Cava Recaredo: un’obra maestra!

Recaredo

Mario Josto D’Ascanio ci racconta una visita alla Bodega…

E poi provate a dire ancora che i social network sono una stupidata, uno sfogatoio per incontinenti e falsi leoni (ma solo dietro ad una tastiera), per estremisti di ogni colore! Spesso sono anche questo, ma molto spesso, se li si sa utilizzare con intelligenza e cum grano salis, sono luoghi dove si possono condividere emozioni, anche quelle per il vino di qualità, incontrando, “virtualmente”, persone interessanti. Che varrebbe la pena poi di conoscere.

Succedeva così, il 13 agosto scorso, che io pubblicassi su questo blog un post entusiastico su un Cava da mille e una notte che mi ero portato in vacanza e che la mia compagna ed io avevamo trovato meraviglioso, il Brut Nature Gran reserva Subtil 2006 di quello che considero forse il mio produttore di Cava prediletto, Recaredo, di cui qualche mese prima avevo decantato un’altra cuvée, qui, e che poi linkassi sulla mia pagina Facebook (quella dove si esprime il cittadino Franco Ziliani e quella che mi avvale le accuse più toste di essere razzista e cattivo…: e chi se ne frega!) l’articolo al Gran Reserva Subtil.

E cosa ti succede? Che un follower (si dice così?) dicesse di trovarsi in quel giorno a Barcellona e che si chiedesse se fosse possibile visitare l’azienda. Letta la richiesta mi sono attivato e ho linkato “il mio uomo a Madrid”, il mio fraterno amico e collega Juancho Asenjo, gran conoscitore di vini italiani ma anche uomo cui aprono tutte le bodegas spagnole, raccontandogli la cosa.
E come in un film americano di Frank Capra, ecco il miracolo, il lettore, che si chiamava e si chiama Mario Josto D’Ascanio si vede comunicare, sempre via Facebook, che la visita è possibile, che l’indomani avrebbe potuto recarsi a Recaredo e fare una bella cata dei meravigliosi Cava aziendali.

A questo punto, soprattutto dopo i commenti entusiastici di Mario nel dopo visita, sapete cosa ho fatto? Ho battuto cassa e ho preteso, visto che la visita aveva potuto aver luogo grazie a me e soprattutto a Juancho, che Mario Josto D’Ascanio preparasse, per me e soprattutto per i lettori di Lemillebolleblog, un bel resoconto della visita, con note di degustazioni, descrizioni, e foto.
Detto fatto. Un lavoro assolutamente superiore alle aspettative, serio, professionale, impeccabile, che lascio a voi giudicare, gustandovi il racconto e le immagini. Che dire, se non muchas gracias Recaredo, muchas gracias, hernano Juancho, y muchas gracias a Mario Josto D’Ascanio? Buona lettura!

Particolare3

Per un appassionato di vino, ritrovarsi a Barcellona per una vacanza e decidere di fare un salto a Sant Sadurní D’Anoia, nel Penedés, il cuore pulsante del celebre Cava spagnolo, parrebbe cosa banale e scontata, se non fosse che a consigliarti la Bodega giusta, Recaredo, quella che riesce in un colpo solo a raccontarti la storia e le meraviglie del territorio, sia proprio Franco Ziliani che, si sa, di bollicine se ne intende ed anche parecchio!

Montserrat

A poco più di mezz’ora da una delle più importanti metropoli d’Europa, un paesaggio bucolico, dominato da dolci colline su cui si posano delicatamente i vigneti delle circa 60 aziende che, a Sant Sadurní, producono Cava. Il tutto suggellato e coronato dalla vista del celebre Montserrat che sembra quasi ergersi a protezione delle campagne dal gelido vento del nord.

Ton Mata2

Ad attendermi alla stazione, Ton Mata, terza generazione dei Mata del vino che ha avuto origine con il nonno Josep, esperto sboccatore che, nel 1924, decise di fare il passo importante, iniziando a produrre personalmente il Cava. Armatosi di pala e piccone avviò, insieme alla moglie, la costruzione della cantina (per chi avesse la fortuna di visitarla, sono ancora visibili i segni delle picconate sulle pareti e sul soffitto) alla quale darà poi il nome di suo padre, Recaredo. Un uomo visionario per il suo tempo, amante della sperimentazione ed a cui si deve il coraggio di aver creduto nel potenziale dei vitigni autoctoni della zona, soprattutto xarel-lo e macabeo, e alle capacità del loro vino d’essere sottoposto ad un lungo invecchiamento. Una passione trasmessa ai figli Josep e Antoni (conosciuto personalmente, grande estimatore di Gualtiero Marchesi e persona davvero splendida), con i quali produsse la Riserva Privata di Recaredo, primo vero interprete del terroir dell’alto Penedès, consolidando l’immagine dell’azienda e del cava autentico ottenuto da vitigni autoctoni.

Antoni Mata

L’amore per il vino non si ferma qui, ma prosegue con la terza generazione rappresentata da Ton e Jordi, con la quale si apre una nuova importante fase: la conversione della produzione da biologica a biodinamica. Il concetto è ben chiaro ai produttori: “Non si può andare avanti senza guardare indietro”; la conservazione ed il rispetto per l’ambiente devono trovare continuità nel lavoro, onesto e trasparente, in cantina. Una vera e propria ossessione quella dei Mata che non possiamo che apprezzare.

