Franciacorta Dosaggio Zero 180 2008 e Franciacorta Pas Dosé E’ssenza Cascina Clarabella

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
9

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
8.5


Franciacorta2015ExtraBrut 103

Due belle bottiglie che onorano e fanno la nobilitate della Franciacorta tutta

Per fortuna che la Franciacorta non è tutta balle spaziali, trovate da Oktober fest oppure da avanspettacolo, che non si esaurisce in nuove frontiere modaiole oppure in gare a chi svende di più (a proposito: Natale lentamente si avvicina, segnalatemi per favore, se ne vedete traccia sugli scaffali di negozi e ipermercati, casi di bollicine Docg a prezzi da Prosecco senza pretese, non mancherò di darne puntualmente comunicazione come già fatto l’anno scorso).

Ringraziamo Bacco che la vitalità della bella zona spumantistica bresciana non si esaurisce, in perfetto spirito Expo, in una gara tra chi l’etichetta la sceglie arancione sgargiante e chi la bottiglia la presenta colorata interamente di azzurro. O tra chi pensa di dare più.. prestige alle proprie bollicine, peraltro con scarsa fantasia, limitandosi di fatto a copiare quello che ha già fatto il “capo”, perché la bottiglia la avvolge in una pellicola colorata per proteggere il contenuto dalla luce.

La Franciacorta, quella che amo, quella che ho raccontato da oltre 25 anni e continuerò a raccontare, liberamente, a modo mio, è soprattutto fatta di piccole realtà serie che non ricorrono a trovate mediatiche, che non si fanno pubblicità ricorrendo a mezzucci o inutili p.r., che non corteggiano il mondo della moda o della politica, ma che lavorano in silenzio e pensano ad ottenere dei vigneti la migliore qualità possibile.

ClarabellaIseo

Una di queste realtà, piccole, silenziose, umili, laboriose, che sono felice di tornare a raccontarvi, dopo averlo fatto nel 2013 e poi lo scorso anno, qui, è quella che fa capo al progetto “Cascina Clarabella” che, riporto testualmente quanto scrivevo allora, “ha il fine di promuovere percorsi di cura ed assistenza e di sviluppare attività produttive per la creazione di opportunità lavorative per persone con disagio psichico”. Creato nel 2002 nell’area rurale Ca’ de pole di Iseo nel cuore della Franciacorta è un Consorzio di cooperative sociali che comprende le cooperative sociali Diogene, Is.Pa.Ro, Clarabella e Airone”.

Un progetto che “comprende anche un ristoro agrituristico e una fattoria didattica” e che ha al suo interno anche la Clarabella Società cooperativa sociale agricola Onlus, la cui azione è dettata da una serie di principi, etici ed esistenziali, ben esposti sul sito Internet: “la nostra esperienza nasce dalla tipica “saggezza” contadina, in base alla quale tutti sono a loro modo abili, quali che siano il livello culturale o le condizioni mentali, perché le piante e gli animali non discriminano nessuno, non si voltano dall’altra parte e crescono sane chiunque le accudisca.

clarabella

Il mondo dell’agricoltura ha sempre rappresentato un ambito privilegiato di attenzione e di applicazione per la cura, e soprattutto per quella che ora chiamiamo riabilitazione, in tutta la storia della psichiatria moderna.

L’azienda agricola in cui erano impegnati i ricoverati non mancava mai nella “città dei matti”, prima di tutto perché era funzionale alla sua gestione economica, anche se aveva più funzione di intrattenimento degli “ospiti” e di sfruttamento per il mantenimento del manicomio piuttosto che funzione terapeutico-riabilitativa”.
E così in ogni settore della produzione, che oltre al vino comprende mieli e olio extravergine, la cooperativa garantisce assunzioni e tirocini a persone con disagio psichico. E conforme a questa impostazione di base, Clarabella “ha scelto di offrire prodotti etici e servizi di qualità nel rispetto della persona e dell’ambiente: in questo caso, la vitivinicoltura biologica”.

Voglio dirlo chiaramente, prima che qualcuno mi dia del “buonista” o pensi che il sottoscritto si sia dato, respirando l’air du temps, all’impegno sociale, che purtroppo non ho l’animus, la capacità, la pietas, la generosità d’animo, la forma mentis giusta per dedicarmi, come taluni fanno con uno spirito e un’abnegazione che meriterebbe applausi e riconoscimenti, ad aiutare il prossimo. E devo giocoforza confessare, per onestà intellettuale, che resto, ne sono consapevole, un profondo egoista, che vorrebbe, ma non riesce ad essere più altruista e generoso di com’é…

egocentrismo

Nonostante questo, sono veramente ammirato, e continuo a ripromettermi di fare loro visita prima o poi, dal lavoro svolto da realtà come la Clarabella Società cooperativa sociale agricola Onlus, che si concretizza, anche se i numeri restano piccoli, in Franciacorta che quando li assaggio (e lo faccio alla cieca, e quindi non sono condizionato in alcun modo dalla consapevolezza che si tratta di vini speciali, che non sono solo prodotti, ma espressione di un lavoro in favore dei più deboli e dei più sfortunati) mi piacciono e mi convincono senza se e senza ma.

