Trento Doc Brut 2009 Giorgio Zeni

Denominazione:
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
9


TrentoDoc2015 056

Un altro Zeni, ad arricchire e rendere più vivo il panorama delle bollicine trentine

Belle notizie dal fronte del Trento Doc, del cui risveglio ho parlato, ben convinto delle mie parole, dopo una degustazione (alla cieca) di una settantina di campioni. Oltre ai soliti noti, che confermano il loro valore, con qualche sorpresa e qualche piccola delusione, alleluia bella gente!, emergono anche nomi nuovi, che ampliano il panorama di una denominazione che ha bisogno come il pane di allargare il numero dei protagonisti. Perché Ferrari resta Ferrari, l’azionista di maggioranza, Letrari, Abate Nero, Cesarini Sforza (quando si sforza di fare bene…), Cavit, Pisoni, Balter, Endrizzi, Revì, Maso Martis e gli altri vanno bene, ma il consumatore ha sete anche di storie e volti nuovi, di storie un po’ poetiche alle quali affezionarsi. Storie di piccoli vignaioli, buona parte dei quali troviamo oggi produrre metodo classico al di fuori della denominazione (e penso a Maso Michei, Cesconi, Marco Zani, Mario Pojer, per dire i primi che mi vengono in mente..), che mettono un po’ di poesia in quello che fanno.

Confesso che prima della mia degustazione di circa un mese fa, che meritoriamente mi ha organizzato l’Istituto Trento Doc, e alla quale, forse, se ci riusciamo, farà seguito una seconda degustazione delle bollicine che quel giorno non c’erano (magari anche quelle di Rotari, dottor Fabio Maccari…) non sapevo nulla, anzi, mea culpa, non conoscevo l’esistenza di un’altra azienda agricola Zeni, in area San Michele all’Adige, che non fosse quella di Roberto Zeni.

Degustando, e trovando buonissimo il suo Trento Doc, ho scoperto, e ho pescato informazioni sul sito Internet dell’Associazione Vignaioli del Trentino e qualcosina, ma sono proprio notizie molto stringate, sul sito dell’Istituto Trento Doc, che il Trentino del vino ha un altro Zeni, che si chiama Giorgio, che ha cantina, piccola, in San Michele all’Adige. Che è un appassionato di metodo classico, che la sua azienda agricola nasce “agli inizi degli anni Ottanta, quando il titolare eredita l’attività dal padre, già produttore di vini, così come il nonno, prima di lui”.

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E che Giorgio Zeni, che produce anche Chardonnay, Trentino DOC, Traminer aromatico, Trentino DOC e Teroldego rotaliano che mi riprometto di conoscere andando a trovarlo presto in cantina, è “caparbio viticoltore, preparato enotecnico – ha studiato presso l’Istituto Agrario, struttura praticamente attigua la sua cantina – e moderno innovatore. Perché da oltre vent’anni non ha mai smesso di consolidare esperienze vitivinicole apprese – oltre che sui banchi di scuola e viaggi di studio – dai suggerimenti del padre e pure del nonno. Dinastia quindi vocata alla vigna. Giorgio Zeni cura, in prima persona, tutte le fasi colturali”. E che le bottiglie del suo Trento Doc, prodotto con sole uve di Chardonnay, coltivate sulle colline di Faedo e di San Michele, lasciato maturare sui lieviti per 24-30 mesi, compie il proprio affinamento non in un posto qualsiasi, bensì, “nei suggestivi avvolti di una grotta naturale scavata nella roccia, situata in un’antica casa di Grumo del XII secolo, posta sull’antico ‘Dosso Cantaleone’”.

Aggiungi un posto a tavola!

E tutto questo, perdonatemi, è quella poesia, quell’umanità, quel percorso personale, quel pizzico di “follia”, quella singolarità di cui l’appassionato di vino, quello che considera il vino non solo come una pura “bevanda”, ma un qualcosa che regala emozioni, ha assoluto bisogno. E che trova, solo in piccola quantità, sia nel Trento Doc che nel più importante competitor, la Franciacorta, dove gli aspetti legati al glamour, all’immagine, all’Expo-dipendenza sembrano (al momento) prevalere sugli aspetti più veri legati alla storia, alla particolarità, alla vivacità produttiva (oggi in calo) di quel territorio che in poco più di 50 anni di storia ha fatto miracoli.

Ecco perché sono felice per l’essermi imbattuto, in quella bella mattina settembrina a Trento, in questo inatteso e sorprendente Trento Doc di Giorgio Zeni, con sboccatura 2015, che, degustandolo, ho così descritto: bellissima vivacità di colore, paglierino oro, perlage sottile e continuo, bel naso fragrante, vivo, agrumato, floreale, con belle note di mela e fiori bianchi e un tocco minerale. Al palato bella leggerezza ed eleganza, gusto croccante e salato, fine, con una coda lunga persistente, nervosa e fresca ed una bella bella piacevolezza.

E questo é il Trento Doc che mi piace!

Azienda agricola Giorgio Zeni
Via Marconi 16
38010 San Michele all’Adige
Tel. 0461 651192 – 650540

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org!

 

 

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