Ma all’Expo i leader politici esteri non dovevano essere accolti a suon di Franciacorta?

OrgoglioItalia

Invece… Brut Orgoglio Italia, Ferrari…

Vi voglio riportare indietro alla data – quel giorno Milano era splendida e la sera prima avevo brindato, con Baldo e Bartolo, alla vittoria di Tsipras contro le oligarchie bancarie europee – del 26 gennaio. Quella mattina, con tanto di cravatta rossa simbolica, indossata da uno che è orgogliosamente di estrema destra da sempre e che disprezza chi blandisce i padroni, di qualsiasi tipo e colore siano, mi ero recato alla sede Expo di via Rovello per la conferenza stampa di presentazione dell’accordo, molto oneroso, tantissimi i soldi spesi – in un recente articolo annotavo “di recente è stato “approvato il bilancio 2014 e 2015, del quale il budget straordinario relativo a Expo 2015 è di 1.530.000 euro”) – che dichiarava il Franciacorta, attraverso il Consorzio Franciacorta, “official sparkling wine di Expo 2015”.
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La notizia, in pillole, era che il Consorzio Franciacorta, offrendo “un contributo cash di 380.000 euro e 80.000 euro in vino” avesse vinto “l’appalto”, la gara con una concorrenza peraltro non particolarmente agguerrita, e sarà l’Official Sparkling Wine dell’Esposizione Universale, della mirabolante (si spera) Expo 2015 e che come ha detto “il Commissario Expo, Giuseppe Sala, in una simpatica conferenza stampa ieri a Milanoche non ci saranno più gare per altri vini”.
ZanellaExpo

Quel freddo, splendido 26 gennaio nella conferenza stampa alla presenza del Ministro Martina, e del sottoscritto, di tutti i capataz del Consorzio, di una stampa come sempre leccante e plaudente quando si tratta di Franciacorta,“il Commissario Expo, Giuseppe Sala non aveva affermato che “non ci saranno più gare per altri vini”? Ma come, il Franciacorta non doveva essere il solo “official sparkling wine dell’Expo”?

FranciacortaExpo

Invece, leggi le cronache di ieri, lunedì 17 agosto, le veline ufficiali che comunicano minuto per minuto l’andamento della padrona d’Europa, l’ex fun­zionaria della Freie Deutsche Jugend (Fdj), l’organizzazione ufficiale dei giovani comunisti della DDR alla quale la famigerata Stasi propose di arruolarsi tra le sue fila, al secolo Angela Dorothea Kasner in Merkel, pare che quella Signora che Silvio Berlusconi, in un momento di lucidità e di humour definì in maniera simpatica, non abbia brindato con le bollicine bresciane che in singolari degustazioni – sfida “spezzano le reni ai più grandi Champagne”. Le bollicine official sparkling wine di Expo…

MerkelAltoadige

Le cronache ci dicono che dapprima abbia fatto visita al bellissimo stand dell’Alto Adige – Süd Tirol e abbia brindato con un bicchiere di Alto Adige Weissburgunde dell’amatissima Cantina Produttori di Cornaiano – Girlan, e poi, lo dice il super filo renziano Corriere della Sera normalizzato, quindi ci si può credere, sia stata a cena a Palazzo Italia, da Peck, dove La carta dei vini proposti ai commensali prevedeva un brindisi con un Ferrari Brut Orgoglio Italia, uno Chardonnay 2012 Planeta, un Recioto Valpollicella classico 2012 Allegrini.
Franciacortalogo_EXPO

Inutile sottolineare come la scelta sia stata “di regime”, uno Chardonnay di un “mammasantissima” produttore siculo, il Recioto di una rampante produttrice veneta, con vigneti anche in Toscana, amica e sostenitrice di Renzi e molto molto amica, dicono le voci, di un baffuto sostenitore di Renzi, anzi di un beneficiato da Renzi, e poi il Brut, che ancora una volta sui giornali non viene definito con il suo vero nome, Trento Doc, del notissimo spumantista di Trento, un vino di cui si può leggere qui e poi ancora qui.

