Bella vigilia di Ferragosto in Franciacorta con un vecchio amico, Giampietro Comolli

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Ninetto torna sui luoghi che fecero la sua nobilitate

Bella vigilia di Ferragosto (il giorno dopo, alla faccia di quelle orde di fessacchiotti che sono andati a fare le code a Gardaland, pardon Expo 2015, un posto dove ti rapinano già dal parcheggio, a prezzi ridicolmente alti…, me ne sono rimasto tranquillamente a casa a scrivere, festeggiando il mio personale “ferragosto” il 16, con la donna della mia vita e un paio di bute di Champagne, dopo esserci gustati due settimane fa un Cava da standing ovation…), quest’anno.

L’ho trascorso, per larga parte della giornata, ma guarda te che poca fantasia…, in un posto, a me ben noto, chiamato Franciacorta, e ancor più noto al vecchio amico carissimo – per me l’amicizia, soprattutto con persone che conosco da decenni, è sacra e che viola questo concetto va automaticamente per me fuori gioco, anche se fosse il dio in terra… – che ho accompagnato e che prevedendo di transitare per Bergamo e dintorni mi ha chiamato e mi ha detto “perché non ci troviamo a fare quattro chiacchiere?”.

E dove trovarci, ho detto io, se non in quella terra alla quale entrambi, lui molto più di me, hanno offerto un contributo innegabile di passione, professionalità, attaccamento. Una terra che entrambi, piaccia o meno a qualche iperciliuto rompicoglioni con il ditino alzato (un consiglio, lo rimetta a posto, altrimenti le suggerisco cosa farne…), abbiamo contribuito a fare conoscere di più e apprezzare grazie alle sue bollicine di qualità. Che non mancano, che sono tante e davvero buone, ma sono purtroppo attorniate, con 110 produttori ormai sulla piazza, anche da una serie desolante di vini mediocri o insipidi, vini che non si capisce perché si dovrebbero bere e si dovrebbero pagare di più di un modesto e non expo-ambizioso prosechin… E che talvolta costano davvero, finiscono sullo scaffale, come ho più volte dolorosamente documentato, perché io faccio il giornalista indipendente e non l’ufficio stampa o il promoter di nessuno, a prezzi vergognosi e ridicoli…

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Bene, una volta deciso che la sede del nostro incontro sarebbe stata la Franciacorta, dove portare il mio amico, al secolo Giampietro Comolliper chi non lo conoscesse qui tutte le informazioni utili – che della Franciacorta, intesa come realtà organizzata, dotata di Consorzio efficiente e funzionante, è stato, dagli anni della fondazione dell’ente consortile, correva l’anno 1990, nel 1995 arrivò poi la Docg, uno dei protagonisti?

Una di quelle persone che, avendo la fortuna di poter collaborare con Presidenti con i contro-attributi come Paolo Rabotti, Giovanni Cavalleri (mi inchino commosso al ricordo di entrambi) e altri, ai quali avevo pronosticato quella carriera politica più che imprenditoriale che effettivamente hanno fatto…, e con consiglieri del calibro di Vittorio Moretti, Maurizio Zanella, Agostino Uberti, Pia Donata Berlucchi, Emanuela Barzanò Barboglio, continua, continua…. e con uno spirito unitario e una grinta che oggi non trovo nell’attuale Consorzio, seppure ben presieduto da persona capace e ambiziosa, hanno costruito e gettato le basi del “successo Franciacorta”. Non dimentichiamolo, una zona che nasce praticamente nel 1961, con la prima bottiglia di Pinot di Franciacorta prodotta, con la complicità divertita di Guido Berlucchi, dal grandissimo Franco Ziliani. Non il vostro umile cronista, ma l’autentico inventore e pioniere della zona spumantistica bresciana.

