Franciacorta Pas Dosé millesimato 2011 Castello di Gussago La Santissima

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 35 € a 50 €

Giudizio:
8.5


Franciacorta2015ExtraBrut 114

Mi accorgo, consultando gli archivi di quasi cinque anni di vita di questo blog, che inspiegabilmente, senza alcun motivo, non ho mai scritto dei Franciacorta di questa cantina posta nella zona est della denominazione, diciamo l’area che ha Gussago come punto di riferimento. Una zona, il lembo orientale della Docg, che per anni è stata considerata minore, ma dalla quale, basta pensare agli ottimi vini di Arici – Colline della Stella, stanno arrivando tutta una serie di “bollicine” che è bene prendere in attenta considerazione. Non solo per la loro intrinseca qualità, ma perché vini del Monte Orfano a parte, esprimono uno stile di Franciacorta ben diverso, e molto spesso più interessante, perché più fresco, più vivo, meno prevedibile, dello stile Franciacorta rappresentato da tanti vini prodotti nelle zone storiche. Quelle più celebrate. Quelle dove hanno sede le aziende più potenti e mediatiche.

Mi piace quindi essere “costretto” ad occuparmi di un Franciacorta del Castello di Gussago La Santissima, proprietà della famiglia Gozio, che in Franciacorta significa tante cose diverse, in primis le Distillerie Franciacorta, quindi il Borgo Antico San Vitale grazie a loro splendidamente recuperato, quindi l’ottimo Ristorante al Borgo Antico dove opera l’ottimo chef Stefano Cerveni, e passando a cose vinicole i vini che portano il marchio Le Franzine.

I Gozio (che è bene premettere, prima che qualche imbecille mi accusi di parlare bene di un loro vino perché sono ricchi e potenti: lo saranno anche, ma non li ho mai incontrati…), anni fa hanno pensato bene, avendone la possibilità, di acquistare nella splendida cornice della collina “la Santissima”, in realtà colle Barbisone, e di rivalutare, vecchi vigneti utilizzati un tempo dai monaci. Sono circa quindici ettari, di cui quattro alla Santissima e undici sparsi attorno al Comune di Gussago, “vigneti pregiati di un territorio unico, caratterizzati da suoli franco-argillosi e ricchi in scheletro; terrazzati, esposti al sole o racchiusi nei broli, per custodire il calore di ogni raggio”.

La Santissima di Gussago è un posto speciale, le cui caratteristiche potete leggere descritte qui, e la cantina, leggo sul sito Internet del Castello, “gode di una posizione unica. Circondata dai vigneti Malandrino, San Rocco e Brolo Venturelli rimane sempre in stretto contatto con i restanti vigneti sparsi in tutto il comune, come il vigneto Santissima, di grandi dimensioni, terrazzato e tutto attorno all’antico convento, Pomaro, Brolo Foresti, Brolo Forcella e Cudola”. Una cantina “risalente al 1942, questo ambiente fu sede per anni dell’Azienda Agricola Venturelli specializzata nella produzione di ciliegie sotto spirito” ed è rinata sotto una nuova luce con la ristrutturazione e la destinazione a cantina vinicola”.

Interessante, alla luce di quella sensibilità all’ambiente e alla produzione sostenibile che, ci viene detto, costituisce una delle principali mission del “progetto Franciacorta”, progetto che speriamo non si esaurisca nella discussa operazione Expo, apprendere poi che la Cantina Castello di Gussago La Santissima, attenta alle questioni ambientali, aderisce al Progetto Ita.Ca (un metodo, finanziato dal Consorzio Prosecco, condiviso a livello internazionale in grado di calcolare, quindi controllare, le emissioni di CO2 di tutto il processo produttivo del Franciacorta DOCG) per un consapevole controllo dei consumi e conseguente risparmio energetico a tutela dell’ambiente che ci circonda.

Apprendo anche, sempre leggendolo on line, che sono “15 gli ettari vitati totali. Di cui 4 in quota, terrazzati con terreno franco argillo calcareo, attorno all’antico convento e 11 distribuiti nel comune di Gussago, caratterizzati da terreni morenici sciolti con una buona componente di scheletro. Di questi ultimi 11 ettari, 2 sono destinati alla produzione di uve Cabernet e Merlot per la vinificazione del “Pomaro” Curtefranca rosso. I rimanenti 13 ettari sono invece destinati alla coltivazione di Chardonnay e Pinot Nero per produrre Base Spumante (95%) e “Malandrino” Curtefranca bianco (5%)”.

