anni, di vino. Ancora le più sentite scuse ad Andrea Gori….

________________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org!

18 commenti

Condividi

18 commenti

  1. clorinda

    ottobre 12, 2015 alle 8:56 am

    Be’ bene. Almeno lei dopo aver fatto la sua pirlata è capace di chiedere scusa. Scuse faticose, si capisce, ma, mi scusi, anche doverose.
    Mi verrebbe da farle un applauso perché in questo mondaccio, a cominciare dagli onorevoli che si bevono il rimborso al partito, continuando con gli stupratori, i lanciatori di acido, quelli che derubano le vecchiette, gli assassini seminfermi mentali nel momento in cui assassinavano, e così via, è la prima volta che leggo pubbliche scuse di uno che ha sbagliato.
    Onore al merito e un saluto rispettoso da una amante del vino. Sinceramente.
    Clorinda

    • redazione

      ottobre 12, 2015 alle 9:16 am

      grazie Clorinda, una volta ricollegato il cervello, dopo il corto circuito di un minuto, ho chiaramente capito, bisognava darmi il tempo di farlo, che non potevo che scusarmi. Pubblicamente. Come pubblica é stata la mia, come la chiama lei, “pirlata”.

  2. Fabry

    ottobre 12, 2015 alle 9:03 am

    La violenza non è mai giustificabile, però poi bisogna andare a vedere come mai capitano certe cose.
    Che lei sia una bella testa di….cipolla lo avevo capito, però se uno si sente dare del “parassita” e del “baby pensionato” può capitare che si sbrocchi.
    Lei alla fine è stato lineare in tutta la faccenda, a parte il pugno ovviamente, l’altro forse dovrebbe spiegare come mai dice cose non veritiere.
    Però Ziliani, appena qualcuno scrive qualcosa di così pesante si corre subito dall’avvocato ecchecaz….

    • redazione

      ottobre 12, 2015 alle 9:15 am

      no comment: quello che dovevo dire l’ho detto, rispettosamente e con dignità, in questa lettera di scuse. Ogni altra parola sarebbe superflua…

  3. Carlo

    ottobre 12, 2015 alle 10:27 am

    conoscendoti un po’ immagino quanto ti sia costato questo bel gesto.
    Però hai fatto la cosa giusta, quella che un uomo deve fare quando sbaglia, avere l’onestà di chiedere scusa.
    Spero che altrettanta onestà voglia avere la persona con cui ti sei scusato agli occhi del mondo e che chiudiate qui questa vicenda spiacevole

  4. Roberta

    ottobre 12, 2015 alle 10:29 am

    che dire Ziliani? Ha fatto una cazzata solenne, l’ha fatta davanti a tante persone, e ora, altrettanto pubblicamente, chiede scusa.
    Io fossi in Gori le accetterei e chiuderei qui la storia.
    Mi auguro che le persone che gli stanno intorno, i suoi veri amici, lo consiglino in tal senso, andare oltre secondo me sarebbe eccessivo

  5. Marco

    ottobre 12, 2015 alle 11:59 am

    Ziliani, lei sa – anche per le lunghe conversazioni epistolari che abbiamo avuto – quanto io la abbia contestata sulle sue recenti scelte editoriali.
    Devo riconoscerle però che qui, scusandosi in modo così netto, si sia comportato da persona seria.

  6. bianchi rossi

    ottobre 12, 2015 alle 5:27 pm

    porgendo le sue scuse a Gori, si è riscattato almeno in parte, chiedere scusa per le persone come lei ( orgogliose e presuntuose) non deve essere facile, e soprattutto non deve essere stato facile dopo che in questi giorni è stato bersaglio di tutti quelli del settore. lei come ho già avuto modo di dirle ( anche l’altra sera sul post della zanzara) mi è antipatico, e lei non fa mai nulla per non esserlo,e come le ho detto lei a 60 anni avrebbe con l’esperienza che ha ( questa gliela riconoscono tutti) dovrebbe essere da esempio alle nuove leve, lei avrebbe molto da dare, e sarebbe adorato da tutti, invece no! lei fa di tutto per far si che la si odi, ma nella vita ci si può sempre riscattare, e lei se riuscirà a tenere a bada i bollori che l’assalgono quotidianamente ha ancora la
    possibilità di farlo mi creda, mi creda perchè gleilo dice uno che non serba rancore, non ne serbo neppure verso chi come lei più di una volta mi ha apostrofato come ” drogato” senza neppure sapere chi io fossi. saluti.