Franco Ziliani - ph Bob Krieger

Pensa che ti ripensa, perché avevo bisogno di due posti dove portare Ninetto, così noi amici chiamiamo Comolli, sfidando le chiusure di ferragosto e lo stato di allerta di svariati produttori, già in vendemmia (a proposito, uno noto, uno che dovrebbe imparare a fare il vino, uno che, non si sa come, ogni anno prende i famigerati “tre bicchieri”, so che non ha vinificato un solo grappolo di uva e l’ha venduta a due note aziende…) o sul procinto di avviarla (a tutti loro, nessuno escluso, anche a qualche sfigato, auguri sinceri di una grande vendemmia!), alla fine mi sono deciso dove andare. Anche grazie alla preziosa disponibilità offerta da entrambi i soggetti individuati.

Ho così portato Ninetto da una sua vecchia conoscenza e mio buon amico (anche se, pure lui, è milanista: un morbo che alligna all’interno del Cda del Consorzio franciacortino…), nel cuore di Erbusco, dal più erbuschese degli erbuschesi, tanto che accanto alla sua azienda ne ha creata un’altra chiamata nientemeno che Derbusco Cives, cittadini di Erbusco, ovvero Giuseppe Vezzoli.

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E poi, dopo una bella chiacchierata, con visita alla cantina e degustazione (inutile che lo dica: quanto mi piacciono, l’ho scritto anche di recente, i suoi Franciacorta: tutti! E quanto sono piaciuti a Ninetto, soprattutto quelli prodotti con “il metodo che prevede che per il dosaggio del vino non si aggiunga vino, ma mosto. Solo uva, nient’altro che uva e vino base ottenuto da uve mature (per salvaguardare l’acidità si pressa meno), invece dello zucchero aggiunta di mosto delle stesse uve conservato a freddo) da Giuseppe e la delibazione di uno squisito salame cremonese offerto dalla Signora Vezzoli, un breve spostamento fino a Colombaro di Corte Franca, con obiettivo la cantina, nonché l’ottimo ristorante dell’azienda Barboglio de Gaioncelli, la cui storia potete leggere qui, dove ci attendeva il giovane, bravissimo, Andrea Costa.

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Ci sarà tempo e modo per parlare, diffusamente, e come meritano, dei vini, della cucina, della splendida carta dei vini (la più ricca di Franciacorta Docg della Franciacorta tutta), dei ricarichi onestissimi (la stessa politica di ricarichi bassi che fanno su tutti i vini altri due ristoranti che vi consiglio caldamente di visitare, perché meritano, la Locanda Burro e Alici di Erbusco, che riaprirà il 27 agosto, nonché il Ristorante Cucina San Francesco dello splendido Resort I Cappuccini di Cologne, sul Monte Orfano), di Andrea e dei bravissimi collaboratori.

Venerdì 14 agosto Comolli ed il sottoscritto hanno degustato in anteprima il Franciacorta Brut 2011 (uscita verso ottobre-novembre: prenotatelo, ve lo garantisco senza ne a né ba… è buonissimo, elegante, fresco, godibile, floreale, profumato di mela, salato e nervoso il giusto a palato, ne stappi una bottiglia e ne berresti due…), bevuto golosamente il Brut 2010 attualmente in commercio, altrettanto fine, con bolla ben croccante, grande equilibrio e piacevolezza, un’impeccabile versione 2004 del Franciacorta Dosaggio Zero millesimato Claro, ed un Pinot nero 2010, che Andrea ha dedicato alla memoria di suo padre Carlo Costa, nipote acquisito di Carlo Claro Barboglio, che mi ha entusiasmato, anche se Ninetto ha obiettato che il colore poteva essere più intenso, meno da Vernatsch e più da Blauburgunder, per la sua succosa eleganza, per la sua freschezza vellutata. Averne di Pinot nero così, in Franciacorta (dove a fine anno ne uscirà uno sbalorditivo…) e altrove….
barbogliodegaioncelli.it