E’ successo così anche questa estate, quando degustando, à l’aveugle come direbbe qualcuno ad Erbusco per darsi un po’ di tono, un folto numero di Franciacorta delle tipologie Extra Brut e Dosaggio Zero (o Pas Dosé), mi sono imbattuto in due campioni che mi sono proprio piaciuti. E che solo quando ho scoperto le bottiglie ho appurato essere opera di questa cooperativa sociale di Iseo.

Franciacorta2015ExtraBrut 070

Mi è piaciuto il Franciacorta Pas Dosé E’ssenza, un Pas Dosé non millesimato, fondamentalmente espressione di uve Chardonnay 100%, dell’annata 2011, provenienti dal vigneto denominato Cascina, prodotto con fermentazione in acciaio e un 15% in barrique affinato sui lieviti 24 mesi e con una quantità di solforosa ridotta a soli 60 mg, il cui campione con sboccatura novembre 2014 ho così descritto: paglierino di media intensità, naso floreal-vegetale con note di sambuco e ginestra e poca frutta, esclusivamente pesca bianca, con molto sale e pietra in evidenza, bocca ben tesa, viva, nervosa, più verticale che larga, decisamente petroso con una bella vivacità e un bel dinamismo e persistenza lunga e salata.

Ma ancora di più mi è piaciuto il Franciacorta Dosaggio Zero millesimato 2008 (meno di 2000 le bottiglie prodotte) denominato 180, “Dedicato alla legge che ha cambiato il modo di pensare e trattare la psichiatria, un lungo e tortuoso percorso al quale abbiamo reputato doveroso intitolare il primo millesimato top di gamma della nostra produzione”.

Herzog

E dove finisce la normalità e comincia la cosiddetta pazzia? Quante volte, facendo mio un motto tratto da uno dei romanzi che più ho amato, Herzog, capolavoro del Premio Nobel per la letteratura 1976 Saul Bellow, non mi sono ripetuto “se sono matto per me va benissimo”?

Magari, peraltro senza conoscere la materia, sulla Legge Basaglia numero 180 del 13 maggio 1978, ho idee diverse rispetto a quelle dei benemeriti operatori di Cascina Clarabella. E sono profondamente convinto che sarebbe cosa buona e giusta rinchiudere in qualche struttura, e non lasciare in libertà qualche squilibrato, senza offendere quelli che davvero lo sono, che per costringere tutti gli italiani a pagare l’odioso canone della Rai del regime pensa, il furbetto, di metterlo in carico alla bolletta elettrica. Fregandosene del fatto che ci sono un sacco di italiani che hanno l’allacciamento alla corrente elettrica ma non sono volontariamente possessori di televisione anche perché quando l’accendono rischiano di trovarsi di fronte a certi brutti ceffi politici che fanno venire il voltastomaco…

Legge Basaglia a parte, ho trovato davvero eccellente questo millesimato 2008 denominato 180, ottenuto dai vigneti Cascina Corte Franca (una base di 70% di Chardonnay) e Rovato Villa Cantù (Chardonnay per il 10% e Pinot nero per il 20%) vinificate per il 50% in barrique usate, affinato ben 60 mesi sui lieviti, degorgiato nel mese di aprile 2014, praticamente non dosato, 1 grammo di zuccheri residui, e con una quantità di anidride solforosa totale ridotta a 50 mg.

Franciacorta2015ExtraBrut 104

Un Franciacorta, sboccatura marzo 2015, paglierino oro squillante luminosissimo, naso fresco, vivo, propositivo, intensamente agrumato, di grande espressività, con sfumature di cedro candito, fiori bianchi, fieno e burro di montagna, ananas e mela candita. E poi bocca viva, nervosa, di grande energia ed integrità, con bolla ben croccante acidità ben bilanciata, gran nerbo salato e andamento verticale con coda lunga e viva molto giovane e fresco, di grande piacevolezza.

E’ proprio questa, non la plasticosa e fasulla rappresentazione di se stessa che dà di se stessa ad Expo, la Franciacorta che mi piace, quella che voglio continuare a raccontare, con un pizzico di emozione, ai lettori di questo libero blog!

Clarabella Soc. Coop. Soc. Agr. Onlus
via delle Polle, 1800 25049 Iseo (Bs)
tel. 39.030.9821041
prenotazioni +39.335.1809785
e-mail clarabella@cascinaclarabella.it
sito Internet http://www.cascinaclarabella.it/index.php?lang=it

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org!

2 commenti

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2 commenti

  1. Franciacortino

    ottobre 6, 2015 alle 9:05 pm

    “creazione di opportunità lavorative per persone con disagio psichico” ed infatti si sono buttati subito a capofitto nell’ospitare gli immigrati a spese degli italiani.
    Ennesima realtà che guadagna sulla mercificazione dei disperati.

    Azienda da boicottare, altro che Franciacorta che piace

    • redazione

      ottobre 6, 2015 alle 9:40 pm

      I vini sono eccellenti, sicuramente migliori di quelli che lei, bresa’ tutto d’un pezzo e parecchio ignorante, come dimostra il suo stupido “commento”, produce. E magari svende a prezzi da Prosecco perché nessuno se li fila e sono mediocri, come lei, nonostante la fascetta della Docg…

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