Franciacorta Extra Brut 2011 Ricci Curbastro

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
8.5


Franciacorta2015ExtraBrut 012

La strana concorrenza al Franciacorta Docg di chi, franciacortista, produce anche spumanti VSQ…

L’avevo scritto, al termine della maxi degustazione di Franciacorta Docg delle mie tipologie predilette (insieme al Rosé) fatta due mesi fa in quel di Erbusco. Riprendo le stesse identiche parole:

rispettando la verità e sacralità della degustazione alla cieca, devo prendere atto che mi sono piaciuti alcuni vini di produttori con i quali non ho particolari rapporti di amicizia o simpatia, anzi, o i cui prodotti in passato tendevano puntualmente a non piacermi. Parlo, per non fare nomi, di Ricci Curbastro, Bersi Serlini, Ronco Calino, Lantieri de’ Paratico. Dei cui vini che, senza conoscere il nome dei produttori, ho apprezzato (sorprendente, in magnum, l’Extra Brut riserva Centoventi 2004 di Ronco Calino, uno dei vini più buoni di tutto il mio assaggio), sicuramente e doverosamente scriverò. Perché sono un giornalista serio che scrive dei vini e non dei produttori, con alcuni dei quali non andrebbe sicuramente a cena.

E quindi anche se del past president del Consorzio Franciacorta e oggi presidente FederDoc (un tempo gli dissi che studiava da Ministro delle Politiche Agricole: per ora non ci è ancora arrivato, ma chissà mai…), non sarò certo amicone, non lo sono mai stato (a pelle non ci siamo mai stati molto simpatici…), non sorprendetevi se scriverò bene, ma a modo mio, di un paio di Franciacorta di Riccardo Ricci Curbastro, figlio di un non dimenticato grande franciacortista come Gualberto.

Detto fatto, confermo la non simpatia, pienamente ricambiata, ed è giusto che sia così, per l’eminenza grigia del Consorzio (i tempi passano Riccardo ed i ministri delle Politiche Agricole ormai li scelgono ben più giovani di te, vedi il buon Martina che è solo del 1978, mentre tu sei romano e del 1959…) per l’animatore del cosiddetto comitato elettorale che ha brigato, quanto era attivo allo scorso Vinitaly!, per la conferma e rielezione, finché Expo non ci separi, dell’attuale presidente.

ZanellaExpo
Nonché per la nomina – altro che dichiarare, a quei “boccaloni” di Cronache di gusto, “A metà dicembre ci sarà l’elezione del nuovo presidente e di tutto il consiglio di amministrazione. Ma sull’orientamento, bocche cucite: “Non trapela nulla – dice Zanella – per adesso siamo solo concentrati sull’Expo”, suvvia non prendiamoci in giro!, dell’annunciatissimo futuro presidente Vittorio Moretti. Alias Bellavista. Dopo Cà del Bosco un’altra mega maison di Erbusco al comando…

April 7th 2013, Franciacorta (Italy), Bellavista: Vittorio e Francesca Moretti

Tornando a noi e fregandocene – se non se vogliono occupare i diretti interessati, i produttori associati al Consorzio Franciacorta di queste vicende che li riguardano dovrei forse occuparmene io? …Mi sa che continuerò a farlo, dando il “tormento” e qualche grattacapo a chi pensava che potessi fare il tranquillo passatore di veline consorziali… – mi dedico al vino, che sul sito Internet dell’azienda, dove trovi e non trovi, dove cerchi certe cose e non le trovi, anche se poi te le ritrovi puntualmente sugli scaffali…, viene definito “Il Franciacorta dell’amatore: marcato decisamente dal territorio per una mineralità netta in primo piano che tuttavia non prevale mai sul frutto. E’ prodotto sempre e soltanto in versione millesimato con almeno 4 anni di maturazione”.

Il nostro Extra Brut 2011, che io ho degustato in un campione con sboccatura dichiarata 2015, (il 2010 si trova on line nella sezione di vendita del sito Internet a 18,50 euro) e una cuvée paritaria di uve Chardonnay 50% e Pinot Nero 50%,provenienti da vigneti posti nei comuni di Capriolo e Iseo.