E le “Prestigiose” bollicine di Franciacorta, l’Official Sparkling Wine di Expo che fine ha fatto? Le scorte disponibili nello standettino posto lungo il Decumano se le sono bevute tutte le torme di turisti da Gardaland che affollavano Expo a Ferragosto, oppure qualcosa non ha funzionato a dovere? E se non ha funzionato, è per colpa di chi?
pinocchio

Produttori della Franciacorta, visto che avete pagato fior di soldi per essere ad Expo, voi cosa ne pensate? Anche se siete impegnati nella vendemmia non è il caso, finalmente, di chiedere CHIAREZZA e TRASPARENZA su tante cose?

trasparenza
Detto da un amico della Franciacorta, più franciacortino di tanti franciacortisti…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

44 commenti

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44 commenti

  1. Giorgio

    agosto 18, 2015 alle 1:23 pm

    come avrebbe detto Emilio Fede:
    https://www.youtube.com/watch?v=1X1sMbB4N_Y

  2. Gugge

    agosto 18, 2015 alle 1:42 pm

    Franciacortini, dilettanti allo sbaraglio.
    Da buoni tondinari sono impegnati nella vendemmia piu’ che in p.r.
    Ossequi.

    • redazione

      agosto 18, 2015 alle 1:46 pm

      l’importante é che lavorino al meglio in vendemmia, cosa che in tanti sanno fare e fanno e che portino in cantina ottime uve da spumantizzare al meglio e da cui ottenere bei vini che si spera non finiscano poi sugli scaffali a 2,90 euro…
      Un pizzico di abilità di più nelle p.r. (e dire che hanno costosissime consulenze milanesi…) e nei rapporti con la stampa non guasterebbe, fidatevi…

  3. Oreste

    agosto 18, 2015 alle 1:53 pm

    guardi Ziliani che con ogni probabilità c’è la regia del furbo Farinetti dietro la scelta dei vini proposti ieri alla Merkel.
    L’Allegrini diciamo che è molto ma molto amica di Farinetti e Ferrari-Lunelli sono soci di minoranza di Eataly, quella beneficiata gratuitamente da Renzi per lo spazio ristoranti ad Expo.
    http://food24.ilsole24ore.com/2015/04/uno-spazio-ferrari-affacciato-sul-decumano/
    E la sua amata Franciacorta è uscita con le ossa rotte da questo business Agreement…

  4. massimo

    agosto 18, 2015 alle 1:59 pm

    Potrebbero essere interessanti spunti da approfondire nella promessa futura intervista al secondo candidato alla presidenza del consorzio. A proposito…ci sono news? Il tempo passa. Tutto tace?

    • redazione

      agosto 18, 2015 alle 2:02 pm

      il secondo candidato ufficiosamente si é ritirato, perché buona parte di quelli che l’avevano spinto a candidarsi poi si sono trasformati in sostenitori del Presidente annunciato… Quindi niente interviste…
      Storie squallidamente italiane…

  5. Renata

    agosto 18, 2015 alle 2:40 pm

    ma è ovvio che ad Expo, al cui interno comanda una costola di Eataly, ai potenti della terra si offrano gli spumanti di Ferrari e non le bolicine di Franciacorta. I Lunelli sono soci di Farinetti e Farinetti sostiene, come la Allegrini, Renzi e tutto un magna magna… E la Franciacorta resta con il cerino acceso in mano… Aspira a far parte della cupola del vino, ma non la fanno entrare nei salotti buoni…