Le bottiglie prodotte sono circa 120 mila, 90% delle quali Franciacorta Docg, nelle tipologie Brut, Brut millesimato, Pas Dosé millesimato, Satèn e Rosé, cui si aggiungono un Curtefranca bianco e due Curtefranca rosso.

Tutto interessante, ma qual’è il Franciacorta che mi ha pienamente convinto da me degustato, è sempre bene ripeterlo, alla cieca, nel corso di un’esaustiva degustazione fatta a fine giugno, e che l’azienda propone, nel proprio shop on line a 38 euro?

Franciacorta2015ExtraBrut 115

E’ il Franciacorta Pas Dosé millesimato 2011, cuvée composta da un 80% di Chardonnay e 20% di Pinot nero, messa a punto dall’enologa aziendale (una delle famiglia, Sabrina Gozio, che si occupa dell’azienda insieme alla sorella e ai cugini), scegliendo uve poste in Gussago, allevate a Guyot, vendemmiate a mano, sottoposte a “spremitura soffice progressiva, allo scopo di estrarre la parte migliore del succo: il mosto fiore”, con fermentazione alcolica in acciaio e affinamento sui lieviti di almeno 30 mesi. Seguiti da altri cinque dopo la sboccatura (con liqueur d’éxpedition priva di zuccheri), che nel campione da me degustato risaliva al febbraio di quest’anno.

Come ho trovato questo Franciacorta? Molto buono. Colore un po’ scarico, un verdolino brillante luminoso, perlage sottile e continuo, naso luminoso diretto fragrante molto pulito e floreale, intensamente agrumato, con accenni di miele d’acacia e mandorla fresca e con una bella vena salata e nervosa. Bocca viva, scattante, sapida, di bella continuità, con bolla di grande croccantezza, andamento molto verticale e minerale e grande piacevolezza.

La forma della bottiglia, questione di gusti (a me non piace, altri li farà invece impazzire) non sarà bellissima, ma chi se ne frega, sarà o non sarà più importante il contenuto?

Castello di Gussago La Santissima
Via Manica, 8
25064 Gussago (BS)
tel.: 030 25 25 267
fax: 030 25 29 311
e-mail: info@castellodigussago.it
Sito Internet http://www.castellodigussago.it/

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org!

3 commenti

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3 commenti

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  2. Oscar

    settembre 30, 2015 alle 3:35 pm

    Buongiorno Ziliani.
    Sono un estimatore della cantina in oggetto. Vini molto buoni con prezzi civili. Mi piace moltissimo il suo satén e anche il nature non millesimato, il blanc de blanc nature e il rosé nature.
    Hanno una linea, tra l’altro, che non appare sul sito della cantina, ma che viene prodotta in esclusiva per il distributore “veritasinvinosemper” (c’è anche il sito).
    La bottiglia (a me piace molto) è stata studiata appositamente e ha questa forma particolare per replicare gli stessi principi e caratteristiche della fermentazione della magnum. Almeno così mi ha detto il mio rivenditore di fiducia.
    Saluti

  3. dado

    ottobre 8, 2015 alle 11:54 am

    Secondo me il prodotto qualche anno fa non era dei migliori, è capitato di assaggiarlo presso il Borgo durante qualche matrimonio.
    Oggi invece, pur essendo tecnicamente corretto, pulito, fresco, presenta (PER I MIEI GUSTI PERSONALI) un profilo ancora leggermente troppo vegetale che ne sposta l’equilibrio verso queste tonalità lasciando meno spazio agli aromi terziari e qualche fiore che non guasterebbe. Leggermente corto, il finale non mi ha mai veramente entusiasmato -mi chiedo se perchè coperto da liqueur importanti.
    Visto i miglioramenti degli ultimi anni sono sicuro che i prossimi assaggi mi sorprenderanno in positivo e rivedrò anche quelle piccole critiche, costruttive, che ho accennato.
    In una occasione ho anche percepito un filo di luce ma probabilmente era colpa del proprietario della bottiglia.
    Comunque, bravi, il prodotto ha un buon rapporto qualità prezzo e il packaging accattivante

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