I due piatti che Andrea ci ha suggerito e che abbiamo gustato, un antipasto di pesce di mare tiepido e morbidissimo su una cremina che ricordava la crema del vitello tonnato e un impeccabile risotto al Franciacorta con robiola, sono stati di ottimo livello e hanno splendidamente accompagnato i nostri lieti conversari su vite, lavoro, figlie, e sul passato, presente e soprattutto futuro del e della Franciacorta, sul quale le idee di Ninetto e mie concordano totalmente. Soprattutto quando ribadiamo la nostra ferma convinzione che le missioni estere e la volontà di allargare l’export abbiano un loro costrutto, ma che prima ci sia una larga fetta di Italia da sensibilizzare e convertire alla causa del Franciacorta Docg…

Comunque sia, è stata una bellissima giornata, una rimpatriata tra amici, un’occasione di bere (bere ripeto, si è degustato poco, almeno da parte mia si è bevuto…) ottime “bollicine”, che ci ha estremamente rallegrato. Un’esperienza che vogliamo ripetere a breve, anche in altre cantine franciacortiste, perché Ninetto ed io abbiamo il “fottuto” difetto (ma lo é davvero?) di avere idee, di sapere e volerle esprimerle. E di non tenercele per noi, ma di saperle comunicarle… E di riuscire a fare opinione…

Ragion per cui, sentirete ancora parlare, in Franciacorta e altrove, di questo malefico duo (che nella foto di apertura, dove Comolli appare in un’inedita versione barbuta, è un trio, perché con noi c’è anche il buon Giuseppe Vezzoli). E se son rose, o rosé, fioriranno…

loveFranciacorta

Viva la Franciacorta, quella vera, non quella in svendita a prezzi da prosechin o con il birignao da Expo!

Azienda agricola Vezzoli
Via Costa Sopra 22
Erbusco BS
Tel. 030/7267579
e-mail: info@vezzolivini.it
sito Internet http://www.vezzolivini.it/index.php

Barboglio De Gaioncelli
Via Nazario Sauro frazione Colombaro Cortefranca BS
Tel. 030 9826831
e-mail info@barbogliodegaioncelli.it
Sito Internet http://www.barbogliodegaioncelli.it/

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

17 commenti

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17 commenti

  1. Francesco

    agosto 17, 2015 alle 5:22 pm

    Buonasera Ziliani, io non sono ovviamente in grado di giudicare se i soldi spesi dal Consorzio di Franciacorta per sponsorizzare l’Expo siano o meno giustificati. Mi pare pero’ di ricordare che quando venne assegnato il ruolo di “bollicine ufficiali”, lei si dichiaro’ piuttosto entusiasta o quantomeno concorde, con l’iniziativa. Rimembro male? O ha cambiato idea lei?

    • redazione

      agosto 18, 2015 alle 1:03 am

      Ricorda benissimo e io avevo decisamente sbagliato valutazione anche se gia’ alla conferenza stampa del 26 gennaio in sede Expo a Milano, presente il ministro Martina, avevo espresso le mie prime riserve su questa montagna di soldi stanziati. E alla fine credo spesi male

  2. Massimo

    agosto 18, 2015 alle 8:33 am

    Questo improvviso spirito critico verso tutto cio’ che è Franciacorta (o meglio, consorzio di Franciacorta) è strano, soprattutto considerando che è iniziato subito dopo un paio di interviste da parte di personaggi top del consorzio stesso che, direttamente e indirettamente, la tiravano in ballo.

    Al netto di cio’, sulla sponsorizzazione di Expo, sto al 100% con lei, soprattutto dopo avere letto con cosa ha brindato la sig. ra Merkel ieri…ha letto? Clamoroso!

    • redazione

      agosto 18, 2015 alle 9:37 am

      con questa ha brindato? Immagino con una bollicina prodotta in quel di Erbusco, o mi sbaglio…?

    • redazione

      agosto 18, 2015 alle 1:57 pm

      nessuna ritorsione, solo che non mi fa di farmi prendere per fesso. Da nessuno e quindi…

  3. Massimo

    agosto 18, 2015 alle 9:42 am

    A meno che le Cantine Ferrari abbiano una produzione a Erbusco che ignoro…lei si sbaglia ;-)).

