Cava Brut Nature Gran Reserva Subtil 2006 Recaredo

Denominazione: Cava
Metodo:
Uvaggio: Xarel.lo, Macabeo, Chardonnay
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
10


CavaRecaredo

Que maravilla! Rrrrrrecaredo Señores y señoras: gran ovación!…

Che bottiglia augurarvi di stappare e di godervi in occasione del Ferragosto? Prosecco? Non conosco. Champagne? Sarebbe la soluzione ottimale (lo è 365 giorni l’anno), ma forse farà ancora troppo caldo per apprezzarlo pienamente. Trento Doc? Dipende, qualcuno buono e qualcuno francamente deludente ne ho stappato negli ultimi quindici giorni, ma aspetto notizie da Trento e al momento non sono molto ispirato.

Oltrepò Pavese Docg oppure semplice Doc oppure anche solo VSQ? Ho già scritto giorni fa dei migliori, quelli di Monsupello e non mi posso ripetere, anche se potrei cavarmela scrivendo di qualche vino dei dissidenti distrettuali, vini che nell’ambito della degustazione fatta con Tom Stevenson mi erano piaciuti, tipo il Nature Blanc de Noir di Cà di Frara, il Pinot nero La Genisia di Torrevilla, il Blanc de Noir I Moschettieri di Frecciarossa, oppure i vini della Manuelina, di cui peraltro ho già scritto.

Ci sarebbe poi la soluzione, che va tanto di moda, dicono, che fa tanto in, tanto Expo, di un Franciacorta, ma bisogna fare attenzione e guidare bene il consumatore, perché ci sono i Franciacorta buoni, venduti al prezzo giusto, quelli presunti buoni e che si credono tali che spesso costano più di uno Champagne, e ci sono i Franciacorta poareti, quelli “vorrei ma non posso”. Senza dimenticare quelli, presenti su certi scaffali e da me documentati, a prezzi da prosechin, 2,90 euro…

E allora sapete cosa vi dico? Niente bollicine metodo classico italiane, e per gli Champagne, ne ho tutta una sfilza da proporvi, strepitosi, vi rimando a dopo Ferragosto e inizio settembre, quando magari potrei teoricamente aver messo in carniere anche una maxi degustazione di Trento Doc (ma con i trentini non si sa mai, sono persone complicate…), e allora bandiere al vento por la España que esta en el mi corazon, y por la D.O. Cava, fiore all’occhiello della produzione bollicinara metodo classico iberica e di quella area, il Penedès, che dista poco da Barcellona la bellissima. La città che può vantare una delle squadre di calcio migliori del mondo, quelle che aspettano in finale una squadretta di Torino e le rifilano un sonoro e meraviglioso 3 a 1.

E visto che ho scelto di proporvi Cava non vi posso proporre un Cava qualsiasi, ma un Cava top, uno di quelli che tutta la critica e gli appassionati di vino in Spagna considerano senza discussioni tra i migliori presenti sulla piazza.

Ho già scritto, con uno scoperto entusiasmo, di un Cava di codesta Bodega, Recaredo, distribuito in Italia, con molta discrezione, dal conte Michael Goëss-Enzenberg, ovvero la Tenuta Manincor di Caldaro sulla Weinstrasse.

Quel vino mi aveva, e lo stesso era accaduto alla Divina che aveva degustato insieme a me, entusiasmato, tanto che l’avevo descritto in questi termini come un capolavoro, un obra maestra.

agave

Siamo sempre a Sant Sadurní d’Anoia in questa bodega esemplare dell’Alt Penedès, dove, come racconta bene il sito Internet aziendale, ci sono 50 ettari di vigneto a proprietà familiare, nella zona del río Bitlles, nella comarca del Alt Penedès (Barcelona), dove nel 1924 Josep Mata Capellades decise, con un impegno preciso, prima di tutto verso se stesso e poi con il mondo, di creare “vinos de terruño” di assoluta personalità. Capaci di trasmettere nella bottiglia il genius loci, il sense of terroir, di un posto magico:El Bitlles serpentea entre bosques, colinas y torrentes discontinuos mostrando parajes de una gran belleza, emparados por la imponente presencia de la montaña de Montserrat”.

E ancora, leggo sempre sul sito, “Vini che dovevano rendere omaggio a questo terroir “nella maniera più onesta e trasparente possibile”, ovvero “reafirmando nuestra vocación única en el mundo como viticultores y elaboradores”. La parola d’ordine, la “mission” attraverso novant’anni di attività festeggiati proprio lo scorso anno, doveva essere ed è, “Honestidad con el territorio”, ovvero “100% Agricultura ecológica y biodinámica”.

Elba2015-1 013

Forse è inutile tradurre, ma vuol dire “onestà con il territorio” il che significa “agricoltura ecologica e biodinamica” per davvero, non come posa o come moda. O come trovata di marketing per provare a riciclarsi e rifarsi, come stanno facendo svariate aziende vinicole italiane (non fatemi fare nomi, per pietà…), un’improbabile verginità e credibilità.

Per il popolo di Recaredo (che bel nome, come suona bene, che nobiltà naturale…) “un gran vino è il riflesso della terra che l’ha visto nascere” E per questa ragione hanno scelto una viticoltura che segue i criteri, non i dogmi, della biodinamica, “coltivando i vigneti senza ricorrere ad erbicidi o insetticidi, solo con elementi di origine naturale”. Una viticoltura “che ha come priorità l’equilibrio dell’ecosistema e la biodiversità in vigna” e che consente di ottenere “vinos espumosos sumamente expresivos”, con una grande capacità di evoluzione e tenuta nel tempo e soprattutto “rispettosi del paesaggio d’origine”.