  6. redazione

    agosto 18, 2015 alle 3:23 pm

    Vi chiedete perché per la cena Expo con la Merkel sia stato scelto anche un vino di Planeta? Presto detto. La spiegazione sta in un libro, edito da Mondadori nel 2013, titolo Storie di coraggio. 12 incontri con i grandi italiani del vino. L’autore? Il Berlusconi rosso, l’amichetto ed il sostenuto e sostenitore di tale Matteo Renzi, un certo Farinetti Oscar. Un capitolo del libro è dedicato ai Planeta. E alle pagine 307-308 del libro, dialogando con Alessio e Francesca Planeta, il furbo mercante di Alba dice “Facciamo un Etna rosso insieme, per la distribuzione attraverso Eataly, sono pronto a qualsiasi soluzione. Ma ciò che preferisco è vigna e cantina in società. Voi lo fate e io lo distribuisco”….
    Risposta dal sor Alessio Planeta: “Oscar, se tu lo vuoi lo facciamo! Parola! E Francesca sorride accettando la prospettiva”.. Se poi questa società, questo business, questa joint venture l’abbiano fatta oppure no, io non lo so, ma è lecito pensare di sì. E così ieri alla Merkel hanno servito un vino della “grande amica” di Farinetti, una a cui piacciono quelli ricchi e potenti, dai tempi della Winebow del suo ex compare Lo Cascio, un vino degli amici e forse soci d’affari Planeta e un vino dei soci d’affari Ferrari-Lunelli. Se questa non è l’ennesima dimostrazione di come sia abile il bottegaio amico di Renzi e come Expo sia una vetrina falsa dove il mondo del vino italiano cerca di ammanicarsi questo sozzo potere politico targato PD..

    • Ramelli

      agosto 18, 2015 alle 7:15 pm

      Ziliani, mi permetto di consigliarle cautela, nel fare certe affermazioni. Si sa mai che i vini scelti (planeta) siano stati scelti tramite bando (come nel caso ferrari) e non per simpatia, come dice lei. Nel caso, non vorrei dovesse pentirsi di cio’ che scrive. Uomo avvisato…

      • redazione

        agosto 18, 2015 alle 11:47 pm

        grazie del consiglio, lo so che é PERICOLOSO criticare certi potenti, molto pericoloso. Ma io scrivo lo stesso… Cosa possono fare, querelarmi, farmi sparare, farmi scomparire nel cemento? Sabotare il mio blog? Mandarmi sotto casa un gruppetto della banda Farinetti o un commando di Isis? Io sono un giornalista libero e delle minacce me ne fotto

  7. redazione

    agosto 18, 2015 alle 3:42 pm

    contrordine compagni! L’operazione Ferrari-Lunelli Expo 2015 é costata un bel po’ di soldi, meno di quelli stanziati per il biennio 2014-2015 dal Consorzio Franciacorta, ma sempre tanti, vedere articolo allegato. E poi in fondo i trentini hanno investito su se stessi, visto che Expo é anche la grande furbata commerciale di Eataly, di cui loro sono soci… Che scatola cinese, che cupola…
    E la “povera” Franciacorta pensava di metterla nel sacco a questi pot(d)eri forti….

  8. Marco

    agosto 18, 2015 alle 5:46 pm

    A me pare che il problema sia al limite del consorzio franciacorta, che ha pagato fior di soldi, per non essere poi degnamente rappresentato. A parte cio’, non trovo nulla di scandaloso, nei vini scelti.
    E mi rifiuto di credere che Renzi o Farinetti si siano di persona adoperati per la scelta di un vino piuttosto che di un altro. Anche perché, se cosi fosse, Farinetti avrebbe verosimilmente scelto un franciacorta di Monterossa o un Barolo di Borgono, direi. Poi a noi Italiani piace polemizzare su tutto, e allora va bene tutto.

  9. max perbellini

    agosto 18, 2015 alle 9:21 pm

    Mettiamocela via: la cena è stata organizzata da Peck, scelta dei vini compresa.

  10. informato

    agosto 19, 2015 alle 12:59 am

    Quanto ha ragione, Ziliani! E’ già successo in altre occasioni. La data della visita della Merkel era nota da tre mesi, solo un cambio d’orario! Eppure il Presidente della provincia di Bolzano era pronto a scattare per esserci! Bravo lo staff di Bolzano. E lo staff della Franciacorta? Peck ha mano libera, come Farinetti. Per entrambi la Franciacorta non è in prima fila, a parte il rapporto ventennale fra Stoppani e Zanella. Ma quanto conta oggi quel rapporto con nuovi equilibri di proprietà? Il Ferrari è già stato utilizzato in altri brindisi ViptoVip, ovvero visite di Capi di Stato. Su questo Camilla e Matteo sono ben posizionati e si muovono in prima persona. Come si può ben vedere dalla foto che allego… Ha ragione sulla presunta “esclusività” di tutti i brindisi per la Franciacorta……. C’erano perfino Planeta e la Allegrini dentro lo stand Alto Adige – Padiglione Italia!!
    Ps: che figura la signora Renzi con i tacchi a spillo alle 17 pm, in un tour fieristico……….!! No comment, provinciale e patetica…