La vinificazione prevede “fermentazione a temperatura controllata in vasche d’acciaio ed in parte (circa 20%) in carati di rovere, cui fa seguito, in primavera, il tiraggio con l’inizio di una lenta rifermentazione in bottiglia secondo il metodo tradizionale della Franciacorta. Le bottiglie restano in catasta per almeno 42 mesi (totale dalla vendemmia 48 mesi) garantendo l’inconfondibile bouquet dovuto al contatto ed all’autolisi dei lieviti. Dopo la sboccatura, con l’aggiunta di uno sciroppo di dosaggio secchissimo (solo 2 g/litro) il Franciacorta compie un ulteriore affinamento in cantina di qualche mese.

E così io non sapendo né leggere né scrivere e avendo solo una piccola esperienza di Franciacorta Docg, e una frequentazione recente (la prima visita risale solo al 1984 ed era in una nota casa boschiva di Erbusco…) della zona spumantistica bresciana, l’ho assaggiato, alla cieca, insieme a tanti altri, ricavando queste precise impressioni di degustazione: colore paglierino di media intensità, brillante, perlage abbastanza fine e continuo, bel naso preciso, salato, nervoso, con note di mandorla fresca e nocciola, di fiori bianchi e pesca noce bianca, sfumature di agrumi, di bella fragranza. Bocca croccante, nervosa , con bella coda lunga, viva e salata, con mineralità evidente, ottimo equilibrio e bolla croccante, finale lungo e vivo.

Franciacorta2015ExtraBrut 013

Un Signor Franciacorta, decisamente meglio, a mio avviso, del Franciacorta Extra Brut 2006 Museum Release, che nella stessa degustazione ho descritto con colore molto intenso oro ramato, con qualche velatura, naso molto caldo, maturo, leggermente ossidativo con frutta secca tostata e spezie a dominare, bocca larga e piena un po’ contratta e compiaciuta dalla sua sostanza, ma il legno blocca la piacevolezza e frena e asciuga sul finale.

Avrei potuto chiudere qui l’articolo, ma ho dei lettori birboni che si ostinano a mandarmi delle foto girando per l’Italia e vorrei approfittare dell’attenzione, mi leggerà e ovviamente non mi risponderà (pare sia una precisa policy del Consorzio, magari la stessa policy che ha portato diversi produttori franciacortini a cancellarmi, contemporaneamente, dalle loro amicizie in Facebook…. Ma io dormo e vivo bene lo stesso…), del dottor Riccardo Ricci Curbastro per interpellarlo sia come past president del Consorzio (il cui mandato non ha lasciato particolari ricordi…, persino meglio la presidenza del “ruspante” Claudio Faccoli… e quella del mio amico Ezio Majolini…), sia come presidente FederDoc.

BrutVSQRicciCurbastro

RicciCurbastro-etichetta_Brut

Dottor Ricci Curbastro, cosa ne pensa, eticamente parlando, dal punto di vista legislativo sono evidentemente in regola, di quei produttori franciacortini (e sono ormai diversi, anche nomi noti, tra cui il suo, che producono indifferentemente Franciacorta Docg, che credono alla sacra rappresentazione del Franciacorta che “sfida” la Champagne (l’avete fatto, senza alcuno scrupolo proprio nello stand del Consorzio!, allo scorso Vinitaly…), che è l’official sparkling wine di Expo (poi quando ad Expo viene in visita la Merkel finisce con il brindare, con tanto di foto, a Ferrari Trento Doc…), e poi, un po’ di soppiatto – ad esempio nel suo sito Internet aziendale non v’è traccia di questa produzione – producono più economici e meno mediaticamente sfolgoranti Spumanti (che parolaccia, se la sente il suo amico Zanella….) VSQ?

foto 1

Non crede egregio dottor presidente aspirante ministro, che questo modo di fare sia poco serio in una zona che sulla serietà, sull’autorevolezza, sul prestigio e sul glamour sembra aver puntato tanto?

Non è forse una furbata – se mi consente la battuta, senza offesa alcuna, a me piace scherzare, una Ricci Furbastrata… , che in qualche modo finisce per portare una concorrenza, non proprio corretta, a coloro che producono Franciacorta Docg? Già circolano, e io ne ho scritto e ne scriverò sempre, Franciacorta Docg a prezzi da prosechin, ci mancavano solo i non Franciacorta, i Franciacorta vorrei ma non posso e quindi declasso, gli pseudo Franciacorta targati VSQ… Non è un po’ troppo e soprattutto, lo dico a tutti i membri del Cda del Consorzio di Erbusco, non è ora di finirla e di farvi sentire? Sveglia!!!!!!! Ci credete veramente a questa Franciacorta oppure no? E se sì, dimostratelo con fatti concreti e smettetela di fare i pecoroni…

RicciCurbastro

Bello senz’anima

Rispettosi saluti dal suo
Franco Ziliani, giornalista indipendente e wine blogger

Non, je ne regrette rien!