    Dal “Corriere”:

    “…tutto innaffiato da un Chardonnay 2012 Planeta e un Recioto Valpolicella 2012 Allegrini, dopo il brindisi con un Ferrari brut Orgoglio Italia.”

    Resta da capire a cosa serva essere l’official sparkling wine della manifestazione, se quando viene la seconda persona piu’ potente della terra, brinda con la concorrenza.

  4. Massimo

    agosto 18, 2015 alle 1:19 pm

    E’ questo, che intendevo. Bravo Ziliani che se ne è accorto.
    Lei sa per caso quanto hanno sborsato i Lunelli per avere il ruolo che hanno a Expo? Chi ci è stato, mi narra che è molto più frequente leggere il nome Ferrari (vini, non auto) che Franciacorta. Magari hanno sborsato anche di più dei bresciani, non lo so. Ma sarebbe una cosa interessante da sapere.

    • redazione

      agosto 18, 2015 alle 1:26 pm

      proverò ad ottenere i numeri esatti, ma so per certo che hanno pagato meno del Consorzio Franciacorta. E ieri la Merkel beveva il loro Spumante Trento Doc, non un Prestige….

    • redazione

      agosto 18, 2015 alle 1:31 pm

      oggi pomeriggio avrò i dati esatti di quanto hanno speso i Lunelli-Ferrari per l’operazione Expo!

      • Massimo

        agosto 18, 2015 alle 1:38 pm

        Se hanno speso meno dei Consorzio bresciano, tanto di cappello alla furbizia trentina.

        • redazione

          agosto 18, 2015 alle 1:48 pm

          hanno speso meno, ma i Lunelli, commercialmente parlando, sono dei numeri uno. Anche del Prosecco, visto che si sono comprati almeno la metà (ma sarà poi solo la metà?) di Bisol, re del Conegliano Valdobbiadene…
          Almeno loro si sono comprati un vero produttore di Prosecco, mentre in Franciacorta una minoranza infima fa prezzi da Prosecco… anzi da prosechin..
          Aridatece Metelli!!!!!!

  5. Matteo

    agosto 19, 2015 alle 3:28 pm

    Ma noi in Franciacorta abbiamo l’agenzia n.1 per la comunicazione, noi siamo la realtà vitivinicola che cresce più di tutti, noi siamo i più belli, noi siamo quelli che abbiamo fatto il libro che nessuno ha comprato e che usiamo per fermare le numerose porte aperte del Consorzio: insomma noi siamo er mejo!!!!
    Ne avranno da rispondere dopo l’EXPO di tutti questi soldi spesi senza il minimo ritorno sia d’immagine che economico.

    • redazione

      agosto 19, 2015 alle 3:43 pm

      gentile Matteo, non voglio entrare, non mi compete, nelle vicende interne al Consorzio Franciacorta. Faccio solo notare che l’operazione Expo, le ingenti spese che l’operazione Expo comporta sono state approvate con il voto favorevole di una straripante maggioranza, se non addirittura all’unanimità. Le faccio notare che tanti di quelli che poi mugugnano e poi magari mi telefonano e fanno l’aria incazzata, poi in Cda o in Assemblea non hanno battuto ciglio e hanno votato come qualcuno voleva che votassero, allineati e coperti, silenziosi e consenzienti per paura di qualche problema…
      Io sono pronto a scommettere che lo stesso atteggiamento, da pecoroni, verrà tenuto anche dopo Expo, quando in assemblea, nel Cda, verranno portati numeri roboanti che testimonieranno strepitose affermazioni, vendite alle stelle, immagine trionfante (magari l’immagine della Merkel che viene all’Expo e non viene fotografata a brindare Franciacorta, ma mentre cena a base di spumante Ferrari e di vini degli amici degli amici…) e allora anche i più recalcitranti si convinceranno che é stato bene andare all’Expo, exporsi per Expo, spendere così tanti soldi…
      Perché di leoni, nell’amata Franciacorta, ne conosco ben pochi, mentre invece conosco tanti che… lasciamo perdere…
      Del resto non va tutto bene in Franciacorta, madama la marchesa? E non c’é solo quel rompicoglione di Franco Ziliani, il giornalista ora “nemico”, o così additato da qualche stolto, a lamentarsi? 🙂