Va ricordato che Recaredo, carramba que viños!, è stato il primo produttore della D.O. Cava ad ottenere il certificato internazionale di viticoltura biodinamica Demeter.

Questo detto, e ricordate le tappe salienti dei primi 90 anni di Recaredo, dal 1944 pionieri dei Brut Nature, dal 1962 artefici della Reserva Particular de Recaredo, dal 1975, protagonisti Josep y Antoni Mata Casanovas, figli di Josep Mata Capellades, un lavoro spasmodico in vigna, dal 2006 l’approdo ragionato e convinto all’agricoltura biodinamica porque “No hay vino sin vida en el viñedo”, non c’è vino (serio) senza vita nel vigneto, vengo al Cava, strepitoso, che ho, abbiamo bevuto in una bellissima località di vacanza dove me l’ero portato.

RecaredoCava

Si tratta del Cava Brut Nature Gran Reserva Subtil 2006 che on line risultava in vendita a soli 21,50 (ora il 2007 lo si trova a 22,25, ripeto 22,25 euro, meno di quanto costi, all’Esselunga un Franciacorta che crede di essere cult e che va tanto di moda tra quelli che di vino non capiscono un tubo…), che nella sua versione 2006, frutto di 63 mesi di riposo sui lieviti, venduta da qualcuno a 40 euro, rappresentava una ragionatissima cuvée formata per il 44% da Xarel.lo, 44% da Macabeo e 12% da Chardonnay (il 2007 invece è 62% Xarel.lo, solo 8% Macabeo e 30% Chardonnay) le cui caratteristiche vengono così magnificamente descritte nella lingua di Cervantes e di Juan Ramón Jiménez Mantecón, premio Nobel per la letteratura nell’anno in cui io nacqui: “La sutileza se desgrana en matices minerales y reminiscencias cremosas que dibujan un perfil sensorial de autenticidad. Exaltación de la complejidad, notas de crianza fina y burbujas de alta integración“.

E ancora : Recaredo Subtil es un Brut Nature, totalmente seco, sin adición de azúcar de expedición. Recomendamos degustarlo a 10ºC y abrir la botella unos minutos antes de servir con la finalidad de que este cava de larga crianza se exprese con total plenitud“.

Un campione, il mio, con sboccatura risalente nientemeno che al 24 agosto di tre anni fa, il 2012, da uve raccolte a mano, processo di vinificazione tradizionale, un 15% del vino affinato in legno per 11 mesi. Remuage manuale, e tutto il resto lo trovate già raccontato nella mia precedente celebrazione di questa meraviglia bollicinara ispanica.

Questo Brut Nature Gran Reserva Subtil 2006, che ci ha stupefatti mentre eravamo rapiti nell’incanto di una terra bellissima, si è rivelato un vino di straordinaria, rarissima eleganza, di armonia assoluta. Un vino, come scrissi a gennaio del Brut Nature Gran Reserva 2008, di assoluta essenzialità e commovente poesia che mi ha fatto pensare ad uno dei più grandi poeti di tutti i tempi, al ligure (ma milanese d’adozione) Eugenio Montale, ai suoi immortali versi di Mediterraneo che recitano “Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale siccome i ciottoli che tu volvi, mangiati dalla salsedine”…

Colore paglierino oro brillante luminoso, perlage finissimo, e un naso che è una meraviglia di mandorla fresca, pesca bianca, agrumi, pietra lavica, erbe aromatiche, fiori bianchi, vivo, freschissimo, teso, ricco di un’energia magica, di un’integrità scoppiettante e stupefacente per un millesimato 2006 colto a tre anni dalla sboccatura.

Attacco nervoso, ma non nevrotico, rigoroso, asciutto, di grande nerbo acido ed inebriante freschezza, profondo, verticale, la bocca ben croccante senza essere aggressiva, un equilibrio perfetto in tutte le parti, una piacevolezza, una persistenza, una salinità, una purezza d’espressione infinite. Sensazionali.

tappoRecaredo

E anche in questo caso, come un marchio di fabbrica di questi Cava fuori misura, un qualcosa di marino, di ostricoso che richiama, pretende, desidera, mariscos y mariscos y mariscos

Una meraviglia (a proposito Buon Ferragosto a tutti, ci ritroviamo lunedì 17!)  che mi evoca i versi di Jiménez quando canta:

Yo no soy yo.
Soy este
que va a mi lado sin yo verlo,
que, a veces, voy a ver,
y que, a veces olvido.
El que calla, sereno, cuando hablo,
el que perdona, dulce, cuando odio,
el que pasea por donde no estoy,
el que quedará en pie cuando yo muera.

E come diceva Giorgio Gaber

C’é solo la strada… l’unica soluzione, la salvezza per tornare popolo, per riscoprire noi stessi…

Que maravilla! Rrrrrrecaredo Señores y señoras: gran ovación!…

________________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento

2 commenti

Condividi

2 commenti

  1. Pingback: Bella vigilia di Ferragosto in Franciacorta con un vecchio amico, Giampietro Comolli | Il Prosecco

  2. Pingback: Cava Recaredo: un’obra maestra! | Il Prosecco

Lascia un commento

Connect with Facebook