  11. Gugge

    agosto 19, 2015 alle 8:59 am

    Il fatto che la merkel abbia bevuto dei vini xy non e’ un punto a loro favore.
    Mi sembra piu’ odiata che amata, fuori germania, la sig.ra merkel
    In germania bevono prosecco, riesling e francesi vari.
    Punto.
    Prosit

  12. Gugge

    agosto 19, 2015 alle 9:06 am

    Leggendo l’articolo anche i marzotto sono all’interno della fordata tamburini che detiene il 20% di eataly distribuzione.
    I marzotto detengono, se non erro, il 60% di Ca’ del Bosco (vigneti esclusi).
    Quindi?……

    • redazione

      agosto 19, 2015 alle 9:14 am

      quindi un tubo…. Tra di loro certe famiglie del vino trovano sempre modo di fare comunella e di fare soldi, non certo a vantaggio di voi consumatori…

  13. franciacortino

    agosto 19, 2015 alle 11:31 am

    Franco scusa l’anonimato e scusa il silenzio, imbarazzato, mio e dei miei colleghi produttori di Franciacorta, dopo questo tuo ottimo articolo che nonostante gli impegni con la vendemmia abbiamo letto in molti. E grazie anche per la mail relativa all’assurdo comportamento nei tuoi confronti dell’addetta all’ufficio stampa del Consorzio.
    Come ben sai, come hai toccato con mano, qui la situazione è esplosiva e al di là delle parole non c’è un confronto aperto libero e democratico. Chi dice qualcosa che non piace ai padroni del vapore, tu sai bene a chi mi riferisco, rischia pesanti ritorsioni
    Ecco pertanto perché noi produttori non siamo intervenuti pur leggendoti e pur dicendoti grazie di quello che hai fatto e continui a fare per la nostra Franciacorta. Che, come dici bene, tu mostri di amare molto di più di come la amino, in realtà, parecchi produttori di Franciacorta Docg e contemporaneamente di spumanti Vsq. Allucinante…

    • redazione

      agosto 19, 2015 alle 11:47 am

      gentile “franciacortino”, grazie per aver rotto la consegna del silenzio e dell’omertà. So bene, le statistiche delle visite di Google Analytics parlano chiaro, che il post di ieri é stato molto letto. E immagino abbia fatto discutere, come una mia lettera inviata al Consorzio e ad una serie di produttori per porre loro alcune domande sulla “professionalità” dimostrata nei miei confronti dalla responsabile dell’Ufficio stampa interno al Consorzio.
      Conosco i miei polli e non mi aspettavo interventi, perché so bene che situazione pesantissima ci sia e che solo alla fine della bolla Expo i nodi verranno finalmente al pettine. E so che ieri qualcuno ha fatto una gran brutta figura anche se non lo ammetterà mai.
      Ma questo silenzio, che finalmente lei rompe, é assordante, imbarazzante, vergognoso, trattandosi di una moderna zona vinicola posta nella civilissima, europea Lombardia, non (con rispetto parlando) in Sicilia…
      Pazzesco… Grazie per le sue parole. Io non mollo e vado avanti e presto, a settembre, avrò tante altre cose interessanti da raccontare. Estote parati, come dicevano i latini…

  14. Gugge

    agosto 19, 2015 alle 12:54 pm

    Egr ziliani le consiglio un giro all’expo.
    Vi sono padiglioni interessanti ed altri pietosi, franciacorta compreso ove, nell’era del digitale e della comuncazione, vi e’ un anonimo bar con due vigne ed un cavalletto porta listino.
    Tristezza infinita, ma chi l’ha progettato? Il geometra del comune?
    Ossequi.

  15. redazione

    agosto 19, 2015 alle 1:02 pm

    sono stato, come ho scritto, ad Expo e ho avuto modo di vedere e fotografare la povera cosetta che é lo stand Franciacorta, che ha l’unico pregio di essere in posizione centralissima sul trafficato Decumano… Per il resto no comment, anche sui prezzi…

  16. Gugge

    agosto 19, 2015 alle 1:41 pm

    Se vi e’ qualche copywriter bravo che ci puo’ spiegare la comunicazione di tale opera d’arte e’ cosa gradita.
    Come sprecare una grande occasione.
    I prezzi sono allineati ai prezzi praticati all’interno dell’expo.

