Omomorto Dosaggio Zero 2013 Giovanni Menti

Denominazione: Altre Bollicine
Metodo: charmat
Uvaggio: Durella
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
8


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Ovvero, come direbbe Bécquer, Sobre el volcán la flor…

Inutile che lo nasconda, Giovanni Menti, da Gambellara, in provincia di Vicenza, poca la distanza da Soave, è stato una vera scoperta di questi ultimi dodici mesi per me. I suoi Gambellara, non Gambellara, declassati, espressione di quell’uva meravigliosa che è la Garganega, mi hanno dato grandi soddisfazioni e ne ho scritto con gioia. Anche in questo posto, dove il vino, dopo tre anni di appuntamenti settimanali, è diventato clandestino, tanto che non figura più tra le rubriche…

Menti, come scrivevo, è “un’azienda famigliare avviata alla fine del XIX secolo a Gambellara. Il fondatore Menti Giovanni, che fu il nonno dell’attuale proprietario (anche lui di nome Giovanni), iniziò col commerciare i vini che precedentemente produceva per il consumo personale della propria famiglia”.

E oggi ad affiancare Giovanni Menti, nella gestione di circa 7,5 ettari di vigneto coltivati a Garganega e Durella, siti nelle zone classiche collinari di Gambellara, il figlio Stefano, un duo che ha le idee ben chiare e cura tutte le fasi produttive, dalla cura del vigneto al processo di imbottigliamento (spumantizzazione inclusa) e ha scelto una conduzione delle vigne “ in regime biologico utilizzando il metodo biodinamico” e un operare in cantina dove “si prediligono lieviti spontanei e non si usano coadiuvanti enologici invasivi, per meglio mantenere la caratterizzazione del terroir dei vigneti”, posti su meravigliose terre saline e vulcaniche. Vini naturali e non interventisti davvero, dotati di un’integrità, di una purezza, di una verve da lasciare senza fiato”.

Sul Cucchiaio scrissi di due bianchi fermi che avrebbero tutte le credenziali per essere dei Gambellara Doc, ma che portano invece in etichetta la disarmata e orgogliosa dizione “vino volutamente declassato” a vino da tavola, per segnare una cesura netta e ribadita con forza con una storia passata e una gestione del Gambellara Doc che si traduceva in vini diciamo così con ben altre ambizioni che quelli di Menti, di Cristiana Meggiolaro (di cui ho scritto recentemente qui), di Angiolino Maule, alias La Biancara, per citare alcuni nomi di spicco di questa new wave gambellarese.
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Due vini, entrambi Garganega in purezza, da terreni collinari di origine vulcanica, un 2013, denominato Riva Arsiglia, da vigne, cinque ettari e mezzo, che hanno da 29 a 79 anni, e un 2012, il nome è Paiele, da una vigna di un ettaro del 1976. Vini strepitosi, modernissimi, attuali, ma dal cuore antico.

Vini profondamente minerali, scavati nella roccia, che fanno pensare ad un grande poeta spagnolo dell’Ottocento Gustavo Adolfo Bécquer e ad un suo verso memorabile caro ad Eugenio Montale e da lui scelto per aprire la seconda parte delle sue Occasioni, “I mottetti”: Sobre el volcán la flor

Oggi invece voglio suggerirvi, soprattutto se in questo periodo vi capiterà di mangiare, trovandovi al mare, frutti di mare e crostacei, su cui questo vino, come con le ostriche, secondo me si sposa me-ra-vi-glio-sa-mente…, un altro vino dei Menti, ma con le bollicine, o meglio, come si legge in retroetichetta, “Bollicine da uve italiane. Vitigno autoctono allevato su colline di origine vulcanica vinificato e spumantizzato con lieviti indigeni”.

Il vino, vsq, vino volutamente declassato, ha il singolare nome di Omomorto, è un Dosaggio Zero di annata 2013, ed è base di quell’uva imprevedibile, ricca di acidità e capace di esprimere ottimi “spumanti” (metodo classico e Charmat) in area Monti Lessini, che è la Durella, ottenuta da vigne di trent’anni circa su terreni di origine vulcanica, raccolta a mano a inizio-metà ottobre, e vinificata seguendo queste procedure: “dopo la raccolta, le uve portate in cantina vengono caricate in pressa intere e pigiate a 0,6 bar. La fermentazione avviene totalmente con lieviti naturali ed il controllo della temperatura direttamente in autoclave, con valvole aperte come fosse un normale tino di fermentazione. A fermentazione quasi conclusa, le valvole vengono chiuse in modo da conglobare l’anidride carbonica di fine fermentazione e ottenendo così un vino spumante senza l’utilizzo della rifermentazione. Dopo un anno di sosta sui propri lieviti con batonage, viene filtrato e imbottigliato”.

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Non è un vino facile questo Omomorto, per apprezzarlo non dovete temere il corredo acido (di cui la Durella è naturalmente ricca) e una certa petrosa mineralità, ma se vi piace, diventerà un vino da amare…

Colore paglierino scarico, brillante, metallico, si propone con un naso rigorosamente e virilmente secco, petroso, essenziale, con note di nocciola fresca, crosta di pane, fiori d’arancio, e poi sale e pietra a volontà. L’attacco in bocca è perentorio, deciso, asciutto, nervoso, persino crudo per certi versi, e lo sviluppo assolutamente verticale, incisivo, ricco di nerbo petroso, ma che pulizia, che energia, che forza, che capacità di far esprimere il terroir, vulcanico e minerale, in questo vino, che lunghezza e persistenza quasi appuntita!

Un vino vero, un vino vivo, altro che Omomorto!