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

19 commenti

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19 commenti

  1. Gesualdo

    agosto 31, 2015 alle 4:02 pm

    egregio Ziliani, dopo le varie denunce sui numerosi sottocosto, mi pare che lei abbia trovato un altro filone che mostra come ci si può liberare del vino rimasto in cantina, evidentemente problema diffuso in Franciacorta.
    A livello terorico però non ci sarebbe nulla di male a declassare le uve non adatte a una docg: lei meglio di me può dirci come a volte alcuni “Langhe” siano migliori di molti Baroli…; qui con lo spumante però chissà da dove arrivano le uve; l’unica perplessità è il prezzo, non proprio di svendita: 18.50 euro!!! non è che lei l’ha provato quel vino e sa dirco se li vale?
    Speriamo comunque che l’interessato risponda, sarebbe istruttivo

    • redazione

      agosto 31, 2015 alle 4:08 pm

      premettendo che l’interessato sicuramente non risponderà trattando con sprezzo e superiority complex, da bello senz’anima, quanto ho scritto, sgombriamo subito il campo da dubbi. Si tratta di vino franciacortino di vino dei vigneti dell’azienza credo, o di vino di vigneti iscritti all’albo Franciacorta.
      Non l’ho degustato, perché fortunatamente alle degustazioni che sinora il Consorzio mi ha organizzato (e colgo l’occasione di ringraziare per la perfetta professionalità e la disponibilità che speriamo continui anche in futuro…) partecipano esclusivamente Franciacorta Docg e non VSQ, anche se dei vari produttori, come le Marchesine (il cui rappresentante farà parte del prossimo Cda del Consorzio) e altri…

  2. Raffaele

    agosto 31, 2015 alle 5:29 pm

    ormai è chiaro, lei ha dichiarato apertamente guerra alla Franciacorta, ha indossato un’altra casacca e si è trovato nuovi padroni, e mira a discreditare quella zona vinicola di cui ha scritto mirabilie, autentiche e altre meno per anni.
    complimenti, come volta gabbana è un campione…

    • redazione

      agosto 31, 2015 alle 5:50 pm

      Innanzitutto, Raffaele, la invito a portare prove di quello che incautamente afferma e che potrebbe portarla in tribunale, e portare prove del fatto che io abbia operato, su questo blog, come chi avesse “padroni” cui rendere atto.
      E poi, ragioni, se ha un cervello, “dichiara guerra alla Franciacorta” chi di Franciacorta continua a scrivere e dà valutazione molto positive dei vini, come ho dato all’Extra Brut 2011 oggetto di questo post? Ragioni, trinariciuto!

  3. Stefania

    agosto 31, 2015 alle 5:32 pm

    prima o poi ci racconterà Ziliani cosa è successo tra lei ed i vertici del Consorzio Franciacorta, per portarla ad un tale cambiamento radicale di orientamento nei loro confronti.
    Dev’essere qualcosa di grave per aver indotto un fan della Franciacorta come lei a diventarne oggi un feroce accusatore!

    • redazione

      agosto 31, 2015 alle 5:48 pm

      quello che é successo é tutto chiaro, anzi chiarissimo, a chi legge con attenzione i miei post.
      Io resto un fan della Franciacorta, ma sono diventato un critico delle sue deviazioni, delle sue farneticazioni Expo-dipendenti

  4. Massimo

    agosto 31, 2015 alle 6:41 pm

    Opinione personalissima, ma io ho come la sensazione che se Ziliani fosse stato chiamato dal Consorzio a svolgere qualche degustazione guidata all’Expo (ove altri colleghi stanno invece lavorando in modo importante), le critiche al Consorzio sarebbero state piu’ pacate.
    E, sullo stesso filo, mi è parso di leggere ultimamente una svolta “filo Oltrepo’” (area vs. la quale in passato le critiche sono state feroci e pesanti) , che guarda caso è l’unica zona vinicola che si è rivolta alla professionalità di Ziliani, all’interno di Expo.
    A pensar male si fa peccato, lo so, ma …come è che diceva quello la’?