  17. Giorgio Giorgi

    agosto 19, 2015 alle 4:22 pm

    Buongiorno sig. Ziliani, questa volta non sono d’accordo con la sua frase sul franciacortino che avrebbe “rotto la consegna del silenzio e dell’omertà”, giacchè lui stesso è rimasto anonimo; insomma, mi pare che manchino i nomi e i cognomi, sia degli scontenti, sia dei padroni del vapore. Ma davvero il Consorzio Franciacorta è un centro di potere? sono vere le cifre di alcuni articoli letti recentemente che parlano di bilanci milionari?

    • redazione

      agosto 19, 2015 alle 4:30 pm

      le cifre che ho pubblicato non me le sono inventate io, sono quelle rese note in comunicati stampa dal Consorzio stesso.
      Ha ragione, il “franciacortino” ha scelto l’anonimato, ma capisco benissimo non potesse fare altrimenti…

  18. LORENZO GATTI

    agosto 19, 2015 alle 4:32 pm

    Eccoci qua…volevo semplicemente dire che l’azienda agricola Enrico Gatti ha votato contro lo stanziamento di questi soldi per l’Expo. Ritenendo soldi spesi male e ne siamo tuttora convinti. Detto questo a me che la Merkel abbia brindato con questo o con quello non me ne può fregà de meno. Ciao

    • Giorgio Giorgi

      agosto 19, 2015 alle 6:14 pm

      davvero votato contro? a leggere i resoconti dell’assemblea risultavano solo due astenuti; non è la stessa cosa, scusate la pedanteria

      • redazione

        agosto 19, 2015 alle 6:27 pm

        anch’io quando ho letto l’intervento del vecchio caro amico Lorenzo Gatti sono basito, perché ricordavo quello che dice, conoscendo le carte (sicuramente é qualcuno che ha a che fare con il Consorzio: e perché si nasconde dietro ad un nome di fantasia e non si rivela con la sua vera identità? Di chi ha paura, del bau bau?) Giorgio Giorgi, ovvero che quella decisione passò non con voti contrari, ma con soli due astenuti.
        E un conto, ha ragione Giorgi (ci conosciamo vero?), é astenersi, un conto é votare contro. Esercizio che oggi in ambito Consorzio Franciacorta, soprattutto in tema Expo e nomina nuovo CDA o nuovo Presidente del Consorzio – si ascolti questa canzone di Cocciante – non é molto praticato…

  19. Gugge

    agosto 19, 2015 alle 11:34 pm

    Quindi in franciacorta conandano quella 4/5 cantine che fanno il cattivo e/o bel tempo con tutti gli altri a ruota muti e rassegnati.
    Vediamo i potenziali ed ipotetici attori:
    Ca’ del Boschetto con attenti al lupo
    Bellagnocca & contadina ( tanto la pizza e’ sempre la stessa)
    Er barone de noi altri
    Sbertucchiami
    Noi siamo il vino e voi non siete ‘na mazza
    Cittadini di erbusco & co.
    Cavallina storna
    Il monte rosso ma l’uva e’ bianca.

    Chi manca?

    Ossequi

    • redazione

      agosto 20, 2015 alle 8:52 am

      spiritoso, anche se molto fantasioso il suo apologo fiabesco. A prendere sul serio il suo elenco direi che nel gruppo che lei cita ce ne sono due che, purtroppo, non contano molto e dovrebbero contare di più e ne manca uno, che si crede furbastro, il primo della classe, uno che studia da ministro fin da ragazzo (non lo é ancora diventato, ma non si sa mai, anche se si é appesantito e non é più figo come illo tempore…) e che disinvoltamente produce Franciacorta Docg e spumanti Vsq.
      Uno che a pelle non mi é mai piaciuto, che mi é sempre stato (come del resto gli sono io, deo gratias!) antipatico, i cui vini generalmente non amo, anche se nelle degustazioni alla cieca, che hanno una loro verità, può capitare che finiscano per non dispiacermi.
      Lui é la vera eminenza grigia e quello che regge, insieme ad un paio di quelli citati, le fila della baracca…

  20. Pingback: Franciacorta Extra Brut Terre dei Trici 2009 Cascina San Pietro | Il Prosecco

  21. Gugge

    agosto 21, 2015 alle 10:10 am

    “cui vini generalmente non amo, anche se nelle degustazioni alla cieca, che hanno una loro verità, può capitare che finiscano per non dispiacermi.”