Giovanni Menti
Via Dottor Bruzzo, 24
36053 Gambellara VI
Tel. 335 59 49 349
Email info@giovannimenti.com
Web http://www.giovannimenti.com/

p.s.
per motivi misteriosi improvvisamente ieri pomeriggio Facebook ha disabilitato, questo il termine tecnico, il mio account Franco Ziliani e quello relativo ai miei blog.
Questa mattina l’account é stato riattivato, ma io resto in attesa che il popolare social network mi comunichi i motivi della sua decisione, assolutamente immotivata e improvvisa.
Un ennesimo segno che a parlare chiaro, contro questo regime conformista, falso umanitario, nemico del popolo italiano e dei suoi interessi, si diventa dei bersagli da colpire.
Ma io non mi arrendo, se mi sbarreranno nuovamente le porte di Facebook avrò sempre i miei blog ed il mio account Twitter dove esprimermi. No pasaran!

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org

7 commenti

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7 commenti

  1. Nicola

    agosto 12, 2015 alle 11:03 am

    Stefano Menti ottimo produttore. Mi pare che l’Omomorto sia proposto anche in versione metodo classico senza sboccatura.

    Circa il blocco dell’account facebook, azzardo l’ipotesi che il motivo del blocco sia stato un post (ignobile) dove, riferendosi alle tragedie del mar mediterraneo, lei suggeriva l’ascolto di “In fondo al mar” tratto dalla sirenetta di Disney.
    In alternativa ipotizzo il sabotaggio da parte di
    a) Il Vaticano nella persona del Papa Invasore;
    b) L’Isis;
    c) Qualche hacker oltrepadano pagato dal Distretto Vini OP in unione con i fuoriusciti;
    d) Cottarella.

    Dimenticavo la Troika.

    • redazione

      agosto 12, 2015 alle 11:30 am

      risposta spiritosa Campanini…
      Quanto al mio post ignobile, come lo definisce lei, effettivamente non era il massimo dell’eleganza, ma come si può essere eleganti in questa Italia dove veniamo invasi e stravolti da torme di disperati dagli obiettivi molto chiari, ovvero metterci in sudditanza e comandare loro, ed il governo, la Chiesa, negano questa realtà e invitano a farci invadere e imbastardire ancora di più?
      Mi diano pure del fascista se la penso così, ma io ME NE FREGO!

      • Nicola

        agosto 12, 2015 alle 11:52 am

        Non è questione di eleganza. E’ questione di umanità. In fondo al mar, come dice lei, son finiti pure dei bambini.
        Veda lei se essere contenti della morte di centinaia di bambini sia una cosa poco elegante oppure ignobile.
        Io penso sia cosa ignobile.
        Circa la presunta invasione, trattasi di ipotesi così stupida da farla rientrare nelle patologie da eccessiva esposizione al calore estivo. Beva tanta acqua e non esca nelle ore di maggiore caldo.
        Le firmo il post, così eviterà di ripetere il mio cognome nella speranza di intimidirmi.

        Nicola Campanini

  2. Pingback: Omomorto Dosaggio Zero 2013 Giovanni Menti | Il Prosecco

  3. redazione

    agosto 12, 2015 alle 12:31 pm

    Signor Nicola Campanini, l’argomento del post é L’Omomorto 2013 di Menti, non i suoi giudizi e le sue elucubrazioni mentali sulle mie esternazioni, palesate su Facebook, come libero cittadino italiano che paga le tasse, in materia di INVASIONE.
    Se lei trova i miei commenti razzisti, nazisti, disumani, perché non fa una bella cosa e smette di leggermi e di intervenire qui con i suoi commenti?
    Non mi metterò a piangere se perdo un lettore come lei, stia sereno…
    Si guardi questa foto, se non é una vera e propria continua INVASIONE questa, che cos’é, una gitarellla al mare?

  4. Nicola Campanini

    agosto 12, 2015 alle 4:01 pm

    Caro Signor Ziliani,
    io ho commentato sia il post sia il p.s. in quanto parte integrante del post.
    Se non vuole che si commenti il p.s. non lo scriva o lo dica apertamente.
    Lei può esprimere liberamente la sua idea in tema di invasione, ben altro è gioire per la morte di bambini innocenti e poi fare la vittima chiedendosi perché le hanno bloccato l’account.
    Io commento perché mi diverto, se lei non è in grado di leggere il confronto, blocchi i miei commenti.
    Inoltre intervengo perché non sono una pecora e non ho timore ad espormi.
    Circa la foto da lei allegata, io vedo un centinaio o poco più di disperati.
    Tanto per citare dei numeri ufficiali, da gennaio ad oggi sono arrivati 90.000 invasori.
    Li rapporti agli abitanti degli italiani e avrà il peso percentuale di tale invasione.
    Se vuole qualche foto ad effetto in tema di invasione, la rimando a qualche anno fa.

    • redazione

      agosto 13, 2015 alle 12:35 am

      compagno Campanini, nessuna lezione di morale, di umanità, di buonismo, né da parte sua, né da parte di nessuno.
      Se a lei piace questa oscena, vergognosa, sordida INVASIONE, sono affari suoi. A me, come a tanti italiani, ad un numero crescente di italiani che aprono gli occhi e si ribellano, anche contro le stupidaggini dette da questa parodia di papa (con la minuscola), questa INVASIONE, questo progressivo imbastardimento, questo razzismo strisciante nei confronti del popolo italiano, fa schifo.
      E io lo dico a chiare lettere e visto che lei é dalla parte dei nostri nemici, da parte di chi di invade e chi rappresenta non un’opportunità, come ci raccontano mentendo, bensì come una minaccia ed un pericolo da combattere, la invito ad accomodarsi altrove.
      La chiami censura, la chiami come vuole, ma da oggi i suoi commenti avranno una naturale destinazione: il cestino
      A non rivederla

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