    • redazione

      agosto 31, 2015 alle 6:46 pm

      Massimo, francamente apprendo da lei che il Consorzio Franciacorta ha affidato la conduzione di qualche degustazione ad Expo a dei colleghi giornalisti. Mi sembra strano, perché il Consorzio solitamente si appoggia all’eccellente sommelier bresciano, mio carissimo amico, Nicola Bonera.
      Quanto alla sua interpretazione é fuori luogo, perché la mia non é una “vendetta”, ma é unicamente testimonianza del mio lavoro di giornalista indipendente. Senza padrini né padroni.
      Quanto all’Oltrepò, la storia é diversa e quella degustazione la condussi non su incarico del Consorzio Oltrepò, al cui interno ho buoni amici, ma di una terza persona, che fu io a mettere in contatto con il Consorzio Oltrepò.
      Sono sempre stato, da milanese, un fan, molto critico, dell’Oltrepò Pavese, cui voglio bene e che credo che abbia potenzialità territoriali e paesaggistiche, e 2500 ettari di Pinot nero, che la Franciacorta, che é pur sempre nel mio cuore, se le sogna…

  5. Marco

    agosto 31, 2015 alle 7:16 pm

    Guerra alla Franciacorta? Ma stiamo scherzando? A me sembra un chiaro intento del buon Franco di far aprire gli occhi a chi di dovere! Se dall’interno non riescono a vedere le cazzate che stanno facendo fuori, quella di Franco è un’ottima critica costruttiva per far in modo che certe cose non accadano!
    Io sono contro i vsq! Poca chiarezza nei confronti dei fruitori finali meno esperti, che magari conoscono il produttore e pensano di bere Franciacorta. Ma avete mai visto uno Champagne declassato a “vsq”?
    E se ai piani alti non vogliono capire attraverso il dialogo, beh… che vadano alla deriva fino ad incagliarsi a Novembre con le prossime elezioni.
    Vai Franco continua così…
    Dagli una bella svegliata

    • redazione

      agosto 31, 2015 alle 7:21 pm

      grazie Marco, io sono più franciacortino di certi franciacortisti e se mi riesce preparo un colpetto per le elezioni di novembre, che manco se lo sognano… Un’ideuzza alla quale sto lavorando, con la collaborazione di qualche amico. Perché a differenza di qualche “uomo solo al comando”, io in Franciacorta di amici ne ho ancora tanti… Sveglia, Expo-dipendenti!

  6. Oscar

    agosto 31, 2015 alle 10:32 pm

    Gentile Ziliani, leggo sempre più che volentieri i suoi (pertinenti) commenti/riflessioni.
    Affermare, come qualcuno ha fatto, che lei sia contro la Franciacorta equivale a certificare il proprio analfabetismo. Basta leggere per comprendere che davvero è un tifoso della Franciacorta e dei suoi vini.
    Sulla questione vsq penso che sia davvero una presa per i fondelli stratosferica.
    Sull’annosa questione expo: da consumatore di Franciacorta posso solamente dire la mia (modestissima) impressione circa l’operazione Franciacorta-Expo: sono stato ad expo e quando ho visto lo stand Franciacorta mi è venuto da ridere/piangere…come si può essere OFFICIAL SPARKLING WINE e mettere su una stamberghetta del genere???? Cioè, vogliamo essere seri o voler far ridere? Se l’obiettivo fosse stato essere comici/ridicoli, direi che sia stato centrato; se l’obiettivo era quello di proporre seriamente il Franciacorta nella vetrina di expo, beh…qualcuno forse deve andare a farsi un corso di marketing serio.
    Oltre a quest’operazione di marketing abbastanza improbabile, voglio far notare che i Franciacorta, in generale, da quando sono OFFICIAL SPARKLING WINE di Expo, nella grande distribuzione e nelle enoteche hanno avuto un rialzo di prezzo.
    Mi permetto di dire che al consumatore qualunque non gliene frega nulla di expo, di tutte le questioni annesse sull’essere vino ufficiale: a noi importa (anche e soprattutto) il prezzo finale del prodotto in rapporto alla sua qualità.
    E se l’operazione deve far lievitare i prezzi per la causa della gioiosa macchina da guerra di expo, forse sarebbe stato meglio “starsene a casa” e fare come ha fatto qualcun altro, che pur non essendo OFFICIAL SPARKLING WINE ha ottenuto brindisi e risultati molto importanti.
    Saluti.
    Oscar”