    Bastancontrario per nascita ovvero per percorso enoculturale?

    • redazione

      agosto 21, 2015 alle 10:26 am

      entrambe le cose. Generalmente i vini di quel produttore, e non mi fa velo la decisa antipatia – reciproca – che provo per lui, non mi piacciono. Ma nel corso dell’ultima degustazione organizzatami dal Consorzio, tipologia Extra Brut e Pas Dosé, un vino di quel produttore, alla cieca, mi é piaciuto. E l’ho subito scritto. E lo chiarirò in un articolo che conto di dedicargli presto, dove alternerò il bastone alla carota

  22. Gugge

    agosto 21, 2015 alle 11:37 am

    Bene egr. Ziliani, torniamo a scrivere di vino, magari buon vino.

    • redazione

      agosto 21, 2015 alle 11:48 am

      e io cosa ho fatto in questi giorni, non ho proposto tutta una serie di vini, di ottimi vini?
      Lunedì mattina vi aspetta un grande Champagne, rosé, biodinamico. Strepitoso…
      E a seguire un Trento Doc un po’ deludente, un altro grande Cava, un Oltrepò Pavese non male, altre bollicine strane e, ovviamente, qualche Franciacorta. Di quelli Expo-free

  23. roberta

    agosto 23, 2015 alle 7:19 am

    Ziliani, ma alla luce degli eventi degli ultimi tempi, lei sarebbe ancora dell’idea di scrivere “Zanella dovrebbe essere eletto presidente del consorzio Franciacorta a vita” come scrisse pochi mesi fa? Le chiederei una risposta schietta, basata sul suo operato come presidente del consorzio, a prescindere da simpatie, antipatie e amicizie trentennali. Grazie e saluti

    • redazione

      agosto 23, 2015 alle 8:20 am

      Bellissima domanda (ne ha una di riserva?) che necessità di un discorso articolato e meditato. Mi lasci il tempo per una risposta seria e non banale. Il tema e il personaggio meritano comunque rispetto:)

    • redazione

      agosto 23, 2015 alle 12:54 pm

      ecccomi alla risposta promessa Roberta.
      Prescindo da simpatie, antipatie ed ex amicizie trentennali (rotte non da me) e dico che a mente serena confermo il mio giudizio nettamente positivo sulla duplice presidenza del Consorzio Franciacorta dell’attuale presidente Zanella.
      In primis perché, rivelazione, il suggerimento di creare questo blog (il nome poi l’ha trovato mia figlia Valentina, copy writer) me lo diede proprio lui, invitandomi a pensare ad un Vino al vino per le bollicine.
      Fu un ottimo suggerimento ed un’idea geniale, perché la realtà ed il successo di questo blog sono sotto gli occhi di tutti.
      Credo poi che Zanella, a parte una sconfinata considerazione di sé (giusta, perché l’uomo ha un’intelligenza fuori dal comune ed é avanti anni luce rispetto alla stragrande dei suoi colleghi franciacortisti), sia stato il migliore presidente del Consorzio dopo Paolo Rabotti e Giovanni Cavalleri e, lo dico soprattutto per amicizia nei suoi confronti, Ezio Majolini.
      Zanella ha fortemente spinto per l’operazione Expo e saranno i risultati, a fine anno, a dire se questo suo impegno abbia portato grandi risultati oppure no e se l’investimento finanziario ingente fosse giustificato. Io, che non sono nessuno rispetto a Zanella, o meglio, lui é il Presidente del Consorzio, il deus ex machina di Cà del Bosco, io sono solo un esperto cronista di vino, innamorato della Franciacorta e suo coetaneo (entrambi del ’56), ho qualche dubbio, come continuano ad averne sempre di più molti produttori franciacortisti.
      Poi ci sono alcuni episodi della sua, pur eccellenza, dinamica, impegnata, lungimirante presidenza che non mi convincono. Episodi che lui conosce benissimo e di cui ho anche scritto qui e che hanno causato una rottura, per me dolorosa, per lui non credo, lui é Maurizio Zanella, lui va oltre e ha la buccia dura (per forza, la sua squadra é anche stata due volte in serie B, la mia MAI…), di quella che per 30 anni ho considerato amicizia.
      Ma si sa che io sono un Don Chisciotte e anche un ingenuo pirla e a volte prendo solenni fregature…
      Averne comunque, a conti fatti, di presidenti di Consorzio e di uomini del vino illuminati come Maurizio Zanella, averne…
      Ma il prossimo presidente, già annunciato e deciso con una sorta di Patto del nazareno enoico, non lo farà rimpiangere, sarà ancora meglio… Sperem…