    • redazione

      ottobre 13, 2015 alle 3:34 pm

      accetto tutto quello che lei dice Signor bianchi rossi (ma perché non presentarsi con il proprio nome?) con due piccole precisazioni.
      Non sono presuntuoso e non accetto che mi si definisca tale. Chi mi conosce bene sa che ho un’alta considerazione di me, ma la presunzione non mi appartiene. Sono solo uno stagionato cronista del vino, uno che scrive di una cosa bella come il vino, che si incazza per il vino, non ho scoperto la penicillina ed il rimedio miracoloso contro il cancro.
      Per cui presunzione, zero. Sono orgoglioso e ci tengo ad essere rispettato, ma la boria, la tracotanza, la presunzione non sono nelle mie corde.
      Quanto all’averle dato del “drogato”, in quella “palestra” spesso pittoresca che é Facebook, francamente non me lo ricordo.
      Con questo non mi permetto di mettere in dubbio quello che lei afferma, e sicuramente le cose sono andate così in qualche discussione un po’ degenerata su Facebook, ma vorrei sapere, per curiosità, cosa mi abbia detto lei per scatenare in me questa reazione. Di cui mi dispiaccio.
      Quanto all’antipatia, beh, non é il primo che mi dà dell’antipatico, e non sarà l’ultimo 🙂

  7. Angelo wine

    ottobre 12, 2015 alle 10:28 pm

    Bravo Ziliani, ha dimostrato di aver la dignità di saper ammettere i propri sbagli. Virtù assai rara, soprattutto tra tutta quella serie di codardi da tastiera a cui piace da morire denigrare gli altri.
    Stia tranquillo che gli attacchi che lei ha ricevuto in tempi non sospetti non sono sfuggiti a chi segue con attenzione la sfera dell’enoweb. Credo sia per via di quel mix di competenza, passione e cultura che lei possiede e che purtroppo manca a molti affamati di protagonismo. Cordialmente la saluto e brinderò alla sua salute con un calice di Trento doc.

    • silvana biasutti

      ottobre 14, 2015 alle 9:25 pm

      ” … per via di quel mix di competenza e cultura …”
      Ormai si sa e tu lo sai. Regolati di conseguenza.

  8. francesco muci

    ottobre 13, 2015 alle 1:13 am

    Bravo Franco!
    Ammettere con dignità quando si è fatto il ‘pirla’, e chiedere pubblicamente scusa….cosi si fa!
    Chi ha continuato a stimarti, apprezzerà.
    Chi in questi ultimi mesi (anni) ti ha ripetutamente criticato (ed offeso) continuerà a non capire…ma..chissenefrega!

    • redazione

      ottobre 13, 2015 alle 3:21 pm

      grazie “Ciccio” caro, sei sempre un caro amico, una bella persona e non manchi mai occasione di dimostrarmelo…

  9. Pingback: Champagne Lady Blanc de Noirs Brut Delaplace | Il Prosecco

  10. Stefano 75

    ottobre 14, 2015 alle 9:02 pm

    Chi sbaglia e chiede scusa merita un Chapeau

  11. Sisto

    ottobre 15, 2015 alle 9:30 pm

    Franco, mi ha sorpreso 2 volte: per il gesto inconsulto (non degno di Lei) e per la non rituale autocritica (pubblica, come si faceva una volta) e relativa intensa richiesta di scuse. Andrea Gori deve per forza perdonarla, gli regali un grandissimo champagne per berlo insieme!
    Bravo, così si fa.

  12. Ciccio

    ottobre 3, 2016 alle 11:06 pm

    Ziliani ma L hanno più invitata all evento Giornata Champagne 2016? O si guardano dal farlo? E il suo amichetto pochi mesi dopo L ha abbandonata al suo destino anche per via di questo sganassone ?ultima domanda poi vado, ma vuole riciclarsi come giornalista di libero dopo la fine dei suoi blog?

    • redazione

      dicembre 16, 2016 alle 10:40 am

      No, dopo lo spiacevole episodio dell’ottobre 2015 di cui sono stato colpevole protagonista a Milano gli amici del Comitato Champagne Italia e del Comité Champagne a Reims sono spariti e non sono stato invitato alla Giornata Champagne 2016 e non più ricevuto alcuna comunicazione da loro.
      Il giornalista libero sta tornando, come pure i miei blog, che sono tutt’altro che finiti.
      cordialità

Lascia un commento

Connect with Facebook