  7. Gugge

    settembre 1, 2015 alle 7:33 am

    “E’ prodotto sempre e soltanto in versione millesimato con almeno 4 anni di maturazione””
    &
    “Le bottiglie restano in catasta per almeno 42 mesi (totale dalla vendemmia 48 mesi) ”

    Dunque, almeno 4 anni vuol dire almeno 48 mesi di maturazione, ed il termine maturazione e’ sinonimo di affinamento che parte con il tiraggio.

    Questi fanno 3 anni ed un po’ ….. Ovviamente a 18,50 venderanno un po’ pochino per cui arriveranno a ben oltre i 5.
    Arrivati ad avere le cantine piene e con la necessita’ di spazio e liquidi, ridurranno i prezzi con politiche di declassamento di prodotto.

    Benvenuti in Franciacorta.

    • redazione

      settembre 1, 2015 alle 7:50 am

      ERRORE! Benvenuti in quella parte, minoritaria, spregiudicata e un po’ cialtrona della Franciacorta che io combatto. E che spero comincino a combattere, prendendo coraggio, i produttori stessi… Per il resto ho un’idea un po’ folle, un’iniziativa spregiudicata, che getterebbe quel mondo expo-dipendente nel panico…

      • Silvia

        settembre 1, 2015 alle 8:48 am

        A sto punto sono curiosa. Vada fino in fondo, stavolta, pero’, Ziliani, non lanci il sasso e non nasconda la mano. Vediamo che succede. Mi metto sul divano, con un pacchetto di pop corn (non dico cosa ci abbino, da bere) e attendo con trepidazione. ;-))

        • redazione

          settembre 1, 2015 alle 1:10 pm

          io ci provo, ma quello che ho in mente non dipende da me solo, esige la complicità di un protagonista della filiera franciacortina. Se non avrò quella complicità tutto il progetto va a farsi benedire… Ma ci proverò, stia sicura

  8. Pingback: Franciacorta Non Dosato 2010 Cola | Il Prosecco

  9. ContedelVino

    settembre 1, 2015 alle 11:10 pm

    Caro Franco FInalmente parli di vs prodotti in Franciacorta, devo dire ottimo rapporto qualita prezzo.
    Ho letto i commenti e mi spiace che chi non ti conosce da 30 anni come me non riescano a capire che tu come pochi altri,Masnaghetti a Francesco Arrigoni indimenticabile , siete i Montanelli del giornalismo enoico non appartenete a nessuno ed è questo il bello.
    La Franciacorta, si deve dare a “CESARE QUELLO CHE MERITA” , ha grandi meriti ma sta vivendo un momento di fette di salame (magari un buon cucito di Varzi ) sugli occhi va tutto bene madama la Marchesa.
    Continua e non ti dimenticare del vino a costo industriale serve per assolvere impegni presi per costruire bellissime Cantine tecnologiche ma che vanno pagate .
    Quando vuoi sono sempre pronto per una bella telefonata o un incontro.
    P.S. ho usato il mio pseudonimo per ovvi motivi di salute.

    • redazione

      settembre 2, 2015 alle 11:53 am

      Caro “Conte del Vino”, se ti riveli e mi contatti telefonicamente, magari capisco chi sei e possiamo sentirci o vederci, come auspichi 🙂

  10. redazione

    settembre 2, 2015 alle 12:05 pm

    lei é stato molto gentile a citarmi, dandomi del “Montanelli”, mentre sono solo un modesto cronista del vino un po’ attempato, insieme all’amico Masnaghetti e a Francesco Arrigoni.
    Ma del trio il vero autentico fuoriclasse, il campione indiscusso, per capacità, originalità, coraggio, adamantina onestà e integrità, é stato Francesco, “Franz” Arrigoni.
    Lui il vero erede di Veronelli, lui una persona speciale alla quale la Franciacorta, se avesse un cuore, dovrebbe elevare un monumento.
    Lui manca tanto a tutti noi e manca tanto a me che ho avuto la fortuna di essere stato suo dialettico amico.
    Ovunque tu sia Franz, sappiamo che ti vogliamo, ti voglio ancora tanto bene e che non ti dimenticheremo mai…

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