  24. renato

    agosto 23, 2015 alle 6:00 pm

    Per me un consorzio che x 2 anni di seguito commissiona e paga una indagine di mercato dalla quale risulta che il franciacorta e’ piu’ conosciuto dello champagne e poi se ne vanta ai 4 venti pecca o di stupidita’ o di presunzione. Idem il suo presidente. Decidete voi quale delle 2.

    Una curiosita’, ziliani. Che lei sappia, a expo il consorzio ha organizzato o organizzera’ degustazioni guidate o simili moderate o guidate da qualche suo collega?

    • redazione

      agosto 24, 2015 alle 12:26 am

      renato: critiche al Consorzio e al suo presidente sono legittime, gli insulti se li tenga per lei. Non li accetto, non hanno alcuna giustificazione, sono stupidamente offensivi. E gratuiti. E anche un po’ cafoni…
      alla seconda domanda non so risponderle: dall’ufficio stampa del Consorzio Franciacorta, che giudico inefficiente e poco professionale nella figura della sua “responsabile” non mi arrivano molte notizie.
      Sicuramente se faranno degustazioni e le affideranno a qualche giornalista non chiederanno di certo a me, che notoriamente di Franciacorta non so nulla e non mi sono mai occupato, di condurle.
      Sono altri i giornalisti o, ultimamente i wine blogger, con cui hanno grande feeling e vanno d’amore e d’accordo (leggi strane degustazioni al Vinitaly…), non certo il sottoscritto

  25. Pingback: Divagazioni franciacortiste su cronache vere e cronache di regime | Il Prosecco

  26. Oscar

    agosto 31, 2015 alle 6:41 pm

    Gentile Ziliani, leggo sempre più che volentieri i suoi (pertinenti) commenti/riflessioni.
    Da consumatore di Franciacorta posso solamente dire la mia (modestissima) impressione circa l’operazione Franciacorta-Expo: sono stato ad expo e quando ho visto lo stand Franciacorta mi è venuto da ridere/piangere…come si può essere OFFICIAL SPARKLING WINE e mettere su una stamberghetta del genere???? Cioè, vogliamo essere seri o voler far ridere? Se l’obiettivo fosse stato essere comici, direi che è stato centrato; se l’obiettivo era quello di proporre come vetrina il Franciacorta, beh…vada a farsi un corso di marketing serio.
    Oltre a quest’operazione di marketing abbastanza improbabile, voglio solo far notare che i Franciacorta, in generale, da quando sono OFFICIAL SPARKLING WINE di Expo, nella grande distribuzione e nelle enoteche hanno avuto un rialzo di prezzo.
    Mi permetto di dire che al consumatore qualunque non gliene frega nulla di expo, di tutte le questioni annesse sull’essere vino ufficiale: a noi importa (anche) il prezzo finale del prodotto.
    E se questo deve far lievitare i prezzi finali al consumatore per la causa della gioiosa macchina da guerra di expo, forse sarebbe stato meglio “starsene a casa” e fare come ha fatto qualcun altro, che pur non essendo OFFICIAL SPARKLING WINE ha ottenuto brindisi e risultati molto importanti.
    Saluti Oscar

  27. Pingback: Ferrari, dal punto di vista del marketing, chapeau, mette in fila tutti gli altri | Il Prosecco

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