Foto Famiglia

Il concetto ci è ancora più chiaro grazie alla visita ad uno dei vigneti di proprietà (in totale circa 50 ettari). Recaredo, come un’altra decina di aziende, produce vini esclusivamente con le proprie uve. Il terreno è calcareo e argilloso, particolarmente vocato a produrre uve da spumante (Xarel-lo, Macabeo, Parellada).

Tipologia Terreno

La cura ed il lavoro sulla terra è passione pura. Pensate che, girando per i filari, ci siamo imbattuti nella responsabile della qualità, in ferie in quei giorni ed un ex collaboratore, ora in pensione, che mi dicono essere il salvatore del vigneto del Turó D’en Mota. La passeggiata prosegue; la ricerca dell’equilibrio ed il rispetto per la biodiversità è in ogni dove. Nessun utilizzo di fertilizzanti chimici, nessun diserbante o fungicida, come la viticultura biodinamica vuole, l’importanza della coperta vegetale che cresce spontanea tra i filari, essenziale per allentare il terreno e regolare la ritenzione ed il drenaggio dell’acqua. Un vero paradiso terrestre alimentato dalla buona volontà dell’uomo nell’approcciarsi alla natura con il rispetto che ha valso alla Bodega il certificato internazionale di viticoltura biodinamica Demeter, prima in tutta la DO Cava e DO Penedès.

Particolare Vigneto del Turò D'en Mota

Stessa filosofia e modus operandi li ritroviamo anche in cantina dove quanto raccontato finora trova piena concretezza nella produzione del celebre Cava di Recaredo (anche qui tutto attestato e certificato dal Bureau Veritas).

Sughero
La vinificazione avviene in modo naturale e artigianale. Le bottiglie riposte nella splendida cava restano a riposo sui livieti per un minimo di 30 mesi (gli spumanti sono tutti Gran Reserva), i quali possono superare i 100 se si parla del Turó D’en Mota. Rifermentazione in bottiglia con tappo di sughero, materiale naturale e riciclabile, il più adatto per l’invecchiamento.

Particolare1

Tutti millesimati: ogni bottiglia racconta in piena sincerità ciò che ha caratterizzato quella specifica annata. Remuage e sboccatura a mano, senza congelare il collo della bottiglia. Jordi Mata, responsabile della cava, ed altri cinque collaboratori sboccano circa 250 bottiglie al giorno. Un lavoro di grande responsabilità, tramandato di generazione in generazione, per il quale occorrono almeno due anni di formazione. Per ultimo, gli spumanti sboccati non hanno aggiunta di liquer d’expedition, si parla sempre di Brut Nature.

Ingresso Bodega

Il tour della cava, con grande sorpresa, termina con la degustazione di un Turó d’en Mota, ottenuto da uva Xarel-lo in purezza, a cui è stato deciso di interrompere, per nostra fortuna, il suo riposo durato più di 100 mesi. Jordi ne approfitta per darci dimostrazione delle sua abilità nella “degüelle manual” e offrici quel dono umano e divino alla stesso tempo. La temperatura della bottiglia è chiaramente quella dell’ambiente, circa 15°.Il colore è un giallo paglierino oro ed il perlage, fine e continuo, è degno degli champagne più rinomati. Sorprendente la sua intensità ed espressività al naso; apertura di frutta gialla matura (pesca ed albicocca), mandorla, brioche, crema pasticcera con il chiaro sentore di limone. Un finale minerale e sapido. Impatto gustativo elegantissimo, piacevolmente nervoso grazie alla sua acidità precisa e quadrata; mineralità e finale salino ritornano anche in bocca.

Turò D'en Mota

Che dire di questa meraviglia che avremmo poi degustato nuovamente ad un’ora dalla sboccatura, ad una temperatura circa di 10°, per me ideale. Un grandissimo “spumante”, superiore a tanti Champagne e Franciacorta di fama… presunta. In sintesi, ecco il vero Cava di Spagna!

Si sale ai piani superiori dove prosegue la degustazione con il brut nature Gran Reserva e il cava brut nature Gran Reserva Subtil 2006, già raccontati in questi mesi dallo stesso Franco Ziliani. Meriterebbero uno spazio anche gli interessantissimi vini fermi biodinamici, ma credo andremmo fuori tema e il blog giusto sarebbe Vino al vino, chissà…

Vigneto Xarel-lo

La giornata quindi volge al termine con i saluti ed il ringraziamento per l’ospitalità e l’accoglienza della famiglia Mata e della loro simpatica e bravissima collaboratrice Claudia. Ringrazio anche chi mi ha permesso di fare questa splendida esperienza, Franco Ziliani, e l’altrettanto famoso giornalista spagnolo, esperto di vini italiani, Juancho Asenjo… Gracias y hasta luego!

Mario Josto D’Ascanio

________________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org

1 commento

Condividi

Un commento

  1. Pingback: Recaredo: il progetto Celler Credo | Blog di Vino al Vino

Lascia un commento

Connect with Facebook