  6. Mario Falcetti

    agosto 21, 2015 alle 3:31 pm

    Franco buongiorno.
    con la vendemmia ormai agli sgoccioli e non solo in senso metaforico, perché le ultime gocce di mosto 2015 stanno fuoriuscendo dalle presse in queste ore, provo a portare il mio modesto contributo.
    Premesso, come sai e come ho a più riprese ribadito, che me ne sto sempre più in disparte ad occuparmi della vigna, dei miei vini e dei miei clienti. il resto è rumore di fondo, costoso ma pur sempre rumore di fondo. Sono cresciuto, ho studiato, ho lavorato, ho girato il mondo, ho affrontato scelte coraggiose per amore della vite e del vino. Oggi dopo oltre 30 vendemmie conservo ancora l’entusiasmo e la curiosità della prima. Penso, progetto, creo cuvée, vendemmia dopo vendemmia, alle quali trasmetto le mie passioni e ne traggo nuovi e accresciuti stimoli.
    Il resto, molto del resto, mi infastidisce a partire dal brindisi della cancelliera. a tal proposito quando venne data la notizia dell’operazione siglata dagli amici di Trento (sempre un passo avanti, loro!) mi sono permesso di complimentarmi con l’A.D. del Consorzio che mi ha risposto che “non è come sembra”.
    Aveva ragione: in realtà è ben peggio (la figura) di come poteva sembrare prima dell’apertura di EXPO. ma su questo tema non voglio entrare in polemica perché risulterebbe sterile.
    La mia parola, e il voto espresso dalla mia azienda, non rappresentano che una piccola goccia del grande calice consortile. perciò non mi resta che fare sempre meglio quello che stiamo facendo, giorno dopo giorno, prendendo le dovute e rispettose distanze da chi ha intrapreso altre vie, a me sconosciute, fashion o discount che siano. io penso al vino e finché questo modo di pensare darà i suoi frutti e porterà soddisfazioni non c’è motivo di cambiare rotta.
    Infine, prima di dimenticarmene, un personale commento alla risposta che hai ricevuto in merito alla richiesta sul programma del Festival. al netto di tutto, compresa la tua vis polemica, talvolta eccessiva, sono rimasto basito dai toni (eufemismo).
    Se un mio collaboratore azzardasse un simile tono con un interlocutore dell’azienda dovrebbe fare i conti con me. Infatti, sostengo che la forma non sia fine a se stessa, ma che a un certo punto diventa parte integrante della sostanza. Per quel che valgono accetta le mie scuse.
    Buon lavoro e un invito a guardare il bicchiere mezzo pieno della Franciacorta e lascia perdere il resto che non conta e non merita.
    Mario

    • redazione

      agosto 21, 2015 alle 3:45 pm

      avrei tante cose da risponderti caro Mario, ma preferisco, per il momento tacere.
      Voglio solo ringraziarti per le tue scuse, non dovute (ma sono state le uniche, perché il Consorzio e tanti produttori, da me informati del comportamento cialtronesco della presunta addetta stampa, hanno preferito tacere, forse perché impegnatissimi a fare figure da cioccolatai ad Expo…) che apprezzo, perché so essere sentite e sincere.
      E poi voglio solo dirti ancora grazie e che sono felice di conoscerti, di esserti amico, e stringerti la mano, perché, come dicono gli spagnoli, tu es un hombre vertical. Una specie molto rara oggi in Franciacorta…

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